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Info, orari e record: guida al GP d’Australia di F1

Sono trascorsi oltre quattro mesi da quando l’ultimo baluginio delle luci artificiali di Yas Marina si è spento sul 5° Titolo Mondiale di Lewis Hamilton. Sono stati mesi intensi per i Team di Formula 1, trascorsi tra adattamenti a nuovi Regolamenti Tecnici e test che hanno saputo raccontare molto ma non tutto. L’intero inverno è stato vissuto pensando ad un unico obiettivo: presentarsi nel migliore…

14 Marzo 2019
5 min read

Sono trascorsi oltre quattro mesi da quando l’ultimo baluginio delle luci artificiali di Yas Marina si è spento sul 5° Titolo Mondiale di Lewis Hamilton. Sono stati mesi intensi per i Team di Formula 1, trascorsi tra adattamenti a nuovi Regolamenti Tecnici e test che hanno saputo raccontare molto ma non tutto. L’intero inverno è stato vissuto pensando ad un unico obiettivo: presentarsi nel migliore dei modi possibili ad Albert Park, a Melbourne, gara inaugurale di questo 2019 della F1.

© Charles Coates / Getty Images / Red Bull Content Pool
© Charles Coates / Getty Images / Red Bull Content Pool

Il circuito australiano sarà quindi il primo banco di prova per le vetture del Circus, rinnovate sotto diversi aspetti rispetto a quelle dell’anno passato, ma non sarà la cartina al tornasole definitiva dei valori in campo. L’Albert Park è infatti un circuito cittadino, quindi un circuito per certi versi atipico – per layout e per abrasività dell’asfalto, ad esempio – rispetto alla stragrande maggioranza di quelli che compongono il calendario stagionale. Un giro di pista a Melbourne è lungo 5,303 km, ed i piloti di tornate dovranno percorrerne complessivamente 58 per coprire una distanza totale pari a 307,574 km. Sono 16 le curve dell’Albert Park, delle quali 10 a destra e 6 a sinistra, con la maggiore forza G laterale che si registra in Curva 5, quando i piloti saranno sottoposti a 4,2 G.

© F1
© F1

Nonostante il suo essere “cittadino”, ad Albert Park si viaggia piuttosto veloci. I piloti trascorrono infatti il 68% del tempo sul giro con il pedale dell’acceleratore premuto, e questo comporta un consumo di carburante pari ad 1,89 kg/giro. Mediamente sollecitati sono poi il cambio – con 52 cambiate registrate in media nel 2018 – e l’impianto frenante, con Brembo che assegna al circuito di Melbourne un coefficiente di difficoltà pari a 3 (su scala da 1 a 5), affiancandolo così a piste come il CoTA, l’Hungaroring o il Red Bull Ring. I piloti trascorreranno il 16% del tempo sul giro pigiando il pedale del freno, con il dato sulla decelerazione media che si attesta sui 4 G vista la presenza di 5 frenate da oltre 4 G di decelerazione. Nel corso dell’intero GP ciascuna monoposto dissiperà 196 KWh (quanto basterebbe per tenere contemporaneamente accese 1.400 PlayStation 4 in un’ora), mentre ogni pilota eserciterà un carico totale sul pedale del freno pari ad oltre 56 tonnellate, l’equivalente del peso di 75 F1 con annessi piloti a bordo. Le frenate più violente dell’Albert Park sono due, quella di Curva 1 e quella di Curva 3: nella prima si subiscono 5,2 G di decelerazione mentre si percorrono 129 m in 2″1, ed invece nella seconda la decelerazione raggiunge un picco di 5,3 G nel corso di una staccata lunga 110 m e 2″12.

Saranno nuovamente tre le zone DRS, accompagnate però da due soli Detection Point. Le prime due – caratterizzate da un unico Detection Point piazzato poco prima dell’ingresso di Curva 14 – saranno posizionate sul rettifilo di partenza / arrivo e sull’allungo che da Curva 2 porta a Curva 3, mentre la terza sarà posizionata tra Curva 12 e Curva 13, con il Detection Point piazzato invece prima dell’ingresso di Curva 11. La tripla zona d’utilizzo dell’ala mobile nel corso dell’edizione 2018 del GP ha saputo regalare solamente 5 sorpassi, ma quantomeno consentirà anche quest’anno alle monoposto di F1 di raggiungere velocità massime nell’ordine dei 320 km/h. 

In 14 occasioni chi ha conquistato la Pole Position ha poi ottenuto la vittoria, con la probabilità di vedere scendere in pista la Safety Car che si attesta al 61% data la pericolosa vicinanza dei muretti. La Pit Lane dell’Albert Park è lunga 287 m, con il Pit Stop ideale dell’edizione 2018 che è stato completato in 20″9, mentre il giro più veloce in gara continua ad essere quello messo a segno di Michael Schumacher nel corso del GP d’Australia 2004: il tedesco, a bordo della Ferrari F2004, fermò il cronometro sull’1’24″125. L’edizione 2018 ha visto trionfare Sebastian Vettel, che con la sua Ferrari chiuse davanti alle due Mercedes di Lewis Hamilton e Valtteri Bottas.

© Pirelli F1 Press Area
© Pirelli F1 Press Area

Per quanto riguarda le gomme, Pirelli in occasione del GP d’Australia ha messo a disposizione dei team le Hard (C2), le Medium (C3) e le Soft (C4), con le morbide coperture rosse che sono state le più gettonate da parte di tutti i team. “Le mescole C2, C3 e C4 nominate per questa gara sono all’incirca equivalenti a Medium, Soft ed Ultrasoft 2018 – ha dichiarato Mario Isola – “Questo fattore dovrebbe consentire ai piloti di spingere al massimo dall’inizio alla fine di ogni stint. Dopo otto giorni di test pre-stagionali siamo soddisfatti della gamma 2019, crediamo di essere sulla strada giusta per raggiungere il compromesso ideale tra prestazioni e durata. Su alcuni aspetti, come i livelli di degrado durante uno stint, avremo un quadro più completo solo dopo le prove libere“. Prove Libere che qui saranno particolarmente importanti per comprendere al meglio sia l’evoluzione del grip offerto dal tracciato, in continua evoluzione man mano che lo sporco lascerà posto alla gommatura, sia il degrado delle nuove mescole, che sembrerebbe però far presagire anche per quest’anno una strategia ad una sola sosta. Le pressioni minime imposte da Pirelli alla partenza saranno di 22,5 psi all’anteriore e di 19,5 psi al posteriore, con un camber massimo di -3,75° all’avantreno e -2,00° al retrotreno. Assieme alle mescole Slick i piloti avranno ovviamente a disposizione sia le Intermedie che le FullWet, ma per quest’anno le coperture da bagnato dovrebbero poter riposare nelle loro termocoperte: le previsioni meteo parlano infatti di un clima soleggiato per tutto il weekend in quel di Melbourne, con temperature nell’ordine dei 25°.

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© Pirelli F1 Press Area

Trattandosi di un GP che andrà in scena nell’altro emisfero, il fuso orario imporrà una levataccia mattutina a tutti gli appassionati di F1. Il GP d’Australia sarà visibile in diretta solamente su SkySport F1 HD (canale 207), mentre la differita di qualifiche e gara andrà in onda su TV8. Ecco tutti gli orari del weekend:

Venerdì 15 marzo

  • 02:00 – 03:30 -> FP1 | diretta su SKY
  • 06:00 – 07:30 -> FP2 | diretta su SKY

Sabato 16 marzo

  • 04:00 – 05:00 -> FP3 | diretta su SKY
  • 07:00 – > Qualifiche | diretta su SKY, differita su TV8 a partire dalle 14:00

Domenica 17 marzo

  • 06:10 – > GP Australia | diretta su SKY, differita su TV8 a partire dalle 14:00

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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