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Esordi a 22 anni ed autografi a Schwarznegger: Ogier e Ingrassia si raccontano

Quella composta da Sebastien Ogier e Julien Ingrassia è diventata da pochi giorni una delle coppie più chiacchierate del Motorsport. L’annuncio ufficiale del trasferimento che il tandem 5 volte Campione del Mondo di rally affronterà nella stagione 2019, quando dalle fila di Ford M-Sport si accaserà in seno al team Citroen, ha infatti con ogni…

4 Ottobre 2018
6 min read

Quella composta da Sebastien Ogier e Julien Ingrassia è diventata da pochi giorni una delle coppie più chiacchierate del Motorsport. L’annuncio ufficiale del trasferimento che il tandem 5 volte Campione del Mondo di rally affronterà nella stagione 2019, quando dalle fila di Ford M-Sport si accaserà in seno al team Citroen, ha infatti con ogni probabilità dato il via ad un effetto domino nel mercato piloti del WRC i cui effetti si inizieranno a vedere solamente a partire dalle prossime settimane. Nell’attesa quindi di capire quanti – e quali – nomi illustri del mondiale rally cambieranno casacca prima dell’inizio della prossima stagione, scopriamo insieme qualcosa in più sul secondo equipaggio più vincente nella storia dei rally. 

@Jaanus Ree / Red Bull Content Pool
@Jaanus Ree / Red Bull Content Pool

FUORI TRAIETTORIA: Chi vi ha dato la passione per i rally?

SEBASTIEN OGIER: Credo che sia stato più il luogo in cui sono nato a trasmettermi la passione per i rally, perché essendo di Gap vedevo arrivare ogni anno il Rally di Montecarlo. Ricordo di essere andato spesso a vedere le PS con i miei genitori, e credo che sia stato questo ad avermi dato il sogno di correre lì un giorno. All’epoca sembrava una cosa irraggiungibile, e ora…. Credo comunque che sia iniziato tutto da lì, perché non molti in famiglia erano coinvolti nel Motorsport: avevo solamente uno zio che faceva Autocross, e ricordo che quando ero bambino lo seguivo spesso in circuito. Diciamo che forse ho sempre avuto il sogno di diventare un pilota

JULIEN INGRASSIA: Diciamo che è nata in maniera naturale quando ero un ragazzino. Nessuno nella mia famiglia aveva corso prima di me, quindi semplicemente l’ho scoperta da solo. Anzi, più che da solo direi grazie ad un amico che faceva il navigatore e che seguivo da spettatore nei rally che disputava durante i fine settimana. Ero abituato a seguire le gare con un sandwich ed una birra, fino a quando non mi ha chiamato e non mi ha proposto di fare il navigatore. Io non l’avevo mai fatto fino a quel momento, ma mi sono detto “Perché non provare?”. E da lì è iniziato tutto 

FT: Chi era il vostro idolo quando eravate bambini?

SO: Era Ayrton Senna. E’ stato il mio eroe, e questo è merito di mio padre, anche lui grande fan di Ayrton. Per un francese non è una cosa comune, perché avendo lottato contro Prost avrei dovuto tifare per Alain, ma Senna era una persona talmente speciale da farmi avere un tifo particolare per lui. Ovviamente rispetto tantissimo Alain, che è uno dei talenti migliori che abbiamo avuto nel Motorsport in Francia, ma preferivo Ayrton. Sfortunatamente ero ancora abbastanza giovane quando è morto, ma nonostante questo credo che rimarrà il mio idolo per sempre

JI: Non ho avuto moltissimi idoli quando ero bambino, direi che non c’è una persona che tengo particolarmente in considerazione. Diciamo però che se potessi chiedere un solo autografo, la persona a cui lo chiederei sarebbe Arnold Schwarznegger: mi piace la carriera che ha fatto

© Jaanus Ree / Red Bull Content Pool
© Jaanus Ree / Red Bull Content Pool

FT: Quando avete iniziato a correre nel mondo dei rally?

SO: In realtà piuttosto tardi. Ho iniziato la mia carriera quando avevo già 22 anni, ed ho iniziato in Francia grazie ad una selezione organizzata dalla Federazione Francese tra giovani piloti. Grazie a questa iniziativa ho avuto i soldi per correre le mie prime gare e fare un tentativo per raggiungere il mio sogno, perché come sempre nel Motorsport il problema è avere il supporto economico per iniziare. Quello è stato l’inizio del sogno, quando nel 2006 ho corso il mio primo rally

JI: Io ho iniziato prima di Seb: ho corso il mio primo rally nel novembre del 2002

FT: Il vostro rally preferito?

SO: Questa è una domanda alla quale è praticamente impossibile rispondere. Nel WRC ci sono così tanti eventi splendidi da rendere difficilissima la scelta. Potrei dire Montecarlo perché è il mio rally di casa e quindi c’è un’atmosfera speciale visto che diverse PS arrivavano davvero vicine a Gap, ma ce ne sono diversi che amo: la Svezia sulla neve, la Finlandia con i salti…ci sono davvero molti rally in cui è divertente guidare una macchina come questa

JI: Anche per me è piuttosto difficile rispondere a questa domanda, perché ciascun rally è diverso da tutti gli altri e non si possono paragonare per davvero. Ovviamente quando si va a correre molto lontano, come succede con l’Australia, il Messico o l’unica volta che siamo andati in Nuova Zelanda, si portano con sé sempre dei bei ricordi perché si ha la sensazione che non si possa andare oltre sulla Terra. Quelle diciamo che sono le più belle avventure, dal punto di vista della competizione non saprei scegliere francamente 

© Jaanus Ree / Red Bull Content Pool
© Jaanus Ree / Red Bull Content Pool

FT: E quello invece che vi piace di meno?

SO: Ora come ora non ce ne sono poi così tanti, in passato ne avevo qualcuno in più. Nel Rally di Cipro ho sempre avuto bruttissime esperienze, non mi piaceva molto, ma diciamo che ormai ci sono solamente rally che devi imparare ad apprezzare. Quello di Sardegna, per esempio: la prima volta che ho corso sono stato un po’ in difficoltà, non mi piaceva troppo il profilo delle strade, ma anno dopo anno mi sento sempre meglio, tanto da aver vinto il Rally un paio di volte e da poter dire che ora mi piace. Diciamo che non c’è un rally nel calendario del WRC che mi fa dire “Ok, questo davvero non avrei voglia di correrlo”

JI: Direi che non ce n’è uno che mi piaccia meno degli altri. Ci sono sicuramente dei rally che sono più difficili di altri, che ti mettono più sotto pressione: un esempio è quello di Montecarlo, perché spesso ci si ritrova a dover cambiare le note man mano che ghiaccio e neve compaiono o scompaiono. Per una settimana siamo con il cuore in gola, è uno dei più difficili dell’anno per noi navigatori 

FT: La vostra vittoria più bella?

SO: Wow…diciamo che sono abbastanza fortunato da poter scegliere tra diverse, e pensandoci bene direi…la prima, perché è sempre speciale e perché dà il via alla tua carriera. La mia tra l’altro è arrivata dopo una lotta dura con Loeb, che all’epoca era il punto di riferimento per tutti, quindi sicuramente le do molta importanza. Però ci sono state davvero delle belle battaglie: per esempio in Francia nel 2013 quando ho vinto il mio primo titolo, visto che eravamo 4 piloti in 5″ durante le ultime PS della gara e alla fine ne sono uscito vincitore.  

JI: Non posso assolutamente dimenticare la prima vittoria, oppure la prima che abbiamo ottenuto con Volkswagen o ancora la prima che abbiamo avuto con M-Sport. Ogni volta ci sono tantissime emozioni ed una grande soddisfazioni, perché le vittorie non arrivano così facilmente come magari a volte può sembrare dall’esterno. Però diciamo che non riesco ad individuarne una che sia più bella delle altre: sono tutte così emozionanti da rendermi impossibile la scelta 

FT: E invece quella più sofferta?

SO: Mmmh non saprei dirti. Ci sono molti rally in cui parti convinto di non poter vincere e poi invece alla fine succede, ed altri rally in cui invece accade tutto il contrario. Sicuramente l’Argentina è sofferta per me, soprattutto perché lì non ho ancora vinto una volta (ride). 

JI: Sono d’accordo con Seb. Anche perché avendo sempre corso con lui non ho ancora vinto nemmeno io in Argentina (ride)

© Jaanus Ree / Red Bull Content Pool
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FT: Descrivetevi l’un l’altro con una parola.

SO: Organizzato, direi organizzato. 

JI: Veloce, ovviamente. 

FT: Un’ultima curiosità: come avete iniziato a correre assieme?

SO & JI: E’ successo tutto durante quella selezione per giovani piloti organizzata dalla Federazione Francese. Lui (Julien, ndr) era tra gli spettatori, aveva iniziato da poco a fare il navigatore e così decise di proporsi al team che mi stava facendo correre. Per me era molto utile provare con qualcuno che avesse alle spalle già un minimo di esperienza, quindi ho iniziato con lui e da subito ci siamo resi conto che l’intesa in macchina funzionava. Da quel momento siamo sempre saliti assieme!

FT: Grazie mille ad entrambi, siete stati gentilissimi. E ora sotto con il resto della stagione!

SO & JI: Figuratevi, grazie a voi. E un saluto a tutti i vostri fan!

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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