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Ispirata ad una lacrima, senza motori elettrici e con un costo di 945.500 €: ecco a voi la McLaren Senna

“Questa McLaren è una vettura come nessun’altra”. E, visto il nome che porta, non facciamo fatica a credere alle parole pronunciate da Mike Flewitt, amministratore delegato di McLaren Automotive, a margine della presentazione dell’ultima nata di Woking. Perché non ci si aspetta nulla di banale, nulla di ordinario, nulla di già visto quando ad un…

11 Dicembre 2017
6 min read

“Questa McLaren è una vettura come nessun’altra”. E, visto il nome che porta, non facciamo fatica a credere alle parole pronunciate da Mike Flewitt, amministratore delegato di McLaren Automotive, a margine della presentazione dell’ultima nata di Woking. Perché non ci si aspetta nulla di banale, nulla di ordinario, nulla di già visto quando ad un qualcosa viene accostato il nome di Ayrton Senna.

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© McLaren Press

Per la nuova creatura della Ultimate Series della McLaren il compito non si presenta affatto facile: la ex P15, la vettura che andrà a sostituire dopo anni di onorato e velocissimo servizio la P1, dovrà infatti dimostrare di saper meritare quella denominazione così evocativa che a Woking hanno deciso di assegnarle. Per riuscire in questo obiettivo, hanno assicurato gli uomini della casa inglese, tutto è stato studiato per garantire al pilota la miglior esperienza di guida che sia possibile provare a bordo di un’automobile omologata per uso stradale. “Ogni elemento di questa nuova Ultimate Series McLaren pone l’accento sulle prestazioni, senza compromessi” – ha proseguito Mike Flewitt – “Il nostro obiettivo era la costruzione di una connessione diretta, pura, fra il pilota e la vettura, di modo tale da poter offrire un’esperienza di guida in pista impareggiabile con quel modo d’essere stradale che solo una McLaren può incarnare”.

Si è partiti, per la realizzazione della McLaren Senna, dal Monocage III, il telaio interamente realizzato in fibra di carbonio che rappresenta la base della 720S e che per l’ultima nata della Ultimate Series è stato ulteriormente sviluppato fino a farlo diventare la monoscocca più robusta che McLaren abbia mai realizzato per un’auto stradale. In fibra di carbonio sono stati realizzati anche tutti i pannelli della vettura, con l’obiettivo di limare il più possibile il peso del corpo macchina: la McLaren Senna, infatti, a secco pesa solamente 1.198 kg, diventando così la seconda auto stradale più leggera della storia di Woking, alle spalle solamente della leggendaria F1. Per quanto riguarda la carrozzeria, mai come nella realizzazione della McLaren Senna i designer della Casa inglese hanno obbedito al mantra “Form Follows Function”, ovvero “La forma segue la funzione”. Vista dall’alto, la nuova Ultimate Series si rifà alle linee di una lacrima, oggetto considerato tra i più aerodinamici in natura, ed in McLaren precisano con orgoglio che è praticamente impossibile seguire una linea dall’avantreno al retrotreno senza incontrare una presa d’aria, un’appendice aerodinamica o un’estrattore.

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© McLaren Press

Dotata ovviamente di aerodinamica attiva, la McLaren Senna mette in mostra i frutti di una ricerca inverosimile della migliore efficienza aerodinamica possibile. All’anteriore, oltre ai due fori frontali sul paraurti che servono ad incanalare l’aria verso i due enormi sfoghi sul cofano, si notano lo splitter e le due aperture ai lati del paraurti stesso, con all’interno due paratie orizzontali che servono ad indirizzare verso i lati del corpo macchina i flussi d’aria incontrati frontalmente dalla vettura. Sulle fiancate, con le portiere che presentano – a scelta del possessore – la parte inferiore in carbonio o in vetro, la ricerca aerodinamica è stata se vogliamo ancora più esasperata: dietro agli pneumatici troviamo infatti due sottili deviatori di flusso verticali, che collegati al resto dell’auto da due piccole alette orizzontali hanno il compito di incanalare l’aria sia verso la piccola presa d’aria posta davanti agli pneumatici posteriori – che, forata, serve ad indirizzare i flussi verso l’estrattore – sia verso la ben più grande presa di raffreddamento che campeggia sul passaruota. Addirittura pensato per ovviare ad esigenze aerodinamiche e di raffreddamento è stato poi il retrotreno, che grazie alla forma “a conchiglia” della carrozzeria permette di generare una depressione che allontana l’aria calda dal ponte posteriore per indirizzarla verso i lati della vettura, venendo aiutata in questo scopo da vistose alette poste davanti ad una serie di lamelle a scalare. Anche le finiture a forma “di taglio” dello scarico realizzato in Inconel e titanio sono state pensate per garantire la migliore efficienza aerodinamica, con i gas di scarico che, fuoriuscendo più in basso di quanto non accada su qualsiasi altra McLaren stradale, non intaccano minimamente i flussi generati dalle superfici del retrotreno della McLaren Senna. Vistosi sono infine l’ala posteriore ed il diffusore: la prima, che presenta un doppio profilo alare e che è collegata al resto dell’auto da due piloncini di supporto a collo di cigno, varia costantemente la propria incidenza a seconda della velocità e può essere utilizzata come aerofreno nelle decelerazioni più violente; il secondo, realizzato partendo da un unico pezzo di carbonio, grazie alla sua altezza permette di creare un’enorme zona di depressione che schiaccia letteralmente a terra l’auto al crescere della velocità.

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© McLaren Press

A spingere questa orgia di appendici aerodinamiche ci sarà solamente un motore termico, a differenza di quanto accade nell’ibrida P1. La scelta degli uomini di Woking è ricaduta sul V8 biturbo da 4.000 cc in grado di erogare 800 CV di potenza massima ed 800 NM di coppia che, montato in posizione posteriore e con una lubrificazione a carter secco, rappresenta il più potente motore a combustione interna mai realizzato da McLaren per una vettura stradale. La Senna sarà ovviamente a trazione posteriore, e gli 800 CV e NM del V8 saranno abbinati ad un cambio doppia frizione a sette rapporti i cui tempi di cambiata si accorceranno progressivamente man mano che, sfruttando l’Active Dynamic Panel che permette di selezionare le modalità di utilizzo dell’auto, si passerà da Comfort, a Sport ed infine a Track. Silenzio assoluto invece, almeno finora, per quel che riguarda le prestazioni velocistiche dell’auto. Sulla nuova McLaren trovano poi posto le nuove sospensioni idrauliche RaceActive Control II (RCC II), un sistema a doppio braccio oscillante con ammortizzatori idraulici interconnessi e con le barre antirollio tradizionali che sono state anch’esse sostituite da un sistema idraulico. Ulteriormente sviluppata rispetto alla P1 è stata poi la tecnologia dell’assetto variabile, con la rigidità della McLaren Senna che è controllabile separatamente grazie al K-Damper. Attivabile poi tramite un pulsante sul tetto sarà la modalità Race, nella quale l’RCC II riduce ulteriormente l’altezza da terra, irrigidisce al massimo le sospensioni ed abbassa il più possibile il centro di gravità dell’auto. Sulla McLaren Senna trova poi posto l’impianto frenante carbo-ceramico più potente che sia mai stato realizzato per una McLaren stradale, e specifici per le sue esigenze sono anche gli pneumatici: la Pirelli infatti, per l’ultima arrivata dell’Ultimate Series, ha appositamente realizzato i P Zero Trofeo R, pensati per garantire ai fortunati possessori della Senna un grip eccezionale in qualsiasi condizione.

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© McLaren Press

Fuori dall’ordinario è anche l’abitacolo. Il meccanismo di apertura delle portiere ed il pulsante d’accensione, ad esempio, hanno trovato posto solamente sul tetto dell’abitacolo, visto che la forma delle portiere era stata talmente cesellata da rendere impossibile il posizionamento di questi elementi. Nessun pulsante sarà poi sulle razze del volante, con il pilota che quindi dovrà concentrarsi solamente sulla guida, mentre tutte le informazioni riguardanti lo stato della vettura saranno visualizzate sullo schermo pieghevole (McLaren Folding Driver Display) e su quello, touch-screen, del sistema di infotainment piazzato in posizione centrale. Dimenticate infine qualsiasi tipo di vano bagagli: in McLaren assicurano infatti che gli ingegneri sono stati trattenuti a fatica dall’eliminare anche il sedile del passeggero, e quindi sulla Senna ci sarà solamente spazio per due tute da pilota e due caschi integrali. Così, giusto nell’eventualità in cui la vocazione pistaiola della vettura non fosse ancora del tutto chiara.

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© McLaren Press

“Questo è il primo vero progetto che si lega veramente allo spirito competitivo ed alle prestazioni di Ayrton – ha commentato Bruno Senna a margine della presentazione della vettura – “La McLaren Senna omaggia mio zio perché è totalmente focalizzata sulla pura esperienza di guida su pista, di modo tale da permettere al pilota di esprimersi al meglio delle sue capacità. Al volante di quest’auto si ha un’esperienza di guida talmente coinvolgente da rimanere quasi in soggezione.  Se questo è vero ce lo sapranno sicuramente dire meglio i 500 acquirenti che si porteranno a casa quest’edizione limitata griffata Woking, che in Italia verrà commercializzata a partire da 945.500 €. Stavate per caso pensando di comprarne una? Spiacente di darvi una brutta notizia, ma tutti i 500 esemplari della McLaren Senna sono già stati assegnati. A noi, per ora, non resta che attenderla al Salone Internazionale di Ginevra, dove assieme al resto del mondo potremo ammirarla dal vivo per la prima volta.

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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