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1.090 kg e un V12 aspirato che gira fino 11.100 rpm: la Gordon Murray T.33 è un mezzo pazzesco

“Non stiamo inseguendo le tendenze. Non stiamo inseguendo i numeri o le prestazioni. Non stiamo inseguendo le vendite. Né lo faremo mai. Ecco perché, ora e per tutti gli anni a venire, i veicoli Gordon Murray Automotive si atterranno sempre ai nostri sette principi fondamentali. Principi che rappresentano la pietra angolare del nostro marchio, dei…

28 Gennaio 2022
7 min read
t.33

“Non stiamo inseguendo le tendenze. Non stiamo inseguendo i numeri o le prestazioni. Non stiamo inseguendo le vendite. Né lo faremo mai. Ecco perché, ora e per tutti gli anni a venire, i veicoli Gordon Murray Automotive si atterranno sempre ai nostri sette principi fondamentali. Principi che rappresentano la pietra angolare del nostro marchio, dei nostri veicoli e del retaggio che stiamo creando”.

t.33
© GMA Press

A parlare così è proprio lui, Gordon Murray in persona. Il visionario sudafricano – il cui nome è legato a doppio filo con la storia della Formula 1 – ha sfruttato la presentazione della T.33, la più recente delle supercar prodotte dal marchio che porta il suo nome, per pronunciare davanti a tutto il mondo una vera e propria dichiarazione d’intenti. Le nostre auto, sostiene Murray, non saranno mai realizzate sulla base delle logiche che animano qualsiasi altro brand.

All’ex ingegnere di Brabham e McLaren, in tutta sincerità, non si riesce proprio a dare torto dopo avere visto nascere la T.50s Niki Lauda e la T.50. Dotate di una linea particolarissima, di un’aerodinamica che attinge a piene mani dall’esperienza maturata da Murray nel Circus, con schede tecniche che nascondono cifre da capogiro, nessuna delle creazioni della GMA rientra nei canoni che il mondo dell’automotive sta cercando di fare propri da diversi anni a questa parte. La T.33, l’ultima nata della Casa del tecnico sudafricano, non fa ovviamente eccezione.

t.33
© GMA Press

A detta dello stesso Gordon Murray, tanto per cominciare, nessun elemento della carrozzeria della T.33 è lì per caso. Ogni curva, ogni spigolo svolge una ben precisa e determinata funzione, in ossequio a quel concetto di “arte ingegneristica” tanto caro all’ex ingegnere di Formula 1. Quest’ultimo ha privato la sua ultima creazione di una delle intuizioni che lo hanno reso famoso: la T.33 infatti, a differenza della T.50, non ha alcun tipo di “ventola” nella parte posteriore. La straordinaria efficienza aerodinamica della nuova nata di Casa GMA è ottenuta in altro modo, in particolare grazie a una presa d’aria anteriore che si occupa di incanalare l’aria al di sotto del pavimento dell’auto per poi condurla fino al diffusore posteriore. La T.33 si concede la sola presenza di un piccolo spoiler posteriore attivo – attivabile tanto manualmente quanto automaticamente – che all’occorrenza può svolgere anche il ruolo di aerofreno.

t.33
© GMA Press

Incastonato all’interno di un nuovo telaio monoscocca in fibra di carbonio è poi il cuore pulsante della T.33, che come la sorella maggiore T.50 decide di fare a meno del turbo senza particolari patemi d’animo. A spingere in avanti gli appena 1.090 kg di massa dell’ultima creatura nata dall’estro di Gordon Murray provvede un V12 aspirato da 3.994 cc di cilindrata realizzato in collaborazione con Cosworth e stretto parente dell’unità che trova posto nella poco più sopra citata T.50. Ripensato in modo tale da offrire a chi guida un comportamento meno estremo, questo V12 – pesante appena 178 kg – è in grado di erogare 615 CV di potenza massima a 10.500 rpm e 451 Nm di coppia a 9.000 rpm. Il regime massimo di rotazione è stato abbassato fino a raggiungere gli 11.100 giri al minuto (un qualcosa di fantascientifico per l’era automobilistica attuale), con Murray & Co. che si preoccupano non poco di assicurare che il 70% di quei 451 Nm di coppia sia disponibile già a partire dai 2.500 rpm. Non sono state ancora svelate le cifre che riguardano lo 0-100 km/h o la velocità massima, ma non è assurdo ipotizzare (visto il rapporto potenza-peso di 564 CV per tonnellata) che la T.33 possa essere dannatamente rapida.

t.33
© GMA Press

Abbinato a questo gioiello motoristico – e alla trazione posteriore con differenziale a slittamento limitato – è poi un cambio manuale a sei rapporti, in alternativa al quale si potrà optare per una trasmissione automatica (sempre a sei marce) dotata degli ormai canonici paddle al volante. Entrambi i cambi sono realizzati dall’azienda britannica Xtrac, e nessuno dei due spicca per pesantezza: l’unità manuale con i suoi 82 kg è la più leggera tra quelle installate sulle supercar di tutto il mondo, mentre quella automatica – che di kg ne pesa solamente 78 – è addirittura la trasmissione automatica più leggera del globo terracqueo.

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Completamente nuove rispetto alla T.50 sono anche le sospensioni, sviluppate appositamente per la T.33. Doppi bracci leggeri sono utilizzati sia all’avantreno che al retrotreno, insieme a molle elicoidali su ammortizzatori in lega di alluminio. La sospensione posteriore è inoltre direttamente montata sulla scatola di trasmissione, in modo tale che i carichi torsionali siano supportati dal telaio. Carboceramici – e griffati Brembo – sono poi i freni: dischi da 370 mm all’anteriore e da 340 mm al posteriore sono morsi da pinze rispettivamente a sei e a quattro pistoncini, con cerchi realizzati in alluminio forgiato da 19” all’avantreno e da 20” al retrotreno a nascondere il tutto.

t.33
© GMA Press

Compresa più a fondo l’ideologia costruttiva che ha animato il progetto della T.33, voglio sperare che nessuno di voi si aspetti di trovarsi di fronte a un tripudio di tecnologia una volta aperta la portiera. Gordon Murray e soci, infatti, hanno deciso di barrare con decisione la voce “Infotainment” nella lista di cose da inserire sulla loro più recente creazione. “Entrare nell’abitacolo di molte supercar moderne significa entrare in un mondo di grandi schermi touchscreen e di infiniti sotto menu che causano confusione e distrazione – si legge nel comunicato della GMA – “Come accade per l’esterno, nulla è incluso a meno che non abbia uno scopo: di fronte al pericolo che qualcosa ‘diluisse’ il piacere di guida, quel qualcosa è stato semplicemente eliminato”. I comandi sono dunque tutti rotativi e analogici – spicca in maniera evidente l’enorme contagiri centrale da 12 cm di diametro –, e una piccola eccezione la si è fatta solamente per Android Auto e AppleCarPlay, che possono essere utilizzati tramite l’unico piccolo schermo che trova posto nella parte superiore della plancia. Per coloro che a bordo di un’auto equipaggiata con un V12 aspirato capace di girare a 11.100 rpm preferissero ascoltare musica e non il motore, tuttavia, è da contratto d’acquisto prevista la gambizzazione.

Già, il contratto d’acquisto. Quello che, data la tiratura estremamente limitata della T.33, sarà redatto in appena 100 copie. Ognuna delle quali, in calce, troverà la firma del fortunato che potrà permettersi di spendere 1.644.700 € per aggiudicarsi la proprietà di una supercar che ha davvero pochi eguali al mondo. Evitando accuratamente di ascoltare musica.

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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