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Intervista a Francesco Maria Fenici, pilota della Porsche Carrera Cup Italia

Durante i test della Porsche Carrera Cup Italia a Imola abbiamo avuto intervistato Francesco Maria Fenici, pilota di Raptor Engineering

16 Aprile 2024
4 min read
Francesco Maria Fenici Porsche Carrera Cup Italia

Nel corso dei test precampionato della Porsche Carrera Cup Italia a Imola, abbiamo avuto modo di intervistare Francesco Maria Fenici, alla sua quarta stagione nella serie e quest’anno alle prese con un cambio di team, essendosi accasato alla Raptor Engineering. Il pilota italiano c’ha raccontato un po’ le sue sensazioni alla vigilia del campionato, che scatterà nel weekend tra il 3 e il 5 maggio sul circuito di Misano, spiegandoci anche come funzionano i test in una serie in cui si corre con vetture monomarca.

Francesco Maria Fenici Porsche Carrera Cup Italia
Francesco Maria Fenici

Fuori Traiettoria: Ciao Francesco, grazie per questa intervista. Innanzitutto, com’è andata questa giornata di test?

Francesco Maria Fenici: Ciao a voi. Oggi è andata molto bene, era tutto nuovo con il nuovo team e le nuove persone, quindi la prima difficoltà è stato azzerare mentalmente tutto. Però nel complesso la giornata è stata positiva. Non siamo mai riusciti a sfruttare la gomma nuova purtroppo, perché ci sono state delle bandiere rosse, e poi ho avuto un guasto meccanico. Purtroppo sono cose che possono capitare, ma nel complesso abbiamo avuto un ottimo ritmo, e dopo cinque mesi di inattività sono più che contento.

Francesco Maria Fenici Porsche Carrera Cup Italia

FT: A proposito dell’inattività, come si riprendono tutti i ritmi dopo essere stati a lungo fuori dalla macchina?

FF: Come dico sempre io, è la testa che fa tutto. Perché ok, ci sono altri fattori, come la preparazione fisica, ma la testa fa il 99% del lavoro. Bisogna entrare, resettare tutto e far finta di essere scesi un minuto prima dalla macchina, e non cinque mesi.

FT: Com’è cambiare team e doversi trovare a cambiare tutte le dinamiche interne a cui eri abituato?

FF: Non è facile, perché è vero che la macchina è la stessa, ma è anche vero che ognuno la interpreta in maniera propria. Nel team precedente ho corso per due anni, quindi ci conoscevamo a vicenda; qui invece siamo ancora in avanscoperta, ma i feedback sono stati ottimi, e oggi abbiamo lavorato per perfezionare ulteriormente il setup.

Francesco Maria Fenici Porsche Carrera Cup Italia

FT: A proposito delle differenze tra team, come si può cercare di lavorare per migliorare le prestazioni della macchina in un campionato come questo, monomarca?

FF: Le differenze sono nelle piccole cose, che poi diventano enormi. Il peso auto + pilota dev’essere lo stesso, c’è un’altezza minima, il camber dev’essere lo stesso, ecc. Le macchine sono quasi tutte uguali, ma a fare la differenza sono quei pochi aggiustamenti che si possono fare. Un aspetto fondamentale, ad esempio, è la pressione degli pneumatici, con la temperatura: non avendo termocoperte o scaldoni si entra in pista con le gomme fredde, e quindi bisogna indovinare la giusta pressione prima di partire per dare avere la migliore temperatura, lavorando anche nel ciclo termico della gomma.

FT: Tornando alla giornata di oggi, generalmente cosa si va a cercare in questi test?

FF: Si cerca la performance, sia della macchina che del pilota, senza strafare ma al tempo stesso sperimentando. Abbiamo sfruttato la sessione non per stare davanti, tanto la classifica oggi lascia il tempo che trova, quanto piuttosto per provare una modifica di set-up piuttosto che un’altra e per capire alcuni aspetti di Imola, che è sempre la stessa nel disegno, ma che con i nuovi cordoli è cambiata un bel po’.

FT: A proposito della pista, come l’hai trovata dopo i lavori?

FF: Diversa nei punti in cui ci sono tutti i nuovi cordoli, perché da una parte ti fanno sentire molta più confidenza nell’aggredirli perché non ci sono più i panettoni; al tempo stesso è vero che prima avere il dissuasore ti faceva rimbalzare e dovevi gestirlo, ma almeno c’era la via di fuga, mentre adesso devi tarare bene le misure perché c’è subito la ghiaia. Se prima c’erano i track limits, soprattutto all’uscita della Variante Gresini, adesso appena vai fuori c’è subito la ghiaia, così come all’uscita delle Acque Minerali.

FT: Qual è la routine di questo tipo di test?

FF: La prima cosa è controllare fare lo stato della vettura, vedere quanto carburante imbarcare, valutare i km delle gomme, perché ovviamente non si entra subito con gomme nuove, e poi si vede il run plan, ossia il piano della giornata, al netto ovviamente di bandiere rosse, problemi tecnici o altri imprevisti. La prima cosa da fare è sempre questa.

FT: Un’ultima cosa: quali sono le tue aspettative per questa stagione?

FF: Crescere e continuare ad affermarmi. Perché comunque è vero che sono un Michelin (la Michelin Cup, una sottocategoria della Porsche Carrera Cup Italia, ndr), ma gli altri piloti sono dei veterani, mentre io ho iniziato la mia carriera a fine 2019 e ho fatto il mio primo vero campionato nel 2020, quindi l’esperienza in pista è molto inferiore rispetto a loro. Fortunatamente i risultati ci sono stati, vedasi il terzo posto dello scorso anno e del 2021, quindi l’obiettivo è sempre quello di fare meglio.

FT: Te lo auguriamo, ti ringrazio!

FF: Grazie a voi, è stato un piacere!

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Alfredo Cirelli

Classe 1999, sono cresciuto con la F1 commentata da Mazzoni, da cui ho assorbito un'enorme mole di statistiche non propriamente utili, che prima che Fuori Traiettoria mi desse la possibilità di tramutarle in articoli servivano soltanto per infastidire i miei amici non propriamente interessati. Per FT mi occupo di fornirvi aneddoti curiosi e dati statistici sul mondo della F1, ma copro anche la Formula E (categoria per cui sono accreditato FIA), la Formula 2, la Formula 3, talvolta anche la Indycar e, se ho tempo, anche tutte le varie formule minori in giro per il mondo.

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