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È davvero solo una questione di potenziale?

Dopo le qualifiche del GP di Miami, Frederic Vasseur ha parlato di un “potenziale da estrarre” dalla Ferrari SF-25: è davvero così?

4 Maggio 2025
6 min read
ferrari miami f1

La Scuderia Ferrari, dopo la buona prestazione di Charles Leclerc in Arabia Saudita, durante le qualifiche del GP di Miami è tornata ad annaspare rievocando i fantasmi delle primissime uscite stagionali. Frederic Vasseur, in attesa di scoprire l’esito del GP, continua a parlare di “potenziale da estrarre” dalla SF-25, ma il tempo per riuscire a farlo vola e la diretta concorrenza… pure.

ferrari miami f1
© Scuderia Ferrari Press Office

Quando la bandiera a scacchi ha iniziato a sventolare al termine del Q3 delle qualifiche del GP di Miami, tra le mura del garage della Scuderia Ferrari i volti si erano già rabbuiati da un po’. Ciò che restava del sorriso speranzoso regalato dal terzo posto ottenuto da Lewis Hamilton al termine della Sprint Race era stato cancellato pochi minuti prima, quando proprio il #44 era stato escluso dalla lotta per le prime dieci posizioni in griglia per via di un giro macchinoso, complicato, lento.

Mentre Max Verstappen, le McLaren e le Mercedes si scornavano per conquistare un posto nei piani nobilissimi della classifica, la Scuderia Ferrari stava iniziando a leccarsi le ferite al termine di un sabato da film dell’orrore. Una monoposto era già stata esclusa nel corso del Q2 qualificandosi alle spalle di una Racing Bulls, l’altra stava per raggiungere a fatica l’8ª posizione in griglia, dietro a entrambe le Williams e con una miglior prestazione messa a segno con gomma Soft usata. Uno scenario da incubo, aggravato se possibile anche dall’impietoso verdetto emesso dal cronometro: 550 i millesimi di secondo che hanno separato Charles Leclerc dall’1’26”204 che è valso pole position e record della pista a Max Verstappen, quasi 4 i decimi di ritardo dalla vetta che sono costati a Lewis Hamilton l’esclusione nella manche centrale delle qualifiche. Distacchi importanti, persino eccessivi se pensiamo alle premesse trionfalistiche con cui era iniziata questa stagione.

“È stata una qualifica negativa, abbiamo faticato a mettere insieme il giro con la gomma Soft nuova” – ha dichiarato a fine sessione Frederic Vasseur, Team Principal della Scuderia Ferrari – “Abbiamo fatto la nostra migliore prestazione con gomma usata, e questo non è di certo il modo migliore per fare bene in qualifica. Con la Soft facciamo molta fatica, e il gruppo è talmente compatto da far sì che perdendo un paio di decimi si perdano diverse posizioni. È dall’inizio dell’anno che fatichiamo più in qualifica che in gara, ma stavolta è stato davvero troppo”. “Rispetto a Verstappen, che è stato il riferimento, perdiamo quattro decimi nelle prime curve e un decimo in tutto il resto del giro – ha proseguito Vasseur – “Evidentemente non affrontiamo quel tratto del tracciato nelle migliori condizioni, forse per via delle gomme, e dobbiamo capire cosa facciamo di sbagliato perché è evidente che qualcosa sbagliamo”.

frederic vasseur
© Antonin Vincent / DPPI

Il Team Principal della Ferrari, nella sua analisi del giro, fornisce una chiave di lettura cronometrica tendenzialmente corretta. Charles Leclerc transita davanti alla fotocellula del primo settore in 28”668, un tempo drammaticamente più lento del 28”246 che è valso a Verstappen il miglior intertempo assoluto dell’intera qualifica, ma in tutto il resto del giro il monegasco riesce in qualche modo a contenere il suo ritardo nei confronti della RB21 #1: Leclerc infatti chiude il secondo settore in 33”283 contro il 33”079 di Verstappen, e nel T3 riesce addirittura a rosicchiare qualche centesimo grazie a un 24”803 che è più rapido del 24”879 messo a segno dall’olandese. A fare davvero preoccupare è però il confronto del primo settore di Leclerc con quello degli altri 9 piloti approdati al Q3: il monegasco è infatti più veloce – e per appena 22 millesimi! – del solo Esteban Ocon. Che, lo ricordo ai lettori magari distratti, guida pur sempre una Haas VF-25.

Individuare quindi nei soli pneumatici la causa di un simile gap appare un po’ troppo semplicistico. Se è infatti vero – o quantomeno verosimile – che l’introduzione non ottimale della gomma Soft abbia complicato la vita a Leclerc, è altrettanto vero che risulti difficile non notare come la SF-25 abbia accumulato tutto il proprio ritardo da Verstappen nei primi due settori del circuito di Miami, gli unici davvero guidati. Alla seconda fotocellula Leclerc transita infatti con ben 626 millesimi complessivi di ritardo dal crono dell’olandese, e solo nel terzo settore – composto sostanzialmente da un infinito rettilineo e da una curva a gomito – il #16 riesce a limitare i danni accorciando nei confronti del pilota della Red Bull. Frederic Vasseur, più per fare quadrato attorno alla sua squadra che non per questioni di inconsapevolezza, ha indicato in un fattore esterno la causa principale di una prestazione che invece, a ben guardare, non ha fatto altro che evidenziare gli attuali limiti di una monoposto risultata finora difficilissima da comprendere e da far funzionare.

La SF-25, anche dopo l’introduzione del primo pacchetto di aggiornamenti comparso nel weekend del Bahrain, così come accaduto a Shanghai, Sakhir e Jeddah sembra infatti continuare a patire parecchio curve lente e di media velocità, dimostrandosi in grado di recuperare terreno lì dove conta invece la velocità di punta. In più, esattamente come successo in Cina in occasione del primo weekend Sprint di questa stagione, la riapertura del parco chiuso a seguito della Sprint Race ha portato con sé nuove difficoltà di bilanciamento e un comportamento di cui entrambi i piloti si sono lamentati al termine delle qualifiche. Le difficoltà della SF-25 pare dunque che continuino ad acuirsi nel momento in cui viene deliberato l’assetto utile e necessario per affrontare con il pieno di carburante l’intero Gran Premio, con Leclerc e Hamilton costretti a fare ancora fronte a una monoposto che cambia pelle troppo spesso, a volte anche all’interno di uno stesso fine settimana.

“Con la stessa macchina a Jeddah eravamo probabilmente i più veloci in pista – ha risposto Vasseur a Roberto Chinchero, che chiedeva al TP della Ferrari lumi sulla eventuale necessità di portare in pista ulteriori aggiornamenti“Non credo che in questo caso sia una questione di potenziale dell’auto, quanto piuttosto che sia questione di estrarre il potenziale dalla vettura, che non è diversa da quella vista in Arabia Saudita. Dobbiamo lavorare su quello”. Il confronto tra i due weekend di gara consecutivi regge però fino a un certo punto: il circuito di Jeddah e quello di Miami non sono del tutto paragonabili, e dunque a caratteristiche del tracciato differenti non deve stupire che siano al momento corrisposte prestazioni diverse di una monoposto sostanzialmente identica a sé stessa. La coperta della SF-25 appare al momento troppo corta per garantire una uniformità di performance su tutte le piste del Mondiale, e l’andamento altalenante della monoposto della Ferrari si traduce in un apporto di punti incostante, insufficiente per lottare concretamente per gli obiettivi iridati che erano stati fissati alla vigilia di questa stagione. A prescindere dal potenziale esistente o meno, la sensazione è che dei correttivi in corso d’opera dovranno essere introdotti in fretta e necessariamente, in modo tale da capire nel weekend del GP di Spagna – da molti considerato vero spartiacque di questa stagione per via dell’entrata in vigore della direttiva tecnica 018 sulle ali anteriori – se continuare a investire tempo e risorse nel progetto SF-25 oppure gettarsi con anima e corpo su quello del 2026.

“Vedremo cosa accadrà in gara, sono convinto che avremo un buon passo anche se non sarà semplice rimontare viste le nostre posizioni di partenza” – ha detto ancora Vasseur – “Il meteo non è stabile neppure in vista del GP, quindi c’è ancora molto da giocarsi”. Il Team Principal della Ferrari qui dice il vero: con 57 giri tutti da percorrere e lo spauracchio di precipitazioni violente e improvvise, il Gran Premio di Miami potrebbe avere tempo e modo di raddrizzare un fine settimana che ha finora messo a nudo tutte le fragilità di un progetto nato con altre e alte aspirazioni. Tuttavia, se vi avessero detto all’inizio dell’anno che in Ferrari avrebbero dovuto confidare in condizioni caotiche per avere concrete possibilità di giocarsi un podio, voi ci avreste creduto?

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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