, , ,

Ferrari vs Ford: L’arte della guerra – Parte I

Hollywood sa sfruttare al meglio le storie che già di loro trasudano passione, creando in maniera magistrale capolavori cinematografici. Come affermò Ron Howard, regista di Rush, “certe volte noi non dobbiamo far niente, è una storia già scritta”. Ecco quindi che nei prossimi giorni un’altra storia arriverà già scritta sul grande schermo, una storia che racconta…

13 Novembre 2019
5 min read

Hollywood sa sfruttare al meglio le storie che già di loro trasudano passione, creando in maniera magistrale capolavori cinematografici. Come affermò Ron Howard, regista di Rush, “certe volte noi non dobbiamo far niente, è una storia già scritta”. Ecco quindi che nei prossimi giorni un’altra storia arriverà già scritta sul grande schermo, una storia che racconta la grande rivalità che contraddistinse gli anni ’60 e che qui, per motivi di spazio, verrà divisa in due tappe.

La Baia dei Porci è uno degli accadimenti storici principali che contraddistinguono gli anni ’60. 2 attori protagonisti – Kruschev e Kennedy – pronti ad una guerra nucleare ed un terzo – il Papa – che media tra loro. Diplomazia, concordati che tirano tutti verso un’unica direzione: la guerra tra USA e URSS. Quando sembra che ormai l’irreparabile conflitto stia per scoppiare, esso svanisce nel nulla facendo prevalere il buon senso e scongiurando un possibile olocausto nucleare. Ecco, prendete un mix simile ma contrario: due figure forti ed autoritarie come Henry Ford II e Enzo Ferrari che cercano un accordo ed una terza, che media sulla possibilità di una rottura dell’accordo, che risponde al nome di Gianni Agnelli. Che cosa potrebbe mai venirne fuori? Beh, solamente la più grande rivalità – o guerra, se doveste preferire per rimanere in tema con il nostro incipit – degli anni ’60 per quel che riguarda il mondo delle corse.

Italian car manufacturer Enzo Ferrari (1898 - 1988) outside the Ferrari premises, circa 1960. (Photo by Keystone/Hulton Archive/Getty Images)

In Italia, Enzo Ferrari continua a seguire i suoi sogni da bambino. Non corre più da circa due decadi ma l’aspirazione ed il sogno di vincere le corse sono rimasti, trasferiti nella sua squadra corse: la Scuderia Ferrari. Dapprima marchiato Alfa Romeo e successivamente – dal 1947 – con le creazioni dal marchio omonimo, domina in lungo ed in largo. Le Ferrari sono dei capolavori su ruote, velocissime e talvolta incontrastabili. Il Drake ogni soldo che riesce a guadagnare lo investe nel suo team per le corse, ma più passa il tempo e più la situazione finanziaria per Ferrari si fa difficile: sostenere l’azienda in quelle condizioni è assai complicato. Non sono solo le condizioni economiche a destar preoccupazioni al commendatore, ma anche la sua sfera privata. L’incidente alla Mille Miglia del 1957, con l’accusa di omicidio colposo da cui poi viene dichiarato innocente, i dissidi interni alla fabbrica che porteranno alla “defenestrazione” degli alti vertici e soprattutto la morte del figlio Dino per una malattia a soli 24 anni, lo hanno scosso nel profondo facendolo meditare su un eventuale cessione dell’azienda.

ford-vs-ferrari-7

In USA invece Henry Ford II non punta a costruire auto da corsa. Nel Mid-West non esistono gare come quelle europee, ed il massimo di corse che sono in voga sono le gare di accelerazione sul dritto. La concezione delle vetture è differente: si devono vendere auto per famiglia e non per vincere corse, la famiglia americana è il modello su cui si basano le vetture. A ciò va aggiunto un accordo tacito tra i principali costruttori – Ford, Chrysler e GM – affinché nessuno costruisca auto da corsa; un patto di non concorrenza che però, come spesso accade, non viene propriamente rispettato da tutti le parti in causa dato che, attraverso finanziamenti indiretti, le altre Case favoriscono team privati. Henry chiude un occhio fin quando, nel 1957, la Chevy – gruppo GM – fa debuttare la Corvette a Daytona. E’ la goccia che fa traboccare il vaso, anche perché le vendite della Ford crollano improvvisamente.

Dall’altra parte dell’Atlantico, qualche anno prima, Luigi Chinetti – pilota vincitore de la Le Mans nel 1949 con una barchetta 166mm – suggerisce ad Enzo Ferrari di importare le proprie vetture negli USA. Un mercato differente, vergine rispetto a quello europeo come accennato poc’anzi. E’ un’esplosione: complici anche le star di Hollywood le Ferrari conquistano notorietà e fama cullando i sogni di grandi e piccini, copertine e pagine di giornali senza spendere un soldo di pubblicità. Una cosa che fa infuriare Ford, che non solo spendeva quantità ingenti di denaro per sponsorizzare i propri prodotti ma che, sull’argomento, sentì il Drake commentare in maniera caustica le voci che lo volevano alla ricerca di maggiore visibilità per le vetture dell’Ovale Blu.

“Se Ford vuole finire sui giornali gratis, basta che si compri una Ferrari.”

Già, Ferrari è uno che non le manda a dire, e chissà che non sia stata proprio questa frase a far balenare nella mente di Henry Ford II l’idea di acquisire non una Ferrari, ma la Ferrari. E’ il 1962, e nonostante un primo appoggio a Carrol Shelby a livello sportivo, quest’idea si fa sempre più presente negli ambienti Ford anche grazie all’intercessione dell’italo-americano Lee Lacocca, che sogna la fusione con la Ferrari. Le trattative vanno subito per il meglio: c’è grande armonia, la fusione tra Ferrari e Ford sembra cosa ormai certa. Si arriva così a metà maggio del 1963: i legali americani di Ford arrivano direttamente dall’America per sigillare il contratto che prevede la cifra di ben 16 milioni di $ a favore di Ferrari per la cessione della sua azienda. Ferrari in questo accordo vuole esclusivamente un’unica cosa: mantenere il controllo sulla squadra corse. E’ l’unica condizione davvero importante che pone sul contratto di cessione. Arrivati al momento della firma – è il 21 maggio del 1963 – il Drake nota qualcosa che non può né accettare né tollerare e, con la sua proverbiale schiettezza, prende in mano la sua stilografica ed appunta al lato del contratto:

“No, non ci siamo!”

Le trattative si interrompono bruscamente, mentre Ferrari lascia le parti di Ford lì al tavolo con la scusa di andare a far pranzo. I legali Ford vengono rimandati oltreoceano senza stringere tra le mani un contratto che pareva ormai già concluso. Ma cosa spinse Enzo Ferrari a rifiutare un accordo che sulla carta pareva così vantaggioso? Beh, la presenza sul contratto della richiesta di rinunciare all’unica cosa che il Drake aveva definito intoccabile: il controllo sulla squadra corse. In una delle tante clausole presenti nel contratto, infatti, si designava sostanzialmente Ford come capo del Reparto Corse – dato che tutte le decisioni avrebbero dovuto essere avallate da lui -, e questo Enzo Ferrari non poteva proprio accettarlo. Ford, al rientro dei suoi legali, è furioso. Vuole battere Ferrari con ogni mezzo, e vuole farlo sul terreno di caccia della Ferrari: la 24 Ore di Le Mans. Un compito impossibile per chiunque, o quasi…

Subscribe and get freshly baked articles. Join the community!

Sign up for our newsletter and get a head start on the morning’s top stories.

By signing up, you agree to our Privacy Policy and Terms.

Marco Perziani

Dal 1991 ossessionato dai motori. Vi parlo di nuove uscite, e narro storie. Tutto esclusivamente a base di cilindri, passione, odor di carburante possibilmente sulle note di un V10 aspirato.

Featured Articles

R Read More

4 Ruote24 Novembre 2016

Rosberg ed Hamilton, lo scontro è ad armi pari: uguale la scelta di gomme dei due

Ci siamo, il momento della resa dei conti è giunto. 20 GP alle spalle, uno solo da affrontare. Ed è proprio in quell’unica Gara ancora […]

I Read More

4 Ruote24 Novembre 2016

Il ritiro di Audi e quelle nubi che si addensano sul futuro del WEC

  Sono passati poco più di 10 giorni da quell’annuncio che ha fatto tremare dalle fondamenta il mondo dell’Endurance. Era infatti il 26 ottobre quando […]

I Read More

4 Ruote24 Novembre 2016

Info, Orari, Record e Classifiche: guida al GP di Abu Dhabi di F1

4 ore di Prove Libere, un’ora di Qualifica ed un’ora e mezza o poco più di Gara. E’ questo quello che rimane alla Stagione 2016 […]

H Read More

4 Ruote25 Novembre 2016

Hamilton parte forte ad Abu Dhabi: sue le FP1. 2° Rosberg, incalzato dalle RedBull

Se la strategia per il weekend è quella di mettere più pressione possibile sulle spalle di Nico Rosberg, Lewis Hamilton la prima Sessione di Prove […]

N Read More

4 Ruote25 Novembre 2016

Non solo F1: ad Abu Dhabi, Giovinazzi si gioca il Titolo in GP2. Ecco gli orari di Qualifica e Gara

Essere “sotto i riflettori”, ad Abu Dhabi, non è solamente un modo di dire, vista l’illuminazione artificiale che rischiara la notte desertica degli Emirati Arabi […]

N Read More

4 Ruote25 Novembre 2016

Nelle FP2 di Abu Dhabi 79 millesimi dividono Hamilton e Rosberg. Velocissime le RB, problemi per Vettel

1’40”861. E’ questo il limite imposto da Lewis Hamilton nel corso della seconda sessione di Prove Libere del weekend di Yas Marina, ultimo appuntamento del […]

L Read More

4 Ruote26 Novembre 2016

Le FP3 di Abu Dhabi si tingono di rosso: 1° Vettel, con le Mercedes che si nascondono

Probabilmente, tutti firmerebbero per avere una griglia di partenza così per il GP di Abu Dhabi di domani. Tutti, tranne Nico Rosberg e Lewis Hamilton, i […]

H Read More

4 Ruote26 Novembre 2016

Hamilton vola ad Abu Dhabi: è Pole! 2° Rosberg, che teme la strategia RedBull

Casco sempre calcato in testa, visiera abbassata, sguardo inafferrabile ed indecifrabile. Il weekend di Lewis Hamilton si potrebbe riassumere così, in una ricerca spasmodica della […]

G Read More

4 Ruote26 Novembre 2016

GP2, Gasly straccia tutti ad Abu Dhabi, Giovinazzi 5° tra problemi

Poteva andare meglio. La gara lunga di Abu Dhabi è andata a Pierre Gasly, che guadagna 25 punti e si lancia verso il titolo GP2 […]

S Read More

4 Ruote27 Novembre 2016

Sfuma il sogno di Giovinazzi: Pierre Gasly è Campione GP2

Non ha avuto il ritmo. Per tutto il weekend. E come avrebbe potuto vincerlo il titolo, Antonio Giovinazzi? Il pilota italiano non è veloce sulla […]

M Read More

4 Ruote28 Novembre 2016

Mercedes è pronta a sospendere Hamilton? Sicuramente no, per fortuna di Rosberg

Per certi versi, sembra di essere tornati indietro nel tempo sino alla vigilia del GP di Montecarlo. Non vi ricordate cosa accadde in quei giorni? […]

F Read More

4 Ruote28 Novembre 2016

F1, GP di Abu Dhabi: ecco le pagelle di tutti i protagonisti

E così siamo giunti alla fine. Anche il Mondiale 2016 di F1 è andato in archivio, incoronando dopo una lotta durata un’intera stagione Nico Rosberg […]

c Read More

4 Ruote28 Novembre 2016

+80 cv, -25 kg: Tutto sull’epocale cambio di regolamenti del WRC

Con la chiusura del Mondiale Rally 2016 avvenuta da poco più di una settimana e coronata dall’ultimo trionfo Volkswagen, l’ambiente del WRC sta rapidamente dirigendo i […]

O Read More

4 Ruote29 Novembre 2016

Opel Astra 1.6 Innovation: quando migliorare non vuol dire costare di più

Che la nuova Opel Astra fosse cambiata, rispetto alla versione precedente, lo avevo intuito sin da quando ho visto le prime foto. Quelle immagini che […]

M Read More

4 Ruote29 Novembre 2016

Michel Vaillant sbarca in Formula E! (No-spoiler review)

L’attesa è finita: il nuovo numero di Michel Vaillant è uscito in italiano. Nona Arte-Renoir ha terminato la traduzione e lo ha distribuito urbi et […]