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La tremenda prima settimana della Dakar: Sainz si ritira, Loeb capotta dopo 12 km della Stage 3

È finora stata una prima settimana di gara durissima, per alcuni protagonisti della Dakar 2025: Sainz si è ritirato e Loeb si è capottato

7 Gennaio 2025
3 min read
sainz loeb dakar

Sono arrivati tra Stage 2 e Stage 3 i due primi forti scossoni alla classifica generale delle auto di questa Dakar 2025. Tra la ormai famigerata 48H Crono e una prova speciale rimaneggiata a causa delle forti piogge che hanno colpito la zona, infatti, la 47ª edizione del celebre rally raid ha messo in serissime difficoltà due degli annunciati protagonisti: Carlos Sainz Senior e Sebastien Loeb.

sainz loeb dakar
© Flavien Duhamel / Red Bull Content Pool

Osservando con attenzione il percorso della Dakar 2025 era possibile prevedere, anche con una certa facilità, che la prima settimana di gara non sarebbe stata assolutamente adatta ai deboli di cuore. Le sezioni cronometrate mastodontiche, l’enorme varietà di terreni da affrontare e la spaventosa combinazione 48H Crono – Tappa Marathon racchiusa in appena tre giorni, infatti, non lasciavano presagire nulla di buono.

Se intuire le difficoltà nascoste tra le prime tre Stage della Dakar 2025 non era affatto complicato, ben più complesso sarebbe stato prevedere una simile ecatombe meccanica ai piani altissimi della classifica assoluta. Non è infatti stato necessario neppure arrivare a metà della prima settimana di gara per vedere uscire, rispettivamente dalla gara e dalla lotta per la vittoria, due dei grandi favoriti per il successo finale: Carlos Sainz Senior e Sebastien Loeb.

“El Matador”, presentatosi ai blocchi di partenza di Bisha vestendo i panni del campione in carica, è stato il primo ad alzare bandiera bianca dopo le grandi difficoltà patite durante la Stage 2A. Nella prima metà della 48H Crono lo spagnolo si è capottato con il suo Ford Raptor T1+ all’altezza del km 327 della prova speciale: l’equipaggio è uscito fortunatamente illeso dall’incidente, ma la macchina ha riportato seri e visibili danni pur dando modo a Sainz e al suo navigatore Lucas Cruz di riprendere la corsa tra portiere semi aperte, parabrezza mancanti e problemi di surriscaldamento.

Il Raptor #225 è – non si sa come – stato in grado a completare l’intera Stage 2, riuscendo quindi a tornare fino al bivacco di Bisha, ma una volta tagliato il traguardo della 48H Crono la più classica delle docce gelate ha colpito “El Matador”. Una volta sottoposto alle verifiche tecniche della FIA, infatti, il suo Ford Raptor ha evidenziato un danneggiamento del roll-bar dell’abitacolo tale da comprometterne l’integrità. La cellula di sicurezza in caso di un altro capottamento difficilmente avrebbe retto l’urto, rischiando così di collassare e mettere a serio rischio l’incolumità degli stessi Sainz e Cruz, e la Federazione Internazionale dell’Automobile non ha dunque potuto fare altro che imporre al madrileno il ritiro dalla corsa dopo sole due Stage disputate.

Poco meglio è andata finora a Sebastien Loeb, che con ogni probabilità sarà costretto a rimandare ancora di un anno l’appuntamento con il primo Trofeo Tuareg della sua carriera. L’alsaziano, che pure aveva patito un problema tecnico nel corso della Stage 2A, grazie a una straordinaria prestazione durante la successiva Stage 2B era riuscito a limitare alla grande i danni in ottica di classifica assoluta. Sembrava che il 9 volte Campione del Mondo di Rally fosse definitivamente rientrato in lotta per la vittoria, ma la Stage 3 della Dakar 2025 gli ha giocato un bruttissimo scherzo dopo appena 12 km di gara. Loeb, in una prova speciale il cui percorso è stato pesantemente riveduto e corretto per via delle forti piogge che hanno allagato alcune delle zone interessate dalla Stage odierna, ha infatti letteralmente demolito la sua Dacia Sandrider in un remake di un film purtroppo già visto più volte. L’alsaziano, che al termine della Stage 2B aveva dichiarato di “avere corso per 900 km cose se fosse un’unica speciale del WRC”, è infatti incappato in un altro errore della sua vita da dakariano proprio quando sembrava essersi lasciato il peggio alle spalle.

Lui, il suo navigatore Fabian Lurquin e la loro acciaccatissima Dacia sono comunque riusciti a ripartire, ma il tempo perso è ora davvero tanto: nel momento in cui viene scritto l’articolo l’alsaziano è 29°, con oltre 50’ di ritardo accumulati – tra incidente, riparazioni di fortuna e problemi ereditati dal tonfo – dal leader della Stage, Nasser Al-Attiyah. Che, così come successo altre volte in passato, sta vedendo i suoi principali avversari mettersi fuori gioco con le loro stesse mani.

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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