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Perché tutti dovremmo guidare la Ford Fiesta ST almeno una volta nella vita | #MiSonoInnamorauto? Ep.3

L’ho riconosciuta ancor prima di sapere che fosse davvero lei. Con jeans e maglietta blu, sneakers grigie e promesse d’avventura, spuntava in maniera stridente in mezzo a tutte le altre. Non la più elegante, non la più appariscente, non la più grande: di sé, la Ford Fiesta ST, nasconde molto. Quel che serve per spingervi…

22 Novembre 2020
8 min read
Fiesta ST

L’ho riconosciuta ancor prima di sapere che fosse davvero lei. Con jeans e maglietta blu, sneakers grigie e promesse d’avventura, spuntava in maniera stridente in mezzo a tutte le altre. Non la più elegante, non la più appariscente, non la più grande: di sé, la Ford Fiesta ST, nasconde molto. Quel che serve per spingervi a scoprire cosa si nasconda sotto le pieghe di quella carrozzeria.

Fiesta ST
© ASPhotography

Avvolta in quel Blue Performance che tanto le dona, la variante più sfrontata dell’ottava generazione della segmento B dell’Ovale Blu si presenta timidamente. Resa – troppo – simile alle versioni comuni dotate del pacchetto ST Line, la vera ragazzaccia di Ford viene riconosciuta in fretta solamente da un occhio piuttosto esperto. Paraurti muscoloso, griglia a nido d’ape con incastonato il logo ST, vistosi cerchi da 18”, pinze dei freni rosse, spoiler posteriore e doppio terminale di scarico decentrato non sono infatti sufficienti per far capire a tutti quanto speciale sia questa versione della pepata piccina d’Oltreoceano. In pochi la notano, nel traffico cittadino: con le sue dimensioni minute, le linee simili alle versioni più pigre e l’insospettabilità ereditata dalla sua nomea di brava ragazza, la Ford Fiesta ST sfugge tra le maglie del traffico senza destare sorpresa o stupore.

Solo chi tenta di avvicinarsi a lei inizia a notare che, come diceva qualcuno, oltre le gambe c’è di più. I sedili Recaro, proposti di serie ed eccezionali nel loro essere contemporaneamente comodi e contenitivi, evocano sportività, ed i dettagli in alluminio satinato che spuntano qua e là non fanno altro che confermare l’impressione di chi, andando oltre le semplici apparenze, inizia ad avvicinarsi alla Fiesta ST. Il sistema multimediale SYNC 3 – che trovo tuttora uno dei più piacevoli da utilizzare e che è ovviamente munito di Android Auto ed Apple CarPlay – campeggia al centro della plancia senza curarsi di orientare lo schermo da 8″ verso chi guida, mentre il volante compatto e… sodo sulla cui razza centrale spunta il badge “ST” è un poco velato invito a prendere in mano la situazione per iniziare a conoscersi meglio. I materiali utilizzati sono generalmente piacevoli al tatto, e l’intero abitacolo trasmette concretezza, praticità: ciò che è superfluo sulla Fiesta ST non trova posto. Piuttosto, meglio sublimare e affinare quello che può tornare utile davvero, decidendo per esempio di far firmare da Bang & Olufsen un impianto stereo degno di essere usato persino su una macchina a benzina dotata di un sound accattivante.

Fiesta ST
© ASPhotography

La carrozzeria a tre porte è un sacrificio della comodità sull’altare delle prestazioni e del piacere di guida, e le si può quindi ben perdonare il fatto che – pur essendo spaziosa a tutto tondo nonostante il montante C spiova in maniera piuttosto netta – sul divanetto posteriore non si acceda poi con questa estrema facilità. Sufficiente spazio c’è anche per quanto riguarda il bagagliaio, rifinito con una moquette di buona qualità: la Fiesta ST mette a disposizione da 311 fino a 1093 l, rivelandosi e confermandosi adatta anche ad un utilizzo quotidiano. Che però, lasciate che ve lo dica, è l’ultimo utilizzo che vorrete fare di questa automobile, una volta acquistata.

E’ sufficiente una lieve pressione sul tasto d’accensione per far sì che il piccolo tre cilindri si accenda con un lieve borbottio. 1.497 centimetri cubici di aria da aspirare, un cilindro in meno rispetto a quelli che molti – troppi – ritengono necessari su un’auto di questo tipo, una scuderia di 200 CV rimasta invariata rispetto alla precedente ST200. Queste e molte altre frasi fatte (male) si sciolgono come neve al sole non appena si iniziano a toccare con mano i pregi di questo propulsore, il primo tre cilindri al mondo ad avere a disposizione la tecnologia di disattivazione dei cilindri. A velocità di crociera e lì dove non sia necessario un immediato incremento di potenza, il sistema interrompe l’afflusso di benzina e il movimento delle valvole in uno dei tre cilindri, ottimizzando così i consumi e diminuendo le emissioni. E se steste pensando che una simile tecnologia stoni su un’auto di questo tipo, sappiate che la Fiesta ST è in grado di riattivare il cilindro in appena 14 millisecondi: vale a dire 20 volte più velocemente di un normale battito di ciglia. Capace di erogare 200 CV di potenza a 6.000 rpm e 290 Nm di coppia massima da 1.600 a 4.000 giri, il tre cilindri della Fiesta ST è un portento ai bassi regimi senza però pagare troppo dazio quando si tratta di puntare in alto. Un quattro cilindri ha più allungo, inutile nascondersi dietro ad un dito, ma non è sul motore che quest’auto punta per far letteralmente innamorare chiunque salga a bordo.

Fiesta ST
© ASPhotography

La ST vi seduce senza possibilità di appello alla prima curva, stretta o larga che sia. Incurante della velocità d’ingresso, pressoché totalmente menefreghista nei confronti del suo essere una trazione anteriore, con il minimo sforzo vi trascina in un vortice di emozioni che non vi aspettavate di poter provare a bordo di un’auto di questo tipo. Il fil rouge che unisce volante e pneumatici anteriori è più intenso che mai, e un avantreno che trasmette alla perfezione tutto ciò che incontra sul proprio cammino vi rende improvvisamente padroni totali dell’auto, della strada e persino dell’ambiente che vi circonda. La Fiesta ST vi prende per mano mentre vi irretisce curva dopo curva. L’inserimento è fulmineo, la velocità di percorrenza è impensabile, l’assetto è tremendamente vicino a quello che può essere considerato lo stato dell’arte per questa categoria. E’ la brava ragazza, quella che da definizione dovrebbe trovarsi nella porta accanto salvo poi essere chissà dove, che si materializza all’improvviso e si trasforma nella donna dei vostri sogni: emozionante, pulsante, viva.

L’accoppiata frizione – cambio manuale a sei rapporti è felicissima, e permette di entrare in confidenza con il tre cilindri sin dai primissimi metri e con una qualsiasi delle tre modalità di guida a disposizione: si può scegliere infatti tra Normal, Sport e Track, ma della Normal non chiedetemi alcunché dato che nell’arco delle due settimane di prova l’avrò utilizzata – forse – solo per uscire dal parcheggio della concessionaria. Servono pochissime cambiate per rendersi conto che quasi mai si verrà traditi, e che se questo dovesse accadere sarà solamente colpa nostra perché l’abbiamo trattata troppo male. Il differenziale meccanico a slittamento limitato fornito assieme al Pack Performance, unito al collaudato Torque Vectoring Control, regala una trazione semplicemente da urlo: le reazioni in curva sono composte, l’auto si muove in maniera coesa nonostante un retrotreno molto leggero e anche in un misto stretto e veloce non si ha mai la percezione che qualcosa possa sfuggire al vostro controllo. Aggrapparsi ai dischi freno da 278 mm all’avantreno e da 245 mm al retrotreno vi verrà sempre più naturale, con i 1292 kg di massa a vuoto della Fiesta ST che improvvisamente sembrano sfumare totalmente nell’irrilevanza data la sua estrema agilità. 

Fiesta ST
© ASPhotography

Un rombo di piacere si leva continuo dal millecinque, presenza costante e pronta ad accompagnarvi ovunque, anche grazie all’Active Exhaust Valve System: note baritonali e scoppiettii non troppo sommessi durante i cambi marcia vi costringeranno a sorridere, e non provare vero godimento mentre si guida la Fiesta ST diventa impossibile. E’ l’auto che vi conosce da una vita senza che voi abbiate avuto bisogno di conoscere lei: sembra sapere esattamente dove frenerete, come entrerete in curva e a che regime di rotazione cambierete marcia, ed è sempre pronta a fare tutto ciò che è in suo potere per farvi godere di un piacere di guida ancora maggiore. E’ la ragazza in jeans e maglietta di inizio articolo che vi guarda con fare ammiccante e vi invita ogni volta, sempre di più, ad andare un po’ più in là, a spingervi un po’ oltre, perché tanto lei vi asseconderà in pressoché tutte le vostre fantasie.

Sì, anche quelle che non avreste forse neppure l’ardire di immagine. Quelle fatte con il controllo di stabilità parzialmente o addirittura totalmente disattivato, quelle che vi faranno chiedere se stiate o meno sognando quando uscirete dalle curve controsterzando – sì, avete letto benissimo – con una trazione anteriore. La Fiesta ST non dice immediatamente tutto di sé, ma una volta che la fiducia reciproca aumenta scoprirne i segreti più reconditi diventa un piacere unico: come definire altrimenti la possibilità di veder scodare il posteriore di una vetturetta tutta avanti al solo rilascio dell’acceleratore? E’ sincera, diretta, e ti fa capire con larghissimo anticipo quando – e come – stai esagerando dandoti il giusto margine per porre rimedio e farti perdonare senza che lei diventi scostante, rabbiosa o pericolosa. Pensando al segmento, pensando alle dimensioni e pensando al prezzo d’attacco, viene davvero da chiedersi in che modo siano riusciti a realizzare un’automobile simile.

Fiesta ST
© ASPhotography

E’ proposta con un numero piuttosto limitato di ADAS? Chissenfrega. E’ una macchina che in virtù di un assetto rigido si rivela non troppo comoda sulle superfici sconnesse? Chissenefrega. Non è la Segmento B più appariscente, più veloce, più potente, più lussuosa o più esclusiva che sia presente sul mercato? Chissenefrega. Quel che importa è che sia la Fiesta ST: un’automobile che a parità di prezzo non ha eguali ora e continuerà a non averne forse per l’eternità.

Il giudizio che chiude il terzo episodio di #MiSonoInnamorauto? è…

Mi vuoi sposare?

Nell’arco delle due settimane di prova è stato tremendamente difficile, per me, trovare alla Fiesta ST un difetto degno di questo nome. Velocissima, divertente, coinvolgente, la segmento B dell’Ovale Blu è tutto ciò che una compatta sportiva dovrebbe essere: parafrasando Richard Hammond, è un’auto che ti rende felice non solo per cosa fa ma anche – e soprattutto – per come ti fa sentire mentre lo fa. La Fiesta ST porta con sé l’esaltazione giovanile dei primi appuntamenti, quando non vedevi l’ora di uscire perché dovevi incontrarti con la ragazzina a cui facevi il filo da un secolo: non sapevi come sarebbe andata, cosa avresti fatto e se saresti riuscito effettivamente a conquistarla, ma eri felicissimo di poterlo fare a prescindere dal risultato. Con lei è letteralmente la stessa cosa. Poco importa che tu prima di salire a bordo sappia di dover fare 10, 15 o 100 km in città, su un passo di montagna o in autostrada: per essere davvero felice ti basterà sapere che tutto ciò lo farai con lei, una delle migliori Hot Hatch che la storia dell’Automotive abbia mai visto. Proposta in promozione a partire da 23.450 € e in grado di farvi percorrere addirittura 13,8 km/l. 

Fiesta ST

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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