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Analisi prove libere Bahrain: quanto in alto può puntare Alonso?

Aston Martin continua a stupire, ma a cosa può puntare? Proviamo a scoprirlo con la nostra analisi delle prove libere del Bahrain

4 Marzo 2023
6 min read
analisi prove libere bahrain

Ci stiamo avvicinando sempre di più alla prima qualifica e alla prima gara dell’anno e Aston Martin continua a mostrare ottime prestazioni, addirittura simili a quelle di Red Bull e Ferrari. A cosa può ambiare il team di Silverstone in questo weekend? Proviamo a scoprirlo in questa analisi delle prove libere del GP del Bahrain.

fp2 gp bahrain
© Pirelli F1 Press Area

Partiamo descrivendo brevemente il lavoro svolto dai team nel corso delle prime due sessioni: quasi tutte le squadre, fatta eccezione per la Williams, hanno completato il loro programma di lavoro con gomme soft e medie. Il team di Grove è stato l’unico ad usare la mescola più dura a disposizione sia al mattino che al pomeriggio. Durante le PL2 tutti hanno effettuato la simulazione di qualifica a metà della sessione per poi concentrarsi sul passo gara con carico di benzina. Ci concentreremo prima su quest’ultimo per vedere cosa hanno mostrato i team per poi passare alle prestazioni sul giro secco.

Passo gara: Aston Martin continua a stupire, ma rimane l’incognita dei carichi di benzina

Partiamo guardando una rappresentazione grafica di tutti i long run effettuati durante la serata mediorientale messi insieme in un unico grafico. Questo non è molto utile per trarre conclusioni dettagliate, ma lo possiamo usare per dividere i team in fasce e guardare cosa hanno combinato i nostri eroi più nel dettaglio.

Quelli che si candidano ad essere i quattro top team in Bahrain sono Aston Martin, Ferrari, Mercedes e Red Bull, messi in rigoroso ordine alfabetico. Notiamo come i due piloti Mercedes e i due piloti Red Bull abbiano iniziato il loro long run su gomme soft vecchie di 5 giri, Alonso con gomme di 6 giri, i due Ferrari con gomme di 8 giri mentre sull’Aston Martin di Stroll si è optato per le medie con già 9 giri sulle spalle. Alonso ha mostrato un passo incredibilmente veloce, addirittura paragonabile con quello di Verstappen: SE la simulazione fosse avvenuta con lo stesso quantitativo di benzina questo porterebbe Alonso ad essere uno dei candidati alla vittoria finale. Purtroppo non conosciamo questa variabile, quindi è ancora troppo presto per fare questo genere di previsioni. Sul lato del degrado invece lo spagnolo soffre un po’ di più dell’olandese: il #14 parte dal 36 basso per arrivare al 37 alto mentre il campione del mondo in carica mantiene i suoi tempi stabilmente sul 37 basso. Rimanendo in casa Aston Martin, Stroll ha completato il suo long run con gomma di una mescola più dura rispetto ad Alonso e girando costantemente un secondo più lento dello spagnolo. Difficile dire se il team inglese abbia provato con entrambi l’inizio gara per testare la miglior mescola con la quale partire oppure abbia simulato due fasi differenti di corsa, ma in entrambi i casi la conclusione è che la squadra inglese ha portato a casa delle ottime simulazioni.

Ferrari è partita con gomme più usurate e segnando tempi più alti all’inizio, ma il degrado è parso decisamente contenuto. Il team di Maranello ha effettuato una sosta per montare gomme vecchie di cinque giri su entrambe le monoposto e anche in questo caso i tempi sono stati leggermente più lenti della Red Bull, ma costanti. Pare quindi che la Ferrari sia riuscita a migliorare su questo piano dopo alcune simulazioni negative durante la seconda giornata di test invernali. Il team che appare più in difficoltà tra i 4 di testa è però la Mercedes. Gli otto volte campioni del mondo non sono mai sembrati, almeno per il momento, a livello degli avversari né sul passo né nella simulazione di gara, secondo Hamilton sono addirittura staccati di un secondo e mezzo dalla vetta. Va bene le difficoltà, ma forse un po’ esagerato.

analisi prove libere bahrain

Passando a chi l’anno scorso occupò il centro gruppo, Alpine e la McLaren di Lando Norris sembrano coloro in grado di conquistare le restanti posizioni in zona punti grazie a un passo costante tra l’1:38 e l’1:39. Un po’ più in difficoltà rispetto al compagno di squadra Oscar Piastri, come lecito aspettarsi da un, sebbene talentuoso, esordiente mentre Alfa Romeo rimane un’incognita. Il team di Bottas, dopo delle belle simulazioni di qualifica, ha mostrato un degrado decisamente elevato nei long run con gomma soft: un problema da risolvere in vista di domenica.

Tra i team che lo scorso anno occuparono gli ultimi posti in classifica costruttori (Aston Martin esclusa) risulta ancora più difficile fare previsioni. Albon ha messo a segno un’ottima sequenza di giri veloci con gomme hard, forse a simulare la seconda parte di gara mentre Sargeant è il pilota che ha completato più giri con la soft mostrando come i tempi salgano alle stelle dopo il 17° passaggio. Degrado molto alto per l’unica Haas ad aver completato un numero decente di giri, quella di Hulkenberg, mentre AlphaTauri sembra poter ambire a una nebulosa posizione dalla P11 alla P20.

Analisi prove libere Bahrain: simulazioni qualifica

Tornado alla sorpresa Aston Martin, in grado di conquistare la prima posizione al termine delle PL2 con Alonso, andiamo a vedere le principali differenze rispetto a Red Bull. Il team campione del mondo in carica guadagna principalmente nelle curve lente e nel rapido cambio di direzione tra curva 6 e curva 7 nel quale Verstappen riesce a mantenere una velocità di percorrenza più alta. Al contrario Aston Martin recupera su Red Bull in tutti gli allunghi, forse grazie alle marce più corte, forse grazie a una mappatura più spinta.

analisi prove libere bahrain

Situazione simile tra Ferrari e Aston Martin con la differenza che Aston riesce a pareggiare la velocità in curva della Ferrari, tranne nel solito cambio di direzione tra curva 6 e curva 7.

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Ferrari che comunque potrebbe avere ancora un bel po’ di margine da come si intuisce paragonando il giro di Hulkenberg con quello di Leclerc. Guardando le velocità si nota come la curva della Haas sia molto più ripida in accelerazione, segno di una migliore accelerazione provocata probabilmente da una mappatura di motore più spinta rispetto a quella usata sulla casa madre.

Passando infine alla Mercedes, i due piloti inglesi riescono incredibilmente a guadagnare in accelerazione sulla Red Bull, come un po’ tutti gli altri, ma perdono un’enormità nelle curve sopra i 140 km/h.

Con questo si conclude la nostra analisi delle prove libere del GP del Bahrain, iscrivetevi al nostro canale Telegram per altri aggiornamenti.

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Fabio Catalano

Appassionato di motorsport e dinosauri, motivo per cui provo a inserire riferimenti a questi ultimi negli articoli di Formula 1. D’altronde se lo fa AO Racing posso farlo anche io

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