Esistono poche vetture che, al solo essere nominate, richiamano imprese clamorose come quella di cui state per leggere. Una storia che vede protagonisti Ayrton Senna, la sua prima vittoria a Interlagos e una McLaren-Honda MP4/6 bloccata in sesta marcia. Ecco, quella McLaren sta per essere messa all’asta e noi non vediamo l’ora di parlarvene!
Quando si parla di Ayrton Senna la leggenda è inclusa nel prezzo, figuratevi se l’argomento in questione è quella che potrebbe essere definita come una delle sue auto simbolo. Già, perché il lasso di tempo che andrà da Lunedì 8 Dicembre a Giovedì 11 Dicembre vedrà all’asta la famosissima McLaren-Honda MP4/6 guidata da “Magic” in occasione della storica e incredibile vittoria di Interlagos 1991.

L’incanto, organizzato da RMSotheby’s, fa parte delle superbe aste online “Sealed” della casa d’aste londinese, da sempre contraddistinte da un livello decisamente sopra la media. Insomma, la Mercedes 190 2.3E-16 messa all’asta a Londra il 1 Novembre era solo l’antipasto, il piatto forte arriva ora e noi di Fuori Traiettoria stiamo per portarvi a spasso nella leggenda di Ayrton.
Una vittoria contro il destino
“Sono tornato alla realtà solo quando ho visto la bandiera a scacchi. Allora mi sono sentito davvero bene, vivo, a Interlagos, nella mia terra a vedere quella gente così felice. Non è stata la vittoria più grande della mia vita, ma è stata quella più combattuta”
Ayrton Senna
Alla voce “forza di volontà”, cercandola sul vocabolario o su una qualsiasi enciclopedia, dovrebbe essere riportata la storia che state per leggere. Nel 1991 Ayrton Senna è già nella storia della F1 con i suoi due titoli mondiali vinti in McLaren, lottando per portarsi a casa il terzo già dall’inizio della stagione. All’orizzonte si intravedono delle nubi e queste hanno la forma della Williams-Renault FW14 di Nigel Mansell, che durante la stagione sarà il maggior competitor del brasiliano nella lotta al titolo. Il 1992 sarà un’altra storia, ma qui siamo agli albori della stagione precedente, quel 1991 che vede trionfare la classe cristallina di Ayrton contrapposta alla Williams iper-tecnologica del coriaceo “Re Leone“.
Siamo a Interlagos, quando ancora nessuno sapeva dove vivesse la nonna di Barrichello. Si tratta della seconda gara della stagione, quella di casa per Senna che cerca di sfatare la maledizione che non lo ha mai visto trionfare in patria. Stavolta le cose sembrano andare bene, la sua McLaren-Honda col numero “1” parte dal primo posto in gara, dopo una perentoria pole position in 1:16.392. Al suo fianco Riccardo Patrese su Williams e subito alle sue spalle Nigel Mansell sull’altra monoposto di Grove. Dopo la partenza Senna mantiene il comando delle operazioni, distaccando Mansell fino a 3 secondi.

Questi però torna a farsi minaccioso prima della sosta ai box, arrivando a soli 7 decimi da Ayrton ma vedendo vanificato il suo lavoro da una lunghissima sosta ai box. Rientrato a 7 secondi da Ayrton dopo la girandola dei pit stop, Mansell inizia a recuperare furiosamente terreno ma al cinquantesimo giro deve effettuare una nuova sosta a causa di una foratura. E qui iniziano i problemi di Senna, che inizia a dover fare i conti con una quarta marcia recalcitrante. Mansell rimonta nuovamente in modo arrembante e sembrerebbe lanciato verso un facile sorpasso, date le difficoltà del brasiliano, ma entra in gioco un nuovo colpo di scena. Mansell si gira a causa di problemi al cambio durante il sessantunesimo giro, ritirandosi e lasciando via libera a Senna in un gran premio ricco di pathos.

“Se Atene piange, Sparta non ride” dicevano ai tempi dell’antica Grecia. E così Ayrton si ritrova proprio sul più bello a dover portare al traguardo una vettura col cambio bloccato in sesta, dato che nel frattempo tutte le altre marce hanno pensato bene di abbandonarlo. Dietro, il “nostro” Patrese sta lottando anch’egli col cambio ma comunque in maniera meno problematica, tanto da ridurre gradualmente i propri 20 secondi di distacco da Ayrton. Per il brasiliano sembra un’impresa disperata, nelle curve lente il V12 Honda quasi si spegne e in ingresso la monoposto sembra non voler mai curvare, priva di quel freno motore che serve a noi umani per impostare un minimo di traiettoria. Ah, come se tutto questo fosse ancora poco, si aggiunge anche una pioggia torrenziale che bagna il tracciato brasiliano negli ultimi giri. Ma Ayrton non si ferma e non si arrende al destino, riuscendo a passare il traguardo da vincitore con un vantaggio ridotto a meno di tre secondi. La vittoria coincide con un urlo straziante da parte di Senna, devastato dallo sforzo e dal dolore. Il braccio destro ha lottato duramente contro la leva manuale del cambio, i crampi hanno fatto il resto.
Ayrton Senna si dimostra uomo incredibile, circondato in un simile momento da quella che potremmo definire un’aura mistica. Il brasiliano arriva esausto al parco chiuso, avendo bisogno del personale medico per riuscire a scendere dalla vettura. Il podio poi è un’immagine indimenticabile di gioia mischiata a sofferenza fisica, con Ayrton che a fatica riesce a sollevare il trofeo dell’agognato gran premio di casa.

Inutile dire che questo sarà solamente il preambolo dell’ultimo, leggendario, mondiale di Ayrton. Si aggiunga che inoltre il titolo mondiale costruttori del 1991 rappresenta l’ultimo di una vettura equipaggiata con cambio manuale e motore 12 cilindri a V. Oggi vi parliamo della protagonista del “miracolo sportivo” di Interlagos 1991, ovvero il telaio MP4/6-1, ritirato dalle competizioni alla fine del 1991 e coccolato per trenta lunghissimi anni nella factory inglese.
MP4/6-1: una sigla da leggenda
Protagonista dell’asta è proprio lei, la MP4/6-1 disegnata da Neil Oatley e motorizzata dal V12 Honda RA121E accreditato di ben 720cv a 13.800 giri/min. La monoposto in questione, come si intuisce dalla sigla, rappresenta il primo telaio della MP4/6 ed è quella che apre le danze nei test del Febbraio 1991 all’Estoril. Alla guida si alternano Ayrton Senna e Gerhard Berger, svelando a tutto il mondo il potenziale di una monoposto, tutta in fibra di carbonio, che resterà nella storia urlando al mondo le proprie prestazioni “analogiche”, specialmente se confrontate con quelle di Williams e Ferrari che hanno già adottato dei sofisticati cambi semi-automatici.

Inizia così un’annata che segna la parte finale delle imprese compiute dall’accoppiata composta da “Magic” e McLaren-Honda. Una stagione caratterizzata da 8 gran premi vinti, 7 da Senna e 1 da Berger. Non si tratta di un dominio assoluto, bensì di un vantaggio costruito nelle prime gare e mantenuto grazie alla perfezione di un meccanismo di squadra ormai consolidato negli anni. La MP4/6 si dimostra efficace nella sua semplicità conservatrice, dimostrandosi solida al confronto con la più performante Williams Renault che invece viene afflitta da problemi di affidabilità.

Quello che stupisce è il fatto che l’esemplare più famoso di MP4/6 e forse una delle F1 più famose di sempre sia stato ceduto dalla factory inglese nel 2020. Ovviamente tutte le cose sono state fatte a regola d’arte, con la vettura che è stata ripristinata pronto gara da McLaren Heritage per poi ottenere una sostituzione dei liquidi da Paul Lanzante Ltd, specializzato in vetture d’epoca del marchio inglese.

Il proprietario attuale ha deciso di separarsi da questa meraviglia, non prima di averla fatta controllare nuovamente da Lanzante e di aver effettuato un avviamento statico. La vettura viene venduta con un corredo specifico di accessori per l’avviamento, in modo da poter essere utilizzata in occasioni speciali.
Dove, quando e soprattutto… Quanto?
Noi vi abbiamo parlato di questa meraviglia e se siete giunti fin qui sapete che si tratta di un oggetto unico e di immenso valore. Il problema è che il valore non è immenso solamente in termini di amore popolare, ma anche in termini di vil pecunia. La casa d’aste stima il valore della MP4/6-1 tra i 10.500.000 e i 13.000.000€, non proprio una cifra alla portata di chiunque. Insomma se siete indecisi tra la McLaren di Ayrton Senna e una villetta in Sardegna, banale diremmo, speriamo di avervi convinto a scegliere la prima opzione.

L’asta si svolgerà interamente online, con la vettura che è stata esposta per pochi fortunati presenti alla cena VIP organizza al Peninsula Hotel di Londra lo scorso 31 Ottobre, in occasione dell’asta che avrebbe avuto luogo il giorno successivo. Questo evento notevole si è svolto alla presenza del mitico giornalista Chris Harris e di Manish Pandey, sceneggiatore del documentario “Senna” del 2010. Per chi volesse vederla sappiate che sarà comunque esposta ad Abu Dhabi in occasione dell’incanto del 5 Dicembre prossimo. Insomma, se siete come San Tommaso prendete un volo per la suddetta destinazione per andare a vedere se vale la pena investire queste cifre risibili.
Le offerte si apriranno alle 21 di Lunedì 8 Dicembre e avranno termine alle 21 di Giovedì 11 Dicembre, orario GMT. Se seguiste il tutto dall’Italia ricordate perciò di aggiungere un’ora al fuso orario di Londra, sennò rischiate di collegarvi troppo presto!
