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La guida definitiva alla Dakar 2026: favoriti, percorso e come seguirla

Dal 3 gennaio al 17 gennaio si correrà la 48ª edizione del rally raid più famoso del mondo: ecco la guida definitiva alla Dakar 2026

27 Dicembre 2025
9 min read
dakar 2026

Tutto quello che c’è da sapere sul Rally Dakar 2026, 48ª edizione del rally raid più famoso del mondo.

ford raptor
© Kin Marcin / Red Bull Content Pool

7.994 km complessivi, 4.840 km cronometrati, 812 partecipanti, 433 veicoli iscritti, 14 giorni di gara, 13 Stage, 1 solo vincitore per ciascuna delle categorie in gara: questi sono solamente alcuni dei numeri che sarà utile tenere a mente dal 3 gennaio al 17 gennaio 2026, gli estremi temporali tra i quali si terrà la 48ª edizione della Dakar. Il rally raid più famoso ed estenuante del mondo, che per la settima volta nel corso della sua decennale storia si prepara ad andare in scena interamente in Arabia Saudita, è pronto a dare il via alla nuova stagione motoristica con il suo bagaglio di storia, fascino ed emozioni: ecco una serie di informazioni che potrebbero tornarvi utili lungo le due settimane di gara.

Dakar 2026: i favoriti per Moto e Auto

Come scritto poche righe più sopra, saranno 433 i veicoli complessivamente iscritti alla Dakar 2026. Sulla linea di partenza di Yanbu si presenteranno 118 moto, 73 auto della classe Ultimate, 46 camion, 38 Challengers, 43 SSV, 8 Stock, 75 Auto Classic e 24 Camion Classic. Tra le moto occhi puntati sulla sfida che vedrà Daniel Sanders, vincitore dell’edizione 2025 e portacolori di KTM, darsi battaglia con il compagno di marca Luciano Benavides e con gli alfieri di Honda: Ricky Brabec, Skyler Howes e Adrien Van Beveren sono piloti esperti e molto veloci, che sicuramente faranno di tutto per riportare l’ambito Trofeo Tuareg in Giappone. Attenzione anche ad alcuni potenziali underdog: Lorenzo Santolino, Ross Branch ed Edgar Canet sono tre piloti che già lo scorso anno si sono dimostrati capaci di rimanere a contatto con i primissimi della classe ed è quindi difficile escluderli a priori dalla lotta per la vittoria finale. Tra le auto, Yazeed Al Rajhi avrà il suo bel daffare per provare a difendere il successo dello scorso anno. Se Toby Price e Kevin Benavides difficilmente potranno rappresentare una seria minaccia data la loro minore esperienza con veicoli a quattro ruote, lo stesso non può dirsi per i vari Seth Quintero, Nani Roma, Mattias Ekström e Mitch Guthrie. Tutti loro, inoltre, dovranno vedersela con quelli che sono veri e propri mostri sacri del mondo delle gare off-road: Carlos Sainz Sr., Sebastien Loeb e Nasser Al-Attiyah promettono infatti di dare battaglia anche in questa Dakar 2026, con l’obiettivo di dimenticare in fretta un’edizione 2025 piuttosto avara di soddisfazioni per ognuno di loro. Ancora fuori dai giochi per la vittoria finale Stephane Peterhansel: “Mr. Dakar” prenderà sì parte alla corsa, ma si occuperà dello svezzamento del neonato progetto Defender nella categoria Stock e sarà quindi escluso dalla lotta per il Trofeo Tuareg.

Le caratteristiche del percorso

percorso dakar 2026
Il percorso della Dakar 2026 | © Dakar

Il percorso della Dakar 2026, pur promettendo sfide e avversità come lo spirito della corsa impone, non è stato descritto per l’ennesima volta come “il più duro di sempre”. Dal tragitto di questa edizione del rally raid è scomparsa ufficialmente la 48H Chrono, la Stage lunga due giorni che ha avuto un effetto meno dirompente di quello che ci si sarebbe potuti aspettare e della quale non si sentirà in modo particolare la mancanza, mentre sono raddoppiate le Tappe Marathon. Nonostante il numero di Stage prive di rientro al parco assistenza sia passato da uno a due, il direttore della corsa David Castera e i suoi collaboratori sembrano essere riusciti a disegnare un percorso in grado di tenere in vita competizione e interesse anche oltre la seconda mattinata di gara. In un inaspettato quanto insperato momento di lucidità, quest’anno la squadra capeggiata dallo spagnolo sembra avere distribuito in modo più ragionevole ed equilibrato difficoltà e insidie: la speranza è che, a differenza di quanto accaduto in tempi recenti, le prime due-tre giornate di gara non causino una moria di partecipanti e protagonisti tale da rendere un po’ effimera la lotta ai vertici delle classifiche. Scomparirà dal tragitto della Dakar 2026, oltre a una gestione criminale delle sfide nascoste nelle varie Stage, anche il lungo tratto percorso tra le enormi dune dell’Empty Quarter: la carovana della gara, infatti, nel corso della seconda settimana si limiterà più che altro a lambire il deserto sabbioso più vasto del mondo.

Tutte le Stage della Dakar 2026

La città di Yanbu rappresenterà quest’anno l’inizio e la fine del rally raid più famoso del mondo. L’enorme percorso ad anello disegnato da David Castera & Co. sfruttando il territorio saudita misurerà complessivamente ben 7.994 km – 4.840 dei quali cronometrati – e sarà diviso in 13 Stage, inframmezzate dal tradizionale Rest Day in programma nella capitale Riyadh. Scopriamo giorno per giorno le principali caratteristiche del percorso della Dakar 2026:

PROLOGO (3 gennaio) | Yanbu – Yanbu (98 km complessivi, 23 km cronometrati)

Il Press Kit della Dakar consiglia di non sottovalutare questo primissimo assaggio di gara, ma è molto difficile credere che nei 23 km di questa brevissima sgambata possano verificarsi clamorosi colpi di scena. La classifica stilata al termine della sezione cronometrata darà modo ai piloti più veloci di scegliere la posizione di partenza nella Stage 1, lasciando quindi spazio a valutazioni e strategie di vario tipo.

STAGE 1 (4 gennaio) | Yanbu – Yanbu (518 km complessivi, 305 km cronometrati)

In questa Speciale ad anello uomini e mezzi dovranno affrontare una prima e più corposa sezione rocciosa – che esporrà quindi al rischio di forature – e una seconda sezione sabbiosa, dove sarà la navigazione a farla da padrone. Tra queste due distinte parti della Stage ci sarà spazio per un’area di assistenza aperta solamente ai veicoli a quattro ruote: sarà lì che gli equipaggi potranno effettuare eventuali riparazioni lampo prima di gettarsi a capofitto tra le dune.

STAGE 2 (5 gennaio) | Yanbu – Alula (504 km complessivi, 400 km cronometrati)

La carovana della Dakar darà l’arrivederci alla città di Yanbu inoltrandosi nelle zone rocciose dell’Arabia Saudita. Sezioni molto veloci si alterneranno a passaggi lenti e stretti e, così come accaduto nella Stage 1, anche in questa Speciale sarà messa a disposizione dei veicoli a quattro ruote un’area di assistenza per ovviare a eventuali forature. Una volta giunti alla sezione collinare della Stage, sarà bene dare fondo al pedale del gas per non perdere troppo tempo in una delle parti più veloci del percorso.

STAGE 3 (6 gennaio) | AlUla – AlUla (666 km complessivi, 422 km cronometrati)

In questa Speciale ad anello sarà importantissimo non commettere errori sul fronte della navigazione. Gli organizzatori parlano di una generica scarsità di punti di riferimento soprattutto nella seconda parte della Stage, quella in cui la carovana della Dakar dovrà districarsi in un dedalo di formazioni rocciose e sentieri che potrebbero creare non poca confusione. Per alcuni, questa potrebbe essere la Speciale in cui provare a fare un po’ di selezione sul resto del gruppo.

STAGE 4 – TAPPA MARATHON (7 gennaio) | AlUla – Bivacco Refuge (526 km complessivi, 451 km cronometrati)

La metà iniziale della prima Tappa Marathon vedrà uomini e mezzi alle prese con un paesaggio collinare che imporrà repentini e continui cambi di ritmo. In questa Stage sarà importantissimo non danneggiare gravemente i propri veicoli dato che, come il regolamento delle Marathon impone, solamente gli equipaggi saranno autorizzati a provvedere alle riparazioni meccaniche sui mezzi. Al bivacco i piloti non troveranno le squadre di assistenza ad attenderli: muniti della più classica delle cassette degli attrezzi e potendo fare affidamento solo sulla propria conoscenza meccanica, piloti e navigatori dovranno rimboccarsi le maniche nel corso della serata – o della notte – per essere certi di poter riprendere la corsa al mattino successivo.

STAGE 5 – TAPPA MARATHON (8 gennaio) | Bivacco Refuge – Hail (428 km complessivi, 372 km cronometrati)

Dopo una notte trascorsa in tenda, i protagonisti della Dakar risaliranno in sella o dietro al volante per puntare con decisione verso Hail. Così come durante la Stage 4, anche durante la Stage 5 i piloti dei veicoli a quattro ruote dovranno gestire la navigazione senza poter fare affidamento sulle tracce lasciate dai motociclisti: per motivi di sicurezza il percorso delle moto differirà in modo lieve da quello delle auto e dei camion, con gli equipaggi di questi ultimi che dovranno dare fondo a tutta la loro abilità per evitare di perdere terreno e secondi preziosi in questa insidiosa Speciale.

STAGE 6 (9 gennaio) | Hail – Riyadh (920 km complessivi, 331 km cronometrati)

La più lunga Stage della Dakar 2026 farà felici gli amanti della sabbia e delle dune, che andranno infatti a coprire l’85% del percorso di questa Stage. Le insidie si nasconderanno dietro ogni cresta, ma al termine di questa prova impegnativa si avrà modo di tirare un po’ il fiato: il Rest Day di Riyadh attende.

REST DAY (10 gennaio) | Riyadh

STAGE 7 (11 gennaio) | Riyadh – Wadi Ad-Dawasir (876 km complessivi, 462 km cronometrati)

La ripresa delle ostilità sportive non sembra portare con sé particolari insidie, almeno stando a quello che raccontano gli organizzatori della corsa. Il percorso della settima speciale di questa Dakar 2026 si preannuncia infatti veloce e lineare, con i protagonisti che dovranno semmai preoccuparsi di non polverizzare i propri veicoli in una sezione particolarmente rapida del tragitto. Capito Sebastien?

STAGE 8 (12 gennaio) | Wadi Ad-Dawasir – Wadi Ad-Dawasir (717 km complessivi, 418 km cronometrati)

Questa prova speciale metterà la carovana della Dakar 2026 di fronte alla più lunga sezione cronometrata dell’intera edizione. La parola chiave, durante la Stage 8, sarà “versatilità”: nel corso degli oltre 400 km cronometrati il tragitto vedrà alternarsi sezioni rocciose e veloci, canyon lenti e intricati e dune sabbiose dove perdersi potrebbe risultare sin troppo facile.

STAGE 9 – TAPPA MARATHON (13 gennaio) | Wadi Ad-Dawasir – Bivacco Refuge (531 km complessivi, 410 km cronometrati)

La prima metà della seconda e ultima Tappa Marathon in programma durante la Dakar 2026 vedrà nuovamente le moto affrontare un percorso diverso rispetto a quello di auto e camion. Così come la Stage 8, anche la 9 offrirà ai concorrenti una discreta varietà di terreni: a una prima sezione ricca di ghiaia e rocce ne seguirà una seconda dove sabbia e dune saranno le principali protagoniste.

STAGE 10 – TAPPA MARATHON (14 gennaio) | Bivacco Refuge – Bisha (469 km complessivi, 421 km cronometrati)

Le dune che hanno caratterizzato la seconda sezione della Stage 9 si estenderanno a perdita d’occhio lungo il tragitto della decima speciale della Dakar 2026. I più abili nella navigazione e nella guida su un terreno infido come la sabbia avranno la chance di attaccare – o rimontare – a pochi giorni di distanza dal traguardo finale. Un errore in questa fase della corsa potrebbe rivelarsi davvero irrecuperabile.

STAGE 11 (15 gennaio) | Bisha – Al Henakiyah (882 km complessivi, 347 km cronometrati)

Se il terreno affrontato durante questa prova speciale non rappresenterà un problema, lo stesso non potrà dirsi della navigazione. Una moltitudine di incroci, sentieri e canyon si susseguirà per quasi la totalità della sezione cronometrata, rendendo facilissimo perdere terreno e tempo prezioso a sole due prove dal traguardo di Yanbu. La sensazione è che sia tra questa Stage e la precedente che potrà decidersi il vincitore della Dakar 2026.

STAGE 12 (16 gennaio) | Al Henakiyah – Yanbu (718 km complessivi, 310 km cronometrati)

La penultima prova speciale di questa edizione del celebre rally raid proporrà ancora una volta un mix di sezioni rocciose e sezioni sabbiose. Gli organizzatori della corsa non si aspettano clamorosi stravolgimenti di classifica nel corso di una Stage che presenta insidie minori rispetto alle due precedenti, ma non escludono la possibilità di allunghi decisivi o rimonte disperate proprio in questi 300 km cronometrati e spicci.

STAGE 13 (17 gennaio) | Yanbu – Yanbu (141 km complessivi, 105 km cronometrati)

Dopo quattordici estenuanti giornate di gara, la Dakar 2026 si concluderà esattamente com’era iniziata: con una speciale ad anello attorno alla città di Yanbu. La carovana di uomini e mezzi affronterà una breve sezione cronometrata (a sua volta divisa in due parti distinte, ciascuna con la propria partenza) per poi tagliare il traguardo finale piazzato proprio al centro del bivacco da cui tutto era iniziato due settimane prima.

Come – e dove – seguire la Dakar 2026

Così come accaduto negli anni passati, non ci sarà modo di seguire in diretta televisiva la Dakar 2026. La lunghezza dei percorsi, la durata delle Stage e il fatto che si corra in zone molto remote del pianeta sono tutti elementi che rendono sostanzialmente impossibile per qualsiasi emittente trasmettere immagini della gara in tempo reale. Per avere aggiornamenti continui e pressoché live su posizioni e classifiche si dovrà quindi ricorrere al caro e vecchio live timing, disponibile sia sul sito ufficiale della Dakar (che mette a disposizione anche alcune chicche come il GPS tracker) sia su siti come TrackingDakar.com. Video e foto saranno pubblicati a ritmi serrati sui vari canali social ufficiali della Dakar mentre, per quanto riguarda recap quotidiani e video highlights, si potrà scegliere tra quelli proposti sul canale YouTube della Dakar o quelli trasmessi da Eurosport, SportMediaset.it, Sky Sport e Italia 1.

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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