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F1, GP di Abu Dhabi: ecco le pagelle di tutti i protagonisti

E’ stata una prova di forza disarmante per tutti i suoi avversari, quella con cui Lewis Hamilton ha chiuso la stagione 2019 di Formula 1. Sotto le luci artificiali di Yas Marina, che hanno illuminato a giorno l’ennesimo successo dell’inglese e della sua fida Freccia d’Argento, sarà stato dunque il #44 il migliore in pista?…

2 Dicembre 2019
6 min read

E’ stata una prova di forza disarmante per tutti i suoi avversari, quella con cui Lewis Hamilton ha chiuso la stagione 2019 di Formula 1. Sotto le luci artificiali di Yas Marina, che hanno illuminato a giorno l’ennesimo successo dell’inglese e della sua fida Freccia d’Argento, sarà stato dunque il #44 il migliore in pista? Oppure qualcuno avrà saputo fare come – se non meglio – di lui?

© Mark Sutton / LAT Images / Pirelli F1 Press Area
© Mark Sutton / LAT Images / Pirelli F1 Press Area

LEWIS HAMILTON – 10. Insaziabile. Nell’ultimo GP di una stagione che l’ha consacrato campione del mondo per la 6^ volta con largo anticipo, si prende pole, vittoria e giro veloce rimanendo davanti a tutti dall’inizio alla fine. Una dimostrazione di forza impressionante per un pilota che, inutile negarlo, sta scrivendo pagine di storia.

MAX VERSTAPPEN – 9. Bruciato da Leclerc nelle fasi iniziali del GP, è bravo a rimanere concentrato, a capire che la resistenza del #16 non può che avere vita breve e ad approfittare della prima occasione utile per riprendersi il 2° posto. E’ tornato a guidare ad ottimi livelli dopo una leggera fase di flessione nell’attesa che, da Milton Keynes, esca una monoposto che gli consenta di lottare per il titolo.

CHARLES LECLERC – 8. Ci prova in ogni modo a tenere il ritmo di Hamilton ed a resistere al ritorno di Verstappen, ma complice una gestione delle gomme non perfetta la SF90 a Yas Marina non lo asseconda più di tanto. Chiude con un podio una stagione d’esordio in Rosso positiva, dimostrando una volta di più che il talento, la velocità e la caparbietà ci sono. Quando la monoposto giusta salterà fuori lui si farà trovare pronto, statene certi.

VALTTERI BOTTAS – 9. E’ vero, guida una Mercedes che ad Abu Dhabi sembra appartenere ad un’altra categoria, ma rimontare da ultimo a 4° in un GP dove per diversi giri il DRS scompare dai radar non è esattamente come fare una passeggiata nel parco. Chiude con una buona prestazione una stagione 2019 in cui ce lo si sarebbe aspettato più nelle vesti del protagonista, e promette battaglia nel 2020: ci sarà da credergli?

SEBASTIAN VETTEL – 5,5. Alle spalle di Leclerc in qualifica, complici una strategia – ed un pit stop – non proprio favorevoli si ritrova invischiato nel traffico proprio quando le sue Hard nuove dovrebbero permettergli di guadagnare terreno su chi è ancora a spasso con le Medium usate. Probabilmente con la testa in Germania, il #5 è protagonista di una prestazione che fa pendant con quella, opaca, della SF90: bene che si stacchi la spina ora, perché per lottare con i primissimi della classe serve ben altro.

ALEXANDER ALBON – 7,5. Non sarà stata l’ottima prestazione che ad Interlagos gli stava valendo un podio, ma il #23 ad Abu Dhabi il suo lo fa in maniera abbastanza dignitosa. Mette il sale sulla coda a Vettel riuscendo addirittura a finirgli davanti dopo il valzer dei pit stop, ed è coraggioso nel voler rendere la vita difficile al #5 nonostante delle gomme alla frutta. Certo, sconta sempre il confronto con Verstappen, ma lì il buon Alexander non è che possa farci poi molto…

SERGIO PEREZ – 9. Ottima gara del messicano, che porta a casa un 6° posto nonostante qualche posizione persa al via a causa del contatto con Gasly. Costante e veloce nella seconda parte della corsa, all’ultimo giro beffa Norris con un bellissimo sorpasso che gli consegna tra le mani i 6 punti che gli consentono di chiudere – meritatamente aggiungo io – nella top ten della Classifica Piloti.

LANDO NORRIS – 8,5. Altra ottima prestazione del #4, che nell’anno d’esordio tra le fila della F1 ha davvero “ciccato” pochissime gare. Veloce, costante e persino corretto nelle manovre in cui l’irruenza dei suoi 20 anni potrebbe avere la meglio, chiude 7° l’ultimo GP della stagione regalandoci anche uno dei Team Radio più carini di questo 2019. Se i rookie fossero tutti come lui il Circus sarebbe un mondo migliore.

DANIIL KVYAT – 8,5. 5 posizioni guadagnate rispetto al via, un ottimo passo gara nel corso del primo stint – quello che lui stesso definisce come “uno dei migliori della sua vita” – ed anche qualche bel sorpasso messo a segno durante la sua rimonta: serve davvero altro per avere un bel voto? Credo sinceramente di no.

CARLOS SAINZ – 8. In un GP impostato sin dall’inizio sulle due soste, il #55 è bravo a non perdersi d’animo quando la top ten gli appariva ormai distante ed è abile nel beffare Hulkenberg nel giro finale per poter conquistare quel punticino che gli vale la 6^ posizione nella Classifica Piloti. Bel modo di concludere una stagione in cui, forse, ha ridimensionato le critiche di chi lo considerava sopravvalutato.

DANIEL RICCIARDO – 6,5. Al sorridente australiano non basta montare le gomme Soft nella fase finale della corsa per agguantare la zona punti. In preda ad un Renault che sta facendo davvero fatica a cambiare passo, prova ad inventarsi qualcosa senza però avere troppo successo e si definisce “impaziente” di tornare nuovamente in macchina. Sperando, per lui, che l’erede della R.S. 19 sia auto di ben altra pasta.

NICO HULKENBERG – 6,5. Condivide il destino del compagno di team, dato che il #27 le tenta tutte per accomiatarsi dalla F1 con un punticino iridato ma, purtroppo per lui, la sua monoposto non lo asseconda nell’impresa. Si difende come può, attacca quando può, gestisce quel che può e alla fine chiude comunque 12°. Nella speranza, per lui, che questo possa essere solo un arrivederci.

KIMI RAIKKONEN – 6. Come lo stesso #7 ammette, durante il GP lui e la sua C38 sono apparsi nettamente più in forma rispetto al resto del weekend. Iceman in quel di Yas Marina si rende protagonista anche di qualche duello che per poco non gli consente di agganciarsi al trenino di auto in lotta per la zona punti, ma alla fine è costretto ad accontentarsi di una 13^ piazza per via di un ritmo non esattamente irresistibile nelle fasi finali della corsa.

KEVIN MAGNUSSEN – 6,5. Parte bene, spera in qualcosa di più di un semplice piazzamento ma, dopo soli pochi passaggi, si rende mestamente conto del fatto che neanche ad Abu Dhabi la sua VF-19 sia al livello degli altri per quel che riguarda il passo gara. Fare più di così, con quella Haas tra le mani, vien da pensare che sia davvero impossibile.

ROMAIN GROSJEAN – 6. Un voto in meno rispetto al compagno di team perché gli parte e gli arriva alle spalle senza dare mai l’impressione di poterlo impensierire troppo. Sostiene di dover migliorare nelle partenze e nelle gare in vista del 2020, consapevole del fatto che perdere tutte queste posizioni durante il GP non sia esattamente un qualcosa di positivo.

ANTONIO GIOVINAZZI – 5,5. Complice una strategia ancora una volta non proprio ottimale, il #99 non riesce a dire la sua tra i cordoli di Yas Marina. In difficoltà sin dal venerdì, nonostante azzardi del muretto non c’è verso di farlo accodare al gruppo che è in lotta per i punti. Chiude la stagione con un 16° posto, un risultato che non deve però far dimenticare le cose positive fatte vedere durante la seconda metà del campionato.

GEORGE RUSSELL – 7,5. Davanti a Kubica in qualifica (per la 21^ volta su 21 GP quest’anno), riesce quantomeno a mantenere un ritmo tale da non consentire a Gasly di riagguantarlo e superarlo. Come dite? Poca cosa? Magari avrete anche ragione, ma riuscire a fare di più con la Williams di quest’anno era impresa quasi impossibile.

PIERRE GASLY – 6. Sulla fiducia, perché la qualifica era stata positiva e perché, senza Safety Car, recuperare un giro di distacco ad Abu Dhabi guidando una Toro Rosso è un qualcosa che va oltre le umane capacità. Peccato, perché visto il ritmo di Kvyat forse il francese, sulle ali dell’entusiasmo per via del podio brasiliano, avrebbe potuto regalare alla scuderia faentina un altro ottimo risultato.

ROBERT KUBICA – 6. Perché, nonostante la FW42 tra le mani e la mancanza di un sedile per il prossimo anno, anche nel corso dell’ultimo GP della stagione dimostra di aver voglia di combattere duellando con Russell prima e con Giovinazzi poi. Termina ultimo al traguardo e con due giri di ritardo, ma la sensazione è che non gli si potesse davvero chiedere di più.

LANCE STROLL – 5. Chiamato ad un pit stop anticipato per via del contatto con Gasly che danneggia anche la sua ala anteriore, una volta tornato in pista non riesce ad avere un buon ritmo nonostante la Racing Point dimostri, tra le mani di Perez, di non essere così male in quel di Abu Dhabi. Termina con un ritiro dovuto ad un problema ai freni un GP decisamente incolore.

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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