È un mercoledì mattina stranamente caldo e soleggiato a Le Mans quando, accolti nell’elegante (e fresca) Hospitality di BMW Team WRT, saliamo al piano superiore per fare una piacevole chiacchierata con Raffaele Marciello. Lello, disponibilissimo, ci ha parlato dei test, degli upgrade portati da BMW sulla M Hybrid V8, delle sue migliori sensazioni alla guida e delle sue tre gare da 24 Ore nel giro di tre settimane.

La 24 Ore di Le Mans, per Raffaele Marciello, non è durata molto nel 2024. L’anno del debutto (suo personale e della Hypercar M Hybrid V8) è stato caratterizzato da noie tecniche, difficoltà nello sfruttamento di tutte le risorse della piattaforma LMDh preparata da Dallara con la Casa di Monaco di Baviera, accompagnato da un ritiro prematuro della sua #15 con la quale invece, a partire dalla 1812KM del Qatar del 2025 (prima gara del WEC 2025) è riuscito a trovare molto più feeling anche grazie ad importanti sviluppi tecnici apportati durante l’inverno. Al suo secondo anno come pilota ufficiale BMW, Marciello (che a Le Mans correrà la prima delle 3 gare da 24 Ore che lo aspettano da qui a fine mese) si dice entusiasta del feeling ora restituito dalla creatura bavarese, che percepisce meno “ovattata” rispetto al passato e, soprattutto, molto più vicina ad una “vera macchina da corsa“.
L’intervista a Raffaele Marciello in occasione della 24 Ore di Le Mans 2025
Fuori Traiettoria: Ciao Raffaele! Innanzitutto, come ti senti? Come stai?
Raffaele Marciello: Ciao! Sto bene, grazie, tutto a posto.
FT: Ottimo! Veniamo al dunque. Lo scorso anno durante il Test Day pre-gara avevate avuto qualche difficoltà, con addirittura la sostituzione del motore sulla vostra vettura e alcune problematiche di setup e “giovinezza”; in quel caso eravate al debutto, dunque ora – a distanza di un anno – come è andata?
RM: Tutto sommato bene, sicuramente abbiamo fatto grandi step in avanti rispetto all’anno scorso, anche se io ho guidato poco: alla fine ho fatto solo 3 giri, perché al mattino abbiamo provato alcuni settaggi e nel pomeriggio, quando sono salito in auto per provare, ci sono state alcune slow-zone, le neutralizzazioni per gli incidenti che hanno occupato diversi minuti perché le procedure sono complesse con le 3 Safety Car, e poi le tre bandiere rosse totali. Quindi sì, ho fatto praticamente solo 3 passaggi e basta…in realtà, anche quando dici “ah bene, oggi giro un’ora”, qui a Le Mans vuol dire fare una decina di volte la pista e quindi la stessa curva la affronti solo dieci volte, e c’è poco tempo per prendere bene confidenza. Comunque prima della 24 Ore ci sono ancora alcune sessioni, tra cui le prove libere, le qualifiche e la Hyperpole, sperando di entrarci! (Sorride, ndr)
FT: Beh, le premesse ci sono tutte! Dunque l’Evo Joker giocato da BMW per sostituire l’impianto frenante (ora fornito da Brembo, ndr) ha dato i suoi frutti, è stato ben speso e in effetti ti dà la possibilità di guidare meglio?
RM: Sì, diciamo che quest’anno la situazione è decisamente migliore, possiamo finalmente spingere e sfruttare meglio il pacchetto che abbiamo anche grazie a questi cambiamenti; lo scorso anno non riuscivamo a estrapolare tutto il potenziale della macchina anche e soprattutto a causa dei freni, eravamo sempre alle prese con settaggi e “Mode” particolari negli outlap per scaldare bene le gomme, e molto spesso non potevamo attaccare le frenate e le curve come avremmo voluto; la macchina era inquadrata tante volte in TV per via di bloccaggi, contatti, incidenti magari avvenuti ai miei compagni e non a me, fortunatamente (risata di sollievo, ndr), perché eravamo costretti ad andare oltre il limite. Quindi non era ideale.
FT: Beh, quest’anno la macchina è comunque inquadrata parecchio in TV, ma per avvenimenti molto più positivi!
RM: Sì, esatto! Quest’anno finora è andato bene, sicuramente la situazione è migliorata.
FT: Si è notato! Ad esempio, mi viene in mente il Qatar, dove siete arrivati in 4a piazza dopo un’ottima gara, e stavate lottando per le primissime posizioni se non fosse stato per il problema tecnico occorso a Kevin (Magnussen, ndr); anche a Imola tutto sommato avete dimostrato buon passo, e a Spa siete andati davvero forte.
RM: Sì, nella 6 Ore di Spa siamo andati bene; poi vabbè, ci sono stati i due Drive Through presi da Kevin (Magnussen, ndr) che ci hanno chiamato fuori dai giochi, nel finale ho cercato di recuperare e in effetti ho recuperato, ma la tendenza della macchina è quella di partire bene a inizio gara per poi “rovinarsi” progressivamente fino ad un’usura molto alta verso la fine, perciò è difficile sfruttare le occasioni che possono capitare nel finale di gara. A Spa avremmo potuto, ma appunto non siamo riusciti a giocarcela anche per questo.

FT: A prescindere dal risultato, dunque, avete dimostrato che la M Hybrid V8 è cresciuta un po’ in tutti i settori: in Qatar sui curvoni veloci, a Imola sui cordoli, a Spa nel misto…c’è qualcosa di questi tracciati, una qualche caratteristica, che ritrovi anche qui a Le Mans e che ti dà fiducia riguardo il comportamento della tua BMW?
RM: Mah, allora…alla fine, con ala totalmente scarica non si va mai; quindi diciamo che qui può essere simile al Qatar sotto certi aspetti ma in realtà quello per Le Mans è abbastanza particolare come setup e degrado gomme, è un evento a sé. Quello che è certo è che ora, con i nuovi freni Brembo, è tutto un po’ più facile per noi nei settaggi. Vediamo.
FT: Non è un mistero che tu sia un pilota capace di adattarsi a qualsiasi situazione ed estrapolare il meglio; a tal proposito, sarai uno dei 7 piloti che farà tutte le 3 gare da 24 ore previste nel mese di giugno, ossia Le Mans-Nurburgring-Spa. Trovi differenze nella preparazione mentale e fisica per ognuna di queste? Cosa le differenzia? Quale ti appassiona maggiormente e perchè?
RM: I giorni tra un evento e l’altro per me sono di assoluto riposo, finita la gara prendo la macchina e torno a casa (tranne che per Spa, dove andrò in aereo), dunque alla fine il lunedì e il martedì li ho liberi per stare con la mia compagna, la mia bambina e il cagnolino. Ovviamente in quegli stessi giorni devo disfare e rifare le valige! Poi, oltre alle tre 24 ore, anche luglio è bello pieno perché ci sarà la 6 Ore di San Paolo (per il WEC, ndr) e il weekend Sprint a Misano (per il GT World Challenge, ndr). Agosto invece sarà più libero.
Per quanto riguarda quale tra la 24 Ore di Le Mans, del Nurburgring o di Spa-Francorchamps mi appassioni di più, ti dico il Nurburgring; sia perché è quella dove quest’anno ho maggiori chance di vittoria, sia perché è molto particolare ed è meno impegnativa anche dal punto di vista degli appuntamenti “extra pista”; questa di Le Mans e quella di Spa sono due gare che ti lasciano solo il lunedì “libero”, mentre il resto del tempo è fittissimo di appuntamenti.
FT: Trovi difficile passare da guidare un prototipo Hypercar a guidare una GT3 nel giro di così poco tempo e per eventi così totalizzanti? Ti riesce facile o necessiti di adattamento di volta in volta?
RM: Beh sì, per me è sempre necessario riprendere feeling ogni volta che si cambia auto, ma in generale anche quando si cambia circuito; sono più le condizioni esterne come asfalto, meteo, gomme eccetera che determinano la necessità di riprendere confidenza ogni volta, quindi anche se corri sulla stessa macchina in circuiti diversi con condizioni diverse c’è bisogno di qualche giro per abituarsi.
FT: Tornando alla tua 24 Ore di Le Mans e alla settimana che ti aspetta, possiamo dire che l’Evo Joker speso sulla modifica dell’impianto frenante ha migliorato il tuo feeling alla guida? Lo scorso anno ci avevi descritto la BMW M Hybrid V8 come “ovattata” nelle sensazioni restituite.
RM: Sì, assolutamente! Ora la macchina ha tutto quello che serve per potersi considerare una base solida da cui partire per lo sviluppo e migliorare sempre di più. Il feeling che ora restituisce è quello di una vera macchina da corsa.
FT: Raffaele, grazie mille per il tuo tempo!
RM: Grazie, ciao!
