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Perché aggiungere i Pit Stop alle discipline olimpiche sarebbe un’ottima idea

Pit stop alle Olimpiadi, perché no? Ci sarebbero una decina di validi motivi del perché no, ma qui abbiamo deciso di ignorarli tutti

22 Marzo 2025
5 min read
pit stop olimpiadi

Dall’introduzione delle Olimpiadi moderne abbiamo visto tantissime discipline alternarsi ai Giochi: dal calcio al tennis, dallo skateboard al ping pong, fino ad arrivare addirittura al dressage. Pensate: il dressage alle Olimpiadi. Ma se vedere cavalli che vanno a zonzo saltellando è considerato uno sport olimpico, perché non inserire tra gli sport olimpici anche i meccanici che cambiano le gomme? Da qui la proposta di aggiungere i pit stop alle Olimpiadi.

pit stop olimpiadi
Cambiare 4 gomme in 2 secondi sotto la tempesta? Nessun problema | © Mark Thompson/Getty Images / Red Bull Content Pool

Iniziamo dicendo che avere il motorsport, o almeno un qualcosa ad esso collegato, alle Olimpiadi non sarebbe certo una novità: come abbiamo visto in questo articolo infatti a inizio secolo si era tentato di inserire le corse in macchina, in taxi, in furgone e simili tra le discipline olimpiche. Sfortunatamente il tentativo non ha avuto seguito, chissà perché. Ma se le macchine in movimento non hanno avuto successo perché non tentare con le macchine ferme? Esatto, avete letto bene, non è un colpo di sole, ho proprio scritto questa fesseria qui. Portiamo alle Olimpiadi le macchine ferme durante le fasi di gara più emozionanti del motorsport: i pit stop. D’altronde in Formula 1 c’è già una specie di Mondiale dei Pit Stop gestito da DHL, ovvero il DHL Fastest Pit Stop Award, un campionato in cui Red Bull è dominatrice. Il team austriaco ha infatti vinto le ultime 7 edizioni della competizione.

Nonostante questo dominio però non è Red Bull ad aver fatto segnare il pit stop più veloce della storia dell’umanità, bensì McLaren, con quello strepitoso 1.80 secondi messo a segno nel corso del 27° giro del GP del Qatar 2023. Un record cha ha fatto “rodere” il maestro dei pit stop Jonathan Wheatley, come dichiarato dallo stesso ingegnere britannico a inizio 2024.

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Uno degli artefici del pit stop più veloce della storia dell’umanità: il meccanico 09 | © Formula 1 / FOM

Attraversando l’Oceano troviamo la Pit Crew Challenge della NASCAR, competizione tenutasi dal 1967 al 2012 e poi ripresa nel 2023. Rimanendo negli Stati Uniti non possiamo non citare un’altra competizione basata sui pit stop, ovvero la Pit Stop Challenge della Indycar che si tiene ogni anno dal 1977. In basso per esempio possiamo ammirare i momenti salienti della competizione del 2024.

Ultimo in ordine cronologico e di importanza è il WEC, che ha da poco introdotto le Pit Stop Challenge a Le Mans, come possiamo leggere sul sito ufficiale della gara e sui siti ufficiali dei team vincitori. Cosa aspettiamo quindi a cogliere la palla al balzo e adeguarci al mondo che cambia? Cosa aspettiamo a rendere i meccanici che cambiano 4 gomme in 1.80 secondi i veri eroi del motorsport? I tempi sono maturi per chiedere al CIO di introdurre i pit stop come disciplina olimpica. Le categorie in cui gareggerebbero gli atleti sarebbero 4:

  • Tre meccanici per gomma, ovvero stile Formula 1. Questa categoria sarebbe quella con i tempi più veloci, in grado di insidiare il Record del Mondo di McLaren di 1.80 secondi
  • Un meccanico per gomma, ovvero come in Formula 2 e Indycar.
  • Doppio tocco, come nel WEC. In questa categoria due meccanici potrebbero cambiare le gomme contemporaneamente. Questa disciplina potrebbe anche assegnare punti per i salti più spettacolari che si fanno per passare da un lato all’altro della vettura
  • Doppio misto, ovvero due meccanici per gomma che cambiano una gomma per lato sulla falsariga di quello che accade in NASCAR. Al contrario delle gare vere però gli sportivi dovrebbero anche lanciare le gomme usate dall’altro lato del muretto di protezione dei box. Perché dovrebbero? Beh, perché no. Gli atleti di questa categoria avrebbero a disposizione anche i tipici utensili utilizzanti dai meccanici della NASCAR, ovvero un martello, 10 metri di nastro adesivo e una sparachiodi.

Il mio sogno è sempre stato vincere l’oro dei pit stop alle Olimpiadi

Eventuali dichiarazioni di un atleta del Doppio tocco

Boh, penso di aver detto tutto. Ora sarebbe il caso di creare una petizione per portare i pit stop alle Olimpiadi. O forse no. Ciao, alla prossima.

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Fabio Catalano

Appassionato di motorsport e dinosauri, motivo per cui provo a inserire riferimenti a questi ultimi negli articoli di Formula 1. D’altronde se lo fa AO Racing posso farlo anche io

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