La FIA andrà a processo: a deciderlo è il Tribunale di Parigi che, decidendo sulla questione sollevata da Laura Villars, ha respinto la sospensione d’urgenza del voto del 12 dicembre ma ha rilevato una “questione sostanziale” da dibattere: il processo sulla legittimità delle regole elettorali si farà.

Il meccanismo di candidatura alla Presidenza FIA ha portato Mohammed Ben Sulayem a ritrovarsi con la strada spianata per una rielezione che significherebbe altri 4 anni al timone della Federazione. Alla luce di ciò, Laura Villars (pilota svizzera classe ’97 e candidata alla Presidenza FIA) aveva presentato a fine ottobre 2025 un ricorso all’Alta Corte del Tribunale di Parigi al fine di approfondire la controversia, contestando il regolamento elettorale in vigore.
All’Assemblea Generale Annuale della FIA, organizzata quest’anno in Uzbekistan, Mohammed Ben Sulayem sarà quindi automaticamente rieletto per un secondo quadriennio, non avendo rivali. La situazione è frutto dei rigidi requisiti statutari della Federazione, che hanno di fatto impedito la formazione di liste alternative a quella dell’ex-rallysta emiratino.
Oltre a Villars, anche altri potenziali candidati come l’americano Tim Mayer e Virginie Philippot hanno infatti dovuto “gettare la spugna”. Il nodo cruciale risiede nell’obbligo per ogni candidato presidente di presentare una lista completa di vicepresidenti, includendo un rappresentante per ogni regione globale della FIA.
Il “blocco” insormontabile si è verificato in Sud America. Difatti, nell’elenco ufficiale dei 29 eleggibili sparsi per il globo, figura un solo nome per quella regione: la brasiliana Fabiana Ecclestone (moglie di Bernie). Ma essendo quest’ultima già parte della squadra di Ben Sulayem, per qualsiasi altro sfidante è diventato matematicamente impossibile soddisfare i requisiti per candidarsi.
Il Tribunale Giudiziario di Parigi ha dunque emesso, nella giornata del 3 dicembre 2025, la sua prima decisione in merito al ricorso contro la FIA presentato da Laura Villars.
E se da un lato il giudice ha stabilito che l’elezione prevista per il prossimo 12 dicembre a Tashkent non sarà sospesa, dall’altro ha riconosciuto l’esistenza di una “questione sostanziale” che merita di essere approfondita, rinviando le parti a un giudizio di merito.
Nonostante il Giudice dei Provvedimenti Urgenti abbia per ora condannato Villars e Mayer al pagamento di 7.000 euro (più le spese legali) alla FIA, la battaglia si sposterà poi sul piano dei principi. Il team legale della Villars ha denunciato diversi punti critici che saranno oggetto del futuro processo nei confronti di FIA:
- L’impossibilità tecnica di presentare una lista alternativa;
- La situazione senza precedenti di un unico candidato eleggibile per la regione sudamericana;
- La trasparenza e il funzionamento della “Commissione di nomina”;
- La non conformità delle procedure elettorali con i principi di governance, democrazia e integrità rivendicati dalla FIA stessa.
In un comunicato stampa successivo all’ordinanza, Laura Villars ha ribadito quello che, secondo lei, è il principio etico cardine dell’azione intrapresa: “Agiamo per la credibilità, la correttezza e l’integrità dello sport automobilistico internazionale. Continuerò a lottare davanti ai giudici per garantire che la FIA sia dotata di un processo elettorale conforme agli standard di governo che ci si aspetta da un’organizzazione internazionale”.
Processo solo nel 2026. Ma le elezioni alla Presidenza FIA 2025 rischiano l’annullamento?
La decisione del Giudice dei Provvedimenti Urgenti non ha convalidato le posizioni di nessuna delle due parti, rimandando tutto ai giudici competenti che, a partire dal 2026, affronteranno la questione.
“Il giudice dei provvedimenti urgenti ha stabilito che questa controversia deve essere esaminata nel merito, e pertanto continueremo questo contenzioso contro la FIA. Una prima udienza è fissata per il 16 febbraio 2026“ ha confermato l’avvocato di Villars, Robin Binsard.
Si apre dunque uno scenario inedito: Ben Sulayem sarà eletto e potrà governare, ma con una “spada di Damocle” sulla testa.
Se il processo alla FIA nel corso 2026 dovesse accertare le violazioni denunciate, il tribunale potrebbe — in via ipotetica — mettere in discussione la validità dell’elezione del 2025 e persino annullarla retroattivamente.
La FIA non ha ancora rilasciato commenti ufficiali, preparandosi a celebrare la rielezione del suo presidente tra pochi giorni, in attesa che la giustizia francese faccia il suo corso.
