Il nastro-gate aveva catturato l’attenzione del globo intero al termine del GP degli Stati Uniti, e alla vigilia di quello del Messico a parlarne è stato proprio Lando Norris. Che si è scherzosamente preso gioco degli avversari.

La questione aveva generato un discreto scalpore (oltre che una bella multa) post-GP degli Stati Uniti. L’accaduto? Semplice: pochi istanti prima del giro di formazione, quando tutti gli addetti ai lavori stavano sgomberando l’area, un membro del team Red Bull aveva provato a tornare in pista per rimuovere una striscia di nastro adesivo posizionata da McLaren sul muretto che separa il tracciato dalla pit-lane al fine di fornire a Lando Norris un preciso riferimento per il suo ottimale posizionamento sulla sua casella in griglia.
Sia il posizionamento di riferimenti adesivi per i piloti che la loro rimozione non sono vietati dal regolamento, ma il team di Milton Keynes era stato per sanzionato dalla FIA con 25.000€ (più altri 25.000€ sospesi) dato che – a quanto riportato sul Doc. 59 pubblicato sul sito ufficiale della Federazione – un componente del team anglo-austriaco aveva tentato di ritornare in griglia ignorando le istruzioni dei commissari che stavano tentando di chiudere il varco.
Tuttavia, tutti quei bei soldoni potrebbero essere stati spesi…per nulla. A detta di Lando Norris, diretto interessato dalla faccenda, il nastro adesivo utilizzato da McLaren avrebbe infatti lasciato appositamente un segno visibile anche dopo la rimozione.
Ho perso, ma a che prezzo?
Più o meno quello che dovrebbe aver pensato il membro del team Red Bull
Ed è stato proprio Norris, alla vigilia del weekend di Città del Messico, a dichiarare in merito: “Non ho usato il nastro, quindi è stato ancora più divertente perché non ne avevo bisogno; l’avevamo messo lì solo per precauzione. Quindi è stato ancora più divertente, perché hanno preso una penalità per cercare di rimuoverlo e io non ne avevo nemmeno bisogno“
“Hanno provato a rimuoverlo, ma non ci sono riusciti perché l’avevamo reso speciale in modo che non potessero toglierlo facilmente“, ha proseguito l’inglese, 2° nel Mondiale alle spalle del compagno di squadra Oscar Piastri. “Questa sfida era una sorta di side quest per la squadra, si sfidano giocosamente con gli altri team anche su questo“, ha aggiunto Norris, lasciando intendere che già da tempo il “nastro-gate” andasse avanti.
Come riportato da Autosport, parrebbe infatti che già nel Gran Premio di Singapore si sia verificata una situazione simile, con addirittura gli uomini McLaren che avrebbero lasciato – sotto alla classica striscia di nastro adesivo – un bigliettino con scritto “better luck next time“.
L’attenzione al dettaglio, in Formula 1, è la chiave per il successo. Non è un mistero, essendo sotto gli occhi di tutti le mirabolanti innovazioni tecnologiche e le scappatoie tecniche ricercate per annichilire gli avversari. E che il team già vincitore del Mondiale Costruttori 2025 (con ben 6 gare di anticipo) presti attenzione quasi maniacale anche all’evoluzione tecnologica di una striscia di nastro adesivo, non dovrebbe meravigliare; ma lo fa.
Lando Norris, che adotta questa soluzione da quando ha ricevuto la penalità di 5″ per essersi mal posizionato al via del Gran Premio del Bahrain di qualche mese fa, ha infatti spiegato l’innovazione portata in pista dagli uomini di Woking dopo attenti periodi di test: “Uso il nastro da un po’ di tempo, e avevano già cercato di rimuoverlo; credo a Monza e in un paio di altri posti. Ecco perché abbiamo deciso di renderlo simile ai pass F1, che non si possono mai togliere dal finestrino“
“È stato divertente vedere come hanno cercato di rimuoverlo ma senza riuscirci. Continuerò a usarlo. A volte non lo uso affatto perché è troppo lontano. A volte invece lo uso, nel caso in cui non fosse possibile vedere la linea gialla sulla griglia, ma nel 95% delle gare ora uso solo la linea. Il nastro è solo un ripiego, nel caso dovessi averne bisogno” ha infine specificato il #4 di McLaren, rincarando la dose nei confronti di Red Bull e della mossa (con multa), a suo dire, inutile.
