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La Dakar cambia le regole per il 2019. E lascia un solo anno di vita alle 3008 DKR

Sono anni di rivoluzioni importanti, questi che stiamo vivendo, per il mondo del Motorsport. Abbiamo assistito ad una trasformazione netta del WRC, con le nuove Plus a segnare uno stacco diretto con il passato. Ci prepariamo ad assistere ad una metamorfosi ancora più evidente nella F1, che dovrebbe completamente cambiare faccia in questo 2017. E,…

13 Febbraio 2017
4 min read

Sono anni di rivoluzioni importanti, questi che stiamo vivendo, per il mondo del Motorsport. Abbiamo assistito ad una trasformazione netta del WRC, con le nuove Plus a segnare uno stacco diretto con il passato. Ci prepariamo ad assistere ad una metamorfosi ancora più evidente nella F1, che dovrebbe completamente cambiare faccia in questo 2017. E, a partire dal 2019, probabilmente ci troveremo davanti ad un cambiamento anche nel Cross Country Rally, la categoria che contiene una delle corse che abbiamo imparato ad adorare negli ultimi mesi: la Dakar.

A poco più di un mese dalla conclusione della splendida 39esima edizione, infatti, si sono riuniti i vertici FIA, Mini X-Raid, Toyota e Peugeot per discutere del futuro del Cross Country e tentare di trovare una direttrice comune di sviluppo che possa garantire la sopravvivenza di una categoria che sa bene come riscaldare gli animi. E i risultati di questo meeting sono destinati, come nel WRC e nella F1, a rappresentare un po’ uno spartiacque rispetto a quello che è stato lo status quo degli ultimi anni, soprattutto per quanto riguarda la Dakar.

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Una gara che, come parecchi di voi ricorderanno, quest’anno più che in passato si è combattuta anche a motori spenti, con frecciatine più o meno velate tra gli alfieri Peugeot e quelli Toyota che si rinfacciavano presunti reciproci vantaggi derivanti da scelte tecniche piuttosto differenti tra loro. Da un lato avevamo infatti la 3008 DKR a trazione posteriore e con motore diesel, mentre dall’altro c’erano le Mini e gli Hilux con trazione integrale e propulsori a benzina. E, seppure con le “flange della discordia” aumentate rispetto alle Mini ed alle Toyota, la superiorità prestazionale delle vetture della Casa del Leone – favorite con maggiori angoli di attacco, con un’altezza libera da terra superiore e con una massa complessiva inferiore rispetto alle 4×4 – è stata evidente. Tanto evidente. Ecco, troppo evidente. E quindi si è corsi ai ripari.

Anche perché, dopo parecchi anni, per la prima volta anche il Cross Country Rally potrebbe diventare un Campionato del Mondo FIA a tutti gli effetti. Ed è quindi piuttosto ovvio che la Federazione sia particolarmente favorevole nei confronti di soluzioni tecniche che possano evitare l’insorgere di polemiche sterili. Ma forse, quando si è seduta assieme ai rappresentanti dei Costruttori, nemmeno la FIA sperava di giungere ad una decisione condivisa in tempi così brevi. Perché tutti, Peugeot compresa, sono stati d’accordo nello stabilire che, a partire dal 2019, le vetture che parteciperanno alla Dakar dovranno obbligatoriamente essere 4×4 e motorizzate a benzina.

“In questo modo ci sarà un equilibrio nelle performance più gestibile per tutti – ha detto Jean Marc Fortin, team manager del Team Overdrive con cui hanno corso Roma e De Villiers ai microfoni di Motorsport.com – “I piloti prioritari potranno guidare solo 4×4, anche se i buggy a due ruote motrici resteranno comunque. Inoltre il motore dovrà essere unico. Di marca diversa, questo è ovvio, ma unico”. In questo modo si consentirà alle Case di continuare a sviluppare le proprie soluzioni tecniche, pur rimanendo vincolati a parametri e misure predeterminate dalla FIA stessa. Come accade nella maggior parte dei Campionati del Mondo regolati dalla Federazione, per l’appunto. “Il Cross Country Rally era la sola disciplina FIA così confusa a livello di motorizzazioni, flange e regolamenti” – ha continuato Fortin – “Questa nuova decisione, che ha trovato tutti d’accordo, dovrebbe semplificare non poco il panorama”. Con la FIA che, come accennato prima, ha subito dato il proprio placet ad una modifica netta del Regolamento presa in maniera rapida e, soprattutto, unanime.

Qualcuno di voi, a questo punto, potrebbe rimanere legittimamente perplesso. Perché, si chiederànno in parecchi, Peugeot ha dato il proprio benestare ad un cambiamento tecnico che, in fin dei conti, va ad azzerare tutto il vantaggio tecnico costruito in questi anni? Domanda lecita, che però ha una risposta piuttosto semplice. I nuovi Regolamenti, lo ricordo, entreranno in vigore dopo l’espletamento di tutte le annose pratiche burocratiche della FIA, e in ogni caso non prima del 2019. Ciò vuol dire che, per la Dakar 2018 che rappresenterà la 40esima edizione del Rally Raid più famoso del mondo, la 3008 DKR sarà ancora perfettamente in regola. Ed è facile quindi pensare che lo squadrone Peugeot si presenterà nuovamente in Sud America con la chiara intenzione di fare il vuoto. E poi, per il 2019, si vedrà. Perché, dalle parti di Parigi – sede di Peugeot -, pare che non tutti siano così convinti di proseguire con l’impegno nella Dakar…

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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