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FE, Tommaso Volpe, TP Nissan: “La lotta al titolo? Tutto va secondo i piani”

Nel corso del weekend dell’E-Prix di Monaco della Formula E abbiamo avuto modo di intervistare Tommaso Volpe, Team Principal di Nissan, che al momento comanda sia la classifica piloti con Oliver Rowland che la classifica costruttori.

3 Maggio 2025
5 min read
Tommaso Volpe

Nel corso del weekend dell’E-Prix di Monaco della Formula E abbiamo avuto modo di intervistare Tommaso Volpe, Team Principal di Nissan, che al momento comanda sia la classifica piloti con Oliver Rowland che la classifica costruttori.

Tommaso Volpe
© Nissan Formula E Media

È un periodo positivo per Nissan in Formula E: dopo che il costruttore giapponese ha acquisito totalmente il team, nelle ultime due stagioni ha fatto un enorme balzo in avanti. Dopo aver lottato lo scorso anno per il titolo piloti, dovendosi arrendere solo per un problema fisico che ha costretto Oliver Rowland a saltare il doppio l’E-Prix di Portland, quest’anno la squadra giapponese è partita fortissimo, conquistando già due vittorie in cinque gare con lo stesso pilota britannico. Eppure, se da un lato Volpe non si è dimostrato particolarmente sorpreso dei risultati, sostenendo come fosse tutto nei piani, d’altro canto ha predicato calma, preferendo non considerare il suo come il team da battere, almeno per ora.

Fuori Traiettoria: Salve Tommaso. Due anni fa c’è stata l’acquisizione del team e all’epoca eravate comunque un team di metà classifica e adesso siete quello che può essere considerato il team di punta della categoria. Ve lo aspettavate con questo passo in avanti in così poco tempo e com’è successo?

Tommaso Volpe: Beh, oddio, diciamo che siamo uno dei team di punta (ride, ndr). Però sì, quando abbiamo completato l’acquisizione del team i piani erano di riportarlo in vetta alle classifiche in due anni. Penso che abbiamo fatto un ottimo lavoro in termini di pianificazione, investimenti e quel che era necessario. Poi è chiaro che è uno sport, quindi le cose non succedono automaticamente, ma il piano era di cominciare a lottare per il campionato da quest’anno.

FT: Anche lo scorso anno comunque siete stati molto competitivi, e ad un certo punto  Rowland era in testa alla classifica piloti: cosa pensi sia mancato nel complesso per vincere?

TV: In realtà la sorpresa era la stagione scorsa. La performance che avevamo la stagione scorsa ci ha sorpreso un po’, diciamo, positivamente. Probabilmente, se Oliver non avesse saltato due gare a Portland perché era malato avremmo potuto finire terzi in campionato. Quello che è mancato è evidente, è stato un po’ il secondo pilota, Sacha (Fenestraz, ndr), che non è riuscito a crescere dopo la sua prima stagione con noi, in cui aveva impressionato parecchio. Ci aspettavamo che la sua performance sarebbe migliorata la seconda stagione, invece non è successo. Quindi è mancato un po’ l’apporto del secondo pilota, sia da un punto di vista di punti, ma anche da un punto di vista di lavoro con gli ingegneri, perché i piloti non servono solo ovviamente per fare i punti in pista, ma anche l’input che danno gli ingegneri per preparare la corsa e per sviluppare la vettura.

FT: Invece da questo punto di vista l’apporto di Norman (Nato, ndr), che è ritornato nel team, come lo valuti?

TV: Molto positivo. È stato un po’ sfortunato le prime gare, quindi da un punto di vista dei punti, sembrerebbe che non abbia portato molto, ma in realtà quando poi guardiamo i dati e il feedback che dà gli ingegneri dopo le gare e durante il weekend, ci dà molto valore.

FT: A Monaco ci sarà per la seconda volta il Pit Boost: come potrebbe influire sul futuro del campionato questa novità strategica e voi come Nissan cosa avete imparato dopo la gara di Jeddah?

TV: Ad essere sinceri per la gara di Jeddah ero molto nervoso, perché il Pit Boost è un elemento molto intrusivo della gara, sia da un punto di vista delle operazioni nel pitstop, che è una cosa che in Formula E non siamo abituati a fare, sia da un punto di vista proprio di gestione della strategia, perché ha un impatto notevole sui tempi del giro. In realtà però noi siamo stati uno dei team migliori nella gestione del Pit Boost a Jeddah, quindi è una cosa incoraggiante; ovvio, c’è stata una sola gara. In generale, secondo me, sta dando al campionato un elemento in più di spettacolo. Già la Formula E ha degli elementi di spettacolo molto diversi da altri campionati come l’Attack Mode, la qualifica, che ha un formato completamente diverso. Il Pit Boost, è un pit stop più lungo rispetto alle altre categorie dà la possibilità di avere potenza extra, è diverso da altre categorie e aggiunge un po’ questo elemento di differenziazione che questo sport ha rispetto ad altre categorie.

FT: È notizia di pochi giorni fa che il vostro cliente McLaren lascerà la categoria alla fine della stagione: come influirà questo per voi come costruttore?

TV: Se dovessero smettere di correre come team, a prescindere da McLaren come proprietario attuale, è chiaro che ci darà meno possibilità di lottare per il campionato costruttori. Detto ciò, io mi auguro che rimangano come entità, anche se McLaren come brand lascerà, perché sono un gruppo di persone molto talentuose, lo stesso gruppo di persone che ha vinto due campionati nella generazione precedente, sono molto competitivi in Gen 3, ed è grazie a loro anche siamo in prima posizione nel campionato costruttori quest’anno per adesso, quindi mi auguro che troveranno una soluzione per correre l’anno prossimo.

FT: L’eventuale nuovo team che dovesse prendere il posto sarà sempre motorizzato da Nissan oppure non siete coinvolti nelle trattative?

TV: No, se rimangono la stagione prossima continueranno ad essere motorizzati da Nissan.

FT: Un’ultima domanda, parlando con il futuro, perché Nissan ha confermato l’impegno per la generazione 4 di monoposto, quindi volevo chiederti quale pezzi che siano gli scenari futuri, qual è l’impegno di Nissan nel motorsport nei prossimi anni?

TV: Noi abbiamo già un impegno nel Super GT Japan da tanti anni, abbiamo avuto molte stagioni di successo, quindi quello sicuramente rimane perché è un impegno importante per Nissan. La Formula E è il campionato mondiale dove competiamo, e per adesso è l’impegno principale: abbiamo un impegno confermato fino al 2030, che è una data anche importante per Nissan perché noi abbiamo questo piano corporate che chiamiamo Ambition 2030, entro il quale dovremmo convertire la maggior parte del nostro portfolio in prodotti full electric, quindi l’impegno in Formula E è un impegno strategico da un punto di vista promozionale per l’azienda perché promuove questa trasformazione verso l’elettrificazione. Altri impegni sono sempre sul tavolo per discussioni nel futuro in motorsport, perché comunque è una piattaforma ideale per promuovere le tecnologie e le innovazioni di una casa automobilistica, quindi discutiamo sempre la possibilità di essere coinvolti in altri motorsport ma non c’è niente di confermato per il momento.

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Alfredo Cirelli

Classe 1999, sono cresciuto con la F1 commentata da Mazzoni, da cui ho assorbito un'enorme mole di statistiche non propriamente utili, che prima che Fuori Traiettoria mi desse la possibilità di tramutarle in articoli servivano soltanto per infastidire i miei amici non propriamente interessati. Per FT mi occupo di fornirvi aneddoti curiosi e dati statistici sul mondo della F1, ma copro anche la Formula E (categoria per cui sono accreditato FIA), la Formula 2, la Formula 3, talvolta anche la Indycar e, se ho tempo, anche tutte le varie formule minori in giro per il mondo.

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