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I primi test della IndyCar: Hinchcliffe davanti, Rosenqvist 7° ed Ericsson 8°

È James Hinchcliffe davanti a tutti ai test di Sebring. La sessione invernale di collaudi della IndyCar comincia con lo Schmitt Peterson Motorsport sorridente. E anche il suo compagno di squadra, il debuttante Marcus Ericsson, ne esce soddisfatto. «Non c’è male» ha dichiarato Hinchcliffe a RACER. Il canadese ha confessato che il collaudo ha richiesto…

16 Gennaio 2019
3 min read

È James Hinchcliffe davanti a tutti ai test di Sebring. La sessione invernale di collaudi della IndyCar comincia con lo Schmitt Peterson Motorsport sorridente. E anche il suo compagno di squadra, il debuttante Marcus Ericsson, ne esce soddisfatto.

I primi test della IndyCar: Hinchcliffe davanti, Rosenqvist 7° ed Ericsson 8°

«Non c’è male» ha dichiarato Hinchcliffe a RACER. Il canadese ha confessato che il collaudo ha richiesto molto impegno: il lavoro da svolgere era moltissimo. «Non potevamo lasciarci scappare le occasioni di impostare un giro cronometrato». Il team ha sperimentato diverse soluzioni: «Abbiamo visto quali erano veloci, quali no, abbiamo imparato molto». Il capoclassifica ha insaccato circa 80 tornate, e stampato un tempo di 0’51”37.

Il secondo pilota dello SPM quest’anno è Marcus Ercisson. Lo svedese ha portato a casa 120 giri e ha soddisfatto anche i vertici della sua nuova scuderia. «Per noi è importante che lui si senta del tutto a suo agio con la macchina in tutte le condizioni» ha dichiarato Taylor Kiel, manager dello SPM. E siccome Ericsson non aveva ancora svolto alcun lavoro sui settaggi della vettura a stelle e strisce, la giornata di ieri è stata dedicata interamente a smanettare sui set-up. Ricordiamo che Ericsson era alla sua seconda uscita con una IndyCar. Ha chiuso 8°, con un tempo di 0’52”00.

La classifica arride anche all’Autosport Andretti. La squadra di Michael, figlio del grande Mario, si è presentata ai test di Sebring col suo poker d’assi. Oltre a Zach Veach, che ha chiuso 2° (51”46), erano presenti anche Ryan Hunter-Reay (4°, 51”62), Alexander Rossi (5°, 51”66) e Marco Andretti (10°, 52”13). «Siamo ragionevolmente felici dei giri cronometrati» ha dichiarato Ray Gosselin, ingegnere di pista di Hunter-Reay. «Tuttavia alcuni avevano a disposizione delle gomme sperimentali e sarebbe stato carino averle anche noi, e sparare un gran tempo con quelle».

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Come osserva Gosselin, è troppo presto per fare pronostici sui valori in campo. «Ne sapremo di più ai test di Laguna Seca e di Austin», che si terranno l’8 e il 12-13 febbraio prossimi. D’altronde in pista mancavano le macchine di Penske e Coyne, motorizzati Chevrolet. Impossibile fare raffronti per il momento. Inoltre, gli Andretti sono sempre stati forti sui circuiti stradali. Anche se Gosselin ha ritenuto comunque «utile» scendere in pista a Sebring. «Nel motorsport è sempre molto difficile capire quando sei effettivamente migliorato».

Oltre a costoro, sono scesi in pista anche Takuma Sato per Rahal (3°, 51”48), Ed Jones per Carpenter (6°, 51”85), Felix Rosenqvist per Ganassi (7°, 51”97), Spencer Pigot per Carpenter (9°, 52”03) e infine Graham Rahal, sempre per il Rahal Letterman Lanigan (11°, 52”23).

Ed Jones, approdato all’ECR grazie a una partnership con la Scuderia Corsa, ha rilasciato una dichiarazione a RACER. «Il primo giorno serve molto ad acclimatarsi con la squadra, e io non ero neanche il solo nuovo». Difatti anche il suo ingegnere, Peter Craig, rientra in IndyCar dopo un’esperienza in NASCAR ed era alla prima uscita con l’Ed Carpenter Racing. Jones ha poi speso qualche parola sul motore: «Il vero cambiamento è stato provare il motore Chevy dopo aver usato l’Honda in passato. Ho notato alcune differenze, che mi hanno aiutato a capire perché noi andavamo meglio su alcune piste e Chevy su altre. È stato bello notare quanto siano competitivi entrambe le sponde, e so che Chevrolet sta lavorando molto da parte sua».

Osserva RACER che il Dale Coyne aveva schierato Sebastien Bourdais e Santino Ferrucci in un test privato, sempre a Sebring, nella giornata di lunedì. Ma avendo usato altre conformazioni della pista, i tempi cronometrati non sono comparabili.

  1. James Hinchcliffe – 0’51″37
  2. Zach Veach – 0’51″46
  3. Takuma Sato – 0’51″48
  4. Ryan Hunter-Reay – 0’51″62
  5. Alexander Rossi – 0’51″66
  6. Ed Jones – 0’51″85
  7. Felix Rosenqvist – 0’51″97
  8. Marcus Ericsson – 0’%2″00
  9. Spencer Pigot – 0’52″03
  10. Marco Andretti 0’52″13
  11. Graham Rahal – 0’52″23

Tempi cronometrati da Motorsport.com.

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Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo, ogni tanto, di qualcosa.

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