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La prima volta non si scorda mai: Bottas vince il GP di Russia! Sul podio le Ferrari, male Hamilton

Sochi, in fondo, è sempre stato un po’ il suo GP di casa. Si è sempre trovato bene tra i cordoli del circuito russo, Valtteri Bottas. Ma probabilmente nessuno si aspettava che il #77, il ragazzone finlandese approdato in Mercedes per sostituire Rosberg nello scetticismo generale, potesse rendersi autore di una gara come quella che…

30 Aprile 2017
4 min read

Sochi, in fondo, è sempre stato un po’ il suo GP di casa. Si è sempre trovato bene tra i cordoli del circuito russo, Valtteri Bottas. Ma probabilmente nessuno si aspettava che il #77, il ragazzone finlandese approdato in Mercedes per sostituire Rosberg nello scetticismo generale, potesse rendersi autore di una gara come quella che gli abbiamo visto fare oggi.

© Steve Etherington
© Steve Etherington

Innanzitutto perché liberarsi di due Ferrari, ed in particolare delle Ferrari di questo 2017, non è un’impresa propriamente semplice. Eppure Valtteri, aiutato dal poderoso motore Mercedes e dal lunghissimo rettilineo che separa la griglia di partenza dalla prima vera curva – Curva 2, ndr – pur partendo terzo si sbarazza senza problemi delle due Rosse, ed inizia a martellare giri su giri ad un ritmo inavvicinabile persino dalle due Ferrari, che fino allo spegnimento dei semafori erano le auto accreditate del miglior passo gara. Non lo ferma il degrado delle sue UltraSoft, non lo ferma il blistering della sua anteriore sinistra, non lo ferma un lungo in Curva 13, non lo fermano i doppiati, non lo ferma la pressione di Sebastian Vettel nel corso degli ultimi giri. Non lo ferma niente e nessuno e così, dopo 81 GP, Bottas si toglie la soddisfazione di vincere la sua prima gara in carriera al termine di una prova convincente e consistente.

Nulla ha potuto, contro lo strapotere odierno del finlandese, Sebastian Vettel. Il distacco di soli 6 decimi al traguardo la dice lunga però su quanto il tedesco della Ferrari abbia messo sotto pressione il #77, rimanendogli a circa 1″ di ritardo per più di 10 giri consecutivi. La partenza e la prima fase della gara sono stati i momenti cruciali della corsa: lì Vettel non ha saputo arginare una improvvisamente ritrovata Mercedes, ed il ritardo di 4″5 – uno dei quali accumulato durante il pit – con cui il tedesco ha iniziato la sua rincorsa dopo la prima sosta gli ha impedito di portare l’attacco alla Freccia d’Argento. Chiude il podio Kimi Raikkonen, anche lui sopravanzato da Bottas nelle prime fasi ma bravo a resistere all’iniziale attacco di Hamilton e comunque capace di far segnare il giro più veloce in gara a dimostrazione che la SF70-H c’è eccome.

Non c’è stato invece, in Russia, Lewis Hamilton. Alle prese anche con problemi di surriscaldamento della sua W08, l’inglese chiude staccato di ben 36″ dal compagno di squadra, con un ritmo mai stato al livello dei primi tre: ora i punti di distacco da Vettel nella classifica piloti sono 23. Primo degli “altri”, con addirittura 1′ di ritardo, è Verstappen: le RedBull non hanno mai avuto il passo di Ferrari e Mercedes, e la gara del giovane olandese è stata anonima, vista la solitudine in cui Max ha corso. Perez, ottimo 6°, ha infatti chiuso a 26″ di ritardo dal #33 della RedBull, tirandosi dietro a 9″ Esteban Ocon, anche lui autore di una splendida gara che permette alla Force India di incamerare punti pesantissimi in classifica costruttori. Buonissima è anche la prova di Hulkenberg, staccato di poco più di 1″ dal giovane francese ma mai in grado di portare un vero attacco alla VJM10 – complice anche una pista decisamente sfavorevole ai sorpassi -, che chiude la gara davanti a Massa, primo dei doppiati e resosi protagonista un po’ in negativo durante un tentativo di doppiaggio di Vettel nel corso dell’ultimo giro, e Sainz, ultimo pilota a punti.

11° è Stroll, che forse recrimina per un testacoda nel corso del primo giro, capace di tenersi dietro l’altra STR12 di Kvyat, la Haas superstite di Magnussen – ma la VF-17 non è mai apparsa in gran forma durante tutto il weekend  – e la McLaren sopravvissuta di Vandoorne. Ultimi piloti ad aver completato la corsa sono Ericsson e Wehrlein, con il tedesco che ha accusato addirittura due giri di ritardo da Bottas complice anche una strategia a due soste rivelatasi non ottimale – e che è stata infatti scelta solamente dalle due Sauber, da Vandoorne e da Massa.

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© Sutton Images

4, infine, sono i piloti ritirati. Il primo ad abbandonare la corsa, addirittura durante il giro di formazione, è Fernando Alonso, appiedato all’ingresso della corsia box dalla sua McLaren MCL32 a causa di un guasto all’ERS della sua PU Honda. Dopodiché, in Curva 2, è il turno di Palmer e Grosjean di salutare la compagnia, con il francese che in maniera molto ottimistica tenta di superare all’interno la Renault dell’inglese, toccandolo e finendo a propria volta colpito prima di concludere la sua corsa contro le barriere. Ultimo a gettare la spugna è stato Daniel Ricciardo, che è stato invece fermato da un guasto del suo freno posteriore destro.

Ecco l’ordine d’arrivo al termine dei 52 giri del GP di Russia:

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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