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Le Mercedes volano nelle FP2 di Barcellona. Resta l’incognita sugli ultimi giri delle Ferrari…

Questa probabilmente varrà meno di tutte quelle finora centrate in questo Mondiale 2019, ma la Mercedes sigla un’altra doppietta nel corso del suo scintillante avvio di stagione. Sono infatti le W10 Hybrid a monopolizzare la prima fila virtuale dello schieramento al termine della seconda sessione di prove libere del GP di Spagna, con Valtteri Bottas ancora…

10 Maggio 2019
3 min read

Questa probabilmente varrà meno di tutte quelle finora centrate in questo Mondiale 2019, ma la Mercedes sigla un’altra doppietta nel corso del suo scintillante avvio di stagione. Sono infatti le W10 Hybrid a monopolizzare la prima fila virtuale dello schieramento al termine della seconda sessione di prove libere del GP di Spagna, con Valtteri Bottas ancora una volta in grado di mettere le proprie ruote davanti a quelle di Lewis Hamilton.

© Steve Etherington / Mercedes AMG F1 Press
© Steve Etherington / Mercedes AMG F1 Press

Il #77, una volta risolti i problemi idraulici che avevano afflitto la sua monoposto nel corso delle FP1, si è piazzato davanti a tutti con il suo 1’17″284, un crono arrivato al termine della simulazione di qualifica effettuata con gomme Soft. A soli 49 millesimi di ritardo insegue Lewis Hamilton, che a propria volta precede per 252 millesimi Charles Leclerc, 3° in 1’17″585 ed ancora alle prese con una SF90 priva delle evoluzioni aerodinamiche portate in occasione del round spagnolo. Ai piedi del podio virtuale c’è invece Sebastian Vettel con il suo 1’17″673, un tempo che consente al #5 di scavare un solco di quasi mezzo secondo tra la sua monoposto e quella di Max Verstappen: l’olandese, dopo aver sostituito la propria PU a seguito dei problemi occorsi durante le FP1, ha conquistato la 5^ piazza pur accusando ancora delle noie di troppo sul suo motore Honda, reo secondo il #33 di avere dei “vuoti” di potenza improvvisi. 

© Dan Istitene / Getty Images / Red Bull Content Pool
© Dan Istitene / Getty Images / Red Bull Content Pool

Si conferma per ora buono lo stato di forma di Romain Grosjean, 6° in 1’18″153 e davanti a Pierre Gasly – che da Verstappen paga poco più di due decimi – e Kevin Magnussen, anche lui positivo alla guida di una VF-19 apparentemente in ripresa dopo il deludente weekend di Baku. Scala poi in 9^ posizione Carlos Sainz, che con il suo 1’18″658 riesce a tenersi Daniil Kvyat con la prima delle Toro Rosso.

Appena fuori dai primi 10 – ed in netta risalita rispetto alle FP1 – troviamo Kimi Raikkonen, che con l’Alfa Romeo C38 si tiene alle spalle Alexander Albon e Lance Stroll, 13° e tornato in pista senza particolari problemi dopo il crash di cui si è reso protagonista nei minuti conclusivi della prima sessione di libere. Passo indietro in classifica poi per entrambe le Renault, con la #27 di Nico Hulkenberg ancora davanti alla #3 di Daniel Ricciardo, mentre leggermente in difficoltà è finora apparso Lando Norris: il #4, attardato anche nel corso delle FP1, non è andato oltre una poco esaltante 16^ piazza anche durante la seconda sessione in virtù del suo 1’19″041 che lo ha portato a quasi 4 decimi di ritardo dal crono di Sainz. Solamente 17° in 1’19″427 è Antonio Giovinazzi, mentre Sergio Perez (18° in 1’19″448) riesce a mettersi alle spalle il solo duo Williams, con Russell che stavolta rifila quasi 7 decimi ad un Kubica prima protagonista di un mezzo testacoda a gomme fredde in uscita dall’ultima chicane e poi spettatore impotente di un problema tecnico sulla sua monoposto. 

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Ci si aspettava infine che le FP2 potessero dare qualche info in più per quel che riguarda il passo gara, e così è stato. Le Mercedes sono sembrate velocissime con qualsiasi mescola, e le W10 durante i loro long run hanno dato l’impressione di avere sempre 3-4 decimi di vantaggio rispetto alla Ferrari, l’unica scuderia in grado di avvicinare le prestazioni delle Frecce d’Argento. Resta da capire però come interpretare gli ultimi passaggi conclusi dalle SF90 sullo sventolare della bandiera a scacchi: sia Leclerc che Vettel, infatti, proprio allo scadere hanno messo a segno tempi molto più interessanti rispetto a quelli fatti vedere nei long run, lasciando dunque comparire un’incognita sul reale potenziale in gara delle Ferrari. Alle spalle delle Rosse, staccate in media di qualche altro decimo, si piazzano le Red Bull, mentre sono decisamente più indietro tutti gli altri. 

Ecco la classifica completa al termine delle FP2:

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Piergiuseppe Nicoli

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