La Stage 1 della Dakar 2026 è andata in archivio dopo oltre 300 km di prova cronometrata. A svettare tra le auto è stato Guillaume De Mevius, mentre tra le moto Edgar Canet ha approfittato di una penalità comminata a Ross Branch per conquistare il secondo sigillo personale in questa edizione.

Questa volta, per tornare al bivacco di Yanbu da cui erano partiti, uomini e mezzi iscritti alla 48ª edizione della Dakar hanno dovuto fare un giro ben più largo rispetto a quello percorso nel Prologo di ieri. La carovana della corsa, geograficamente ancora ferma al punto di partenza, ha infatti percorso oltre 500 km complessivi – e più di 300 km cronometrati – nella Stage 1, la prima vera prova speciale della Dakar 2026.
AUTO
Tra le auto della classe Ultimate il colpaccio l’ha messo a segno Guillaume De Mevius, il più veloce di tutti nel completare il percorso ad anello attorno a Yanbu. Il belga e la sua ormai attempata MINI dell’X-Raid Team hanno terminato la Stage 1 in 3H 07’49”, staccando di 40” Nasser Al-Attiyah e la sua Dacia Sandrider e di 1’27” il Ford Raptor di Martin Prokop, vecchia conoscenza degli appassionati del WRC. Mattias Ekström ha chiuso al 4° posto accumulando 1’38” di ritardo dalla vetta, con Marek Goczal (primo tra le Toyota Hilux) che si è tolto la soddisfazione di tagliare il traguardo davanti a Carlos Sainz: “El Matador” e il suo Ford Raptor hanno impiegato 3H 09’43” per completare la Stage 1, accusando così 1’54” di gap dal crono di De Mevius.
7ª posizione per Guy Botterill, mentre Nani Roma e Mitch Guthrie hanno chiuso la Speciale odierna rispettivamente all’8° e 9° posto precedendo Sebastien Loeb, 10° a 3’01” di distacco dalla vetta e a sua volta subito davanti a Lucas Moraes. Non è stata invece una giornata positiva per Toyota: non solo infatti Toby Price, Henk Lategan e Seth Quintero non sono riusciti ad andare oltre la 16ª, 17ª e 18ª piazza accumulando tra i 5’ e i 7’ di ritardo, ma anche il vincitore dell’edizione 2025 Yazeed Al Rajhi è finito ben lontano dalle posizioni di testa. La Stage 1 del pilota saudita si è complicata per via di un errore di navigazione, che ha portato l’equipaggio della Hilux #201 a perdere tempo prezioso e soprattutto a mancare un Waypoint, un’infrazione punita con una penalità in termini di tempo da parte della Direzione Gara. L’ulteriore infrazione per eccesso di velocità, racimolata nel tentativo di recuperare i minuti persi, non è stata altro che la proverbiale ciliegina sulla torta nella giornata di Al Rajhi, ora 36° in classifica e già distante 28’52” – 16′ dei quali di penalità – dalla vetta.
Auto – Top 10 classifica Stage 1 & classifica assoluta:

MOTO
Tra le moto c’è di nuovo Edgar Canet davanti a tutti. Dopo avere ottenuto il primo storico successo nel corso del Prologo, il giovanissimo spagnolo classe 2005 si è ripetuto anche nella ben più seria e probante Stage 1 riuscendo a completare la sezione cronometrata in 3H 16’11”. Daniel Sanders – 2° e distante 1’02” – non accenna ovviamente a mollare l’osso, ma la prestazione di Canet è di assoluto rilievo contando che il portacolori di KTM non ha ancora compiuto 21 anni. Sul podio di giornata è salito anche Ricky Brabec, che con la Honda ha chiuso 3° con un gap di 1’32”, mentre Tosha Schareina si è preso la 4ª posizione andando a precedere di 2’02” Luciano Benavides, 5° davanti a Jose Ignacio Cornejo Florimo.

Qualche rimpianto al termine della Stage 1 l’ha avuto Ross Branch, 7° a 4’39” dal crono di Canet. L’atleta del Botswana era infatti stato il più rapido nel corso della prova speciale, salvo poi ritrovarsi sul groppone 6’ tondi tondi di penalità per non avere rispettato un limite di velocità. Alle spalle della Hero #46 si è messo Adrien Van Beveren, con Michael Docherty e Skyler Howes che hanno completato la top ten di giornata accumulando rispettivamente 8’58” e 9’55” di ritardo dalla vetta.
Moto – Top 10 classifica Stage 1 & classifica assoluta:

