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F2: Un pazzo weekend di Monaco incorona Markelov e Fuoco, ma quanto dramma!

I presupposti per vedere delle gare folli in Formula 2 c’erano tutti, ma delle situazioni così thriller erano difficili da immaginare. Harakiri tra i big, ruota a ruota nella salita verso Massenet e penalità sono stati spettacolari cornici del fine settimana monegasco della classe cadetta. Ne escono vincitori Artem Markelov e Antonio Fuoco, nonostante una…

27 Maggio 2018
5 min read

I presupposti per vedere delle gare folli in Formula 2 c’erano tutti, ma delle situazioni così thriller erano difficili da immaginare. Harakiri tra i big, ruota a ruota nella salita verso Massenet e penalità sono stati spettacolari cornici del fine settimana monegasco della classe cadetta. Ne escono vincitori Artem Markelov e Antonio Fuoco, nonostante una piccola penalità inflitta al calabrese al termine della Sprint Race. Ghiotto: biglietto di sola andata per Medjugorje.

f2markelovmonaco2018

GARA 1:
Definire caotica la Feature Race sarebbe assai riduttivo, tanto che narrarla per iscritto risulta tutto forché semplice.
E’ stato Artem Markelov a salire sul gradino più alto del podio, accompagnato da Sean Gelael e Roberto Merhi. Tuttavia per dare un’effettiva linearità al report conviene optare in via eccezionale per una narrazione cronologica degli eventi.
Ci troviamo dunque allo spegnimento dei semafori con la gara che parte già con un’assenza eccellente: è quella di Sergio Sette Camara che paga un lieve infortunio al polso rimediato in un incidente alla Santa Devota durante le qualifiche. Qualifiche che sono state impietose anche per George Russell e Lando Norris che si trovano relegati sul fondo della griglia.
Per la terza volta ques’anno, il polesitter del GP è Alexander Albon che con un buono spunto al via mantiene la leadership su Nyck De Vries. Il primo colpo di scena è però in atto alle loro spalle: Antonio Fuoco (dalla quarta piazzola) parte male e chiude violentemente Luca Ghiotto contro il muro causandone il ritiro. Il pilota calabrese verrà penalizzato con un Drive-Through, mentre il vicentino di Campos non riesce nemmeno a varcare la linea di partenza.
Il secondo top driver ad abbandonare la corsa è George Russell che in un disperato tentativo di rimonta paga un sorpasso azzardato alla Rascasse teminando la propria corsa contro le barriere. Poche tornate dopo anche il leader della classifica mondiale Lando Norris si dimostra troppo ottimista nel tentativo di sopravanzare Ralph Boschung all’Antony Noghés finendo per mettere a muro lo svizzero. Un Drive-Through è la penalità combinata all’inglese. La Safety Car ricompatta nuovamente il gruppo con De Vries, in quel momento secondo, che non esita a entrare ai box. Probabilmente per coprire la strategia dell’olandese, anche Alexander Albon cerca di pittare all’ultimo, entrando in collisione con l’alfiere Prema e finendo in testacoda in Pitlane. Entrambi riescono inizialmente a ripartire ma i danni subiti li costringono al ritiro pochi giri dopo.

Ci troviamo così con quasi tutti i contendenti al titolo fuori gara o comunque nelle retrovie. Ad approfittarne è l’esperto Markelov che oltre alla vittoria conquistata, riesce contro ogni previsione ad accorciare incredibilmente in classifica con Norris che rimane comunque al comando.
Sean Gelael e Roberto Merhi riescono a valorizzare la strategia alternativa sfruttando un enorme undercut per sopravanzare gli avversari e conquistare di conseguenza rispettivamente il secondo e primo podio in GP2/F2.

Quarto e quinto si piazzano Deletraz e Maini, seguiti da Lando Norris che con il sesto posto limita per quanto possibile i danni. Taglia il traguardo in settima posizione Jack Aitken con alle spalle Antonio Fuoco che, nonostante l’incidente provocato e la conseguente penalità, sarà Pole-Sitter di Gara 2 grazie all’ottavo posto. Chiudono la top ten Latifi e Fukuzumi.
I punti iridati del giro veloce vengono assegnati al vincitore Artem Markelov che chiude il suo fastest lap in 1’22”990.
Di seguito la classifica finale della Feature Race:

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GARA 2:
Una Sprint Race altrettanto entusiasmante incorona Antonio Fuoco vincitore nel Principato. Il calabrese si è limitato a controllare bene gli attacchi al via e nelle ripartenze dopo neutralizzazione, riuscendo così a mettere una pezza all’ingiustificabile manovra perpetrata ai danni di Ghiotto il Venerdì mattina. Nel post gara i commissari gli infliggono una penalità di tempo di 0.8 secondi per non aver rispettato il delta time durante il VSC-Ending ma ciò non basta per spodestarlo dal primo posto.
Chiude teoricamente in seconda posizione Lando Norris che preferisce vestire i panni del ragioniere e portare a casa punti preziosi in ottica iridata piuttosto che azzardare rischiosi sorpassi, anche memore dell’incidente in Gara 1 con Boschung. A fine gara però subisce 1.1 secondi di penalità per le stesse motivazioni di Fuoco, cedendo l’argento a Louis Delétraz che contiene egregiamente un arrembante Artem Markelov. Il russo infatti, dopo aver infilato Maini alla Rascasse, si lancia in un furioso duello proprio con lo svizzero per il terzo gradino del podio. Nonostante le gomme ormai finite, un’impeccabile difesa assicura al driver elvetico la terza posizione al traguardo, tramutata in un incredibile uno-due per l’esordiente scuderia Charouz Racing System dopo la retrocessione di Norris.

Passa sotto la bandiera a scacchi in quinta posizione Roberto Merhi a cui viene però inflitta una penalità di cinque secondi per aver sorpassato in regime di Safety Car. Lo spagnolo cede dunque la posizione a Maini e Gunther, terminando ufficialmente settimo. Latifi chiude la zona punti e si porta a casa anche il bonus per il giro veloce.
Gli ultimi due piloti giunti al traguardo, distanziati di un giro dal leader nonostante le numerose neutralizzazioni, sono De Vries e Ghiotto. L’olandese paga uno stallo al via, mentre il vicentino pochi metri dopo la partenza tampona incolpevolmente Makino che era rimasto piantato in griglia. E’ indubbio che, visto l’andamento del weekend, il pilota di Arzignano risulti fortemente in debito con la Dea Bendata.

Metà dello schieramento compare nella classifica finale associata alla sigla DNF, “Did Not Finish”. Aitken paga un guasto al pedale dell’acceleratore, Makino il sovracitato stallo al via, Gelael un doppio impatto violentissimo alle Piscine che poteva facilmente provocare conseguenze ben peggiori. Russell finisce nuovamente a muro in un weekend per lui da cancellare dal calendario, Albon e Nissany entrano in contatto alla staccata del Porto e, infine, Fukuzumi e Ferrucci arrivano lunghi contemporaneamente alla Rascasse, durante una ripartenza da Safety Car per cause ancora non chiarite. L’americano denuncia la presenza di olio in pista, ma pare più verosimile un doppio errore a causa degli pneumatici freddi.
Di seguito la classifica finale della Sprint Race:

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SITUAZIONE IN CLASSIFICA:
Lando Norris mantiene saldamente la vetta della classifica iridata, ma riemerge come uno squalo un Artem Markelov in gran forma che scalza Albon e Russell, imponendosi in seconda posizione. Fuoco risale ottavo mentre Ghiotto precipita tredicesimo. Carlin domina incontrastata nella classifica per scuderie.
Di seguito le tabelle riassuntive di entrambe le standings:

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Prossimo appuntamento con la Formula 2 a Le Castellet il 22 Giugno.

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Carlo Ferraro

Classe tanta e '96, comincio a seguire la Formula 1 all'età di sette anni. Da lì la passione per le corse non smette di crescere, fino a far diventare il motorsport parte integrante della mia quotidianità.
Ad oggi, tramite FuoriTraiettoria, sono accreditato Formula 1 e Formula 2.

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