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La NASCAR vieta la bandiera confederata ai suoi eventi. Ed un pilota si ritira per questo

Gli Stati Confederati d’America, ufficialmente, hanno cessato di esistere nel 1865. E’ dalla conclusione della Guerra di Secessione che l’unione politica dei sette stati pronti a scindersi dal resto degli USA è stata confinata nei libri di storia, eppure negli Stati Uniti pare che qualcuno si sia reso conto di ciò solamente in tempi recenti.…

11 Giugno 2020
3 min read
NASCAR

Gli Stati Confederati d’America, ufficialmente, hanno cessato di esistere nel 1865. E’ dalla conclusione della Guerra di Secessione che l’unione politica dei sette stati pronti a scindersi dal resto degli USA è stata confinata nei libri di storia, eppure negli Stati Uniti pare che qualcuno si sia reso conto di ciò solamente in tempi recenti. Anzi, oserei dire recentissimi.

NASCAR

E’ infatti nel corso dell’anno del signore 2020 che la NASCAR, una delle massime serie automobilistiche a stelle e strisce, ha deciso di bandire in via ufficiale tutte le bandiere confederate che hanno finora sventolato a frotte praticamente in tutti gli ovali del campionato. La “Stainless Banner” (è questo il nome affibbiato un paio di secoli fa alla croce stellata su sfondo arancione) a partire dalla giornata di ieri non sarà più ammessa in nessun circuito della NASCAR per evidente contrasto, tanto cronologico quanto ideologico, con tutto ciò che si sta tentando di rivendicare negli Stati Uniti d’America con le manifestazioni successive alla morte di George Floyd. 

“La presenza della bandiera confederata agli eventi della NASCAR va in senso contrario al nostro impegno nel garantire un ambiente inclusivo ed accogliente per i nostri fan, per i nostri concorrenti e per la nostra attività” – si legge nel comunicato diramato dalla serie – “Riunire delle persone attorno all’amore per il motorsport e la community che grazie a questo si viene a creare sono le due cose che rendono speciale il nostro mondo. Mostrare la bandiera confederata sarà proibito durante tutti gli eventi e le attività della NASCAR“. La presenza di uno dei simboli più conosciuti e riconoscibili di un’unione di Stati che viene quasi universalmente ricollegata all’esistenza della schiavitù era stata stigmatizzata già diversi mesi fa, quando l’episodio di Kyle Larson era riuscito a smuovere coscienze che parevano invece essere cieche di fronte a ciò che si vedeva sugli spalti. Ora, in contemporanea con la moltitudine di manifestazioni che stanno avendo luogo in tutto il mondo per rivendicare i diritti degli afroamericani, la NASCAR ha preso giustamente posizione andando a bandire un vessillo ormai totalmente anacronistico.


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La decisione della serie a stelle e strisce, comunque, non ha trovato l’approvazione di tutti. Sui profili Social del campionato sono infatti parecchi i tifosi e gli appassionati che commentano scontenti la notizia, ed addirittura uno dei partecipanti alla serie Truck della NASCAR ha dichiarato di volersi ritirare al termine della stagione 2020 proprio a causa del divieto di esporre la bandiera confederata durante gli eventi della serie. “Per me correre nel campionato è stato divertente ed un sogno che ho finalmente realizzato” – ha scritto Ray Ciccarelli sulla propria pagina Facebook – “Ma se è questa la direzione presa dalla NASCAR allora ci ritireremo al termine del 2020. Non credo né nel gesto di inginocchiarsi durante l’Inno né in quello di togliere alle persone il diritto di sventolare la bandiera che amano“. “Mi importa molto poco della bandiera confederata, ma ci sono persone per le quali invece conta e ciò non basta a renderli razzisti. State solamente fottendo un gruppo per accontentarne un altro ha infine concluso Ciccarelli, contribuendo così a dare ulteriormente idea – semmai ce ne fosse ancora il bisogno – di quanti contrasti ideologici ancora ci siano negli USA di oggi.

 

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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