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Hamilton vola nelle FP2 di Melbourne. 2° Verstappen, la Ferrari in gara snobberà le SuperSoft?

Si apre nel segno di Lewis Hamilton la stagione 2018 di Formula 1. Il pilota inglese, dopo essere stato il più rapido nel corso delle FP1, domina in maniera ancor più netta anche la seconda sessione di Prove Libere del GP d’Australia, prendendosi la miglior prestazione cronometrica e soprattutto mettendo in mostra un passo gara che,…

23 Marzo 2018
4 min read

Si apre nel segno di Lewis Hamilton la stagione 2018 di Formula 1. Il pilota inglese, dopo essere stato il più rapido nel corso delle FP1, domina in maniera ancor più netta anche la seconda sessione di Prove Libere del GP d’Australia, prendendosi la miglior prestazione cronometrica e soprattutto mettendo in mostra un passo gara che, almeno in questa prima fase, è sembrato inavvicinabile per tutti.

© Wolfgang Wilhelm / Mercedes AMG F1 Team
© Wolfgang Wilhelm / Mercedes AMG F1 Team

Il #44 è balzato in test alla classifica grazie all’1’23″931 messo a segno con gomme UltraSoft, un crono che gli ha permesso di staccare per 127 millesimi Max Verstappen, 2° in 1’24″058 e stretto nella morsa delle due Frecce d’Argento. In 3^ posizione troviamo infatti Valtteri Bottas, che ha accusato poco più di due decimi di ritardo dal crono del compagno di team ma che è riuscito a precedere rispettivamente per 55 e 292 millesimi le Ferrari di Raikkonen e Vettel. In 6^ piazza troviamo invece un ottimo Romain Grosjean, apparso particolarmente in forma in Australia a bordo della sua Haas e capace di chiudere la sessione con un interessante 1’24″648 che gli ha permesso di mettersi alle spalle anche l’idolo di casa, Daniel Ricciardo. 

© Mark Sutton / Sutton Images
© Mark Sutton / Sutton Images

L’australiano finora è stato forse il più deludente tra i top driver, non avendo mai dato l’impressione di trovarsi davvero a proprio agio tra i cordoli dell’Albert Park: la sua miglior prestazione è in 1’24″721, un tempo che lo relega a quasi 7 decimi di ritardo dal crono del compagno di squadra. Si conferma invece in 8^ posizione Fernando Alonso, che una volta risolti i problemi sulla sua MCL33 è stato in grado di girare con più continuità: l’asturiano ha chiuso le FP2 in 1’25″200, riuscendo così a tenersi alle spalle Kevin Magnussen (in risalita rispetto alle FP1 ed autore di un 1’25″390) e Stoffel Vandoorne, che con il suo 1’25″285 chiude la Top Ten virtuale.

Appena fuori dai primi 10 troviamo poi la prima delle Renault, quella affidata a Carlos Sainz: il #55 con il suo 1’25″390 è riuscito a mettersi alle spalle per meno di un decimo sia la VJM11 di Sergio Perez sia la vettura gemella di Nico Hulkenberg, con il tedesco che a propria volta tiene ad 80 millesimi di distanza Lance Stroll. Proprio il canadese è stato sfortunato protagonista del primo guasto tecnico della stagione, con la PU Mercedes della sua Williams che sembra aver alzato bandiera bianca a seguito di un probabile surriscaldamento dovuto all’attesa per effettuare la simulazione di partenza: un segnale non di certo incoraggiante per il team di Grove, visto l’esiguo numero di Power Unit che potranno essere utilizzate quest’anno senza incorrere in penalità.

© Jerry Andre / Sutton Images
© Jerry Andre / Sutton Images

15° è poi Ocon in 1”25″888, con la Force India del francese inseguita a pochi millesimi dalle due STR13 di Hartley e di Gasly, quest’ultimo autore di un netto balzo indietro in classifica nel corso delle FP2. 18° posto per Sirotkin e la sua Williams, mentre si confermano ultime della classe le due C37: Ericsson ha chiuso la propria sessione in 1’26″814 a quasi 3″ dal crono di Hamilton, mentre Leclerc, al suo esordio su una pista mai vista prima, si è fermato ad un solo millesimo di ritardo dal crono del ben più esperto compagno di squadra.

Per quel che riguarda il passo gara, sembrano essere confermate le indicazioni avute nel corso delle FP1. Hamilton è stato l’unico pilota in grado di scendere con costanza sotto il muro dell’1’28” sfruttando le UltraSoft – il #44 ha inanellato diversi passaggi sul ritmo dell’1’27″6-1’27″alto -, con Verstappen e Bottas subito dietro e le Ferrari un po’ più staccate, e l’inglese è stato il più efficace anche quando la sua W09 ha abbandonato le mescole fucsia per quelle più dure. Tra queste ultime, in casa Ferrari si sono avuti ottimi riscontri con le Soft: la SF71-H di Vettel ha infatti chiuso parecchi giri sul piede dell’1’28″basso con queste gomme, mentre la vettura gemella di Raikkonen è apparsa piuttosto in difficoltà con le SuperSoft. Molto più lontani – sul piede dell’1’29″5 – tutti gli altri, Renault in primis.

Ecco la classifica completa al termine delle FP2: 

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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