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Matteo Nannini: “Con HWA per puntare alla F1”

Abbiamo intervistato in esclusiva per Fuori Traiettoria Matteo Nannini, pilota di Formula 3 con la HWA e nipote dell’ex pilota di F1 Alessandro Nannini. Abbiamo raccolto le sue impressioni sia sul campionato che si è appena concluso che su quello destinato a venire. FUORITRAIETTORIA: Ciao Matteo, e grazie per la tua disponibilità. Vorrei iniziare partendo…

23 Dicembre 2020
6 min read

Abbiamo intervistato in esclusiva per Fuori Traiettoria Matteo Nannini, pilota di Formula 3 con la HWA e nipote dell’ex pilota di F1 Alessandro Nannini. Abbiamo raccolto le sue impressioni sia sul campionato che si è appena concluso che su quello destinato a venire.

Dutch Photo Agency
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FUORITRAIETTORIA: Ciao Matteo, e grazie per la tua disponibilità. Vorrei iniziare partendo dalla scorsa stagione. Questa stagione è stata sicuramente molto strana: dapprima una lunga pausa fino all’estate, poi un calendario molto compresso, con nove gare in due mesi e mezzo. Ti chiedo quindi, come hai vissuto, sia mentalmente che fisicamente, una stagione così racchiusa?

MATTEO NANNINI: La stagione è iniziata normalmente con i test in Bahrain. Dopo di questo ovviamente è scoppiato il Covid, e tanto per cominciare sono dovuto stare in quarantena perché appunto tornavo dall’estero. Poi sì, da luglio abbiamo iniziato a fare gare una attaccata all’altra a partire dal Red Bull Ring, che era il 4 luglio, poi di nuovo il 10, eccetera. Dal punto di vista fisico all’inizio è stata più faticosa, perché ovviamente non c’è miglior allenamento che guidare, soprattutto per il collo, le spalle e le braccia. Ovviamente a casa mi allenavo di più, ma comunque le prime gare sono state le più faticose, anche se alla fine mi sentivo molto più pronto e allenato, avendo fatto più gare una di seguito all’altra. Il simulatore è stato fondamentale, perché non potendo girare è l’unico modo che abbiamo per allenarci, anche perché in questa stagione erano previste tre sessioni di test, in Bahrain, in Spagna e in Ungheria, ma le ultime due sono saltate, e abbiamo perso occasione di fare km. E quindi secondo me chi aveva già corso in F3 è stato avvantaggiato, perché aveva più km degli esordienti.

FT: A questo proposito, ricordo che molti piloti delle categorie cadette avevano provato con le Formula Regional prima che iniziasse la stagione, poiché a differenza di F2 e F3 hanno i test liberi.

MN: Sì, infatti avevo provato anch’io con la Regional a Misano, al Mugello e a Imola, perché le Regional sono macchine molto simili alla F3 a livello di abitacolo, perché con l’Halo l’abitacolo è più stretto e il volante è più vicino al casco, quindi pur non essendo uguale la potenza le ho trovate più appropriate alla F3.

FT: E adesso invece come ti alleni in questa pausa?

MN: Adesso vado in palestra qui a Forlì e uso il simulatore qui a casa. Purtroppo la pecca della F3 è che non ci sono test, quindi non posso fare altro che allenarmi il più possibile in altri modi, magari anche provando auto più piccole.

FT: Restando nel team del post-stagione, hai avuto modo di provare la Formula 2 a Barcellona. Per questo vorrei farti due domande: quali differenze hai trovato con la Formula 3? E poi, questo salto è stato più facile o più difficile rispetto a quelli fatti in precedenza tra la F4 e la F3 o il kart e la F4?

MN: La differenza principale che ho trovato non è stata tanto la velocità, perché sì, la F2 va più forte ma non moltissimo. I problemi sono stati il peso, perché le F2 sono molto più pesanti, e i freni in carbonio, che sono molto più difficili da mantenere nella giusta soglia, perché se sono troppo freddi o troppo caldi non hai più efficienza nel giro lanciato. In merito al “salto” no, credo resti comunque quello dal kart alla F4, all’epoca era tutta un’altra cosa già a partire dalla posizione di guida: sul kart sei praticamente seduto su una sedia, in macchina sei molto più steso. E poi anche perché nelle formule devi fare molta pressione sul freno, cosa che sul kart non devi fare.

FT: Sempre rimanendo in tema F2, è notizia di poche settimane fa che nel 2021 ci sarà una rivoluzione del format delle due categorie propedeutiche alla F1: invece di fare eventi tutti insieme come fatto finora e in stile Motomondiale, ci saranno gare di F1 con solo la F2 e gare di F1 con solo la F3. Visto che comunque tu hai provato entrambe le macchine, e vista la possibilità quindi di poter correre in entrambe le categorie, anche per incrementare i punti per la Superlicenza, tu c’hai pensato?

MN: Onestamente sì, c’ho pensato, perché non c’è una grandissima differenza. Adesso sono concentrato sulla Formula 3, visto che è uscito anche l’annuncio che correrò con HWA il prossimo anno, e penso solo a guidare bene e a sfruttare l’esperienza guadagnata lo scorso anno.



FT: Però non è da escludere visto che HWA ha anche un team di F2, magari anche come semplice riserva.

MN: No, non è da escludere.

Dutch Photo Agency
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FT: E che ne pensi del format?

MN: Sì, devo dire che il format mi piace, soprattutto perché hanno aggiunto una gara e non una sessione di prove. Questi campionati sono molto difficili per i rookie proprio perché c’è una sola sessione di libere, quindi aggiungerne una andrebbe sicuramente a vantaggio loro. Se quest’anno avessi avuto una prova libera in più avrei potuto fare più km, e magari avrei avuto un vantaggio. Il format mi piace, perché con tre gare siamo sempre in movimento facendo meno spostamenti, e anche per il format per cui alla fine della qualifica dipende Gara 3, la griglia di Gara 1 è l’inverso della qualifica e quella di Gara 2 è l’inverso di Gara 1. È complicato, ma non è male.

FT: E visto che hai citato gli spostamenti, che ne pensi di andare a correre ad Austin, un circuito in cui probabilmente nessuno della griglia ha mai corso?

MN: Beh per me non credo ci sia pista più lontana per andare a correre, da questo punto di vista potevano mettere anche Suzuka. Non lo so sinceramente, sarà un’esperienza nuova per tutti, come quest’anno sono state per me Spa e Silverstone, ma almeno lì c’era la possibilità di andare ad allenarsi. Sì, ad Austin la possibilità c’è, ma è molto più complicato arrivarci. Dai video è bella, poi vedrò.

FT: Tu hai firmato per la HWA, come abbiamo già detto. Questo è un team legato storicamente a Mercedes, come si vede dai contatti che ci sono in Formula E o nel mondo GT. Hai avuto contatti con l’Academy Mercedes? O comunque, hai fatto questa scelta anche con l’idea di avvicinarti a loro?

MN: Sì, abbiamo fatto questa scelta proprio per questo. Abbiamo scelto la HWA sia in quanto legata a Mercedes, e sia perché loro hanno un programma giovanile chiamato F1 Talent Factory. E se da un lato devo ovviamente fare i risultati, dall’altro può esserci la possibilità di essere aiutato da loro, sia per crescere sia per avere un futuro. Quindi per me è un’ottima scelta, senza togliere il fatto che nella F3 è uno dei migliori team.

FT: Qual è il tuo obiettivo per quest’anno?

MN: Diciamo che non mi piace fissare un target, ma ovviamente usare al meglio l’esperienza accumulata lo scorso anno, imparare dagli errori e non ripeterli, e ovviamente stare il più possibile nella top10. Questo è l’obiettivo base.

FT: Facciamo un passo indietro per l’ultima domanda. Il 2020 è stata una stagione d’esordio forse non eccezionale, anche per una serie di episodi sfavorevoli. Tuttavia, c’è punto molto interessante della stagione, il weekend di Barcellona, in cui sei andato a punti in Gara 1 e poi, con la griglia invertita, sei arrivato a podio in Gara 2. Cos’è successo a Barcellona rispetto alle altre gare?

MN: Diciamo che il trend si era invertito già dal secondo appuntamento di Silverstone, la sfortuna si è messa un po’ da parte, e da Barcellona è andato tutto nel verso giusto, anche nelle altre gare, come Monza e Mugello, eravamo più avanti del solito rispetto a dove eravamo partiti nelle prime gare. A Monza ero quarto finché non è successo quello che è successo (l’incidente con Lawson in Gara 1 ndr). A Barcellona è andato invece tutto bene, poi è anche una pista che conosco pure bene e mi piace particolarmente Poi conta anche il lavoro fatto con il team, abbiamo iniziato a lavorare meglio con i meccanici e gli ingegneri per fare meno errori. Certo, magari un po’ tardi, ma meglio tardi che mai.

FT: Magari è anche la pista che ti ha aiutato.

MN: Sì la pista mi piace e la conosco bene, ma tutto sommato ce ne sono altre che preferisco. In ogni caso è stato più facile correre lì che a Spa, dov’ero alla mia prima volta sul circuito.

FT: Benissimo. Grazie mille per la tua disponibilità e in bocca al lupo per la prossima stagione.

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Alfredo Cirelli

Classe 1999, sono cresciuto con la F1 commentata da Mazzoni, da cui ho assorbito un'enorme mole di statistiche non propriamente utili, che prima che Fuori Traiettoria mi desse la possibilità di tramutarle in articoli servivano soltanto per infastidire i miei amici non propriamente interessati. Per FT mi occupo di fornirvi aneddoti curiosi e dati statistici sul mondo della F1, ma copro anche la Formula E (categoria per cui sono accreditato FIA), la Formula 2, la Formula 3, talvolta anche la Indycar e, se ho tempo, anche tutte le varie formule minori in giro per il mondo.

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