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Le 10 cose che nessuno vi ha mai detto sul GP di Abu Dhabi

Siamo giunti all’ultima gara della stagione 2019 di F1. Sin da marzo vi abbiamo accompagnato alla scoperta delle cose meno note riguardo ad ogni Gran Premio in calendario nel tentativo di strapparvi almeno un sorriso. In molti ci avete seguito e, per ringraziarvi, ci teniamo a lasciarvi con una ciliegina sulla torta. Non avrebbe potuto…

28 Novembre 2019
4 min read

Siamo giunti all’ultima gara della stagione 2019 di F1. Sin da marzo vi abbiamo accompagnato alla scoperta delle cose meno note riguardo ad ogni Gran Premio in calendario nel tentativo di strapparvi almeno un sorriso. In molti ci avete seguito e, per ringraziarvi, ci teniamo a lasciarvi con una ciliegina sulla torta. Non avrebbe potuto essere altrimenti, dato che questa domenica ad Abu Dhabi si correrà nel dessert.

© Clive Mason / Getty Images / Red Bull Content Pool
© Clive Mason / Getty Images / Red Bull Content Pool

Tra grattacieli e grattacapi”; così potrebbe intitolarsi un ipotetico articolo che tratti della situazione in casa Ferrari in quel di Abu Dhabi, seconda città degli Emirati Arabi Uniti per quantità di torri e sede del GP di questo weekend.

Una stagione altalenante, quella della Rossa di Maranello, molto – troppo – spesso soggetto protagonista in negativo di articoli come questo. L’approdo negli Emirati è quindi l’occasione giusta per analizzare alti e bassi; più nello specifico, da marzo di quest’anno il famoso grattacielo Burji Khalifa è la seconda cosa più alta del mondo, superato proprio dalle aspettative riposte nella SF-90 durante i test pre-stagionali. Da ultimo, la collisione – con conseguente doppio 0 – rimediata in Brasile non ha fatto altro che gettare benzina (che ad Abu Dhabi costa meno) sul fuoco riguardo alle polemiche che vogliono Vettel e Charles Leclerc impegnati in un tremendo conflitto fratricida; secondo alcune teorie cospiratorie parrebbe infatti che i due alfieri in rosso si siano scontrati appositamente per arrivare in quelli Arabi in questa situazione; insomma, secondo tale teoria i due si sarebbero puntati e-mirati per scontrarsi volontariamente.

Una menzione speciale a fine stagione la merita anche Pierre Gasly, reduce di un secondo posto ad Interlagos – con la modesta Toro Rosso – che tanto profuma di favola. Nessuno sa come sia riuscito a non farsi superare dall’esa-campione Lewis Hamilton durante la loro folle gara di velocità lungo il rettilineo d’arrivo; alcuni spettatori brasiliani presenti all’ultima curva suggeriscono che il francesino abbia accelerato molto prima dell’inglese: intervistati riguardo a dove Pierre (secondo loro) avesse premuto a fondo il pedale dell’acceleratore, hanno risposto indicando un punto sul tracciato e, cercando di farsi capire, hanno dichiarato: “Gas Ly!”.

Ma torniamo al tema principale di questo articolo, ossia il Gran Premio di Abu Dhabi e le cose che nessuno vi ha mai detto a riguardo. Il circuito di Yas Marina è uno dei più moderni – e dei più brutti – del calendario, realizzato su un isolotto artificiale pensato appositamente per ospitare un circuito di Formula 1 dotato di ogni servizio: ad oggi infatti c’è il porto, un parco divertimenti, un hotel di lusso, un enorme campo da golf; insomma c’è tutto, tutto tranne che un circuito da Formula 1. A suo tempo persino Kimi Raikkonen non mancò di far notare agli organizzatori ed ai progettisti quanto il circuito di Yas Marina fosse…brutto, sottolineando che avendo avuto a disposizione un’immensa distesa di sabbia avrebbero potuto creare con essa molti più saliscendi per realizzare un circuito “vecchio stampo”. Ah, non ci sono più i circuiti duna volta…

Chiudiamo qui la presentazione generale dell’evento ed entriamo nel merito dell’articolo andando alla scoperta di curiosità, misteri e stranezze del Gran Premio di questo weekend. Vi chiediamo di reggervi forte ed allacciare le cinture di sicurezza perché, per l’ultima volta in questa stagione, state per sbattere contro l’umorismo delle “10 cose che nessuno vi ha mai detto”, questa volta riguardo al GP di Abu Dhabi!

  1. La vicinanza a quella Saudita riporta alla mente dei tifosi ferraristi quello spiacevole sentimento a cui sono – purtroppo – abituati : l’arabbia;
  2. L’idea dei promotori dell’evento era quella di realizzare una Pit-Lane che fosse un’opera d’arte, ma il progettista Hermann Tilke probabilmente fraintese ed esagerò realizzando un’intera galleria;
  3. Alla sua inaugurazione chi scese per primo in pista fu Bruno Senna, ma il primo pilota a farlo fu Nico Hulkenberg;
  4. Si corre in uno dei Paesi che più deve al petrolio, risorsa naturale che per questo motivo gode di un particolare rispetto da parte degli stessi abitanti; ecco spiegato il perché si riferiscano ad esso come “egreggio”;
  5. Essendo arabo si corre da destra verso sinistra;
  6. In origine, le richieste degli sponsor locali premevano affinché il progettista Tilke realizzasse un hotel di lusso ed una statua del Profeta musulmano all’interno del tracciato di gara. L’architetto, sentita la proposta, ci pensò su qualche minuto e poi comunicò la decisione in merito alla strana richiesta: “vada per l’hotel, Ma Ometto il Profeta”;
  7. A pochi metri dal tracciato sorge il più grande parco divertimenti al coperto del globo, ossia il Ferrari World Abu Dhabi. Dal 2018 la sua notorietà è aumentata a dismisura grazie all’installazione di nuove attrazioni a tema come “Autoscontri di Charles e Sebastian”, “Le tazze rotanti di Sebastian” e l’avveniristico simulatore di guida “Giovinazzi’s Driving Simulator”, con cui gli ospiti potranno cimentarsi nel preparare gli assetti per il weekend di gara successivo;
  8. Il tracciato di Yas Marina evoca spiacevoli ricordi in casa Ferrari. Basti pensare all’edizione 2010, quella in cui Alonso venne lasciato ingolfato nel traffico e il Mondiale fu brutalmente persico;
  9. L’ultimo settore ci regala una situazione particolare: un’enorme, moderna, colorata e costosissima struttura dotata di ogni comfort e nella quale gira solamente gente ricchissima solamente per pochi giorni all’anno si snoda proprio sotto al mega hotel di lusso.
  10. Viste le temperature elevate che si possono raggiungere a causa dell’umidità notturna, molti piloti soffrono la disidratazione ed hanno miraggi riguardanti cose impossibili da ottenere e di cui hanno estremamente bisogno; alcuni immaginano una bibita ghiacciata, i piloti Ferrari una gara pulita.
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Lorenzo Mangano

Classe '97, seguo il motorsport dal 2004. Con la tastiera scrivo di F1 ma anche di WEC, GT World Challenge e Formula E per i quali sono accreditato.
Con il microfono commento eventi come European Le Mans Series, DTM, Macau Grand Prix e Intercontinental GT Challenge, oltre ai principali campionati ESport italiani. Sui social sono @lory.mangano

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