IndyCar, a Phoenix ha vinto Newgarden (e scintillato Wickens)! Peccato per Bourdais e Will Power
, ,

IndyCar, a Phoenix ha vinto Newgarden (e scintillato Wickens)! Peccato per Bourdais e Will Power

Si sono corse molte gare questo weekend. Tra queste, anche la prima su ovale della IndyCar 2018. E a vincerla è stato quel furbacchione di Josef Newgarden. La gara, movimentata, ha confermato anche il gran talento del rookie canadese Robert Wickens. Al sabato il francese Sebastien Bourdais aveva centrato la pole position. Primo in classifica…

9 Aprile 2018
3 min read

Si sono corse molte gare questo weekend. Tra queste, anche la prima su ovale della IndyCar 2018. E a vincerla è stato quel furbacchione di Josef Newgarden. La gara, movimentata, ha confermato anche il gran talento del rookie canadese Robert Wickens.

IndyCar, a Phoenix ha vinto Newgarden (e scintillato Wickens)! Peccato per Bourdais e Will Power

Al sabato il francese Sebastien Bourdais aveva centrato la pole position. Primo in classifica in quanto vincitore del GP inaugurale, è sceso per ultimo in pista – sugli ovali nella IndyCar ci si qualifica col giro secco – ed è riuscito a strappare la pole con la media di 188,539 miglia orarie (ovverosia 303,424 chilometri l’ora).

Alla partenza però Bourdais ha avuto qualche problema in uscita dalla pit-lane. Per sua fortuna è riuscito a riaccendere in tempo la sua automobile, riguadagnando la testa del gruppone prima del lancio. Lo start, tranquillo, non vede grandi movimenti a parte il sorpasso di Marco Andretti su Power e la discesa di James Hinchcliffe.

Nel carrozzone americano si era aggiunto Pietro Fittipaldi (nipote del grande Emerson). Il brasiliano si rende subito protagonista andando a muro al giro 41. Entra così in pista la Safety Car, il che spalanca le porte della corsia dei box a tutti i piloti che contano. Domenica è stata una giornata sfortunata per i meccanici: oltre al gommista di Raikkonen, sono stati colpiti anche due guys rispettivamente di Bourdais e Rossi. Questi errori compromettono la gara dei due piloti, perché entrambi dovranno scontare un drive-through a testa che li fa precipitare in bassa classifica.

La seconda fase di gara si è aperta sotto la leadership di Will Power. L’australiano ha guidato la corsa fino alla successiva finestra di pit-stop (tra il giro 113 e il 124). Il #12 ha provato ad allungare ma i vincitori della seconda girandola di soste sono stati Hinchcliffe e Wickens: i due alfieri dell’SPM si sono impossessati delle prime due piazze. Il rookie è riuscito addirittura a beffare il Sindaco di Hinchtwon sfruttando una sua indecisione (al giro 149, nel doppiaggio di Chaves).

Ma Newgarden ha inaugurato il terzo segmento di corsa all’indomani della terza girandola di pit-stop. Nel frattempo Will Power ha pensato bene di dare una spazzolata al muro, costringendosi a dare forfait. Iniziavano gli ultimi giri con Wickens pronto a dare battaglia a Newgarden. Non era della stessa opinione Alexander Rossi, che aveva firmato una delle sue migliori rimonte dopo il drive-through scontato a inizio gara e che era riuscito a scalare fino alle prime posizioni.

La ciliegina sulla torta ce l’ha messa Ed Jones, capace di schiantarsi a 7 giri dal termine. Le bandiere gialle hanno suggerito a Newgarden di rientrare ai box. La mossa si è rivelata vincente: col serbatoio quasi scarico e le gomme fresche, il Campione in carica ha messo nel mirino Wickens e l’ha abbattuto, conquistando la vittoria. Ha chiuso il podio Alexander Rossi.

Alla fine della gara, si trae un bilancio positivo. La corsa non è stata il disastro che si preventivava nei giorni precedenti (addirittura la Firestone era intervenuta gommando una seconda traiettoria più esterna per favorire i sorpassi). Di certo il risultato poteva essere migliore ma Phoenix è sempre stata una pista ostica ai sorpassi. In più, abbiamo visto l’ottima riconferma di Wickens (da tenere sott’occhio quest’anno) accompagnata al ritorno al vertice di Newgarden. Il #1 adesso guida la classifica provvisoria con 77 punti. A 5 lunghezze di distanza c’è proprio Alexander Rossi, e terzo in graduatoria abbiamo Sebastien Bourdais (che ha chiuso 13° nonostante pole e giro più veloce). L’appuntamento è in California: si correrà domenica 15 aprile, sulle strade di Long Beach.

ISCRIVITI AL CANALE PER RICEVERE TUTTI GLI ARTICOLI!

Iscriviti e ricevi articoli appena sfornati. Unisciti alla community!

Iscriviti alla nostra newsletter e scopri in anteprima le notizie più importanti del mattino.

Registrandoti, accetti la nostra Informativa sulla privacy e i nostri Termini.

Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo, ogni tanto, di qualcosa.

Articoli che possono interessarti

F Read More
Formula E Jeddah

4 Ruote9 Febbraio 2026

Formula E, info e orari TV dell’E-Prix di Jeddah

La Formula E torna in pista con il primo doubleheader stagionale, l’E-Prix di Jeddah, per la quarta e la quinta gara del calendario. Ecco tutte le info, e come seguirlo in TV.

I Read More
Bathurst 2026

4 Ruote8 Febbraio 2026

Info, orari, entry list e dove vederla in TV: guida alla 12 ore di Bathurst 2026

Questo weekend si correrà una delle gare endurance più importanti del pianeta, la 12 ore di Bathurst, sul circuito australiano di Mount Panorama. L’appuntamento, che aprirà la stagione 2026 dell’Intercontinental GT Challenge, vedrà un’affluenza maggiore rispetto agli anni passati. Ecco cosa sapere sulla 12 ore di Bathurst 2026 e dove seguirla in TV.

N Read More

2 Ruote6 Febbraio 2026

Nicolò Bulega pronto per la stagione WorldSBK 2026: “Quest’anno il titolo, poi il salto in MotoGP, con o senza Ducati”

Bulega punta al titolo di campione del mondo Superbike 2026 per concretizzare il suo passaggio in MotoGP, non per forza in sella ad una Ducati

Q Read More

2 Ruote3 Febbraio 2026

Questa non è una MotoGP per Razgatlioglu

Marc Marquez ha guidato la prima giornata di test a Sepang con la nuova Ducati GP26, mentre l’aerodinamica resta il tema centrale per tutti. In particolare per per Razgatlioglu condizionato, per via della propria altezza e del proprio stile di guida, dai vincoli regolamentari sulla posizione delle ali posteriori rispetto al piano della sella