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Giorgio Sanna racconta la sua Squadra Corse: “A breve l’upgrade della GT3, e a Le Mans e al ‘Ring…”

Il mondo di Lamborghini Squadra Corse, ormai, abbiamo imparato a conoscerlo piuttosto bene. Dopo essere stati infatti ospiti della sezione motorsport del marchio di Sant’Agata Bolognese in più di un’occasione (Blancpain Endurance GT Series 2017 e Lamborghini World Final su tutte), la Squadra Corse del Toro rappresenta una realtà che siamo riusciti a comprendere sempre…

22 Aprile 2018
7 min read

Il mondo di Lamborghini Squadra Corse, ormai, abbiamo imparato a conoscerlo piuttosto bene. Dopo essere stati infatti ospiti della sezione motorsport del marchio di Sant’Agata Bolognese in più di un’occasione (Blancpain Endurance GT Series 2017 e Lamborghini World Final su tutte), la Squadra Corse del Toro rappresenta una realtà che siamo riusciti a comprendere sempre meglio e sempre più a fondo, individuano i perché di un successo così spropositato delle Huracàn da competizione. Ieri però, in occasione del round monzese del Blancpain GT Endurance Series 2018, abbiamo avuto di modo di scoprire ancora qualcosa in più grazie a Giorgio Sanna, responsabile motorsport di Lamborghini, che nel corso di una Media Session ci ha rivelato qualcosa anche sul prossimo futuro del Toro nel mondo delle competizioni…

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Lamborghini Squadra Corse ha iniziato la stagione vincendo a Daytona e a Sebring. Siete contenti di ciò?

GIORGIO SANNA: Siamo contenti ed orgogliosi. A fine 2017 ci eravamo detti soddisfatti, ma sapevamo che c’era da fare di più nelle grandi classiche di durata che ancora non avevamo vinto. Uno degli obiettivi di questo 2018 era proprio vincerne almeno una, e a Daytona abbiamo raggiunto un risultato importante per il marchio, che era alla sua 3^ partecipazione. Con la vittoria di Sebring siamo stati il primo brand a vincere entrambe le classiche nella stessa stagione, e considerate sempre che Squadra Corse è una realtà giovane, e c. E’ il modo migliore per iniziare l’anno, non c’è dubbio, ma il difficile è mantenere lo stesso livello nell’arco di tutta la stagione. Supportiamo però tanti team e piloti veloci, quindi siamo molto fiduciosi.

State valutando la possibilità di approdare nella classe GTE in futuro?

GS: Sì, stiamo valutando differenti possibilità, ma al momento non abbiamo fretta. Siamo un settore motorsport molto giovane, per noi è importante andare passo dopo passo. Arrivare nella classe GTE, solo ed esclusivamente come corse clienti, sarebbe uno step naturale dal nostro punto di vista. Valutiamo le opportunità, valutiamo i cambiamenti regolamentari, diciamo che decideremo a breve se e quando sarà necessario salire di categoria. Ora come ora pensiamo più a consolidare ciò che abbiamo tra le mani, le 48 Super Trofeo EVO sono il segno che lavoriamo bene. 

E la 24 Ore di Le Mans?

GS: Le Mans è un sogno per tutti, come l’approdo nella classe GTE anche andare a correre a La Sarthe fa parte della nostra visione del futuro. L’importante però, come ho detto prima, è andare passo dopo passo: abbiamo creato la prima GT3 solamente 3 anni fa, avevamo l’obiettivo di creare una piattaforma che potesse essere protagonista in tanti scenari internazionali e credo che siamo riusciti a farlo. E in più volevamo vincere grandi classiche di durata, e direi che siamo riusciti anche in quello. Certo è che vorremmo arrivare a La Sarthe il prima possibile. 

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Magari presentandosi con un prototipo…

GS: Lì non dipende solo da noi, ma anche dalla FIA e dall’ACO. Molto varia anche in base ai Regolamenti Tecnici, noi in questa fase siamo alla finestra e aspettiamo. Posso dire però che solitamente dopo aver sviluppato una vettura GT3 non si passa direttamente al mettere a punto un prototipo. Bisogna capire bene quali siano i rischi di un’avventura simile e quali siano le nostre capacità, perché noi facciamo del nostro meglio ma le giornate sono pur sempre composte da 24 ore. 

Per quanto riguarda invece la categoria GT4?

GS: Diciamo che attualmente non ci interessa. E’ una categoria che credo sia pensata più per i gentleman driver, ed ora come ora ha sulla griglia macchine più economiche e brand che hanno target differenti rispetto a Lamborghini. In più siamo impegnati nel supportare i team che corrono nel Super Trofeo, non abbiamo interesse nel mettere le nostre auto in competizione con vetture nate per altri mercati. 

Nel futuro di Lamborghini ci sarà spazio per la propulsione ibrida ed elettrica?

GS: Innanzitutto credo che i sistemi ibridi siano quelli più vicini alla filosofia del marchio. Questi metodi di propulsione sono indubbiamente il futuro, anche se è inutile dire che continuo a preferire il suono dei motori termici. L’ibrido però credo possa essere il giusto compromesso, perché ci permette di mantenere il lato emozionale di un motore termico al fianco dell’efficienza di un propulsore ibrido. L’elettrico è un qualcosa che andrà tenuto in considerazione nel futuro, ma non è assolutamente un’urgenza nei prossimi anni. 

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Cosa può dirci dell’ultima nata di Squadra Corse, la Huracàn Super Trofeo EVO?

GS: La EVO è un ottimo upgrade della versione precedente. Noi di Squadra Corse solitamente manteniamo per 3 anni lo status quo della vettura, di modo tale da limitare gli investimenti dei piloti e dei team, dopodiché operiamo un upgrade, che stavolta è stato principalmente aerodinamico. L’upgrade è stato realizzato per due motivi: rappresentava un’opportunità per rinnovare l’immagine dell’auto e del brand, e soprattutto permetteva di migliorare non solo le performance della macchina ma anche la sua guidabilità, cercando di ottenere un miglior comportamento aerodinamico per favorire i gentleman driver. Nel corso dello sviluppo ho avuto modo di provare l’auto, e credo che l’obiettivo sia stato raggiunto: la EVO, rispetto al modello precedente, è molto più bilanciata tra avantreno e retrotreno, e nelle curve veloci è più semplice e più prevedibile. E’ meno sovrasterzante e meno brusca negli inserimenti, quindi ai gentleman trasmette più confidenza e sicurezza nella guida. L’auto piace molto a tutti i piloti che la guidano, e in più siamo riusciti ad abbassare i tempi di 1″5 al giro rispetto alla versione precedente sia qui a Monza che in altri circuiti. Tutte le EVO presenti in pista oggi ci danno la certezza di aver lavorato bene sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista commerciale, con i team che hanno anche la possibilità di acquistare solamente il bodykit della EVO.

E’ previsto un simile upgrade anche per la versione GT3?

GS: Come sapete i Regolamenti FIA permettono di rinnovare la propria vettura solamente ogni 3 anni, ma ormai il tempo è giunto anche per una versione EVO della GT3. E’ ancora troppo presto per parlarne nei dettagli, ma arriveranno presto news in merito. La filosofia dell’upgrade, comunque, sarà molto simile a quella delle Super Trofeo. 

Nel corso di questo weekend sono presenti tantissimi piloti, tra cui il giovane Vettel…

GS: Partendo da Vettel Jr., posso dirvi che non ha ancora tanta esperienza. Proprio per questa sua poca esperienza, tuttavia, quanto fatto vedere finora in pista non è stato affatto male. Siamo felici di averlo a bordo di una delle nostre auto, e questo weekend segnerà il suo debutto sia a Monza sia in una competizione GT: continueremo a supportarlo nel suo percorso e poi vedremo. Per quanto riguarda i nostri giovani piloti, sono orgoglioso dei risultati che questo progetto nato nel 2014 sta portando, con Squadra Corse che si impegna per dare a tutti la possibilità di diventare piloti professionisti. Dobbiamo però essere onesti: non tutti i nostri piloti avranno la possibilità di diventare Factory Driver, perché quello non dipende solo da noi ma anche da tanti altri elementi (soldi, sponsor, fortuna…). Certo, diamo comunque la possibilità di crescere professionalmente, di essere istruttori nella nostra Accademia, di maturare come Test Driver…Abbiamo molti esempi di giovani piloti che non sono diventati Factory nell’immediato ma che ogni giorno aiutano il marchio nello sviluppare le auto. E non c’è un altro marchio che faccia una cosa simile. Diamo modo ai piloti di scegliere la propria strada, così che possano fare della loro passione il proprio lavoro. Perché è in quel momento che diventi una persona fortunata. 

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Per quanto riguarda invece i piloti italiani?

GS: Ce ne sono diversi particolarmente interessanti, ed è inutile dire che ci tengo ad iniziare con il nominare i nostri piloti factory Bortolotti, Cardarelli, Mapelli e Venturini. Lamborghini ha dato loro la possibilità di crescere sin dai tempi del Super Trofeo con la Gallardo, e sono orgoglioso di averli in squadra. Come marchio italiano, inoltre, abbiamo il dovere di aiutare – e non solo di far crescere – i piloti italiani, quindi siamo felici di quello che abbiamo ottenuto fino a questo momento. Anche perché i nostri piloti si difendono egregiamente nel GT3, che è un campionato con un livello altissimo, molto simile al FIA WEC: è forse la miglior piattaforma per crescere.

Ritornando al discorso 24 ore, per quella del ‘Ring avete pensato a qualcosa?

GS: Dobbiamo capire meglio cosa siamo in grado di fare. Il ‘Ring rappresenta una grande sfida, bisogna prepararsi per bene ed in un modo specifico: è un circuito unico al mondo, che richiede differenze di set-up, differenze dal punto di vista del BOP, dal punto di vista dei team e anche dal punto di vista dei piloti. Ora abbiamo solamente due team impegnati in quella corsa, dobbiamo decidere se aumentare il nostro sforzo o meno. Quel che è certo però è che la sfida del ‘Ring ci piace.

Credi che la presenza capillare della Squadra Corse su tutte le piste in cui corrono le Lamborghini sia una chiave del suo successo?

GS: Sì, credo che il nostro successo derivi anche dalla relazione one-to-one che amiamo avere con i nostri clienti. Ovviamente c’è bisogno di un grande sforzo, ma è questo che ci piace, è questo quello che amiamo e credo sinceramente che sia l’unico modo in cui si possa approcciare il motorsport. Continueremo a lavorare così fin quando avremo buoni risultati. A Siverstone, per esempio, ho visto tanti bambini aspettare gli autografi dei nostri piloti tenendo in mano una Huracàn verde, ed è questo il motivo per cui lavoriamo così duramente: per creare la prossima generazioni di appassionati del marchio Lamborghini.

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Da ex pilota, è peggio essere seduti dietro ad una scrivania oppure essere seduti dietro ad un volante?

GS: E’ assolutamente peggio essere dietro ad una scrivania. Almeno dietro al volante mi rilasso…

Foto: ASPhotography

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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