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Pole di Hamilton ad Austin, le Ferrari lo braccano: in 3 in 70 millesimi! Ma Vettel scatterà 5°…

70 millesimi. E’ questo il distacco che separa Lewis Hamilton, Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen al termine delle qualifiche del GP degli USA, tiratissime e combattute fino all’ultimo secondo. Il #44 regola la concorrenza siglando anche il nuovo record del circuito, ma le Ferrari dopo un venerdì da incubo sono riuscite a risalire la china…

21 Ottobre 2018
4 min read

70 millesimi. E’ questo il distacco che separa Lewis Hamilton, Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen al termine delle qualifiche del GP degli USA, tiratissime e combattute fino all’ultimo secondo. Il #44 regola la concorrenza siglando anche il nuovo record del circuito, ma le Ferrari dopo un venerdì da incubo sono riuscite a risalire la china e si sarebbero entrambe piazzate immediatamente alle spalle della W09 Hybrid dell’inglese, se non fosse stato per le 3 posizioni di penalità che Vettel dovrà pagare in griglia per non aver rallentato a sufficienza in regime di bandiere rosse nel corso delle FP2. Bene Hulkenberg, Grosjean e Leclerc, mentre deludono la Red Bull di Verstappen (che ha a sorpresa tradito l’olandese) e Fernando Alonso. Ecco la cronaca completa.

© Wolfgang Wilhelm / Mercedes AMG F1 Press
© Wolfgang Wilhelm / Mercedes AMG F1 Press

Dopo un venerdì segnato dalla pioggia, dopo aver graziato le FP3 il meteo di Austin si dimostra clemente con il Circus della F1 anche nel corso di queste qualifiche. Tutti in pista con le UltraSoft già nel corso della Q1, ed al termine dei primi 15′ della sessione che deciderà la griglia di partenza del GP di Austin a mettersi davanti a tutti è Lewis Hamilton: il #44 sigla un 1’34″130 che gli permette di rifilare circa 4 decimi a Bottas e Vettel, con Raikkonen e Ricciardo – rispettivamente 4° e 5° – staccati già di oltre mezzo secondo. Il colpo di scena della prima manche, se non arriva dai vertici della classifica, giunge da Casa Red Bull: Max Verstappen infatti, autore di un onesto 6° tempo, colpisce con la posteriore destra uno dei grossi “panettoni” piazzati all’esterno dei cordoli ed è costretto ad alzare bandiera bianca a causa della rottura della sospensione, salutando decisamente anzitempo il resto della compagnia. La lotta si infiamma dunque nelle retrovie, con la tagliola della Q1 che esclude impietosa le due McLaren (con Alonso 16° e Vandoorne 20°), le due Williams (con Sirotkin 17° e Stroll 18°) e la Sauber di Ericsson, che chiude in 19^ piazza mentre Charles Leclerc artiglia un’ottima 10^ posizione.

Ecco la classifica completa al termine della Q1: 

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La Q2 si apre con le due Mercedes e Sebastian Vettel che decidono di scendere in pista con le SuperSoft, mentre Kimi Raikkonen continua ad optare per le UltraSoft. E’ quindi proprio il #7 a chiudere davanti a tutti, siglando un 1’32″884 che gli permette di rifilare quasi due decimi a Vettel, a propria volta davanti a Bottas ed Hamilton di ulteriori 3 decimi, con i 3 che domani scatteranno nel GP degli USA potendo sfruttare una mescola diversa rispetto al resto della griglia. La seconda manche della sessione di qualifica scorre via senza particolari colpi di scena, ed al termine dei 15′ minuti ad essere esclusi sono Carlos Sainz – tagliato fuori dal Q3 per soli 2 millesimi -, Kevin Magnussen, le due Toro Rosso di Gasly ed Hartley (che hanno deciso di non scendere in pista sapendo di essere costrette alle ultime file dello schieramento a causa delle penalità comminategli per la sostituzione di varie componenti della PU) e Max Verstappen, rimasto fermo ai box per via del cedimento della sospensione posteriore destra occorsogli nel corso della Q1.

Ecco la classifica completa al termine della Q2:

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Nella Q3 ovviamente nessuno tenta l’azzardo delle SuperSoft: tutti da subito in pista con le UltraSoft per gli ultimi, decisivi, minuti di qualifica. Al termine del primo tentativo è Lewis Hamilton a tornare davanti a tutti, con il #44 che in 1’32″567 oltre a siglare il nuovo record del circuito riesce a rifilare 88 millesimi di ritardo a Sebastian Vettel, con il #5 davanti a Bottas e Raikkonen, che rispetto ad Hamilton paga però quasi mezzo secondo. A poco meno di 3′ dallo sventolare della bandiera a scacchi tutti di nuovo in pista dopo aver montato un nuovo set di UltraSoft, ed al termine del secondo tentativo la classifica cambia sì, ma non dove è davvero importante: la Pole Position se la prende infatti Lewis Hamilton, che grazie ad un velocissimo 1’32″237 regola per 61 millesimi Sebastian Vettel – che scatterà 5° a causa della penalità buscata nel corso delle FP2 – e per 70 millesimi Kimi Raikkonen. Alle loro spalle il cronometro mette Bottas, staccato di quasi mezzo secondo dal tempo di Hamilton, Ricciardo (che partirà davanti a Vettel), Ocon, Hulkenberg e Grosjean, con l’ultima fila della top ten che è occupata infine da Leclerc e Perez.

Ecco la griglia di partenza del GP degli USA, al netto delle penalità di Vettel e delle due Toro Rosso:

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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