Non chiamatela “l’altra Ferrari”: la 8 Ore del Bahrain 2025 ha incoronato Ferrari come Campione del Mondo WEC sia tra i Costruttori che tra i piloti (con l’equipaggio #51 di Giovinazzi/Pier Guidi/Nielsen). L’incredibile successo è la ciliegina sulla torta di tre anni nei quali sono arrivate altrettante vittorie alla 24 Ore di Le Mans, e eleva a status di leggenda l’intero team AF Corse.

Dopo 8 ore di tensione e attesa, è il momento dell’analisi di quanto successo nella storica giornata/serata di Shakir. Partiamo da Toyota, che ha avviato la sua 8 Ore del Bahrain in maniera sontuosa partendo dalle prime due posizioni e mantenendo l’1-2 nella prima e seconda ora, con un passo decisamente costante e raggiunto solamente (ad inizio secondo stint) dalla Ferrari #51 di un Antonio Giovinazzi scatenato.
Qualche inciampo di troppo nelle fasi centrali, soprattutto per la vettura #8 (Buemi/Hartley/Hirakawa) che durante una bandiera gialla (causata da un violento incidente di un incolpevole Thomas Flohr a bordo della LMGT3 Ferrari #54) ha effettuato un sorpasso generando così una penalità di Drive Through, ha rallentato la rincorsa al podio da parte delle GR010. Che, comunque, alla fine l’hanno spuntata.
Quella del Bahrain, per i nipponici, ha rappresentato un profondo respiro dopo una stagione in apnea e affanno, con la loro LMH finalmente non azzoppata da un BoP spesso incomprensibile e estremamente a suo agio con le caratteristiche del tracciato disegnato da Herman Tilke.
Per Toyota la doppietta ha un valore doppio (quadruplo?), dato che con i punti ottenuti hanno addirittura superato Porsche nella classifica dedicata ai costruttori. Altra indicazione di come, soprattutto nel WEC, la spunti chi fa della costanza il suo punto forte (anche se si tratta di risultati spesso deludenti, rispetto a quelli degli anni precedenti).
Mai dare per vinti i giapponesi. E occhio ai prossimi aggiornamenti della GR010, previsti al debutto nel 2026.
Qualche parola, ovviamente, su Porsche. Le due LMDh 963 gestite da Penske hanno vissuto, senza ombra di dubbio, il loro peggior weekend dal rientro nel WEC. La sfida con Ferrari per diventare campione del Mondiale Endurance 2025 è andata prestissimo a farsi fottere ramengo.
Le cause? Partendo dal sabato, una vettura più nervosa e instabile del solito ha impedito al fenomenale Kévin Estre di esprimere a pieno tutto il suo talento; il francese è stato autore di una pessima qualifica, che ha relegato l’equipaggio #6 a partire dal fondo del gruppo di Hypercar.
Questo non ha decisamente aiutato la causa di Stoccarda, in difficoltà anche con la #5 (Jaminet/Andlauer/Heinrich) partita sì 8a ma mai della partita in gara. Pessima velocità di punta e handling disastroso hanno impedito a Estre/L. Vanthoor di combattere per posizioni migliori, riuscendo a issarsi solo fino ai margini della zona punti che hanno poi occupato per gran parte della 8 Ore del Bahrain.
Solo in alcune fasi della corsa (nelle ore illuminate dal sole), nelle quali il degrado si faceva pesante per alcuni, le due 963 sono riuscite a guadagnare qualche posizione in pista. Tuttavia, il sogno di diventare campioni piloti per la seconda volta consecutiva (dopo il trionfo del 2024) e di aggiungere un Mondiale Costruttori al già ricco palmares si è infranto contro l’inconsistenza della prestazione estratta nell’intero weekend in Medio Oriente.
L’uscita dal World Endurance Championship non sarebbe potuta avvenire in modo più deprimente di questo. Non c’è dubbio.
Ed eccoci, di contro, a celebrare Ferrari. Un’esecuzione perfetta da parte della squadra organizzata da Antonello Coletta e gestita dagli uomini e donne di Amato Ferrari, che al loro terzo anno di lavoro sulle complicatissime LMH 499P (di cui Ferdinando Cannizzo è padre) hanno raggiunto l’obiettivo che pensavano di ottenere in cinque.
Un eccezionale Giovinazzi (#51) nel primo stint, riuscito a risalire fino alla 3a posizione dopo essere partito 7°, ha immediatamente dato l’indicazione di una Ferrari viva, a suo agio tra le dune del Bahrain, e in grado di lottare per diventare campione in maniera piuttosto agile anche quando alla guida si sono alternati Alessandro Pier Guidi e James Calado.
Il trionfo si è infatti concretizzato lungo 8 ore prive di criticità, caratterizzate da un’esecuzione lucida e consapevole da parte del muretto. Strategia senza fronzoli, semplice, diretta, funzionale, senza mai perdere di vista l’obiettivo. Certo, l’assenza di Porsche tra le principali contendenti alla vittoria ha condizionato (in positivo) la questione, ma rimanere invischiati nel traffico delle prime 8 posizioni sarebbe stato deleterio.
E non si sa mai cosa possa andare storto. Questa volta è andato tutto bene, compreso il brivido finale quando, una ruota mal avvitata sulla BMW WRT #15 di D. Vanthoor, ne ha causato il testacoda e conseguente Virtual Safety Car a una sola ora dal termine di gara e stagione. La chiamata immediata ai box della #51 assieme alla Toyota #8 era quella da fare, ed è stata fatta.
E se per Pier Guidi/Giovinazzi/Calado la vittoria del Mondiale Piloti è un’enorme soddisfazione dopo le due ultime – complicatissime – gare corse (a Austin e al Fuji), la #50, con Fuoco/Molina/Nielsen, ha affrontato la propria gara all’attacco senza particolare cura della classifica piloti, dato che per loro il Mondiale sarebbe stato matematicamente impossibile. Partita fuori dai primi 10, è riuscita a colpi di sorpassi e intense battaglie a raggiungere nel finale la 4a posizione.
Posizione tramutatasi in 3a a 2 giri dalla fine quando, la Ferrari #51 già Campione Piloti, è stata istruita di cedere il passo ai compagni per ottenere, in classifica generale, un autorevole e scenografico 1-2-3 di equipaggi Ferrari.
Numericamente e graficamente, cosa meglio di questo può rappresentare il Mondiale Endurance appena concluso? Semplice, nulla.
Per AF Corse e Ferrari è sfumato invece il sogno di ottenere il Titolo di Campione anche in Classe LMGT3. La vittoria finale è andata infatti alla Porsche #92 di Manthey 1st Phorm e al suo equipaggio Hardwick/Pera/Lietz (già vincitore della 24 Ore di Le Mans 2025 e della 6 Ore di Imola).
Con la 4a posizione conquista in Bahrain, a nulla è valso l’impegno profuso da Rovera/Heriau/Mann (su Ferrari Vista AF Corse #21) e dalla Corvette #81 (Eastwood/Andrade/Edgar). La prima ha chiuso in 5a piazza proprio alle spalle della #92 che entrava in questa gara già da leader, la seconda addirittura 11a e fuori dai punti.
Vittoria di Classe LMGT3 andata invece alla Lexus #87 gestita da Akkodis ASP che, partita 4a con Umbrarescu/Schmid/Lopez, si è portata ben presto in prima posizione lottando soprattutto con le redivive Mercedes gestite da Iron Lynx, alla loro miglior prestazione dall’ingresso nel WEC. La #61, alla fine seconda al traguardo, nulla ha potuto contro la compagine Lexus ma ha battuto una Aston Martin #27 mai della partita per la vittoria ma che, nel finale, ha centrato una strategia perfetta per consentire a James/Robinchon/Drudi di salire sul terzo gradino del podio.
La classifica finale della 8 Ore del Bahrain 2025

Le classifiche dei Mondiali Costruttori e Piloti Hypercar: Ferrari campione!


Le classifiche dei Trofei Endurance LMGT3: Porsche vince per la seconda volta consecutiva


Come Ferrari è diventata campione WEC? Il riassunto della 8 Ore del Bahrain 2025
1a ora
Bandiera verde sull’ultima gara del WEC 2025, con la Toyota #8 partita in pole (con Hartley) che perde subito la prima posizione a vantaggio della gemella #7 (Conway); tutti sfilano lisci fino a curva 6, dove la Porsche Proton finisce fuori pista per rientrarci in ultima posizione tra le Hypercar.
The Bapco Energies 8 Hours of Bahrain is GREEN!! 🟢
— FIA World Endurance Championship (@FIAWEC) November 8, 2025
For the last time this year… LET’S GO RACING.
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Bellissima lotta tra la BMW #15 (Magnussen) e la Ferrari #50 (Nielsen) nel corso dei primi passaggi, con i due danesi che si sfidano ferocemente avvantaggiando però la Aston Martin Vakyrie #007 (Tincknell) che passa entrambe per la 11a posizione. Non ci mette molto Nielsen a sorpassare Magnussen, con una bella frenata in curva 1 al giro successivo.
In Classe LMGT3 le due Mercedes di Iron Lynx sono a sandwich tra la Lexus #78 (1a con Arnold Robin) e la gemella #87 (Umbrarescu), con una partenza tutto sommato pulita; ottima quella della BMW #46 con Ahmad Al Harty alla guida, che passa dalla 9a alla 6a posizione.
Si girano le Iron Dames (Celia Martin) in curva 11, con la loro Porsche in testacoda dopo un contatto con una M4 in ingresso. Gara da ricostruire per le ragazze, ora in fondo al gruppo delle LMGT3.
Dopo 10′ di gara la Ferrari #50 di Nielsen attacca la Porsche #5 (Andlauer), ma senza riuscire a sorpassarla. Manovra che invece avviene dopo 25′ di gara, con una sfida in curva 1 che vale la 9a posizione per il danese: ora le Ferrari sono 7a (#51), 8a (#83) e 9a (#50) e sarebbero campioni nel Mondiale Costruttori.
In LMGT3, dopo 30′ di gara la Ferrari #21 (Heriau) in lotta per il campionato perde posizioni, per la gioia di Ryan Hardwick (Porsche #92), sfidante per la conquista del Titolo ma attualmente solo 15° in classifica e fuori dai punti.
A 50′ dal via iniziano – come da programma – le soste in LMGT3, mentre lo stint di Antonio Giovinazzi su Ferrari #51 è strepitoso: supera la Cadillac #12 di Stevens in Curva 4 per prendersi la 5a posizione, che diventa 4a quando la Peugeot di Paul Di Resta finisce da sola in testacoda in curva 13 dopo esser passata violentemente sul cordolo. Le altre due Ferrari 499
2a ora
Le prime soste delle Hypercar iniziano a 60′ dalla bandiera verde, con le due Aston e la Cadillac #38 a inaugurare il valzer; gomme dure per loro in questa fase di tracciato ancora caldo (si tengono le medie per la parte finale, in notturna e più fredda).
Si fermano le aspiranti campioni costruttori Ferrari 499P, in simultanea. Nessun cambio pilota, cambiano tutte e 3 solo le gomme posteriori, montando ancora dure. La Toyota #8 (ancora Hartley) approfitta della sosta per superare la gemella #7 (ancora Conway), con una sosta più lenta di quest’ultimo. La Porsche #6 (L. Vanthoor) riesce a risalire fino alla 11a posizione dietro alla gemella #5 (Andlauer) dopo aver cambiato solo le gomme posteriori.
Dura poco la posizione di Vanthoor, perché plana su di lui la Aston Martin #007 di Tincknell che si prende la piazza. Nel frattempo la bilancia della sfida Mondiale si sposta verso Ferrari, che con un Giovinazzi assolutamente in palla guadagna la 3a posizione ai danni della Peugeot #94 (Duval); questa lascerà poi passare la gemella #94 (Di Resta) per ordine di scuderia.
In LMGT3 cambio di leadership! Hodienus su Mercedes Iron Lynx #61 supera Schmid su Lexus #87 con un bel sorpasso; miglior momento Mercedes da inizio stagione, che continua con un 1-2 a 6 ore e 22 minuti dal termine della 8 Ore del Bahrain dopo un bel sorpasso di Rueda sulla Lexus #87 (Schmid). Si ferma però la Lexus #78 (Robin) che era partita dalla pole position; ferma nel garage, si cerca il problema.
Dopo 1 ora e mezza di gara Giovinazzi continua la carica della Ferrari, andando a prendere le due Toyota in testa alla gara: Hartley fa fatica con le gomme (su doppio stint, gli unici ad averlo fatto!) e viene raggunto da Conway, che viene a sua volta raggiunto dal pilota pugliese in lotta per il Mondiale Costruttori e Piloti con la sua Ferrari #51. Conway passa in testa! Ordine di scuderia di Toyota, che lascia Hartley – in difficoltà anche con l’Energy Tank – in balia della 499P che lo passa al 6 Ore e 20 dal termine!
3a ora
Secondo giro di soste per le Hypercar, con le posizioni invariate ma con nuovi piloti alla guida:
- Toyota #7 (Conway out, De Vries in)
- Ferrari #51 (Giovinazzi out, Pier Guidi in)
- Toyota #8 (Hartley out, Buemi in)
Su Ferrari #50 (5a) sale Molina al posto di Nielsen, su Cadillac #12 (9a) sale Lynn al posto di Stevens, su Porsche #6 (10a) sale Estre al posto di L. Vanthoor. Si ferma anche la Ferrari AF Corse #83, che monta 4 gomme dure nuove e cambia pilota tra Hanson e Kubica.
Il LMGT3 leader è Lexus, con le due Mercedes del team italiano Iron Lynx sono 2a e 3a. Porsche Manthey #92 (Hardwick/Pera/Lietz) con la 7a mantiene la leadership in campionato nei confronti di Ferrari Vista AF Corse #21 (9a con Rovera/Heriau/Mann). Proprio su quest’ultima è il turno di Alessio Rovera, che prende il posto di Francois Heriau.
A 5 ore e 8 minuti dal termine si ferma la Toyota #8 (che era in 3a posizione), prima delle leader in Hypercar. Gomma media all’anteriore e dura al posteriore per Buemi!
4a ora
Mancano 5 ore, e la prima a fermarsi è la Ferrari privata di AF Corse #83, ancora con Kubica al volante e ora con due gomme due nuove al posteriore.
⚠️ Safety car
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HUGE G-force crash for #54 Vista AF Corse but great to see Thomas Flohr get out unaided.
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Prima interruzione della gara a 4 ore e 40 dal termine! Botta molto violenta della Ferrari #54 di Thomas Flohr in uscita da curva 3 (nello stesso punto dove Grosjean ebbe il suo pauroso incidente nel 2020) dopo essere stata agganciata dalla Hypercar Cadillac #38 di Jenson Button (alla sua ultima gara da professionista) mentre lottava con la BMW #20 (Van Der Linde). Virtual Safety Car, Flohr portato al centro medico (ma sembra stia bene, sceso da solo e in piedi). La Cadillac #38 sarà poi penalizzata con 30″ di Stop & Go, ritenuta responsabile del crash.
Ne approfittano tutti per effettuare le soste, prima che intervenga la Safety Car (che comporta pit-lane chiusa) per compattare il gruppo. Posizioni invariate, sosta “gratis” per tutti.
Si riparte con 4 ore e 18 minuti sul cronometro, con Toyota #8 (Buemi) che passa la #7 (De Vries) per la testa della 8 Ore del Bahrain 2025. 3a è ancora la Ferrari #51 (Pier Guidi) incalzato dalla Aston Martin #009 di Alex Riberas che lo passa in curva 11! La Ferrari #50 (Molina) è invece impegnata con le Peugeot #93 di Vergne (in 5a) e #94 di Pourchaire (in 7a).
Aston Martin take P1! 👏
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Brilliant overtake from Alex Riberas in the #009 Valkyrie to lead the race.
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Vola la Aston Martin dopo il restart, e Riberas supera anche De Vries e si porta 2a dietro la Toyota #8! Ripartenza incredibile per la Valkyrie, che con il drop delle temperature è tornata in vita. Riberas in questi giri stampa 1’51” mentre gli avversari fanno 1’52″5/1’53”.
La Aston Martin si porta in testa alla 8 Ore del Bahrain con una mossa chirurgica in curva 4, spettacolo! Il ritmo è di circa 1″ a favore della vettura inglese, che non ha ancora concluso a podio in questa stagione di debutto.
In questo scenario Ferrari sarebbe tranquillamente Campione del Mondo Costruttori, e l’equipaggio della #51 sarebbe Campione del Mondo Piloti del WEC 2025.
In LMGT3 Lexus #87 è ancora in testa con Pechito Lopez davanti alla Mercedes #61.
5a ora
Tutto relativamente tranquillo fino a 3 ore e 25 al termine, quando Antonio Fuoco (subentrato a Molina su Ferrari #50) si ritrova nelle zone di Porsche #6 (Campbell) in 7a posizione e ingaggia un duello. I due procedono a incrociare traiettoria per circa metà giro, e ad uscirne vincitrice è la 499P di Maranello che ottiene la 6a piazza e tiene a bada la sfidante al Mondiale Costruttori.
Cambio pilota sulla Ferrari #51, con Calado che entra al posto di Pier Guidi mentre sulla 499P vengono sostituiti gli pneumatici montando 2 gomme dure a sinistra e 2 gomme medie sul lato destro.
Brutto colpo per Toyota, che vede penalizzarsi la #8 (Hirakawa, virtualmente 2a in gara) per aver sorpassato in regime di bandiere gialle nel momento del crash della Ferrari #54 di Flohr. Drive Through da scontare, e posizione di podio da salutare a circa 3 ore dalla conclusione di gara e Mondiale. Riemerge in 9a piazza.
La classifica virtuale, al netto di soste, nelle prime 5 posizioni vede Toyota #7, Aston Martin #007, Ferrari #51, Aston Martin #009, Toyota #8. Tutti, in questa fase ormai notturna, girano sul ritmo di 1’54”.
Piovono penalità anche in LMGT3, dove la BMW #46 si becca un Drive Through per lo stesso motivo della Hypercar Toyota #8, e la Ferrari Vista AF Corse #21 (Mann) si becca 10′ al prossimo pit-stop per un incidente in curva 8 con la Corvette #33. Si complica la rincorsa alla vittoria del trofeo LMGT3 per Rovera/Heriau/Mann, in 8a prima di scontare la penalità.
Ferrari x Corvette clash 😨⁰
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The battle got a bit TOO hot for #33 TF Sport and #21 Vista AF Corse.
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6a ora
A James Calado, che sta rincorrendo in pista la Aston #007 per la 3a posizione, dicono dal muretto di “stare calmo e gestire”, per evitare guai e assicurare la vittoria dei Titoli Mondiali da parte di Ferrari. Calado sembra non aver sentito, e completa il sorpasso sulla verdone in pista senza aspettare il momento della sosta (che dovrebbe arrivare entro 10 giri, a circa 2 ore e 40 dal termine). L’inglese di Ferrari è più veloce di circa 1,5″ rispetto ai diretti avversari.
A 2 ore e 20 dalla bandiera a scacchi su gara e Mondiale infiamma una grande lotta di Antonio Fuoco (Ferrari #50) con Malthe Jakobsen (Peugeot #94), che si incrociano diverse volte di traiettoria nel corso di un giro aiutando però Ryo Hirakawa a tornare sotto per contendersi la 5a posizione con i due. Bravissimi tutti a non centrarsi, con la lotta che vede finalmente vincitore l’alfiere di Ferrari AF Corse e, successivamente – dopo una strenua difesa di Jakobsen – Hirakawa.
Pit-Stop per la Ferrari #51 (Calado), a 2 ore e 20 dal termine, mentre era 2a. Sulla vettura dell’inglese montate due gomme medie a destra e due gomme dure a sinistra. Dopo la sosta torna alla carica, passando prima la Aston Martin #007 (Tincknell) e poi, a 2 ore dal termine, la Toyota #8 di Hirakawa dopo un’errore di quest’ultimo all’ultima curva.
7a ora
Tutto piuttosto tranquillo. Sulla Ferrari #51 torna Alessandro Pier Guidi, che porterà la 499P al traguardo per il finale di stagione che potrebbe incoronarlo Campione assieme ai compagni e team. Sulla #83 Robert Kubica, che proverà a impensierirli lato Mondiale Piloti, e sulla #50 Nicklas Nielsen.
8a ora
Neanche tempo di iniziare a pensare alle valige che WRT fissa male la posteriore destra della #15 di Dries Vanthoor causando lo stop in pista di quest’ultimo. Virtual Safety Car a 50 minuti dal termine della stagione!
Si fermano la Toyota #8 (che ricarica fino a 85% del Virtual Energy Tank) e la Ferrari #51 (che ricarica all’83%); quest’ultima monta anche gomma dura sulla posteriore sinistra e una media sulla posteriore destra. Ciò indica che la Ferrari #50, attualmente 7a, non dovrà fermarsi. Stanti così le cose, addirittura Toyota salirebbe 2a nel Mondiale Costruttori per 6 punti!
In LMGT3 si ferma un giro dopo la Porsche Manthey 1st Phorm #92, crucialmente, per mantenere la 2a posizione che gli consentirebbe in tranquillità di vincere il Titolo riservato a Team e Piloti di Classe.
Ora sono tutti allineati per uno sprint finale senza pit-stop. Chiamata in pista la Safety Car come da procedura, per ricompattare il gruppo per un finale elettrizzante. La classifica Hypercar alla ripartenza dopo la seconda neutralizzazione della 8 Ore del Bahrain 2025 sarà dunque:
- Toyota #7 (De Vries)
- Toyota #8 (Hartley)
- Ferrari #51 (Pier Guidi)
- Ferrari #83 (Kubica)
- Ferrari #50 (Nielsen)
- Aston Martin #009 (Sorensen)
- Cadillac #12 (Stevens)
- BMW #20 (Rast)
- Peugeot #94 (Jekobsen)
- Alpine #35 (Milesi)
In LMGT3, invece:
- Lexus #87 (Lopez)
- Porsche #92 (Lietz)
- Aston Martin #27 (Drudi)
- Mercedes #61 (Martin)
- Corvette #33 (Juncadella)
- Ferrari #21 (Rovera)
- BMW #31 (Farfus)
- Ford #77 (Barker)
- McLaren #95 (Sato)
- Mercedes #60 (Hanafin)
Si riparte per gli ultimi 32 minuti di gara e Mondiale Endurance 2025! La gioia dura pochissimo, perché è chiamata una Full Course Yellow per un grosso detrito (per fortuna operazione veloce).
Bellissima (e rischiosa!) lotta tra la Ferrari #83 di Kubica e la #50 di Nielsen, con quest’ultimo che affonda il colpo in curva 1 per prendersi la 4a posizione dietro la gemella #51.
Pier Guidi è sua volta all’attacco della Totyota di Buemi, attualmente 2a. Nulla di fatto, meglio gestire.
Il trio Giovinazzi/Pier Guidi/Calado cede la posizione del podio ai colleghi Fuoco/Molina/Nielsen (Ferrari #50) per permettergli di chiudere in 3a posizione in classifica piloti ed ottenere un 1-2-3 di equipaggi Ferrari, ma sono comunque Campioni del Mondo piloti del FIA WEC 2025!
Grazie per averci seguito, ci sentiamo nel 2026!
