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Indycar: McLaughlin domina l’Alabama GP a Barber. P21 per Ghiotto

Scott McLaughlin vince il GP dell’Alabama della Indycar a Barber, davanti a Will Power e a Linus Lundqvist. 21esimo Luca Ghiotto

28 Aprile 2024
6 min read
Indycar GP Alabama Barber Scott McLaughlin

Scott McLaughlin vince il GP dell’Alabama della Indycar a Barber, bissando il successo dello scorso anno. Il pilota neozelandese ha preceduto il suo compago di squadra in Penske Will Power, mentre ottimo terzo Linus Lundqvist, con Ganassi, al primo podio in carriera. 21esimo al debutto Luca Ghiotto, che riesce a tenersi fuori dai guai.

Indycar GP Alabama Barber Scott McLaughlin
© Penske Entertainment, Chris Owens

E arrivò alla fine la vendetta di Penske. Dopo le polemiche dell’ultima settimana, con la squalifica arrivata dopo quasi due mesi per il GP di ST Petersburg, il team del Capitano ha mostrato gli artigli, ottenendo una straripante doppietta. McLaughlin torna al successo dopo un anno esatto ottenendo la sua quinta affermazione in carriera, con l’ultima vittoria che risaliva proprio al GP di Barber del 2023, precedendo Power. Nonostante una strategia a tre soste, il neozelandese è stato straripante, non facendosi fermare neanche dalle quattro Caution che hanno neutralizzato la gara.

Chiude terzo uno straordinario Linus Lundqvist, che dopo essere partito diciannovesimo ha recuperato alla grande fino al suo primo podio in Indycar, alla sua sola sesta gara. Quarto è Felix Rosenqvist, davanti ad Alex Palou, mentre Colton Herta, con l’ottavo posto, sale in testa al campionato.

Ottimo esordio per Luca Ghiotto: il pilota di Vicenza è stato bravo a non commettere errori particolarmente gravi, riuscendo a vedere la bandiera a scacchi in ventunesima posizione, la stessa da cui era partito.

Le qualifiche

Ad ottenere la pole è Scott McLaughlin con Penske, vincitore a Barber lo scorso anno, con un tempo di 1:05.9490. Il neozelandese ha battuto per meno di un decimo il compagno di squadra Will Power, mentre in seconda fila si schierano un ottimo Christian Lundgaard e Pato O’Ward, vincitore dell’edizione 2022 e che questa settimana ha ereditato la vittoria del GP di ST Petersburg dopo la squalifica di Josef Newgarded. Terza fila per Felix Rosenqvist e Marcus Armstrong, mentre chiudono la top 10 Graham Rahal, Josef Newgarden, Kyle Kirkwood e Alex Palou. Ottima qualifica per Luca Ghiotto, che all’esordio in Indycar con Dale Coyne riesce a chiudere in 21esima posizione. Di seguito, ecco la classifica completa delle qualifiche del GP dell’Alabama a Barber della Indycar.

Indycar GP Alabama Barber qualifiche

Cronaca della gara

La scelta delle gomme è molto variegata: McLaughlin e Power partono con le gomme dure, al contrario di Lundgaard e O’Ward, mentre tra i primi dieci anche Rosenqvist, Armstrong e Kirkwood partono con le dure. Alla partenza McLaughlin mantiene la testa della corsa davanti a Power, mentre nelle retrovie c’è un contatto senza conseguenze gravi che coinvolge Simpson, Harvey e Robb. Già nel corso del secondo giro avviene il primo colpo di scena, con O’Ward, quarto, che finisce in testacoda nella ghiaia: il messicano di McLaren riesce a ripartire, ma deve accodarsi al gruppo.

McLaughlin nei primi passaggi allunga sugli inseguitori, ma al giro 6 Pietro Fittipaldi finisce violentemente contro le barriere dopo essere stato toccato dal rimontante O’Ward, causando così la prima Caution. Appena si apre la pitlane rientrano O’Ward, Ferrucci, Lunqdvist, Pourchaire, Veekay, Simpson e Ghiotto per passare tutti alle gomme morbide.

Si riparte al giro 11, con O’Ward che va subito all’attacco nelle retrovie guadagnando qualche posizione: il pilota della McLaren viene però penalizzato con un Drive Trought per il contatto con Fittipaldi, finendo ancora una volta in fondo al gruppo. Davanti nel frattempo Palou si sbarazza di Armstrong e Rosenqvist, salendo fino alla quarta posizione. McLaughlin, Power e Lundgaard imprimono però un ritmo impressionante, allontanandosi dagli inseguitori.

Curva 5 si dimostra estremamente complicata per i piloti: dopo l’errore di O’Ward, al giro 17 anche Dixon va in testacoda, mentre al giro 23 è il turno di Power, che perde la seconda posizione a vantaggio di Lundgaard. Il danese, subito dopo, è il primo del gruppo di testa ad andare ai box, alla fine del giro 24, montando un altro set di morbide e finendo nel traffico. Tre giri dopo rientra Power, mentre alla tornata 28/90 tocca a McLaughlin, e anche le due Penske optano per le gomme morbide. Alla fine del giro 31 tutti completano le loro soste, e Ferrucci, che era rientrato in fase di Caution, si ritrova al comando della corsa, davanti a McLaughlin, Veekay, Lundgaard, Power e Lundqvist.

Verso il giro 35 inizia a cadere qualche di pioggia, anche se il meteo resta stabile, e i piloti che si sono fermati al giro 7 iniziano la loro seconda tornata di soste, con McLaughlin che così torna al comando. L’ultimo a fermarsi di questo gruppo di piloti è proprio Ghiotto, che riesce così a godersi il lusso di fare un paio di tornate in top 5, fino al giro 38, quando rientra per montare le dure.

Al giro 43 McLaughlin ha un vantaggio di più di 6 secondi rispetto a Lundgaard, ma nelle retrovie Rossi perde la gomma posteriore destra, non fissata dopo il pit stop, causando così una seconda Caution. Il vantaggio del neozelandese viene così azzerato. All’apertura della pitlane, al giro 46, rientrano proprio i primi tre, con McLaughlin, Power e Lundgaard che scivolano in P17, P18 e P19 con le gomme morbide. La testa della corsa viene quindi ereditata da Palou, che resta in pista davanti a Rosenqvist, Armstrong, Ferrucci, Rahal, Kirkwood, Grosjean, Newgarden e Veekay.

Si riparte al giro 49, e a centro gruppo proprio McLaughlin, Power e Lundgaard entrano in battaglia. Poche tornate dopo avviene uno dei momenti più belli della gara: la bambola della donna impiccata appesa ad uno dei ponti pedonali cade a bordo pista.

Palou allunga sugli inseguitori, ma al giro 55 la gara viene sospesa per la terza volta, con un brutto incidente di Sting Ray-Robb in curva 1. Il pilota americano esce illeso dalla vettura, ma si lamenta di aver perso il controllo del volante. Con la Caution tutti i piloti che non si erano ancora fermati rientrano ai box, e Ferrucci si riprende la prima posizione, davanti a Lundqvist, McLaughlin, Simpson, Power, Lundgaard, Rasmussen, Harvey, Canapino e Blomqvist.

Si riparte al giro 61, e Ferrucci resta davanti a tutti fino al giro 66, quando rientra ai box per l’ultima sosta. Al passaggio numero 70 è il turno anche di Lundqvist, e McLaughlin torna al comando. Con pista libera il neozelandese spinge come un ossesso per cercare di aprire il gap necessario per uscire dai box davanti a Palou, e la mossa funziona, perché quando rientra al giro 75 per il terzo pit stop riesce ad uscire davanti allo spagnolo di Ganassi, e lo stesso riesce a fare Power. I due di Penske non lasciano spazio agli avversari, facendo il vuoto.

Dietro, Lundqvist risale superando Lundgaard, Armstrong, Rosenqvist e Palou, lanciandosi verso il primo podio in Indycar. Quando oramai sembra tutto finito, Christian Rasmussen finisce in testacoda, fermandosi in mezzo alla pista e provocando un’ultima Caution. Dietro di lui Ghiotto rischia di fare la stessa fine, andando quasi a prendere il danese, ma incredibilmente riesce a rimanere in pista. Si riparte per gli ultimi due giri, ma eccezion fatta per un sorpasso di Rosenqvist ai danni di Palou per la quarta posizione non succede molto. McLaughlin vince per la seconda volta consecutiva a Barber, e Penske ottiene una doppietta estremamente significativa con Power secondo dopo le polemiche di ST Petersburg. Terzo è Lundqvist, che alla sesta gara in Indycar conquista il suo primo podio, chiudendo davanti a Rosenqvist, Palou, Lundgaard, Ferrucci, Herta, Armstrong e Kirkwood. Ottima ventunesima posizione per Luca Ghiotto, che riesce a tenersi fuori dai guai.

Dopo il GP dell’Alabama Colton Herta balza in testa alla classifica Indycar con 101 punti, davanti a Power a 100, Palou a 98, Dixon a 94 e Rosenqvist a 88. Il prossimo appuntamento sarà tra due settimane, l’11 maggio, sul circuito stradale di Indianapolis.

Indycar GP Alabama Barber

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Alfredo Cirelli

Classe 1999, sono cresciuto con la F1 commentata da Mazzoni, da cui ho assorbito un'enorme mole di statistiche non propriamente utili, che prima che Fuori Traiettoria mi desse la possibilità di tramutarle in articoli servivano soltanto per infastidire i miei amici non propriamente interessati. Per FT mi occupo di fornirvi aneddoti curiosi e dati statistici sul mondo della F1, ma copro anche la Formula E (categoria per cui sono accreditato FIA), la Formula 2, la Formula 3, talvolta anche la Indycar e, se ho tempo, anche tutte le varie formule minori in giro per il mondo.

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