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Le cifre proposte dalla F1 non convincono dei team: a rischio le Sprint Qualifying del 2022?

Potrebbero essere destinati a sciogliersi come neve al sole i piani della Formula 1 riguardanti le Sprint Qualifying previste nella stagione 2022. Il format introdotto in tre weekend di gara dell’anno passato e che si preparava per essere riproposto in sei occasioni nel corso di questo campionato, infatti, potrebbe – chissà quanto definitivamente – finire…

20 Gennaio 2022
4 min read
sprint qualifying

Potrebbero essere destinati a sciogliersi come neve al sole i piani della Formula 1 riguardanti le Sprint Qualifying previste nella stagione 2022. Il format introdotto in tre weekend di gara dell’anno passato e che si preparava per essere riproposto in sei occasioni nel corso di questo campionato, infatti, potrebbe – chissà quanto definitivamente – finire nel dimenticatoio per questioni di costi.

sprint qualifying
© Michael Regan / Getty Images

A rendere nota al mondo questa problematica è stato Zak Brown. Il CEO di McLaren, che in questi giorni sta facendo parecchio parlare di sé per via di alcune dichiarazioni a cuore aperto rilasciate in pubblica (e virtuale) piazza, ha infatti rivelato come attualmente non ci sia accordo tra i team per quanto riguarda l’ammontare della cifra extra che dovrebbe essere stanziata in virtù delle sei Sprint Qualifying presenti in calendario.

Con lo spettro del budget cap che aleggia ormai nel Paddock della Formula 1, infatti, sono molti i team preoccupati dalle eventuali spese aggiuntive che la concitazione e il caos delle qualifiche sprint potrebbero causare. Nel 2021, anno durante il quale il nuovo format del weekend è comparso a Silverstone, a Monza e a Interlagos, ogni scuderia ha avuto a disposizione 100.000 $ extra per ciascuna Sprint Qualifying disputata. Non solo: al budget cap inizialmente previsto sono stati aggiunti 450.000 $, con la possibilità infine di ricorrere a ulteriori 100.000 $ nel caso in cui una vettura avesse subito danni pesanti nel corso della qualifica sprint.

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L’attenzione delle scuderie, infatti, è rivolta soprattutto a questa eventualità. La Sprint Qualifying, con le caotiche fasi della partenza e gli eventuali duelli all’arma bianca, fa sì che le probabilità di incidente – e le spese di riparazione delle vetture – aumentino rispetto alle qualifiche tradizionali: a detta di alcuni, a fronte di questa percentuale maggiore di rischio, l’indennizzo previsto dalla Formula 1 per la stagione 2022 non sarebbe sufficiente. Il Circus, a differenza di quanto fatto lo scorso anno, pare non abbia proposto alcuna indennità in caso di incidenti. L’offerta è chiara: per ognuna delle prime cinque Sprint Qualifying in calendario, ciascun team riceverà 500.000 $; per le qualifiche sprint ulteriori alle prime cinque verranno invece stanziati, sempre per ogni squadra, 150.000 $ extra. Calcolatrice alla mano, le sei Sprint Qualifying previste nel 2022 dovrebbero dunque fruttare a ciascun team 2,65 milioni di dollari in più rispetto alla cifra originariamente indicata nel budget cap. Una somma che, a detta di Zak Brown, non ha soddisfatto tutte le squadre presenti nel Circus.

A mordere il freno sono ovviamente le squadre che nel corso degli anni passati hanno sfruttato in maniera maggiore le proprie inquantificabili risorse economiche. Red Bull, Mercedes e Ferrari non sembrano soddisfatte della proposta avanzata dalla F1: già ai limiti del budget cap, i tre colossi credono che la cifra aggiuntiva non basti a lenire le conseguenze economiche di un eventuale incidente occorso durante la Sprint Qualifying. Dall’altra parte, invece, si levano le proteste delle squadre meno abbienti: a detta loro le richieste dei top team sarebbero dettate non dalla paura di non riuscire a rientrare nei limiti del budget cap per via di riparazioni, quanto dalla volontà di avere dei fondi extra per sviluppare ulteriormente le proprie auto.

La patata bollente passa ora al vaglio della F1 Commission, lì dove è necessario ottenere una maggioranza di 28 voti su 30 per modificare le regole ad annata in corso. La lotta si preannuncia piuttosto serrata: se i 20 voti equamente spartiti tra la FIA e la F1 saranno infatti tutti a favore della proposta economica formulata, lo stesso non potrà dirsi per quanto riguarda i 10 voti che appartengono alle varie scuderie. Il voto di ciascuna squadra vale per uno, ma alcuni team possono contare anche sulla volontà espressa dal team satellite: Red Bull, per esempio, potrebbe tirare dalla propria parte anche AlphaTauri, raddoppiare di fatto il suo potere decisionale e, a quel punto con la collaborazione di una sola altra squadra, invalidare la proposta economica della F1 facendo scomparire le Sprint Qualifying dal calendario della stagione 2022.

Potremmo non uscire più da questo situazione di impasse che si è venuta a creare, e credo che questo sarebbe lo scenario peggiore” – ha spiegato Zak Brown“Non capisco, siamo tutti messi di fronte alla stessa sfida. È lo stesso problema per tutti: può capitare di avere incidenti, penso che anche questo faccia parte dello sport. Si tratta di affrontare una sfida, e a me non piace risolverle solamente tirando fuori il libretto degli assegni”. “Un team, in particolare, aveva proposto un aumento del budget cap di ben 5 milioni di dollari – ha proseguito il CEO di McLaren – “È semplicemente ridicolo, è un qualcosa che non ha appigli razionali di alcun tipo. Provi a contestare la loro proposta e ti senti rispondere che sia meglio anticipare qualsiasi eventualità, ma sai benissimo che una simile cifra è una vera e propria assurdità”.

Il tempo però stringe e, assurdità o non assurdità, il team (o meglio, i team) dissidenti non sembrerebbero intenzionati a sedersi al tavolo delle trattative. Stando così le cose, a detta di Brown, tanto varrebbe cassare l’idea delle Sprint Qualifying nel 2022 per riproporre poi questo format nel 2023: per modificare il regolamento della stagione successiva, infatti, basta una maggioranza di 26 voti su 30. “Preferirei non ritrovarmi a dover votare per questo campionato” – ha detto lo statunitense – “Dovremmo trovare ben otto voti, e a mio avviso siamo già arrivati oltre una data limite. Credo che dovremmo guardare avanti e pensare già al 2023, senza prevedere alcun aumento del budget cap”. “Forse potremo riuscire a trovare un compromesso, oppure potremo direttamente non adottare questo format nel 2022. L’importante, in quest’ultimo caso, è che un paio di squadre si prendano la briga di spiegare ai tifosi perché non sono state disputate Sprint Qualifying”, ha infine concluso Zak Brown.

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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