Durante la conferenza stampa pre-GP di Las Vegas, nella sessione dedicata ai rappresentanti dei team, è intervenuto anche Nicholas Tombazis (Single Seater Director della FIA) che ha risposto ad alcune domande riguardo al futuro regolamento tecnico della F1 che verrà introdotto dal Mondiale 2026.

Come di prassi alla vigilia di un nuovo ciclo regolamentare, i dubbi sono sempre gli stessi: le gare saranno più spettacolari? La griglia sarà più compatta? I piloti potranno spingere dall’inizio alla fine? Le monoposto riusciranno a seguirsi più da vicino? C’è vita nell’universo oltre a noi?
A tutte queste domande (tranne l’ultima, peccato) ha provato a dare una risposta Tombazis, incalzato sul tema a Las Vegas in qualità di esponente della FIA: “Chiaramente con il nuovo Regolamento Tecnico 2026 della F1 ci si aspettano inizialmente dei divari maggiori in griglia, ma dal punto di vista aerodinamico ci aspettiamo che le auto siano in grado di seguirsi molto più da vicino rispetto ad ora. Le caratteristiche di scia sono notevolmente migliorate e riteniamo di aver imparato molto dalle auto del 2022 (l’attuale regolamento tecnico, ndr) per implementare gran parte di queste conoscenze nelle normative aerodinamiche del 2026″
È ottimismo, dunque (e non potrebbe essere altrimenti, mi viene da dire) quello mostrato dall’ingegnere greco riguardo l’imminente – ed epocale – cambio di regolamento tecnico in F1.
Le monoposto, secondo lui, gioveranno dell’abbandono del DRS come strumento di sorpasso in favore del “Manual Override” che permetterà di erogare picchi di potenza extra a piacimento lungo il giro.
“Il passaggio dall’uso del DRS all’energia come strumento per facilitare i sorpassi cambierà la natura delle gare e le renderà più imprevedibili. Questo, insieme ai nuovi concetti aerodinamici, credo renderà le gare ancora più emozionanti“
Ma dalle dichiarazioni dei piloti impegnati in questi mesi nello sviluppo e sui simulatori non si sono raccolte sensazioni positive o ottimistiche riguardo le nuove dinamiche di guida e di gara. In molti (come ad esempio Leclerc, Verstappen e Stroll) hanno definito “poco divertenti” le Formula 1 costruite secondo i nuovi regolamenti mentre altri, come Jak Crawford (terzo pilota Aston Martin), hanno parlato recentemente di “modalità di guida molto simili alla Formula 2“.
Su questo punto, le parole di Tombazis hanno provato a spegnere ogni allarmismo (o presunto tale): “Penso che i commenti sul ritmo da Formula 2 siano completamente fuori luogo. Stiamo parlando di tempi sul giro, nel complesso, che saranno di uno o due secondi superiori rispetto a quelli attuali, a seconda della pista e delle condizioni. E, ovviamente, all’inizio di un ciclo, sarebbe assurdo essere più veloci rispetto al ciclo precedente“

“Dal punto di vista delle normative non ci costerebbe nulla, sarebbe molto facile rendere le auto più veloci. Ma bisogna recuperare gradualmente ciò che si è guadagnato con lo sviluppo naturale. Quindi non si può iniziare il ciclo andando più veloci di quello precedente. Altrimenti, tra vent’anni, potete immaginare cosa succederebbe. Quindi penso che sia naturale che le auto siano un po’ più lente (ad inizio ciclo, ndr), ma credo che siamo neanche lontanamente vicini alla discussione sul fatto che “non sia Formula 1“, ha concluso in maniera netta e decisa l’esperto tecnico della FIA, ex Benetton, Ferrari, McLaren e Manor.
Regolamento Tecnico della F1 che a partire dal 2026 costringerà a salutare l’attuale generazione di vetture, introdotte nel 2022 e che facevano dell’effetto suolo la fonte principale di carico aerodinamico. Approfondendo proprio questo aspetto, Tombazis ha intrapreso una lunga e articolata considerazione:
“Le vetture del 2022 sono partite con un miglioramento significativo nelle loro caratteristiche di scia rispetto alle precedenti. Non ricordo i numeri esatti, ma il carico aerodinamico in scia a, diciamo, 20 metri di distanza – se ricordo bene, e rischio di dare numeri leggermente imprecisi – è passato da circa il 50% di quello in aria pulita nella precedente generazione di vetture a circa l’80 o l’85% sulle vetture 2022. Poi questo valore è progressivamente peggiorato durante il ciclo regolamentare fino ad arrivare ai livelli attuali, che di nuovo non ricordo con totale precisione, ma che probabilmente è ora intorno al 70%.“
“È per questo che vediamo che le vetture adesso fanno un po’ più fatica a seguirsi rispetto al 2022, anche se la situazione è comunque migliore rispetto al 2021. Crediamo che l’inizio del nuovo ciclo sarà circa 90% o qualcosa del genere. Pensiamo dunque che sarà meglio di quanto sia mai stato“, ha sentenziato (prendendosi un grosso rischio in caso di smentita dai numeri).
Ha poi proseguito: “Abbiamo imparato che, in alcune aree dell’attuale regolamento, alcune scappatoie o soluzioni progettuali non intenzionali hanno causato un peggioramento significativo“. Il riferimento è ai loophole o buchi regolamentari per la cui scoperta tutte le squadre lanciano denari a destra e a manca.
“L’area delle paratie delle ali anteriori è un esempio chiaro: le paratie anteriori si sono trasformate in forme che permettevano una quantità piuttosto elevata di outwash. Anche l’interno dei cestelli dei freni anteriori ha peggiorato le caratteristiche. I lati dei fondi vettura sono un altro esempio. Tutte queste aree, poco a poco, hanno contribuito al peggioramento delle caratteristiche delle vetture attuali. Pensiamo che nello sviluppo delle norme per il 2026 abbiamo imparato molto da questo, e speriamo di mantenere buone caratteristiche per un periodo più lungo o, auspicabilmente, evitare che si verifichi di nuovo questo rapido deterioramento. Ci sarà sicuramente un certo peggioramento, ma speriamo non così marcato come quello visto in questo ciclo“
Ciclo regolamentare di cui diversi piloti, interpellati durante la parte di Conferenza Stampa a loro dedicata a Las Vegas, hanno parlato dichiarando che non rimpiangeranno l’attuale generazione di auto.
In particolare, Max Verstappen ha evidenziato problematiche fisiche legate alla schiena (“La mia schiena sta cedendo”) menzionando anche dolori ai piedi e altri disturbi. Una domanda rivolta a Tombazis, infatti, ha toccato anche questo aspetto cercando di indagare sulle difficoltà nella guida delle attuali monoposto rispetto al preventivato in sede di studio del Regolamento Tecnico.
“Penso che il problema principale sia il fatto che le auto hanno un assetto molto basso e molto rigido. Questo era qualcosa che, nel complesso, non era stato previsto nella generazione delle auto attuali“, ha ammesso il dirigente di FIA che, però, illustra una minore criticità prevista per le F1 che verranno costruite secondo il regolamento 2026.

“La direzione naturale dell’aerodinamica per il prossimo anno continuerà a favorire le auto basse rispetto a quelle alte, ma non nella stessa misura. La pendenza del rapporto tra aerodinamica e altezza da terra è ridotta, il che significa che l’ottimale sarà un po’ più alto e le auto correranno, a nostro avviso, con un assetto un po’ più morbido nel complesso per avere aderenza meccanica“
“Chiaramente, questa è solo una nostra ipotesi“, ha precisato. “Non siamo lì a determinare le condizioni delle vetture, ma tutti gli indizi che abbiamo indicano che sotto questo aspetto la situazione sarà leggermente migliore. Ma ne avremo la certezza solo quando vedremo le vetture in pista“