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Quattro chiacchiere con Edoardo Stefanati, vincitore del Rally Italia Talent 2015

Nelle scorse settimane si è svolta l’ultima edizione del Rally Italia Talent, competizione propedeutica rallistica aperta a qualsiasi partecipante di tutte le età, che mette succosi premi in palio anche per ragazzi senza particolari esperienze di automobilismo agonistico. Abbiamo quindi colto l’occasione per intervistare Edoardo Stefanati, vincitore della gara nel 2015, chiedendogli di raccontarci e…

15 Febbraio 2017
5 min read

Quattro chiacchiere con Edoardo Stefanati, vincitore del Rally Italia Talent 2015

Nelle scorse settimane si è svolta l’ultima edizione del Rally Italia Talent, competizione propedeutica rallistica aperta a qualsiasi partecipante di tutte le età, che mette succosi premi in palio anche per ragazzi senza particolari esperienze di automobilismo agonistico.

Abbiamo quindi colto l’occasione per intervistare Edoardo Stefanati, vincitore della gara nel 2015, chiedendogli di raccontarci e di raccontarvi la propria esperienza.

I: Ciao Edoardo, e grazie mille per aver accettato di prender parte a questa intervista! 

R: Ciao! Credo di dover essere io a ringraziarvi, è sempre un grande piacere e un’importante opportunità rispondere a qualche domanda.

I: Quando è nata esattamente la tua passione per i Motori? Da bambino avevi qualche idolo in particolare?

R: Beh, la mia passione credo sia un fattore di genetica. Mio papà è stato un navigatore. Ha corso nel Trofeo Opel con mio zio, e seppur in poche gare, ha anche conquistato un podio assoluto nel 1997 con una Subaru Gruppo N. Io sono cresciuto vivendo di sci e motori. Nello sci ho avuto una carriera direi appagante, con molti ottimi risultati tra cui un quarto posto in super G ai Campionati Italiani, ma ad un certo punto ci siamo resi conto che più in alto non si poteva andare. A quel punto, la passione per i motori, non ha più avuto freni… anche perché ho sempre sognato di poter salire su una vera vettura da gara. Vivo pensando ai Rally, non riesco proprio a farne a meno. Il mio idolo credo fosse Carlos Sainz, mi è sempre piaciuto, e ricordo di aver assistito a un suo test con la Focus WRC nell’entroterra ligure quando avevo 5 anni. Uno spettacolo mai rivisto!

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I: È stata solo questa tua passione che, nel 2015, ti ha dato l’idea di partecipare al Rally Italia Talent?

R: Assolutamente si. Una sera su Facebook mi sono trovato quasi per caso sulla pagina appena creata del Rally Italia Talent. Da lì non ho più capito nulla. Il primo anno ho fatto degli errori, e sono rimasto molto deluso. Non mi sono però perso d’animo, ho capito ciò che non dovevo più sbagliare, ed è stato un successone.

I: Un Rally Italia Talent che si è concluso con un grandissimo risultato. Te lo aspettavi o sei stato colto di sorpresa?

R: Diciamo che come ti ho appena anticipato, è stata una cosa voluta. Mi sono reso conto che era un’opportunità unica. Venendo dallo sci, le traiettorie in pista mi hanno aiutato molto. Lo Skid mi ha fatto un po’ faticare il primo anno, ma una volta presa la mano, mi ha fatto divertire un sacco. Non mi vergogno poi a raccontare che, una volta sceso dal palco premiazioni, sono scoppiato a piangere dalla gioia, dopo aver capito che sarei riuscito ad esordire nei Rally, in un contesto così importante come il Campionato Italiano.

I: La tua vittoria è stata seguita dall’interessamento da parte di qualche squadra?

R: La vittoria è stata seguita dal premio inizialmente previsto, ovvero la partecipazione ad una gara del Campionato Italiano con la 208 R2 del team Romeo Ferraris, schierata di norma nel WRC, ma messa eccezionalmente a disposizione dei vincitori di Rally Italia Talent. A San Marino, nonostante non fossi mai salito su una macchina da corsa, abbiamo ottenuto un ottimo risultato. Io e il mio super navigatore Andrea Ferrari, siamo stati calmi in tutti i giorni di gara, abbiamo imparato pian piano a guidare su terra, fino a terminare sedicesimi assoluti con un finale in crescendo. Ma l’obiettivo che ci era stato dato era solo di vedere l’arrivo senza graffi alla macchina. Il risultato ha lasciato tutti molto soddisfatti, ma chiaramente da lì in poi, ci siamo dovuti arrangiare io e Andrea. Non abbiamo mollato, e abbiamo convinto nuovi sponsor ad aiutarci, naturalmente con molta fatica.

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I: E in questo modo sono arrivati buoni risultati?

R: Diciamo che io non sono molto soddisfatto dei risultati ottenuti, anche se devo rendermi conto che siamo giovani e dobbiamo imparare. Abbiamo partecipato ad altre tre gare, di cui due sulla 208. In una ci siamo classificati terzi di classe, al debutto sull’asfalto, e nell’altra abbiamo vinto tra gli Under23, nonostante nulla non sia andato nel modo giusto. Poi bisogna tener conto che visto il nostro budget molto basso, abbiamo sempre corso con gomme usate, senza test, e con la paura di spendere soldi in caso di eventuali danni alla macchina. Quando siamo stati nelle condizioni giuste, abbiamo però dimostrato di poter essere molto veloci, vicini e qualche volta davanti, a chi ha la 208 di sua proprietà, e fa molte più gare all’anno. Quindi forse possiamo vedere il bicchiere mezzo pieno. Abbiamo tanta voglia di imparare e metterci in mostra.

I: Dicono che però per andare avanti nel Rally di oggi servano soprattutto buoni sponsor: Quanto c’è di vero in questo?

R: Purtroppo è tutto vero. Ho provato a non crederci fino all’anno scorso, ma poi ci sbatti la faccia, e non sai più da che parte girarti. Tutto costa, nulla viene regalato. D’altronde chi noleggia una vettura da corsa lo fa per lavoro. Il grande problema è che oggi, trovare un grande sponsor è molto difficile. Noi ci stiamo provando. Abbiamo grandi programmi, anche originali ed innovativi rispetto a tutti gli altri equipaggi, perché siamo convinti che l’importante sia inventarsi sempre qualcosa di nuovo, e credere molto in ciò che si propone ai partner. Nonostante sia così difficile, io non sto perdendo minimamente la passione e la dedizione nella ricerca di nuovi supporter.

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I: Pensi che il tuo bagaglio di esperienza possa aiutarti a trovarne uno?

R: Credo che la nostra esperienza, anche rispetto ad altri equipaggi, sia ancora poca. Però noi abbiamo una bellissima storia da raccontare, e un obiettivo da raggiungere. Chi mi ha affiancato come partner l’ha capito, e ha fatto sacrifici così come li abbiamo fatti noi. Quando presento a possibili nuovi sponsor i miei programmi, riesco ad esprimere tutto il lavoro e l’amore che c’è dietro a tutto questo. Qualcuno non lo capisce, altri invece mi fanno i complimenti. Noi non molliamo comunque, e sono sicuro che riusciremo un giorno ad arrivare dove voglio io.

I: Grazie di averci concesso il tuo prezioso tempo, ti faccio, a nome mio e di tutti i lettori di Fuori Traiettoria, i migliori auguri per il tuo futuro!

R: Grazie mille a Voi ragazzi. Vi faccio i complimenti per l’originalità con cui trattate il Motorsport, proprio perché bisogna sempre distinguersi. Mi sono dilungato un po’, ma quando si parla di Rally, e di motori in generale, non riesco proprio a tagliare corto! Un saluto a tutti.

 

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Michele Nicolini

Nasco in Liguria durante il GP di Spa 1998 e, come era prevedibile, dimostro fin da subito una grande passione per qualsiasi cosa abbia delle ruote e un motore indipendentemente dalla categoria. Su Fuori Traiettoria mi occupo del mondo rallistico ma non solo, occasionalmente trattando altri ambiti.

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