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Info, Orari, Classifiche: Guida al 30esimo Rally del Messico

Ad un mese esatto dall’appuntamento precedente, disputatosi nel proverbiale freddo dell’inverno svedese, il WRC cambia completamente rotta dirigendosi verso l’altrettanto tipica afa messicana per una delle corse più dure del calendario, specialmente dal punto di vista meccanico. Il rally del Messico è uno dei più recenti dell’intero panorama mondiale, essendo entrato a far parte della…

7 Marzo 2017
6 min read

Info, Orari, Classifiche: Guida al 30esimo Rally del Messico

Ad un mese esatto dall’appuntamento precedente, disputatosi nel proverbiale freddo dell’inverno svedese, il WRC cambia completamente rotta dirigendosi verso l’altrettanto tipica afa messicana per una delle corse più dure del calendario, specialmente dal punto di vista meccanico.

Il rally del Messico è uno dei più recenti dell’intero panorama mondiale, essendo entrato a far parte della massima competizione solo nel 2004. Tale gara ha però radici ben più lontane che vanno indietro fino al 1979, quando si tenne la prima edizione in assoluto, e si svolge con regolarità dai primi anni ’90, quando iniziò a farsi strada a livello di prestigio internazionale. Uno sforzo di miglioramento notevole e progressivo negli anni da parte del “Club Automovilístico Francés de México” e del “RallyMex” ha portato la corsa ad entrare sotto l’ala protettrice della Fia nel 2001 ed è culminato, nella 18esima edizione ufficiale, nell’inclusione nel calendario del World Rally Championship 2004.

Dopo la vittoria di Markko Martin all’esordio, solo altri 4 sono riusciti a conquistare il gradino più alto del podio: il recordman, neanche a dirlo, è sua maestà Sebastien Loeb con 6 vittorie consecutive dal 2006 al 2012 (nel 2009 la corsa era stata esclusa per rotazione), segue Sebastien Ogier con 3 (dal 2013 al 2015) mentre con 1 ci sono, oltre al già citato Martin, Petter Solberg (2005) e Jari Matti Latvala (2016).

La passata stagione vinse proprio l’attuale leader del Mondiale, grazie ad una gara totalmente dominata che mai avrebbe potuto far presagire la grande crisi avvenuta successivamente, che condusse una doppietta Volkswagen davanti a Sebastien Ogier ed all’attualmente assente Mads Ostberg su Ford.

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I Favoriti:

Per questo appuntamento, per la prima volta dal lontanissimo 2014, Sebastien Ogier non si trova in vetta alla classifica e, esattamente come 3 anni fa, a precederlo è il solo Jari Matti Latvala. I due sono nettamente i più in forma e, consueti psicodrammi a parte, il finlandese potrebbe addirittura partire favorito su un terreno che lo ha visto arrivare 4 volte a podio dal 2008 ad oggi. Sicuramente non si tirerà indietro il francese, che in Messico ha colto ben 5 podi a partire dal 2010, quando era ancora parte del Citroen Junior Team.

Fin qui ha reso ben oltre le aspettative Ott Tanak, terzo nel mondiale e sempre a podio esattamente come i due sopra citati. L’estone, ancora in cerca della prima vittoria in carriera, proverà ad ottenerla proprio questo weekend: è vero che non è mai andato oltre al quinto posto nel Rally del Guanajuato ma è innegabile che quest’anno si trovi in una situazione radicalmente differente rispetto alle precedenti stagioni, finalmente con una vettura più che degna per giocarsi il Mondiale (Piloti e Costruttori).

Il discorso psicodrammatico torna in ballo più che mai con Thierry Neuville: il belga è riuscito nella difficile impresa di buttare alle ortiche vittorie quasi certe in entrambe le gare fin qui disputate. Il passo ce l’ha, il problema non è mai stato questo, ma lo storico avversario di Ogier deve tornare immediatamente sulla retta via per non scivolare lontano dalla vetta già dopo la terza corsa: i precedenti purtroppo non sono esattamente dalla sua parte, poiché l’anno scorso il belga ottenne proprio in Messico il primo DNF stagionale…

Per quanto riguarda gli altri, tenuta in considerazione la pesante assenza di Craig Breen, a giocarsela come outsider possono essere Dani Sordo (2 volte quarto finora) ed Elfyn Evans (2 volte sesto). Entrambi stanno conducendo un buon campionato, il secondo in particolare è stato rallentato dalla propria gommatura DMACK, meno performante delle Michelin su asfalto e neve, che dovrebbe però ridurre il gap su sterrato.

Nel WRC-2, del quale recentemente vi abbiamo illustrato i complicati regolamenti, data la nuova assenza di Mikkelsen e Kopecky (i due hanno annunciato che saranno presenti in Francia) i gradi di favorito sono indiscutibilmente sulla tuta di Pontus Tidemand, mattatore della scorsa gara, a bordo dell’unica Skoda ufficiale portata oltreoceano. A contrastarlo in maniera credibile ci sarà probabilmente soltanto Eric Camilli su Ford, essendo la griglia al momento composta da sole 5 auto a causa dei notevoli costi causati da un così lungo trasferimento.

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Il Percorso:

Sono 19 le Prove Speciali (incluse 3 Street Stage e 4 SSS) da disputare in quello che, con i suoi 370.46 km di gara + 528.90 km di trasferimenti, ha la particolarità di essere una delle gare più lunghe nonché la più densa del campionato, essendo cronometrati con fini di classifica oltre il 40% degli spostamenti totali.

Lo shakedown è previsto per mercoledì alle 23:00 (ora italiana) a Llano Grande, circa 50 km a nord di Città del Messico.

Proprio nella capitale si apriranno le danze con un Day 1 composto soltanto dalla brevissima Street Stage “CDMX”

Nel Day 2 si entra nel vivo: dopo un trasferimento via camion verso il Guanajuato, ad alcune centinaia di km dalla PS 1, i piloti si troveranno ad affrontare 7 speciali. La più importante è senza dubbio la PS 2-4 “El Chocolate”, di gran lunga la più difficile della corsa e tra le più estreme di tutto il mondiale, che presenta dislivelli da paura ed una vetta massima posta a 2753 m di altitudine oltre ad una lunghezza complessiva di ben 54.9 km composti quasi integralmente da tornanti, tutti fattori che metteranno pilota e macchina direttamente davanti ai propri limiti: bentornati alla Dakar.

Ancor più lunga della precedente si presenta la giornata di sabato, con 9 prove in programma: le 2 cruciali saranno sicuramente la PS 9-12 “Media Luna” e la PS 10-13 “Lajas de Oro”. La prima, di 27.4 km, è molto veloce mentre la seconda, lunga 38.3 km, trova un ritmo sovente spezzato da numerosi tornanti in modo analogo alla “El Chocolate”. L’unica costante è l’altitudine, regolarmente superiore ai 2000 m in entrambi i casi.

Si chiude con una domenica includente 2 sole prove: la PS 18 “La Calera” rappresenta ancora una sfida durissima, imponendo a mezzi e piloti di percorrere quasi 33 km spesso sforando i 2500 m, mentre la PS 19 e Power Stage “Derramadero” è di gran lunga più abbordabile, presentando un percorso più lineare.

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Come seguire il Rally del Messico:

Purtroppo si sa: quando un evento è per la maggior parte in notturna è difficile avere audience, ragion per cui Fox Sports ha deciso di diminuire la copertura rispetto alle corse precedenti. La TV del colosso americano ha infatti deciso, nella programmazione provvisoria pubblicata lunedì, di trasmettere la sola Power Stage di domenica (a partire dalle 19:00) in diretta televisiva lasciando così molti appassionati con l’amaro in bocca. È però da sottolineare come tale decisione sia, appunto, provvisoria, e che quindi potrebbe variare da qui a giovedì.

Tale fatto rende però possibile una prima assoluta: sarà il primo caso in cui la Web TV “Red Bull TV”, oltre ai consueti ed estesi riassunti di fine giornata, trasmetterà una speciale del WRC in esclusiva sul nostro territorio avendo deciso, diversamente da Fox, di puntare sulla PS 11 “El Brinco 1” (che inizia alle 18:08). Dunque orologi puntati sulle 17:50 di sabato per assistere, oltre naturalmente alla prova del WRC, a questo storico evento.

Come di consueto sarà anche possibile seguire il Rally in maniera integrale sottoscrivendo l’iscrizione a WRC+, che garantisce la copertura degli “on-board” delle principali vetture per oltre il 60% della competizione.

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A questo link il programma integrale del 30esimo Rally del Messico.

Di seguito le classifiche Piloti e Costruttori al termine del secondo Round:

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Michele Nicolini

Nasco in Liguria durante il GP di Spa 1998 e, come era prevedibile, dimostro fin da subito una grande passione per qualsiasi cosa abbia delle ruote e un motore indipendentemente dalla categoria. Su Fuori Traiettoria mi occupo del mondo rallistico ma non solo, occasionalmente trattando altri ambiti.

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