Nel corso del round di Misano del GTWC Europe abbiamo intervistato in esclusiva per Fuori Traiettoria Alessio Rovera, pilota Ferrari impegnato questo weekend con la #51 di AF Corse.

Rovera arriva a Misano dopo il terzo posto conquistato, insieme ad Alessandro Pier Guidi e a Vincent Abril, alla 24 ore di Spa, pista che gli aveva già dato soddisfazioni nel WEC con una vittoria ottenuta nel WEC in classe LMGT3. Nella Sprint Cup, invece, quest’anno ha già vinto a Brands Hatch, cosa che lo porta al sesto posto in classifica insieme ad Abril, ma ieri mattina ha conquistato la pole position per la prima gara del round romagnolo (in gara ha poi chiuso al secondo posto, ndr); è forse per questo motivo che ci accoglie di buon umore all’interno dell’hospitality di AF Corse per questa lunga intervista, in attesa della gara di questa sera.
Con lui abbiamo trattato vari argomenti, partendo ovviamente da Misano, ma spaziando anche sul resto della stagione, oltre che sulla sua carriera in Ferrari, arrivata oramai al quarto anno. E senza dimenticare la nuova 296 GT3 Evo, presentata qualche settimana fa a Spa e che verrà usata a partire dal prossimo anno dalla casa del Cavallino in sostituzione della versione attuale.
Fuori Traiettoria: Ciao Alessio, e grazie per questa intervista. Partiamo subito dal chiederti quali aspettative avete per questo weekend di Misano, anche dopo la pole conquistata in mattinata.
Alessio Rovera: Ciao e grazie a voi. Ovviamente quello di Misano è un appuntamento molto importante, perché è il round di casa per me e per il team. Per questo le aspettative sono molto alte, e sono molto contento di aver conquistato la pole position per gara 1. Su questa pista, soprattutto nelle gare sprint la pole, è il 90% del lavoro, perché superare è difficile e perché la gara è da un’ora. Poi certamente bisognerà fare un buon pit stop . Sono molto contento, ce la metteremo tutta per portarla a casa!
FT: Il format del weekend è particolare, perché gara 1 è di sera, mentre gara 2 è in pieno pomeriggio. Come cambiano le sensazioni di guida tra una gara e l’altra, anche e soprattutto in base alle differenti temperature e condizioni di luce?
AR: Sì, sono due gare in due momenti diversi della giornata. Gara 1 sarà questa sera alle 20.15, quindi avrà clima un po’ più mite, cosa migliore per le gomme e per noi piloti: normalmente infatti quando è un po’ più fresco la macchina è anche un po’ più semplice da guidare, perché la gomma è meno stressata. E sinceramente, è anche un po’ più bella da guidare in generale.
Domani invece la gara sarà alle 14, con condizioni simili a quelle della qualifica di oggi, quindi pur essendo una gara sprint, bisognerà fare un pelo di gestione gomma a inizio gara. Credo che stasera potremmo essere molto più competitivi, mentre domani forse soffriremo un po’ di più.
FT: Con Misano arriviamo a metà campionato. Come valuti la prima parte di stagione? E cosa ti aspetti dalla seconda?
AR: Sulla prima parte di stagione ci sono alcuni pro e alcuni contro. Abbiamo conquistato una bella vittoria nella prima gara della Sprint Cup a Brands Hatch, ma a Zandvoort abbiamo avuto qualche problemino in gara 1, ho commesso un errore e ci siamo ritirati, sebbene comunque non fossimo troppo competitivi.
Invece qui a Misano per ora che ci siamo rifatti. Guardando avanti, la prossima gara sarà a Magny-Cours, e anche lì dovremmo essere abbastanza competitivi. Riguardo a Valencia, onestamente non ne ho idea; però come conformazione della pista è abbastanza simile a Misano, quindi se tutto rimane così, anche con il BoP, dovremmo andar bene anche lì.
FT: Passando invece alla Endurance Cuo, sei riduce dalla 24 ore di Spa, dove insieme a Pier Guidi e ad Abril hai chiuso il terzo posto. Come giudichi questo risultato?
AR: Direi buono nel complesso, perché comunque concludere sul podio la 24 ore di Spa è sempre bello. Però per come si era messa la gara, che siamo riusciti a recuperare fino al terzo posto dopo che eravamo dietro di un giro per un problema durante la prima ora… qualcosa in più forse si sarebbe potuto fare se non avessimo avuto quel problema lì. Quindi va bene, ma fino ad un certo punto.

FT: Sempre a Spa è stata presentata la 296 GT3 Evo. Quali credi siano le aree in cui è migliorata rispetto alla versione attuale? E quali feedback hai dato per lo sviluppo della macchina?
La 296 GT3 Evo è stata sviluppata per migliorare alcune lacune che presentava la 296 GT3 attuale. Una su tutte, l’aria sporca: dietro le altre macchine facciamo parecchia fatica, perché perdiamo tanta deportanza sull’anteriore, e quindi sulla 296 GT3 Evo abbiamo lavorato soprattutto su questo aspetto. Inoltre, avremo dei rapporti del cambio un po’ più corti, che ci permetteranno di avere un po’ più di velocità in uscita dalle curve lente e che permetterà anche un ampliamento della finestra del setup, con più possibilità di lavorare di più anche sul setup della macchina.
FT: Sei alla tua quarta stagione da pilota ufficiale Ferrari, e in questi anni hai conquistato successi in campionati diversi maturando una grande esperienza. Dalla 488 GT3 e GTE, con le quali hai gareggiato e vinto, fino ad arrivare alla 296 GT3, per la quale hai partecipato allo sviluppo e con cui stai correndo in serie diverse in tutto il mondo. Come puoi descrivere il tuo rapporto con queste vetture Ferrari, e quali sono i momenti e le vittorie che ricordi con maggior piacere?
AR: Ovviamente già essere pilota ufficiale Ferrari è qualcosa di incredibile, è un sogno di qualunque bambino, e quindi già solo questo mi rende orgoglioso. Sono molto fortunato!
Ho debuttato con la 488 GT3, nel GT italiano, una grandissima macchina che ha vinto praticamente tutto nell’endurance, per poi passare nel 2021 alla versione GTE, un’altra macchina incredibile. E direi che i miei più bei ricordi sono legati proprio al 2021, perché siamo riusciti a conquistare Le Mans e a vincere il Campionato del Mondo Endurance. Sono bei ricordi che tengo nel cuore, anche perché questi successi mi hanno lanciato nel mondo Ferrari.
Poi con l’arrivo della 296 le cose hanno iniziato a mettersi nella piega giusta. Anche questa è una macchina molto competitiva, e prendere parte dello sviluppo è stato molto bello e mi ha permesso di crescere parecchio, perché ho potuto imparare molto anche da piloti più esperti di me.
FT: In conclusione, lo scorso anno eri impegnato nel GT World Challenge solo nella Endurance Cup, mentre da quest’anno corri tutta la stagione. Quanto è importante partecipare a questo campionato per voi?
AR: Sicuramente è un campionato molto importante e molto competitivo, forse è il campionato GT3 più competitivo al mondo, perché abbiamo tanti team e tanti piloti veramente forti. Per questo, per noi primeggiare in questo campionato è fondamentale. Averlo conquistato l’anno scorso (nella Endurance Cup insieme a Pier Guidi, ndr) è stato un risultato importantissimo; l’unico rammarico è stata la 24 ore di Spa che abbiamo concluso in seconda posizione e che potevamo vincere senza i problemi avuti. Però il campionato è tostissimo, e noi vogliamo primeggiarvi!
FT: Grazie per l’intervista, buon proseguimento del weekend.
AR: Grazie a voi, ciao!
