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Modificato il circuito di Jeddah in occasione del GP dell’Arabia Saudita di Formula 1

Il Jeddah Corniche Circuit ha subito alcuni ritocchi in vista dell’edizione 2023 del Gran Premio dell’Arabia Saudita

13 Marzo 2023
4 min read
Jeddah

La seconda gara del Mondiale 2023 di Formula 1 si correrà sul velocissimo circuito cittadino di Jeddah che, oltre essere oggetto di pesanti critiche, è stato modificato in alcuni suoi tratti. Analizziamo le novità introdotte per il Gran Premio dell’Arabia Saudita 2023.

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© Red Bull Content Pool

Si sa, sin dal momento dell’annuncio del suo ingresso in calendario il circuito di Jeddah non ha mai goduto di una forte approvazione né da parte dei fan, né da parte degli addetti ai lavori. Tralasciando in questa sede ogni considerazione politica di sorta è però da segnalare che, arrivato ormai ad ospitare la terza edizione del Gran Premio dell’Arabia Saudita, il circuito continui ad essere modificato alla ricerca di standard di sicurezza sempre più elevati. E ci mancherebbe altro.

Sicurezza che nelle due passate edizioni (quella corsa alla fine del 2021 e quella corsa ad inizio Mondiale 2022) era stata messa in discussione a causa di pesanti incidenti occorsi in tratti critici del circuito arabo. Ricorderete sicuramente il botto di Charles Leclerc alla fine delle FP2 della prima edizione del GP dell’Arabia Saudita corsa nel 2021; il monegasco finì contro le barriere Tecpro all’esterno della velocissima chicane composta dalle curve 22-23, imitato poi in gara da Mick Schumacher che, con il suo incidente, causò anche l’esposizione della bandiera rossa per permettere la riparazione delle barriere.

Vi ricorderete sicuramente anche il brutto incidente di cui fu protagonista proprio il tedesco della Haas durante le qualifiche dell’edizione 2022 quando, una volta perso il controllo della VF-22 sul cordolo di curva 11, finì contro il muretto in cemento sulla sinistra della carreggiata con un angolo di impatto da non annoverare sicuramente tra i migliori.

Ebbene, la Saudi Motorsport Company – in veste di Promotore del Gran Premio dell’Arabia Saudita – in coordinazione con F1, FIA e i piloti [meno male, n.d.r.], ha coinvolto l’azienda progettista del tracciato Tilke GmbH [che ve lo dico a fare? n.d.r.] al fine di mettere mano a qualche punto ritenuto critico lungo le 27 curve della pista che si affaccia sul Mar Rosso.

Per cominciare, oltre ad aver sostituito con una versione smussata i problematici cordoli in metallo presenti alle curve 4, 8, 10, 11, 17 e 23, il profilo della chicane composta dalle curve 22-23 (menzionate qualche paragrafo sopra) è stato ritoccato, modificando le barriere all’esterno della stessa per creare un sinistra-destra più accentuato e, per questo, più lento; i progettisti si aspettano che le Formula 1 vi transitino a 50 Km/h in meno rispetto alla precedente versione. Questo crea anche un nuovo punto di frenata proprio in corrispondenza della Detection Zone della seconda zona DRS, con possibili implicazioni anche nelle dinamiche di gara.

In secondo luogo, lungo le curve 14 e 20 è stato spostato verso l’interno il muretto di cemento che in precedenza non consentiva ai piloti di avere una buona visibilità transitando sulle pieghe ad ampio raggio (su cui si raggiungono velocità di 260 e 310 Km/h). Tale operazione era già stata effettuata (in maniera quasi ridicola) in occasione del GP corso nel 2022, ma non era stata valutata sufficiente; diciamo che 1,5m di spostamento, con i piloti che comunque provavano a stare vicini al muro calpestando ed oltrepassando il cordolo disegnato per terra vanificando ogni tentativo di rendere sicura la guida, non è stato proprio l’emblema della ricerca spasmodica della sicurezza. Per l’edizione 2023, finalmente, i muretti all’interno delle curve 14 e 20 sono stati spostati rispettivamente di 7,5m e di 5m. Anche alle curve 8 e 10 (ossia quella all’uscita della quale andò a sbattere Schumacher nel 2022) sono stati rivisti i posizionamenti dei muri con l’intento in quel caso di agevolare la visibilità sulla curva successiva.

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Curva 14: la differenza tra la configurazione 2022 e 2023 | © Saudi Motor Company
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Curva 20: la differenza tra la configurazione 2022 e 2023 | © Saudi Motor Company

I piloti proveranno anche questa volta a guadagnare qualche centimetro scavalcando il cordolo disegnato per terra? A partire da quest’anno i nostri eroi avranno la vita un pochino più difficile, dato che tra il muro e i cordoli saranno installate sull’asfalto delle rumble lines (del tutto simili a quelle che trovate in autostrada ai lati delle carreggiate, per intenderci) che, oltre a far perdere grip alla vettura causando vibrazioni, aiuteranno i drivers a capire dove si trovino i margini del tracciato. Tutto ciò sarà presente alle curve 3 (anch’essa modificata già dalla passata stagione a seguito del crash multiplo alla ripartenza), 14, 19, 20 e 21.

Queste dunque modifiche al tracciato cittadino più veloce del mondo che, in un modo o nell’altro, riesce sempre a far parlare di sè.

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Lorenzo Mangano

Classe '97, seguo il motorsport dal 2004. Con la tastiera scrivo di F1 ma anche di WEC, GT World Challenge e Formula E per i quali sono accreditato.
Con il microfono commento eventi come European Le Mans Series, DTM, Macau Grand Prix e Intercontinental GT Challenge, oltre ai principali campionati ESport italiani. Sui social sono @lory.mangano

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