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Il futuro del WEC: le Hypercars 2021, la Peugeot 2022 e la vecchia-nuova Alpine

Archiviata la 24h di Le Mans, mancherebbe l’appuntamento del Bahrain per chiudere la Season 8 del WEC, ma i riflettori sono già puntati sul futuro della top class. Merito degli annunci che nello scorso weekend sono giunti dalla Francia, uniti ai forfait di ByKolles e Rebellion, entrambi già dichiarati assenti nella prossima gara. Ginetta ha abbandonato ancor prima di Le…

23 Settembre 2020
7 min read

Archiviata la 24h di Le Mans, mancherebbe l’appuntamento del Bahrain per chiudere la Season 8 del WEC, ma i riflettori sono già puntati sul futuro della top class. Merito degli annunci che nello scorso weekend sono giunti dalla Francia, uniti ai forfait di ByKolles e Rebellion, entrambi già dichiarati assenti nella prossima gara. Ginetta ha abbandonato ancor prima di Le Mans, Toyota correrà da sola la 6h del Bahrain! Sguardo quindi al futuro, con le nuove regine dell’Endurance, le Hypercars.

© Toyota
© Toyota

Toyota – La casa del Sol Levante è preparatissima, lo è da anni, complice il semplice lavoro di messa a punto (e pochi aggiornamenti) portato avanti sulla TS050, sufficiente per vincere 3 volte Le Mans negli ultimi 3 anni (senza LMP1-H avversarie!).
La nuova Hypercar è praticamente pronta, i giapponesi han dichiarato che da ottobre gireranno regolarmente nei test privati, per preparare al meglio l’attacco al quarto successo consecutivo (impresa riuscita a pochissimi).
In realtà, dopo la presentazione di una vettura Concept a Tokyo nel 2018, uno dei primi prototipi era già stato portato in pista nel 2019, guidato anche dal boss di Gazoo Racing. Successivamente, visto anche il ritardo sui regolamenti futuri (e lo spostamento al 2021), si era deciso per un programma di test da avviare durante la primavera 2020. Causa Covid-19 c’è stato un nuovo rinvio, ma ora finalmente ci siamo: viene tolta la dicitura Concept, il nome diventa ufficiale, la nuova Toyota Hypercar si chiama “GR Super Sport”.

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Il marchio nipponico, a Le Mans, ha messo in pista quella che dovrebbe essere la versione stradale della sua Hypercar. L’auto ha inizialmente trasportato il gigantesco trofeo vinto l’anno precedente e poi, guidata da Alex Wurz, ha percorso un intero giro del Circuit de la Sarthe. La configurazione presentata a Le Mans è quella della versione cabrio, finora mai svelata, probabilmente una derivata dal Concept del 2018, con hardtop rimovibile. Anche internamente l’auto sembra in uno stadio piuttosto avanzato, in confronto a quanto si poteva vedere nel primo video del 2019, anche se Toyota ha cercato di nascondere gli interni coprendo l’auto, sia nelle foto stampa che in pitlane.

Scuderia Cameron Glickenhaus – Il produttore cinematografico, regista e imprenditore americano è un grandissimo collezionista, appassionato in particolare di Ferrari. Possiede, tra le tante, la leggendaria P3/4 (vincitrice alla 24h di Daytona 1967) e la one-off P4/5, creata appositamente per lui da Ferrari stessa. Glickenhaus, con la sua piccola casa automobilistica, ha cominciato con l’Endurance su pista, partecipando più volte alla 24h del Nürburgring. Ha poi aggiunto al palmares la partecipazione alla Baja 1000, un folle rally raid che si corre tutto d’un fiato in Messico, in Bassa California (1300-1400km consecutivi).
Particolarità di questo vero amante del motorsport è che realizza in casa tutti i mezzi con cui la Scuderia partecipa alle competizioni. E Scuderia non è un nome casuale, affatto.
Per la Baja 1000 è stato creato il SCG Boot, mentre al Nürburgring ha corso inizialmente la P4/5 Competizione, poi la bellissima SCG 003, e ora la Scuderia sta sviluppando la nuova SCG 004. Di quest’ultima, come di tutte le auto da pista del boutique manufacturer, esiste la versione racing e la versione omologata stradale, perché questa è la mission di Cameron Glickenhaus: “troviamo le corse più dure al mondo, creiamo i veicoli per competerci, e ne facciamo le versioni road-legal”. Perciò, della SCG 004 che correrà al Nürburgring questa settimana, ci sono due versioni, la 004C e la 004S, e le due lettere C e S significano esattamente Competizione e Stradale. In italiano, un altro caso?

© SCG
© SCG

Dopo l’Inferno Verde, dopo la Baja 1000, si torna a un progetto su pista, alzando l’asticella. L’obbiettivo massimo, l’Olimpo dell’Endurance: “È da oltre 50 anni che un’auto fatta in America non vince la classifica generale a Le Mans. Abbiamo lavorato per 50 anni per cambiare questo. È il momento, siamo pronti”. Un grande sogno, un traguardo veramente ambizioso, ma la Scuderia sta lavorando duramente, muovendosi bene, sul mercato e a livello tecnico. E fortunatamente ha le spalle belle larghe, il budget è già pronto (e la fetta dagli sponsor pare sia già coperta).
In ogni caso la SCG 007S sarà ordinabile a breve dai clienti stradali, con consegne previste nel corso dei prossimi anni. Il Prezzo? 2.1 milioni di dollari, produzione di oltre 25 auto (per regolamento, vanno prodotte Hypercars stradali se si corre con la controparte racing). Le specifiche non sono complete, ma abbiamo diverse info, come il numero di posti: 3, visto che il sedile di guida occuperà una posizione centrale. Dati i cambi regolamentari (aumento di potenza) il mormorato V6 twin turbo di derivazione Alfa Romeo è stato sostituito. Sarà la francese Pipo Moteurs a spingere la SCG 007C sull’Hunaudieres, con un V8 biturbo basato sul motore Hyundai WRC (il motorista è un celebre preparatore per il mondiale rally). L’unità propulsiva è stata ricavata da due motori WRC 4 cilindri, accoppiati da un unico basamento che ospita l’albero motore flat-plane (perni di biella disposti a 180°), per una potenza totale di 870cv.

© Pipo Moteurs
© Pipo Moteurs

A livello aerodinamico invece la macchina è in studio presso la Podium Advanced Technologies, qua in Italia. I test del mezzo completo inizieranno questo inverno, con l’obbiettivo della 12h di Sebring a marzo, prima di volare in Francia, per riportare a casa quella prima posizione che manca da oltre mezzo secolo. Qualche mese fa Cameron, per l’impresa, si era addirittura appellato a Sebastian Vettel, dicendo che “se vuole correre a Le Mans, abbiamo un sedile! Ma non posso pagarlo quanto prende ora”.
Nei piani dell’americano è presente anche un programma clienti, visto che SCG propone di correre Sebring, Spa e Le Mans (con ricambi, assistenza, supporto, ecc) alla, sinceramente onesta, cifra di 5 milioni di Euro. Alternativamente la Scuderia propone programmi di cessione telaio o motore, anche con l’opzione dell’ibrido.

© SCG
© SCG

ByKolles – Negli ultimi 6 anni il team ha collezionato ben 0 arrivi al traguardo a Le Mans, il più delle volte concludendo malamente la gara nelle prime ore. Ma il team tedesco, che corre sotto bandiera austriaca, non molla mai, tracciando il proprio futuro con la presentazione della propria Hypercar.
PMC Project LMH, questo il nome attuale dato al programma, sarà un mezzo “dal fenomenale livello di performance”, declinato in tre versioni. La race version avrà un V8 aspirato da circa 700cv, peso (da regolamento Hypercars) fissato a 1040kg. Per la ByKolles LMH trackday invece lo stesso motore avrà circa 650cv (per maggiore affidabilità?) e un peso ridottissimo, 950kg.
La versione road car invece cambia molto, e stranamente lo fa con un aumento di cavalleria. Al motore racing viene aggiunto un hybrid system capace di portare la potenza totale a circa 1000cv, su peso totale di 1000kg. Macchina omologata stradale, da utilizzare con biocarburante, rapporto peso potenza 1:1, mostruoso.
La base motoristica di tutte e tre le versioni, stando alle più recenti dichiarazioni del boss Colin Kolles, dovrebbe essere lo stesso Gibson GL458 della appena pensionata CLM P1/01.

© ByKolles
© ByKolles

Alpine – Annuncio a sorpresa del team Signatech Alpine, uno dei protagonisti della LMP2, che ha deciso di ereditare le LMP1 Rebellion R13 per salire di categoria e inserirsi nella nuova Le Mans Hypercar. Il regolamento infatti consente, per il solo primo anno di LMH, di utilizzare una vecchia auto, che sarà ovviamente soggetta a BOP. La decisione non è piaciuta a Toyota, che teme la concorrenza delle vecchie P1, sulla carta effettivamente più veloci delle Hypercars. Anche Ginetta potrebbe optare per un rientro low cost, utilizzando le G60-LT-P1 che non abbiamo quasi mai visto quest’anno, nonostante la situazione economica (soprattutto post coronavirus) del team inglese sia piuttosto disperata. Infatti Lawrence Tomlinson, proprietario di Ginetta, ha recentemente confermato che per il 2021 il suo team non ci sarà, però le auto sono a disposizione di qualsiasi squadra clienti interessata a cimentarsi nel WEC.
Tornando ai sicuri partecipanti, Alpine avrà la fortuna di avere subito a disposizione le R13 da parte di Rebellion, visto che la compagine svizzera ha deciso di non partecipare al round finale del WEC.

© Alpine
© Alpine

Peugeot – Fresca di annuncio, la Peugeot è già una delle macchine più chiacchierate dell’era Hypercars, nonostante l’esordio nel 2022 e le poche info ufficiali disponibili. Non sappiamo ancora il nome, ma ne conosciamo la potenza dichiarata, 680 cavalli. Trazione integrale, come da regolamento, con motore elettrico all’anteriore (200kW, cioè 272cv), misure di 5m di lunghezza per 2 di larghezza, più simile nelle quote a una supercar stradale piuttosto che a una LMP1. 25 auto da prodursi nel 2021, obbiettivo di 100 auto da vendere l’anno successivo.
Al momento il progetto è in corso di sviluppo a Parigi, nel reparto motorsport, e in collaborazione con Total (che ci immaginiamo main sponsor) sono stati sviluppati il concetto aerodinamico, lo schema del motore e il design del sistema ibrido. Purtroppo non sono state fornite ulteriori info, mentre tutti i fan del marchio francese attendono trepidanti quella che sarà una delle sicure protagoniste del futuro del WEC.

© Peugeot Sport
© Peugeot Sport

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Tommaso Costa

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