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FIA nel caos in Messico. Spieghiamo la partenza, la penalità a Hamilton, i commissari in pista e la VSC

Non avete capito il casino generatosi lungo il GP del Messico – anche – a causa della FIA? Cerchiamo di mettere ordine e chiarezza

27 Ottobre 2025
10 min read
fia messico

Domenica sera, divano per godervi il movimentato – e bellissimo – Gran Premio del Messico di F1, un episodio dietro l’altro; non riuscite a capire cosa stia succedendo. La FIA ci ha messo lo zampino, lasciando correre quanto accaduto in curva 1 al primo giro ma penalizzando Hamilton qualche tornata dopo, lasciando entrare in pista dei commissari di percorso che hanno rischiato la vita e chiamando una bizzarra Virtual Safety Car nel finale di gara. Proviamo noi a mettere ordine e chiarezza su quanto accaduto all’Autodromo Hermanos Rodriguez.

fia messico
© XPB Images

FIA chiude gli occhi sul caos di curva 1 al GP del Messico

In principio fu curva 1. Norris, Hamilton, Leclerc e Verstappen arrivano appaiati alla prima violenta frenata del Gran Premio del Messico; Norris ha l’interno, Hamilton è qualche centimetro più indietro alla sua sinistra, Leclerc a sua volta è alla sinistra dell’inglese, e Verstappen è il più largo di tutti con due ruote addirittura sul “verde” oltre il cordolo d’ingresso. Il tutto può essere visionato (protagonista per protagonista) in questo apposito video.

Norris fa tutto correttamente, impostando la curva e rimanendo in pista.

Leclerc, dall’esterno, tira la staccata a Hamilton; i due si sfiorano leggermente a causa del monegasco che si sposta quasi impercettibilmente verso destra – per impostare la curva ed evitare al contempo Verstappen alla sua sinistra – e frenando violentemente per fare la curva. Tuttavia, sebbene Leclerc sia riuscito a rallentare la sua Ferrari, finendo – troppo velocemente – largo e sullo sporco subisce un violento sovrasterzo la cui correzione lo porta a puntare la via di fuga tagliando l’apice di curva 2 e tornando in pista (in 1a posizione, anche davanti a Norris) in prossimità di curva 3.

Hamilton, invece, segue Norris e ci arriva ad un leggerissimo contatto – di gara, ala anteriore con gomma posteriore – nella brevissima transizione tra le curve 2 e 3, e gli rimane alle spalle.

Verstappen, dopo il grosso bloccaggio in impostazione di curva 1, ha ancora molta velocità e tiene aperto lo sterzo tentando di rallentare il più possibile sull’erba della via di fuga, dove compie anche uno straordinario controllo per impostare il suo ritorno sull’asfalto che avviene nella parte più esterna di curva 3, dove si posiziona 3° alle spalle di Leclerc e Norris.

Dunque, se l’approccio a Curva 1 era avvenuto con l’ordine Norris-Hamilton-Leclerc-Verstappen, dopo il caos la situazione vede un bel rimescolamento con Leclerc 1°, Norris 2°, Verstappen 3°, Hamilton 4°.

Il ferrarista, ritrovatosi in 1° posizione, rallenta sul rettilineo successivo (tra curva 3 e 4) per far transitare Norris. Tutto corretto, se non fosse che, dato l’ordine di arrivo in curva 1, anche Hamilton avrebbe dovuto riprendere la (2a) posizione su Leclerc.

Max Verstappen, invece, aspetta il complesso delle curve 4-5-6 per cedere (in maniera un po’scomoda, condita anche da un leggero contatto) la posizione lasciando passare Hamilton in 3a posizione.

A conti fatti, al termine della caotica fase di partenza del Gran Premio del Messico, l’unico che si può lamentare con la FIA della mancanza di qualcosa è Lewis Hamilton. Il 7 volte Campione, difatti, avrebbe dovuto – in teoria – recuperare la posizione anche sul compagno di squadra Charles Leclerc.

Al punto B delle FIA Driving Standard Guidelines, infatti, si legge quanto di seguito:

Un sorpasso all’esterno sarà sempre considerato la manovra più difficile da compiere.
Per avere diritto a che le venga lasciato dello spazio – anche in uscita di curva – durante un sorpasso all’ESTERNO, la vettura che attacca deve:
i) Avere il proprio asse anteriore davanti all’asse anteriore dell’altra vettura al punto di corda;
ii) Essere condotta in modo controllato dall’ingresso, al punto di corda, fino all’uscita della curva;
iii) Essere in grado di completare la curva restando entro i limiti della pista

Nessuno dei tre requisiti paiono esser stati rispettati da Charles Leclerc in curva 1 del Gran Premio del Messico e dunque, secondo le linee guida FIA, il #16 avrebbe dovuto cedere la posizione guadagnata sul compagno di squadra (o essere penalizzato per essere uscito dal tracciato e aver tratto vantaggio duraturo).

Come già avvenuto in altre occasioni – la più recente al Gran Premio degli Stati Uniti ad Austin – è plausibile che la penalità non sia arrivata in virtù del fatto che l’episodio è avvenuto nella fase di partenza della gara.

Leclerc non penalizzato, Hamilton sì (ma per un altro episodio)

Tutto questo, però, nella dinamica di gara ha avuto un peso. Lewis Hamilton, ora 3° dietro a Leclerc ormai in fuga, dopo aver ripreso la posizione su Max Verstappen – che, come abbiamo visto prima, lo ha fatto sfilare – è rimasto ingaggiato proprio con l’olandese di Red Bull in una dura sfida per la conquista del momentaneo gradino più basso del podio.

Si arriva al giro 6 del Gran Premio del Messico, e Hamilton precede Verstappen sul rettilineo principale. Alla frenata di Curva 1, la Red Bull si fionda all’interno della Ferrari per compiere un sorpasso duro, deciso, ma corretto. Hamilton, che arriva ad una leggera ruotata con l’olandese (che comunque aveva diritto di traiettoria essendo entrato per primo all’apice della curva) esce dal tracciato all’esterno di curva 1 provando a resistere, e torna in pista qualche metro prima dello stretto richiamo sinistrorso di curva 2 per ottenere lì la traiettoria interna e rispondere all’attacco.

Verstappen deciso, ma ben davanti a Hamilton all’apice di curva 1

Tuttavia, l’impostazione di curva 2 con un angolo così stretto e una velocità superiore al dovuto porta il ferrarista (che era uscito dal tracciato ed era chiaramente dietro a Verstappen) a non lasciare spazio all’olandese di Red Bull che era davanti ma che, vedendo fiondarsi alla sua sinistra la SF-25, è stato così costretto a raddrizzare il volante e tagliare l’apice di curva 3 per evitare il contatto. Così eseguito, il sorpasso dell’inglese non sarebbe stato consentito dalle Linee Guida FIA in quanto arrivato dopo un’escursione e da una posizione all’apice della curva più arretrata rispetto al rivale, forzando anche quest’ultimo fuori pista.

Verstappen è ora effettivamente davanti, ma l’aver tagliato sull’erba gli causa un’accelerazione peggiore di Hamilton che, sul rettilineo tra curva 3 e 4, si mette in scia e tenta subito un contrattacco all’esterno. Tuttavia arriva al bloccaggio della gomma anteriore sinistra, e non riuscendo ad impostare curva 4 sceglie di imboccare la via di fuga.

Come chiarificato nelle Note del Direttore di Gara ad inizio weekend (punto 18.2), ogni pilota che finisce nella via di fuga di curva 4 deve tornare in pista seguendo la (strettissima) stradina di servizio realizzata appositamente, a meno che non sia chiaramente impossibilitato.

© FIA

La velocità con cui Lewis Hamilton è arrivato nella via di fuga, come poi dichiarato da lui stesso, era troppo elevata per permettergli di imboccare la stradina di servizio; il ferrarista ha dunque scelto di passare sull’erba, ritornando in pista tra curva 5 e 6.

Anche i commissari della FIA sono stati concordi nel dire che per l’inglese l’imbocco della stradina di servizio sarebbe stato impossibile, e pertanto non l’hanno penalizzato “per non aver seguito le istruzioni del Direttore di Gara”.

© FIA

E allora, per quale motivo la FIA ha comminato a Lewis Hamilton una penalità di 10 secondi nel Gran Premio del Messico?

La penalità a Lewis Hamilton è arrivata per essere uscito dal tracciato e aver tratto del vantaggio (su Max Verstappen, con cui si stava contendendo la 3° posizione). Sul documento 36 pubblicato sul sito ufficiale della FIA durante il GP a Città del Messico si legge infatti che “la vettura n. 44 (HAM) ha bloccato i freni, è uscita di pista in Curva 4 e ha utilizzato l’area erbosa per rientrare in direzione di Curva 5. Poiché il pilota non è stato in grado di seguire il percorso indicato dal Direttore di Gara lungo la “linea gialla” a causa dell’eccessiva velocità, non si ritiene sia avvenuta alcuna violazione delle Note del Direttore di Gara. Tuttavia, uscendo di pista e tagliando la curva, il pilota ha ottenuto un vantaggio duraturo, sorpassando la vettura n. 1 (VER) e non restituendo successivamente la posizione. Pertanto, viene applicata la penalità standard prevista per l’uscita di pista con guadagno di un vantaggio duraturo

Il vantaggio di Hamilton si è concretizzato nel momento in cui anche Oliver Bearman su Haas, approfittando del marasma, ha infilato prima Russell e poi proprio Verstappen nella stessa curva 4. Il gruppetto, rallentato da questa bagarre, è rimasto attardato di circa 2,5″ da Hamilton e, nello specifico, Max Verstappen è passato dall’essere 3° davanti a Hamilton al ritrovarsi 5° dietro a Hamilton e Bearman (dietro di circa 3″ dal ferrarista con cui era in lotta).

Commissari in pista senza motivo e l’assurda VSC nel finale: la spiegazione della FIA in Messico

Siamo al penultimo giro del Gran Premio del Messico, e la FIA delizia tutti con la scelta decisamente discutibile di avviare il regime di Virtual Safety Car quanto nota la Williams di Carlos Sainz ferma nel terzo settore, praticamente sotto le tribune del Foro Sol.

La chiamata della neutralizzazione avviene nell’esatto momento in cui sia Max Verstappen che Oscar Piastri stanno completando le relative rimonte sui rivali; l’alfiere Red Bull è ormai incollato alla 2a posizione occupata da Charles Leclerc, mentre Piastri ha raggiunto Bearman e si appresta ad un disperato tentativo di sorpasso ai danni della Haas.

Il gran finale di un bellissimo Gran Premio del Messico è stato dunque interrotto dalla FIA in nome delle “procedure standard” utilizzate qualora venga segnalato un rischio incendio da parte dei commissari di percorso.

Come riportato da diverse fonti, tra cui Motorsport.com, un portavoce della Federazione ha dichiarato che “Sainz è andato in testacoda e si è fermato nell’area di fuga all’esterno della curva 14. La sua vettura si è fermata in una posizione esposta. L’auto ha quindi iniziato a fumare e la Direzione di Gara ha ricevuto segnalazioni di incendio, rendendo chiaro che sarebbe stato necessario l’intervento dei commissari per il recupero

La posizione della Williams di Sainz, con due commissari a presidiare il posteriore

Ha proseguito dichiarando che “Come da procedura standard quando vengono dispiegati i commissari per recuperare un’auto, la gara viene neutralizzata; in questo caso, è stata attivata una Virtual Safety Car (VSC) fino a quando l’auto non è stata spostata in una posizione sicura dietro le barriere. La VSC è terminata non appena l’auto è stata messa in una posizione protetta e la gara si è conclusa in condizioni di bandiera verde

La questione contestabile – e contestata – è la “posizione esposta” della vettura. Sainz, difatti, una volta in testacoda si è immediatamente diretto verso il varco più vicino (procedendo anche in senso contrario) e ci è entrato lasciando solo parte del retrotreno della vettura esposto oltre il muretto.

Uno zoom sgranato ma che aiuta a capire il punto esatto di stop

Mossa volontaria, quella di non entrarci completamente? Assolutamente no. Dal video si nota come lo spagnolo tenti di raddrizzare la sua vettura che però, con il danno al posteriore destro, non riesce ad allinearsi perfettamente al pertugio di sicurezza rendendo necessaria la più precisa spinta da parte dei commissari.

Tuttavia, il tratto molto lento della pista unito alla posizione già – parzialmente –nascosta della Williams ha fatto intendere che la Direzione Gara abbia ecceduto con la prudenza, privando il finale di gara del suo aspetto sportivo più intenso.

Sarebbe bastata l’esposizione di una doppia bandiera gialla in quel tratto di pista per segnalare ai piloti di prepararsi a fermare la propria vettura in qualsiasi istante, consentendo ai commissari – in pochissimi secondi – di predisporsi con estintori entrando in pista e di spingere per circa 2 metri la Williams ferma.

Tutto questo eccesso di prudenza nel finale risulta quantomeno bizzarro, dato che al giro 3 del Gran Premio la Direzione Gara aveva consentito – involontariamente? – a due commissari di percorso di attraversare la pista nel tratto tra curva 1 e 2 per raggiungere e rimuovere i detriti lasciati dai contatti avvenuti al primo giro esponendo solamente una doppia bandiera gialla in quel tratto e lasciando bandiera verde nel resto del circuito.

Tratto in cui, dopo il pit-stop, sopraggiungeva Liam Lawson che, con la sua Racing Bulls, ha rischiato di falciare i due commissari. Secondo la FIA, però, questi non sarebbero dovuti essere in pista in quell’istante.

“A seguito degli incidenti in curva 1, la Direzione Gara è stata informata della presenza di detriti sulla pista all’apice di detta curva. Al terzo giro, i commissari sono stati allertati e messi in standby per entrare in pista e recuperare i detriti una volta che tutte le auto avessero superato la curva 1

Fin qui tutto bene; ma ecco emergere la criticità: “Non appena è apparso chiaro che Lawson era rientrato ai box, le istruzioni di inviare i commissari sono state revocate ed è stata esposta una doppia bandiera gialla in quella zona. Stiamo ancora indagando su ciò che è accaduto dopo quel momento“, ha dichiarato la FIA con una nota ufficiale a margine del GP del Messico, consapevole del fatto che nonostante lo stop imposto alle operazioni dei commissari, questi siano comunque entrati in pista.

Indagine ancora da effettuare, dunque, per una Federazione Internazionale che, come troppo spesso accade, pare agire con diversi pesi e diversi misure nonostante goffi tentativi di “standardizzazione” delle procedure.

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Lorenzo Mangano

Classe '97, seguo il motorsport dal 2004. Con la tastiera scrivo di F1 ma anche di WEC, GT World Challenge e Formula E per i quali sono accreditato.
Con il microfono commento eventi come European Le Mans Series, DTM, Macau Grand Prix e Intercontinental GT Challenge, oltre ai principali campionati ESport italiani. Sui social sono @lory.mangano

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