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Info, orari e record: guida al GP d’Austria di F1

Basterà la fresca aria austriaca a raffreddare gli animi dei contendenti al titolo di Campione del Mondo di F1 in questo 2017? E’ la domanda che si pongono tutti gli appassionati del mondo, curiosi di vedere se sul pittoresco scenario del RedBull Ring Sebastian Vettel e Lewis Hamilton arriveranno di nuovo ai ferri corti dopo…

6 Luglio 2017
4 min read

Basterà la fresca aria austriaca a raffreddare gli animi dei contendenti al titolo di Campione del Mondo di F1 in questo 2017? E’ la domanda che si pongono tutti gli appassionati del mondo, curiosi di vedere se sul pittoresco scenario del RedBull Ring Sebastian Vettel e Lewis Hamilton arriveranno di nuovo ai ferri corti dopo le controverse vicende del GP di Baku.

© GEPA Pictures
© GEPA Pictures

A fare da scenario al nono appuntamento stagionale del Mondiale di F1 ci sarà quindi il piccolo circuito di proprietà della RedBull, lungo appena 4,318 km e composto da sole 10 curve, delle quali 7 a destra e 3 a sinistra. I piloti percorreranno domenica 71 giri su questo tracciato, coprendo una distanza complessiva di 306,452 km. Km che verranno percorsi piuttosto rapidamente, visto che il RedBull Ring è una pista dove si fa parecchio affidamento sulla potenza dei propri propulsori: si viaggia infatti con l’acceleratore completamente pigiato per il 66% del tempo sul giro, ma nonostante questo dato piuttosto elevato il consumo non è uno dei problemi principali di questa pista, che nel 2016 ha infatti fatto registrare un dato medio di 1,48 kg/giro. Le velocità massime che si raggiungeranno nel weekend dovrebbero essere attorno ai 320 km/h, con la Brembo che che definisce “Medium” questo tracciato dal punto di vista dello stress del’impianto frenante: il 17% del tempo sul giro i piloti lo trascorrono infatti aggrappati ai freni, e la decelerazione media che si registra al RedBull Ring è pari a 4,4 G per ogni giro. Le frenate più brusche sono quelle di Curva 1 e Curva 3, dove si toccano punte di 5 G. Non troppo stressato è invece il cambio, visto che nell’edizione 2016 sono state registrate mediamente 57 cambiate in ogni giro.

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Due, come l’anno scorso, saranno le zone DRS. La prima zona di utilizzo dell’ala mobile è quella posizionata sul rettilineo di partenza / arrivo, mentre la seconda è piazzata nell’allungo che da Curva 3 porta alla Curva 4. Si sceglie dunque ancora una volta di lasciare sprovvisto di zona DRS il rettifilo che collega Curva 1 a Curva 3 – sì, la leggera piega verso sinistra in salita da quest’anno è considerata una curva -, mentre i Detection Point delle sovracitate zone DRS sono posizionati rispettivamente all’uscita di Curva 8 e poco prima dell’ingresso di Curva 2. Grazie anche a questa doppia zona di utilizzo dell’ala mobile nell’edizione 2016 è stato possibile assistere a 47 sorpassi.

Nel corso della storia del GP d’Austria – che si corre qui sin dal 1970, ma con le interruzioni tra il 1987 ed il 1997 e tra il 2003 ed il 2014 – il pilota che ha trionfato partendo più indietro nello schieramento si era piazzato 14° durante le qualifiche, mentre in 8 occasioni ha vinto il pilota scattato dalla Pole Position. Piuttosto alta – vista comunque la relativa vicinanza delle barriere in alcuni punti veloci del circuito – è la possibilità di veder scendere in pista la SC, che si attesta infatti al 65%.

Quando si parla di record in Austria si parla di Ferrari. Alla F2002 di Rubens Barrichello appartiene infatti il giro più veloce in prova in 1’08″082, mentre alla F2003-GA di Michael Schumacher appartengono sia il record in gara in 1’08″337 sia quello sulla distanza in 1 H 24’04″888. Nel 2016 a trionfare fu Lewis Hamilton, che nel corso dell’ultimo giro fu coinvolto nell’incidente con Nico Rosberg, in quel momento in testa alla corsa. Il #44 uscì indenne all’impatto, mentre il #6 ruppe l’ala anteriore e finì la corsa in quarta posizione, venendo sopravanzato sul podio da Max Verstappen e Kimi Raikkonen.

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La Pirelli, visto il basso stress a cui sono sottoposte le gomme e vista anche la scarsa abrasività dell’asfalto austriaco, ha deciso di portare al RedBull Ring le tre mescole più morbide della sua gamma, vale a dire la Soft, la SuperSoft e l’UltraSoft. Come sempre le scelte dei piloti si sono orientate verso il compound più morbido, ma non è detto che l’UltraSoft sia – viste le differenze prestazionali piuttosto basse riscontrate nei precedenti appuntamenti – la gomma più adatta alla gara. Mario Isola parla di possibili strategie ad una o due soste, ma non c’è da sottovalutare il clima tipicamente montano dell’Austria. Le previsioni meteo parlano infatti di 26° di media e di un elevato rischio di precipitazioni sulla cittadina di Spielberg, a due passi dal circuito: è quindi probabile che le squadre debbano fare i conti nel corso del weekend anche con le Intermedie e le FullWet. 

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Il GP d’Austria tornerà ad essere visibile in diretta anche sui canali RAI, oltre che ovviamente su SkySport F1 (canale 207). Ecco tutti gli orari:

Venerdì 7 luglio

  • 10:00 – 11:30 -> FP1 | diretta su Sky / Rai Sport
  • 14:00 – 15:30 -> FP2 | diretta su Sky / Rai Sport

Sabato 8 luglio

  • 11:00 – 12:00 -> FP3 | diretta su Sky / Rai Sport 2
  • 14:00 -> Qualifiche | diretta su Sky / Rai 2

Domenica 9 luglio

  • 14:00 -> GP Austria | diretta su Sky / Rai 1

Ecco invece la classifica piloti completa aggiornata al GP dell’Azerbaijan:

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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