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Global Icons: Broad Arrow nel segno di Schumi

La Benetton Ford B192 con telaio “06”, quella della prima vittoria di Schumacher in F1, va all’asta con Broad Arrow, volete saperne di più?

19 Gennaio 2026
8 min read

Global Icons, così si chiama l’asta online organizzata da Broad Arrow per stupire il suo pubblico di tutto il mondo. Prendendo in prestito una definizione usata per alcuni hotel, possiamo parlare di un’asta “diffusa”, ovvero con anteprime sparse nel mondo dei vari lotti in vendita. E tra tutti questi spicca una giallissima Benetton Ford B192, proprio colei che ha accompagnato Michael Schumacher nella sua prima vittoria in Formula 1.

Mentre tutto il mondo dell’auto d’epoca si riunisce a Parigi in occasione di Rétromobile, Broad Arrow sceglie di andare controcorrente proponendo un’asta online con anteprime diffuse in varie location. E, per contrastare il tenore incredibile degli altri incanti organizzati nella capitale francese, rilancia con una serie di lotti decisamente affascinanti. E così tra supercar, auto incredibili, cimeli di piloti leggendari e compagnia bella, ecco spuntare fuori una Benetton Ford B192, giallissima e decisamente appariscente nella sua livrea Camel.

Vista di 3/4 anteriore della Benetton Ford B192 all’asta – Immagine Broad Arrow

Non si tratta di una B192 qualsiasi però, bensì di quella che ha condiviso la gioia del primo successo in Formula 1 di un pilota che avrebbe riscritto la storia della categoria e fatto sognare i tifosi ferraristi: Michael Schumacher. Si delinea come il lotto più intrigante e pubblicizzato dalla casa d’aste di proprietà del gruppo assicurativo Hagerty, noi di Fuori Traiettoria siamo qui per spiegarvi cosa la rende unica nel suo genere!

Benetton Ford B192 : la rampa di lancio per il successo

La storia di Benetton in Formula 1 inizia come sponsor nei primi anni 80, dando subito una sferzata a un ambiente che rischiava di divenire troppo serioso. Le sue note di colore e stile si fanno notare e il patron Luciano Benetton decide di fare un ulteriore step, ovvero l’acquisto della Toleman che diverrà Benetton Formula. Questo porta alla nascita del team che, sino alla sua dipartita dopo la cessione a Renault, resterà sempre tra i protagonisti della categoria. Dopo i primi campionati, segnati da una struttura giovane ma volenterosa, la Benetton diviene una presenza costante nelle parti alte della classifica grazie anche a dei tecnici di eccellenza assoluta, quali Rory Byrne e Ross Brawn. Nel 1990 un altro momento di svolta, l’arrivo di un giovane Flavio Briatore che riuscirà a portare sempre più in alto la squadra. La stagione 1992 vede l’abbandono di Nelson Piquet, deciso a ritirarsi, e sostituito da Martin Brundle. Al suo fianco il giovane Michael Schumacher, in grado di debuttare pochi mesi prima impressionando tutti per la sua perizia alla guida e per le prestazioni di livello assoluto, specialmente per un rookie.

Una foto di gruppo della scuderia Benetton Formula nel 1992 – Immagine Broad Arrow

La filosofia di Byrne prevede scelte semplici e efficaci per quello che riguarda la monoposto, ciò nonostante si preferisce perfezionare la nascitura B192 iniziando la stagione con una versione evoluta della B191 dell’anno prima. Questa corre le prime quattro gare della stagione, per poi lasciare il posto alla nuova nata, quella B192 che porterà grandi soddisfazione al team di Briatore. Aerodinamica e telaio molto efficienti riusciranno a limitare gli svantaggi dovuti alla minor potenza del propulsore Ford Cosworth V8 e all’assenza di quegli ausili elettronici che tanto avrebbero aiutato la Williams e fatto discutere l’intero Circus.

Il cuore pulsante della Benetton B192: il V8 Ford Cosworth – Immagine Broad Arrow

La stagione vede la Benetton finire al terzo posto nel campionato costruttori, con Schumacher che ottiene 53 punti contro i 40 del pur ottimo Brundle. Una vettura, a detta di Brundle, semplice da settare e portare al limite tanto che farà da base alle monoposto che porteranno ai titoli mondiali 1994 e 1995. E scusate se è poco!

B192 “05” : tanta velocità e un po’ di sfortuna

La B192 all’asta è contraddistinta dal telaio “05” e debutta al Gran Premio del Canada. Dopo il buon quinto posto in qualifica, la “05” raggiunge il secondo posto in gara guidata da Michael Schumacher facendo intravedere i prodromi di una fruttuosa collaborazione. La successiva apparizione avviene al Gran Premio di Francia, a Magny Cours, quando la coppia formata da B192 e Schumacher ottiene il quinto posto in qualifica per poi scontrarsi con la McLaren di Ayrton Senna alla prima curva, ponendo le basi di quella che sarà una rivalità durissima tra i due contendenti.

Vista laterale della Benetton Ford B192 “05” – Immagine Broad Arrow

Il risultato finale è un ventesimo posto a causa del braccetto piegato della sospensione anteriore, non resta che riprovarci alla successiva occasione. La “05” salta le due gare successive per ripresentarsi in griglia con Schumacher al Gran Premio di Ungheria, che vi ottiene un quarto posto in qualifica e stacca il compagno di squadra di 1,6 secondi. La gara parrebbe avviata verso un solido terzo posto ma al sessantaquattresimo giro Schumacher perde l’alettone posteriore, finendo la sua corsa nella ghiaia. Le gioie sono solo rimandate, come vedrete tra poco.

30 Agosto 1992 : la B192 “05” e Schumi entrano nella storia

Sono passate ormai due settimane dalla sfortunata trasferta ungherese della scuderia italiana, ovunque aleggia la forte volontà di riprovarci senza sapere che si sta andando incontro a un fine settimana leggendario. La gara successiva è in programma a Spa Francorchamps, dove il giovane Schumacher ha esordito un anno prima facendo capire a tutti che è nata una stella. Inutile dire si tratti di un fine settimana iniziato in maniera folle, con l’arresto in pit lane dell’imprenditore Andrea Sassetti, titolare della mitica scuderia Andrea Moda. Nel mentre la Brabham si ritira per sempre dopo essere andata in bancarotta, Brundle viene silurato per il 1993 dalla Benetton e Comas subisce un incidente atroce, venendo soccorso in qualifica da Ayrton Senna. In tutto questo caos il “Re Leone” Nigel Mansell spadroneggia sul circuito delle Ardenne, facendo la pole aiutato da una Williams Renault che assomiglia più a un’astronave che a una monoposto. Ma la gara racconta una storia ben diversa…

Schumacher e la B192 sul rettilineo del Kemmel – Immagine Broad Arrow

Nelle fasi iniziali si abbatte sul tracciato il “solito” acquazzone di fine estate, con Schumi che rimane in terza posizione dietro a Mansell e Patrese. Al giro numero 27 avviene la svolta, con Schumacher che sbaglia una staccata finendo sull’erba, permettendo così a Brundle di sopravanzarlo. In questa circostanza gli occhi del tedesco si posano sugli pneumatici posteriori Goodyear del compagno di scuderia, così rovinate da convincerlo alla sosta immediata. La pista si sta asciugando in fretta e Brundle esita a rientrare, così le sue gomme vanno direttamente al compagno di squadra che prende la decisione giusta al momento giusto. Schumacher costruisce il suo vantaggio su pista umida grazie alle slick, con gli avversari che preferiscono non azzardare questa mossa.

Un raggiante Michael Schumacher festeggia la prima vittoria in carriera – Immagine Broad Arrow

La vittoria arriva di conseguenza, con Schumi che accumula 36 secondi di vantaggio e mantenendoli sino al termine della gara, aiutato dai problemi allo scarico della Williams di Mansell. Un’affermazione carica di significati, dato che sarà la prima delle 91 conquistate da Schumacher, 19 delle quali ottenute con la Benetton in una ascesa inarrestabile verso l’Olimpo della Formula 1. Quello che magari non tutti sanno è che siamo anche di fronte all’ultima vittoria di una monoposto con cambio manuale, visto che la Benetton B192 monta il caro, vecchio, cambio ad H con sei marce.

Il ritiro, la meritata pensione e il ritorno

La storia tra la B192 “05” e Schumacher vede il capitolo conclusivo all’Estoril, il 27 Settembre 1992. Il talentuoso tedesco, dopo aver qualificato la vettura al quinto posto, si trova costretto a partire dalle retrovie a causa del mancato avvio della monoposto per il giro di schieramento. Ne segue una rimonta furiosa, rallentata anche da una foratura, che vede Schumi recuperare sino al settimo posto finale con una prestazione che la dice lunga sul suo carattere indomabile. La “05” finisce così la sua stagione come muletto, ruolo che ricopre anche all’inizio della stagione 1993 per i Gran Premi di Sudafrica e Brasile. La sua vita agonistica finisce così, dando vita alla meritata pensione a Enstone, sede della scuderia.

Vista frontale della Benetton Ford B192 “05” – Immagine Broad Arrow

La “05” rimane così di proprietà della scuderia, anche dopo la cessione della stessa a Renault. Nel 2015 la vettura viene ceduta a LRS Formula, una struttura fondata da Laurent Redon, ex collaudatore Minardi e Benetton. Qui, dato che il core business è rappresentato dai restauri di vetture di Formula 1, la “05” torna agli antichi splendori grazie a una ricostruzione completa di motore e cambio, oltre alla revisione del telaio.

Vista dell’abitacolo della Benetton Ford B192 “05” – Immagine Broad Arrow

La monoposto viene così ceduta nel 2016 a un appassionato che la sceglie per far compagnia ad altre Formula 1 moderne di sua proprietà. Questi se ne separa oggi, non certo per due lire, con la certezza che la “05” rappresenta un pezzo di storia difficilmente replicabile.

Dove, quando e sopratutto… Quanto?

Inutile dire che il valore della monoposto sia legato a doppio filo all’incredibile peso che ha avuto nella storia della Formula 1 moderna. Rappresenta infatti il primo tassello di quella serie di vittorie entusiasmanti che hanno contraddistinto la carriera di Michael Schumacher. L’unico precedente recente di una B192 venduta all’asta riguarda il telaio “01”, battuto da RMSotheby’s nel 2018 a 815.000€. Inutile dire che qui la situazione attesa sarà decisamente diversa, con le stime della casa d’aste che prevedono un valore superiore a 8.500.000€. Diciamo che tanta differenza può essere giustificata dalla rivalutazione nel corso degli anni, ma soprattutto dal valore simbolico di una vettura che ha consacrato il talento cristallino di Schumacher per la prima volta in carriera. Diciamo quindi che il palmarès ha la sua importanza.

Le modalità scelte per l’incanto da Broad Arrow sono quelle, come vi dicevamo, di un incanto online con vetture e oggetti racchiusi in tre macro-eventi. Difatti vi saranno tre aste delle quali una dedicata alle auto situate in Europa, una a quelle che si trovano in Gran Bretagna e una riservata esclusivamente a cimeli e automobilia. Insomma, un lavoro corale di tutte le filiali più importanti della casa d’aste, tra cui quella attivissima in Italia. La Benetton Ford B192 di cui vi abbiamo parlato sarà venduta con l’incanto intitolato Global Icons: Europe Online e sarà all’asta dalle 10.00 di Venerdì 23 Gennaio, con le offerte che saranno chiuse Venerdì 30 Gennaio alle 11.00. Per chi, da buon incontentabile, volesse vedere i lotti in anteprima vi saranno varie occasioni, quali ad esempio quella parigina del Roland Garros Stadium dove troveremo anche la B192. La preview avrà luogo Martedì 27 Gennaio, Mercoledì 28 Gennaio e Giovedì 29 Gennaio dalle 10 alle 18, mentre Venerdì 30 Gennaio dalle 10 alle 14. Adesso non resta che aspettare, andremo incontro a una vendita record per una B192?

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Claudio Raspanti

Fiorentino doc classe 1985, inizio da subito a mostrare una passione monstre per i motori. Le mie prime parole sono state nomi di auto e ho trascorso gli anni in un crescendo di Superturismo e F1. Dopo un diploma di perito industriale sono finito a fare il macchinista di treni merci, lavoro che adoro al pari della mia altra passione. Già, perché da qualche anno scrivo in maniera compulsiva di motori e così ho iniziato a collaborare prima con un blog e poi con una importante testata italiana.
Dopo essere stato tra i fondatori del Knight Rider Italia, fan club italiano della serie Supercar, sono divenuto assiduo frequentatore della 24h di Le Mans e dei suoi campeggi. Essendo anche motociclista vi avverto che potreste trovarmi sui passi dell'Appennino Tosco-Emiliano!

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