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Vittoria? Difficile, ma non impossibile. Così parlano i piloti Ferrari AF Corse a Le Mans

L’equipaggio della Ferrari #51 ci ha rivelato, a Le Mans, le proprie sensazioni alla guida e obiettivi per la gara. Occhi alla classifica

14 Giugno 2025
10 min read
le mans ferrari

Nell’hospitality Ferrari nello sconfinato paddock del Circuit De La Sarthe di Le Mans abbiamo raccolto i pensieri dei vincitori della 24 Ore del Centenario e attuali leader del Mondiale Endurance. Pier Guidi/Calado/Giovinazzi hanno commentato, nel venerdì che precede la grande classica del motorsport, la prestazione che li ha visti fuori dalla contesa della pole position e ci hanno dato le loro impressioni riguardo l’obiettivo per questa edizione della corsa.

ferrari 24 ore le mans
© Ferrari Hypercar

Circuit de La Sarthe, Le Mans, Francia. Tre elementi che non dovrebbero far pensare ad un caldo tropicale, che invece si è stagliato dirompente nell’aria attorno all’impianto. Temperature (quasi) mai viste, che hanno complicato parecchi aspetti relativi alla gestione del weekend di gara più importante dell’anno: quello della 24 Ore di Le Mans, giunta alla sua 93a edizione, e che come ultimi due vincitori recita:

Doveroso, dunque, per i piloti e il team di Ferrari AF Corse puntare al massimo bottino per imprimere una terza – clamorosa – firma sulla pagina riservata alle leggende del motorsport. Tradizione vuole, infatti, che solo chi riesca a trionfare per tre volte di seguito nella 24 Ore di Le Mans possa portarsi – letteralmente – a casa il trofeo. E i ragazzi in rosso, sulla carta, hanno la possibilità di farlo.

LE PAROLE DI ANTONIO GIOVINAZZI LE MANS – FERRARI AF CORSE #51

Visto il tempo in qualifica, qual è la vostra impressione per la 24 Ore che vi aspetta? Siete preoccupati? Sperate di recuperare e poter ottenere un buon risultato?

AG: Le speranze ci sono sempre. È una gara lunga, può succedere di tutto. Dicono che le qualifiche non contino molto a Le Mans, ma ad essere onesti ieri i nostri avversari erano più veloci di noi. Questo è certo. Non ci aspettavamo di essere così distanti, ma continueremo a spingere. Il passo gara non è male ma non è il migliore, spero sia abbastanza buono per lottare.

Sappiamo che Sébastien Bourdais (pilota Cadillac #28, ndr) ha espresso i suoi dubbi sulla vostra prestazione ad una famosa testata estera. Ha detto: “è impossibile siano così lenti“. Cosa ne pensi?

AG: Vedremo, vedremo. Penso che in qualifica abbiamo spinto e loro hanno fatto P1 e P2. L’anno scorso noi eravamo P3 e P4, due anni fa P1 e P2, quindi anche quest’anno ci abbiamo provato. Due delle nostre auto non sono arrivate in Hyperpole 2, una sola in Hyperpole 1. Partiamo 7°, 11° e 13°. Non è una buona posizione, ma vediamo prima la temperatura, perché potrebbe essere più fresca rispetto ai giorni scorsi, che sono stati davvero caldi.

In termini di degrado ci aspettiamo un’altra macchina, un’altra strategia. Poi c’è la notte, e non sappiamo quando potremo usare le soft, perché non ci sono abbastanza medie. È una gara lunga, ma di sicuro abbiamo spinto in qualifica. Nella simulazione qualifica Cadillac è stata veloce, ma non solo loro: tutte le vetture davanti erano più veloci di noi.

Quanto è reale la minaccia Cadillac in gara? Hai la sensazione che siano migliori in qualifica che in gara?

Sarà una grande lotta, molto serrata, ad essere onesti, e spero per voi che sarà bello da guardare. Se hai una buona macchina in qualifica — come abbiamo visto già a Imola e Spa — hai una buona macchina anche in gara, quindi non penso che, solo perché sono in pole, in gara faticheranno. Non lo vedo possibile.

Dove state faticando di più, con le temperature o con l’energia?

A essere onesti, Cadillac è molto forte nell’ultimo settore, quindi nella parte di curve veloci. Poi ci sono altre vetture più rapide di noi sul dritto. Quindi siamo lì, cerchiamo di sopravvivere, ma in gara con le scie e i vari stint può cambiare tutto. Anche il traffico e la strategia sono più importanti del ritmo, quindi speriamo sia così. Ma dobbiamo aspettare: penso che in gara, dopo qualche ora, quando entreremo nella notte, capiremo chi sarà davvero il contendente.

Scegliere di far fare ad Alessandro (Pier Guidi, ndr) la Hyperpole 1 e a te la Hyperpole 2 è stata la decisione giusta?

Oh sì, assolutamente. Penso che Ale abbia fatto bene. Per me, in realtà, è stata la prima volta in qualifica a Le Mans. Le ultime due qualifiche del ’23 e ’24 le ha fatte Ale, quindi per me è stato un debutto.

Nelle FP3 eri molto veloce, ed erano in sessione notturna.

Sì, infatti, di notte trovi un’altra pista, altre condizioni, molto più fresche, quindi il bilanciamento cambia tantissimo rispetto a FP2 o FP1, dove avevamo 50 gradi di temperatura sull’asfalto. Hai un’altra macchina. Anche questo incide: puoi essere veloce all’inizio della gara quando è caldo, poi magari fai fatica di notte, e torni competitivo al mattino. A Le Mans è come avere 3-4 gare in una sola. Devi anche capire in quale fase della gara vuoi essere competitivo. Si corre di più di giorno che di notte, quindi essere veloci di notte non è ideale. Per questo siamo stati veloci nelle FP3, ma non è l’ideale per la gara, perché poi c’è più tempo in macchina con il caldo e il sole, e lì è dove soffriamo di più rispetto agli altri.

Ti aspetti una gara più pulita e regolare dello scorso anno?

Per ora sembra che la 24 Ore di Le Mans sarà asciutta, ma non ci penso troppo, perché qui può cambiare tutto da un momento all’altro. Anche l’anno scorso non ci aspettavamo così tanta pioggia, e invece è stata una continua alternanza tra asciutto e bagnato. Per ora sembra asciutta, ma non si sa mai: Le Mans è imprevedibile. Negli ultimi due anni le condizioni sono state complicate, soprattutto di notte con la pioggia. Se sarà asciutta sarà positivo, ma se no sappiamo già cosa aspettarci e non cambieremo molto rispetto agli ultimi due anni.

La velocità della vostra Ferrari nella seconda parte del rettilineo è ancora sufficiente per superare come l’anno scorso? Noti differenze in questo weekend?

Siamo un po’ più lenti sul dritto, ma è così e dobbiamo lottare con quello che abbiamo. Come ho già detto prima di Le Mans, il nostro obiettivo principale è cercare di vincere, cercare di vincere per la terza volta. Sappiamo come si fa, ma se non ci riusciamo dobbiamo massimizzare quello che abbiamo. Se è un podio, va bene il podio. Se è un quinto posto, vanno bene i punti. Per il Mondiale è importante fare punti, tanti punti, punti pesanti. Dobbiamo segnare punti.

Grazie mille Antonio!

Grazie a voi, ciao!

LE PAROLE DI ALESSANDRO PIER GUIDI A LE MANS – FERRARI AF CORSE #51

Ciao Alessandro! Ci puoi raccontare il tuo giro di qualifica? Hai avuto qualche grossa difficoltà?

No, non c’è stato alcun grosso problema. A essere onesti, probabilmente non sono stato perfetto a Tertre Rouge. Forse lì ho perso un decimo. Magari sarebbe bastato per rientrare nel taglio. E la questione più importante è stata che non avevo nessuno davanti, e ho pagato abbastanza in velocità sul rettilineo. Ma alla fine è stata la prestazione che avevamo; il giro è stato piuttosto pulito. La macchina era nella finestra giusta e abbiamo fatto un giro discreto. Probabilmente non il migliore della mia carriera, ma è andato bene, credo. Eravamo proprio al limite tra il passare e l’essere eliminati. E alla fine, per pochi centesimi – credo meno di un decimo – siamo rimasti fuori.

Alla fine è difficile sapere cosa fanno gli altri durante le prove. Ognuno segue il suo programma, dipende dal carico di benzina, dall’utilizzo delle gomme…le prove sono prove, e la qualifica è la qualifica. Ovviamente quando abbiamo cercato di tirare fuori tutto il potenziale, questo era quello che avevamo. Ma è solo la qualifica di una gara di 24 ore, non significa molto. Anche se, sicuramente, sembra che quest’anno non siamo i più forti in termini di passo gara.

Questo la rende la 24 Ore di Le Mans più contesa. Finora la vostra macchina è stata una delle migliori nell’estrarre prestazione dalle gomme. Sentite ancora che l’auto riesce a dare il meglio?

Beh, a Le Mans è meno critico normalmente. Anche se quest’anno, con queste temperature, può cambiare un po’. In gara ci aspettiamo temperature più fresche, più normali per Le Mans. Ma se farà caldo, allora il degrado e la gestione gomme saranno un fattore chiave. Anche qui proveremo ad essere efficaci come nelle gare precedenti, ma sappiamo che sarà più difficile soprattutto quando ti manca un po’ di prestazione: devi spingere per estrarla, ma non puoi esagerare per non rovinare le gomme. È più complicato, ma ovviamente daremo il massimo. Penso che quest’anno servirà una gara perfetta per ottenere un buon risultato, più degli ultimi due anni. Ma faremo del nostro meglio.

Sei meno ottimista rispetto a prima della Hyperpole? O un risultato simile era atteso dalle simulazioni?

A essere onesti è difficile dire cosa ci si aspetta. Ma dalle simulazioni sapevamo che il grip della pista era più basso. Perché avevamo visto i tempi di LMP2 e GT prima di noi. Quindi sapevamo più o meno quale tempo avremmo potuto fare. Non eravamo stressati, ma sapevamo che sarebbe stata una lotta per passare il taglio, non qualcosa di facile. Direi che era un’aspettativa realistica: sarebbe stata una sfida.

A Le Mans, la prima regola è evitare problemi nelle prime due ore. Partire nel mezzo del gruppo sarà un problema?

Sicuramente, partire in mezzo non è l’ideale. Soprattutto per la prima curva. Ma è così. Cercheremo di stare fuori dai guai. Alla fine, la prima regola per vincere è finire la gara. Quindi dobbiamo provare a non avere problemi. Spero sarà così. Poi vedremo. Vedremo il passo gara. Non siamo stati i più veloci in Hyperpole, ma non significa che durante la notte o in altre fasi della gara non possiamo recuperare prestazione.

Dal tuo punto di vista, in quale parte del circuito la macchina si è comportata diversamente rispetto alla precedente edizione?

Non credo ci sia un’area in cui la macchina sia stata diversa. E anche guardando i tempi sul giro, eravamo più veloci. Parlando personalmente della mia macchina, nel secondo tentativo – nell’ultimo giro – ero completamente da solo, e ho perso parecchio sul rettilineo. Ma è una cosa difficile da controllare.
Il tempo a disposizione era molto breve, dovevamo fare rifornimento, quindi non potevo aspettare nessuno per avere la scia. Alla fine serve anche un po’ di fortuna. Forse ieri non l’abbiamo avuta.
E quindi siamo rimasti fuori per pochi centesimi, un decimo o giù di lì. Ma non credo che abbiamo perso prestazione in qualche area specifica.

Ale, scambieresti un’altra vittoria a Le Mans per il Titolo Mondiale?

Non ne sono sicuro quest’anno, a essere sincero. Devo pensarci…(sorride, ndr) Certo, Le Mans è Le Mans.
E vuoi sempre vincerla. Ma non abbiamo mai vinto il campionato, e mi piacerebbe davvero molto. Penso che fin dall’inizio della stagione, anche se abbiamo ottenuto due vittorie, l’obiettivo sia stato sempre fare punti in ogni gara. Quindi in questa gara…non lo so. Partiremo provando a vincere, ma se non sarà possibile, cercheremo di raccogliere più punti possibile, senza esagerare o andare oltre i limiti. Senza cercare qualcosa che non possiamo ottenere.

Da ciò che hai visto finora nelle prove, c’è la possibilità che un costruttore possa scappare via con un vantaggio insperato?

Da quello che abbiamo visto finora, no. Direi di no. Ci sono più di uno o due avversari che possono lottare per la vittoria. Penso ce ne siano molti, in realtà. Poi a Le Mans non sai mai cosa può succedere quando la gara inizia. Se devo rispondere ora, direi che non c’è nessuno che può dominare.

Ti piace questo formato di qualifica condivisa tra due piloti?

Sì, a dire il vero sì. Penso che anche nelle gare normali, coinvolgere più di un pilota possa essere positivo per tutta la squadra. Come succedeva qualche anno fa con le GT, quando si faceva la media tra i tempi dei due piloti. Era bello, secondo me. Alla fine, il team è più coinvolto. Mentre di solito, al sabato, in una gara normale, c’è un solo pilota che fa il lavoro, e gli altri praticamente non guidano nemmeno. Quindi mi piace questa formula. È stata una bella esperienza e ne sono contento.

Grazie Alessandro!

Grazie a voi ragazzi.

LE PAROLE DI JAMES CALADO A LE MANS – FERRARI AF CORSE #51

È la tua prima volta a Le Mans con l’Evo Joker speso. Fa la differenza in termini di assetto e setup?

No, onestamente tutto sembra lo stesso. Penso che gli ingegneri possano vedere più di quanto riusciamo a percepire noi. Non è una grande differenza. Certo, la macchina reagisce in modo leggermente diverso in alcuni punti, ma credo che i ragazzi sappiano bene cosa fare per trovare un buon setup per la gara.

State soffrendo di più nel finale di rettilineo? A causa della mancanza di potenza?

No, penso che…penso che siamo lì, più o meno, in termini di velocità sui rettilinei. Di sicuro non siamo i più veloci, ma nemmeno i più lenti. Siamo lì. Solo che, sì… se guardi i tempi in qualifica…Abbiamo un po’ da lavorare sul giro secco. Ma il focus principale è stato cercare di concentrarsi sul passo gara più che su altro, viste anche le temperature che salgono e scendono continuamente. In questi giorni ha fatto davvero caldo. Ma mi aspetto che per la gara sia più fresco.

Pensi che andrà meglio con temperature più fresche?

Sì, penso di sì. Specialmente dal nostro lato del box, abbiamo avuto un po’ di problemi con…un po’ di grip meccanico al posteriore. Che normalmente ci piace, ma sembra che a Le Mans ci stia penalizzando un po’ troppo. Abbiamo fatto dei cambiamenti. Li abbiamo provati nell’ultima sessione di prove e sembravano promettenti. Vediamo come andrà. Alla fine, le decisioni finali verranno prese poco prima della gara.

Preferiresti una gara asciutta o magari con un po’ di pioggia per movimentare le cose?

Non mi importa. Nemmeno la neve mi darebbe fastidio.

Nuova regola per qualificarsi: Cosa ne pensi?

Nelle gare WEC normali la qualifica e il peso del pilota sono bilanciati. Qui non lo hanno fatto. Hanno semplicemente calcolato il peso medio per la qualifica. Quindi, ovviamente, ero il più pesante. Ha avuto senso far qualificare i due italiani (ride, ndr) più leggeri. Va bene così. In qualsiasi altra gara è tutto uguale per tutti. Ovviamente qui è un po’ più complesso con il tempo tra una sessione e l’altra. Ma va bene. Non è una grande differenza. Questa cosa del peso mi aiuta parecchio. Soprattutto in gara. Fa una grande differenza.

Quest’anno a Le Mans abbiamo una situazione particolare con le zanzare e i moscerini…

Di solito succede solo in Scozia. Quest’anno è peggio, vero? Beh, almeno non pungono! Quelle in Scozia pungono. È terribile. Comunque sì, hai ragione, non ci avevo pensato, ma i parabrezza e lunotti sono completamente coperti dopo tre giri.

Rende tutto più difficile?

Sì, ma penso che i ragazzi dovranno semplicemente pulire spesso il parabrezza, così che possiamo vedere qualcosa. Non vorrei essere cieco a 300 o 340 km/h. Potrebbe essere un problema.

In tutto questo, c’è pure una grossa buca ad Arnage

No.

Non lo hai notato?

Nah, è un dosso piccolo. Non è grande. Non decollo. No, no. È piccolo. È piccolo. (ride, ndr)

Quindi la tua macchina è migliore sui dossi? Altri piloti si lamentano…

Forse, o forse sono solo vecchio e non li sento più. Non lo so!

Grazie mille James!

Grazie a tutti!

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Lorenzo Mangano

Classe '97, seguo il motorsport dal 2004. Con la tastiera scrivo di F1 ma anche di WEC, GT World Challenge e Formula E per i quali sono accreditato.
Con il microfono commento eventi come European Le Mans Series, DTM, Macau Grand Prix e Intercontinental GT Challenge, oltre ai principali campionati ESport italiani. Sui social sono @lory.mangano

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