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IndyCar: Scott Dixon ha vinto il suo 5° titolo! Sonoma va ad Hunter-Reay

Scott Dixon ha vinto il suo 5° mondiale IndyCar! Al termine di una gara altalenante, in cui fasi di stasi si sono alternate a momenti adrenalinici, il Kiwi può festeggiare. Condivide il sorriso con lui Ryan Hunter-Reay, autore di una meravigliosa vittoria. Non piange, ma solo per il capolavoro in gara, il rivale Alexander Rossi.…

18 Settembre 2018
3 min read

Scott Dixon ha vinto il suo 5° mondiale IndyCar! Al termine di una gara altalenante, in cui fasi di stasi si sono alternate a momenti adrenalinici, il Kiwi può festeggiare. Condivide il sorriso con lui Ryan Hunter-Reay, autore di una meravigliosa vittoria. Non piange, ma solo per il capolavoro in gara, il rivale Alexander Rossi.

IndyCar: Scott Dixon ha vinto il suo 5° titolo! Sonoma va ad Hunter-Reay

La gara è stata caratterizzata dal duello eterno tra Hunter-Reay e Dixon per la testa della gara. E da un altro importante fattore: la rimonta di Alexander Rossi, vittima di un contatto in partenza che l’aveva scaraventato in fondo al gruppo. Dietro questo canovaccio si è costruita una fase centrale incandescente. Tutti gli ingredienti sono stati cotti a puntino da una caution giunta al momento giusto, appena dopo il secondo pit-stop di Rossi.

Se il duo Hunter-Reay/Dixon ha scavato da subito un solco con gli altri e non si è mai lasciato riprendere, nelle retrovie gli affari sono stati molto più turbinosi. Nelle prime battute della corsa si è aperta la pratica O’Ward, neocampione IndyLights portato in pista dal team Harding. Il rookie aveva ottenuto una strepitosa quinta casella in griglia, ma ha patito un forte sovrasterzo a inizio gara. Dietro di lui si è formato un trenino che comprendeva anche Rahal e Power. Alla prima sbavatura di O’Ward ne ha approfittato Rahal, ma Power si è poi lanciato all’interno alla penultima curva con una staccata penetrante e ha strappato due posizioni in un colpo solo.

Altra nota di colore è stata la rottura del motore di Takuma Sato. Il nipponico ha inondato la pista d’olio e di fumo al giro 16, per poi rientrare ai box. Nel frattempo Rossi, in fondo al gruppo, si beccava una seconda sportellata (questa volta da Kimball). Dopo una prima girandola di pit-stop cominciava così la seconda fase di gara, con Dixon di nuovo appiccicato agli scarichi del #28. Rossi era sempre in difficoltà, costretto a controllare un terribile traverso. Qui e lì scoppiavano scaramucce (Rahal si appiccicava a Power, Herta abortisce un sorpasso su Ferrucci).

Il momento thriller è scattato al giro 31 quando Rossi è rientrato dietro la coppia di testa, doppiato di un giro. Comincia allora una lunga rincorsa, durante la quale il pilota #27 cercherà in tutti i modi di sdoppiarsi. Dietro di loro grande pressione arrivava su Simon Pagenaud, incarnata da un arrembante Marco Andretti in grande spolvero: il francese cederà rientrando in pit-lane. Rossi finalmente riesce a sdoppiarsi quando, al giro 39, Hunter-Reay rientra ai box. Dietro di loro, Dixon ha affrontato una coppia caliente di doppiati: Ferrucci non gli ha dato subito strada, permettendo a King (doppiato) di sorpassare Dixon, rifarsi su Ferrucci stesso e superarlo.

Il colpo di scena è partito al giro 43, quando Alexander Rossi esce dai box davanti a Hunter-Reay. In contemporanea infatti Rahal è costretto al ritiro: scatta la caution. Partiva da qui una delle rimonte più entusiasmanti di sempre, con Rossi (rientrato ancora una volta ai box in regime di neutralizzazione per montare le morbide) capace di scalare le posizioni di Ward, Harvey, Veach, King, Hinchcliffe, Fittipaldi, Kanaan e perfino Bourdais! Dopo aver insidiato Andretti, sarà costretto a ricedere la posizione a Bourdais: finisce 7°, secondo in campionato.

Scott Dixon invece affronterà l’ultima parte di gara con relativa calma, lasciando la presa su Hunter-Reay negli ultimi giri e controllando il ritorno di Will Power. Il neozelandese vince quindi il suo quinto titolo iridato a stelle e strisce, coronando una stagione di successi.

Ci voleva, infine, una bella vittoria per Ryan Hunter-Reay: quest’anno il #28 era apparso in palla, ma la sfortuna e la mancanza di affidabilità lo avevano lasciato a bocca asciutta (in termini di classifica). Con il secondo alloro della stagione, anche il #28 può archiviare il 2018 con una certa soddisfazione.

Ma se la IndyCar si ferma, noi non ci fermiamo. Vi diamo appuntamento ai prossimi giorni, durante i quali contiamo di far uscire articoli di analisi su una delle stagioni più interessanti degli ultimi anni. E mancano ancora le pagelle di fine campionato! A chi volesse sapere quando ritorneranno in pista le macchinine americane, diamo appuntamento al prossimo marzo. Come al solito, a St. Petersburg.

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Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo, ogni tanto, di qualcosa.

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