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Indy 500, il punto dopo il Fast Friday e gli orari delle qualifiche: Penske favoriti, allerta sorpassi

Quest’anno Marco Andretti è in forma smagliante. A lui è andato il Fast Friday, le FP4, insomma: le ultime prove libere prima del weekend di qualifiche. Adesso solo il tempo separa i più veloci piloti del mondo (sfido, a 360km/h di media!) dalle prove ufficiali per la 500 miglia di Indianapolis. E fare i pronostici…

19 Maggio 2018
5 min read

Quest’anno Marco Andretti è in forma smagliante. A lui è andato il Fast Friday, le FP4, insomma: le ultime prove libere prima del weekend di qualifiche. Adesso solo il tempo separa i più veloci piloti del mondo (sfido, a 360km/h di media!) dalle prove ufficiali per la 500 miglia di Indianapolis. E fare i pronostici è veramente difficile.

Indy 500, il punto dopo il Fast Friday e gli orari delle qualifiche: Penske favoriti, allerta sorpassi

In soli 25 giri il figlio e nipote d’arte è riuscito a perfezionare un 0’38”8263 alla spaventosa media di 231,802 miglia orarie. Si tratta di oltre 373 chilometri l’ora di media! Per fare un raffronto, il giro più veloce degli ultimi giorni l’aveva segnato proprio Andretti, ma era più basso di ben 4mph.

Lo scarto positivo delle performance registrato venerdì non è il frutto del caso o del genio della lampada. La pressione del turbo delle IndyCar è stata infatti alzata a 1.4 bar, la stessa pressione che verrà utilizzata questo fine settimana. In questo modo i piloti avranno un extra boost per sostenere le qualificazioni. Cioè la prova velocistica più stressante e tirata dell’anno.

La classifica arride anche a Robert Wickens, secondo con un tempo di 0’38”8379 (alla media di 231,732mph). Seguono anche il veterano Ed Carpenter, col tempo di 0’38”9499 (alla media di 231,066mph), Oriol Servia (0’39”0884 alla media di 230,247mph), il Campione australiano Will Power (0’39”1679 alla media di 229,780mph). Chiudono la Top 10 Bourdais, Kanaan, il rookie Leist, Stefan Wilson e Alexander Rossi.

Nelle posizioni di rincalzo troviamo alcuni dei nomi più pesanti della categoria. Per esempio, il più veloce tra loro al venerdì è stato Helio Castroneves, fermo al 12° posto. Gli ultimi due Campioni IndyCar, Newgarden e Pagenaud, sono rispettivamente 14° e 16°. Quella vecchia volpe di Scott Dixon si attesta – inverosimilmente – sulla 21^ piazza. L’ultimo vincitore della Indy 500, Takuma Sato, è in 24^ posizione. E alcuni tra i più veloci dei giorni scorsi, come Hinchcliffe e Rahal, sono addirittura in coda al gruppo (29° e 34°).

IMS
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Insomma, anche oggi i team IndyCar hanno preferito sparigliare le carte in tavola. In molti si sono nascosti ma questo non impedisce di far pronostici. Semmai, complica solo il gioco. Motorsport.com, per bocca del suo commentatore David Malsher, sostiene che «i grandi favoriti per la pole position sembrano essere i piloti Penske perché […] sono quelli che hanno ottenuto le medie sul giro migliori senza il ricorso delle scie». Malsher riporta che questa speciale classifica vede Power, Newgarden e Pagenaud ai primi posti, seguiti da Ed Carpenter. Senza scia il primo Honda è quello di Sebastien Bourdais (228,657mph).

Con maggior prudenza, noi non scarteremmo così facilmente il lavoro del Ganassi Racing. In più, come lo stesso Malsher ammette, Marco Andretti sembra essere molto in palla in questi giorni. La lotta per la qualifica non è scontata. Secondo Chaves Carpenter e i Penske sono «un paio di decimi di miglio orario più veloci» degli Andretti e dei Ganassi. Il che equivale a un vantaggio di circa tre centesimi di secondo su una pista in cui si gira sotto i 0’40”.

Breve nota: due dei signori che abbiamo conosciuto abbandoneranno il gruppo in giornata. Malsher sostiene che tra loro corre il rischio di esserci Graham Rahal. «Sarebbe una grossa sorpresa per un [pilota a] tempo pieno non far parte dello show» osserva lui stesso. Noi ci permettiamo di obiettare che Rahal ha dimostrato in corso di stagione una grande velocità, e dubitiamo che questa chance possa realizzarsi. Più in pericolo James Davison, alla guida di una vettura di AJ Foyt che ha pensato bene di schiantare contro il muro. «Pensiamo si sia trattato di un colpo di vento» ha dichiarato Byrd nel giustificare lo schianto del suo pilota. «James non è mai andato a muro qui, da solo». La squadra adesso è chiamata a una lotta contro il tempo per riparare l’auto, che ha subito un impatto a oltre 300 chilometri orari.

Getty Images
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Nonostante le lamentele dei piloti sulle possibilità di sorpasso ridotte, la IndyCar ha reso noto che non sarà modificato il carico aerodinamico per la gara. Gabby Chaves aveva dichiarato d’essere incredulo per il profondo effetto scia che queste automobili generano quest’anno. «Due macchine in pista, lontane tra loro, possono girare a 227mph. Poi girano da sole e vanno solo a 225». Dale Coyne ha spiegato che l’unico modo per sorpassare sarà alla fine del rettilineo, rubando la traiettoria interna al pilota davanti, a causa della maggiore resistenza all’avanzamento che le auto subiscono uscendo dalla scia sul dritto.

Tuttavia è stata esclusa l’idea di aggiungere del carico last-minute per aumentare i sorpassi. Come osserva Marshall Pruett su Racer.com, 640 libbre di carico (290kg) sono «svaniti nell’aria». Difficile bucare il muro delle 232mph visto in qualifica nel 2017. «Le 35 libbre in più di drag sono responsabili delle velocità ridotte» scrive Pruett. «In media, ogni 10-11 libbre si perde un miglio orario». E conclude: «Usando la pole di Scott Dixon a 232mph nel 2017 come parametro, la pole del 2018 dovrebbe attestarsi sui 228-229». I giri più veloci a basse temperature e senza scia si attestano proprio su questi tempi. Nemmeno il boost di 40-50CV determinato dall’aumento di pressione al turbo riuscirebbe a colmare il deficit di velocità.

Per salvare il salvabile bisognerà operare sui settaggi. Che però sono ampiamente limitati e regolamentati. Esistono limiti agli angoli che possono essere imposti alle ali posteriori, e i flap anteriori sono ridotti a quattro. Si affinerà il gioco nel tentativo di trovare l’angolo migliore, ma i risultati non saranno entusiasmanti. Infine il fattore delle temperature avrà un ruolo importante, spostando l’attenzione degli ingegneri sulla topside downforce in caso di caldo. Più la colonnina di mercurio sale, più l’aria si fa rarefatta, e diviene difficile estrarla dal fondo e generare carico.

La prima giornata di tempi cronometrati sarà quella di oggi, che partirà alle 17.00 ora italiana, e determinerà i due gruppi che si giocheranno la pole (1°-9°) e le posizioni di rincalzo (10°-33°) nella giornata di domani. Le retrovie verranno assegnate  domenica a partire dalle 20.45, mentre la lotta per la pole comincerà alle 23.00. Le qualifiche saranno trasmesse da IndyCar Radio, da WatchESPN, dalla ABC e da Advance Auto Parts. Al mattino sia di oggi sia di domani si terranno brevi sessioni di prove libere, una sorta di warm-up pre-qualifiche.

A seguire la classifica del Fast Friday.

SABATO 19 MAGGIO – Orari italiani

14.00-14.30 > FP6 (Gruppo 1)

14.30-15.00 > FP6 (Gruppo 2)

15.00-15.30 > FP6 (Tutte le auto)

17.00-24.00 > Qualificazioni

DOMENICA 20 MAGGIO – Orari italiani

18.00-18.45 > FP7 (10°-33°)

19.15-20.00 > FP7 (1°-9°)

20.45-22.45 > Qualificazioni (10°-33°)

23.00-23.45 > Fast Nine – Qualificazioni 1°-9°

IndyCar
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Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo, ogni tanto, di qualcosa.

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