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Hamilton vola ad Abu Dhabi: è Pole! 2° Rosberg, che teme la strategia RedBull

Casco sempre calcato in testa, visiera abbassata, sguardo inafferrabile ed indecifrabile. Il weekend di Lewis Hamilton si potrebbe riassumere così, in una ricerca spasmodica della miglior concentrazione possibile per tentare l’impossibile, per cercare di completare una rimonta che avrebbe il sapore dell’impresa. Il #44 deve vincere, e lo sa bene: ecco perché l’1’38”775 con cui…

26 Novembre 2016
4 min read

Casco sempre calcato in testa, visiera abbassata, sguardo inafferrabile ed indecifrabile. Il weekend di Lewis Hamilton si potrebbe riassumere così, in una ricerca spasmodica della miglior concentrazione possibile per tentare l’impossibile, per cercare di completare una rimonta che avrebbe il sapore dell’impresa.

Il #44 deve vincere, e lo sa bene: ecco perché l’1’38”775 con cui agguanta, con forza, la Pole Position dell’ultimo GP del 2016 è un segnale a Nico Rosberg, 2° a poco più di 3 decimi, per invitarlo a non crogiolarsi nei suoi 12 punti di vantaggio. Soprattutto perché dietro di sé il tedesco ha clienti non proprio semplici da gestire: Ricciardo, che partirà con le SuperSoft, Raikkonen, Vettel e Verstappen – anche lui su SS – potrebbero essere le schegge impazzite di una Gara che Hamilton potrebbe voler impostare su un ritmo non “da Mercedes” proprio allo scopo di dare a Rosberg la sensazione di essere braccato dai lupi. Buona poi anche la Qualifica delle Force India, delle due McLaren e di Massa, mentre di fronte all’exploit di Wehrlein (in Q2 con la Manor) deludono le Toro Rosso ed Ocon. Ecco la cronaca completa.

Nella Q1 il messaggio che Lewis Hamilton invia a Nico Rosberg è di quelli inequivocabili, e si traduce in un perentorio 1’39”487 che, almeno in questa prima manche, non ammette repliche. Il crono dell’inglese è infatti inavvicinabile per tutti, a partire dalle due Ferrari, seconda e terza con Raikkonen davanti a Vettel, che si trovano ad oltre 8 decimi di ritardo. Ma soprattutto, è apparso inavvicinabile anche per Rosberg, che però ha forse la scusante di essersi preso una manche “sabbatica”, preferendo non prendere rischi e limitandosi ad un 1’40”511 che lo porta in quinta posizione, dietro anche a Max Verstappen, 4°. La Q1 scorre via senza intoppi, ma qualche sorpresa c’è: entrambe le Toro Rosso infatti, apparse in grande difficoltà per tutto il weekend, sono escluse (con Kvyat 17° e Sainz addirittura 21°), assieme a Magnussen, Nasr, Ocon ed Ericsson. Gran risultato invece per Pascal Wehrlein, che agguanta la 16esima posizione con un ottimo ultimo giro, accedendo così alla Q2.

Ecco la Classifica completa al termine della Q1:

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In Q2 Rosberg decide di fugare qualsiasi dubbio sulle sue eventuali difficoltà, e se Hamilton chiude il proprio giro in 1’39”382, il tedesco della Mercedes risponde con un giro che è solamente 108 millesimi più lento del crono del #44. Dietro le due W07, si confermano in un buono stato di forma con le temperature più fresche della notte desertica le due Ferrari, con Raikkonen a meno di due decimi e mezzo dalla cima della Classifica ed in grado di rifilare 3 decimi a Sebastian Vettel. Ma la vera sorpresa sono le due RedBull, che entrano in pista con le SuperSoft per passare la tagliola della Q2 con le Pirelli “rosse” e poter quindi partire domani con delle gomme che, almeno sulla carta, dovrebbero durare di più rispetto alle UltraSoft con cui partiranno tutti gli altri. La strategia del Team di Milton Keynes funziona, e sia Verstappen ( tra le due Ferrari) che Ricciardo ( a mezzo secondo dal compagno di Team) accedono alla Q3 potendo partire con le SuperSoft nel GP di domani. La lotta infuria anche nella parte bassa della Classifica, con Alonso che proprio all’ultimo tentativo sentenzia Bottas, al quale si uniscono Gutierrez, Grosjean, Palmer e Wehrlein.

Ecco la Classifica completa al termine della Q2:

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In Q3 nessuno più azzarda mescole diverse, e si scende tutti in pista con le UltraSoft. Al termine del primo tentativo Hamilton ribadisce il proprio messaggio a Rosberg, martellando un 1’39”013 che gli permette di rifilare al team mate oltre 3 decimi di distacco. Dietro di loro è battaglia tra Ferrari e RedBull, con Raikkonen a precedere sia Ricciardo che Verstappen, inseguiti a loro volta da Vettel, tutti con distacchi che oscillano dai 6 agli 8 decimi di secondo rispetto al tempo di Hamilton. Gomme US nuove per il secondo tentativo e tutti di nuovo ventre a terra all’inseguimento della miglior prestazione possibile. Ma oggi, come praticamente per tutto il weekend, non ce n’è per nessuno: Lewis Hamilton stampa un impressionante 1’38”775, che conferma i 3 decimi di vantaggio dell’inglese su Rosberg nonostante anche il #6 si sia migliorato nel proprio ultimo passaggio. Ultimo giro cronometrato che invece consegna la terza posizione a Daniel Ricciardo, capace di superare Raikkonen (), con la terza fila che invece è composta da Vettel e Verstappen, che ha abortito il proprio ultimo tentativo a causa di un lungo in Curva 11. Quarta fila tutta Force India, con Hulkenberg davanti a Perez, mentre la Top Ten viene chiusa da due vecchi compagni di squadra, con Alonso che precede di pochi centesimi di secondo Felipe Massa, alla sua ultima Qualifica in F1 della sua carriera da pilota.

Ecco la griglia di partenza del GP di Abu Dhabi:

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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