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Direttiva TD39/22: l’intervento “in corso” della FIA sul porpoising

L’immagine di Lewis Hamilton che scende dolorante dalla propria W13, congiuntamente alle parole di molti piloti, hanno creato ancor più attenzione sulla questione porpoising, spostando il tema sotto la luce della sicurezza

27 Giugno 2022
3 min read

L’immagine di Lewis Hamilton che scende dolorante dalla propria W13, congiuntamente alle parole di molti piloti, hanno creato ancor più attenzione sulla questione porpoising, spostando il tema sotto la luce della sicurezza

La Federazione Internazionale dopo Baku ha deciso di intervenire. Non propriamente dal Canada in realtà – weekend che è stato usato come una sorta di “banco prova” per la nuova direttiva – ma sicuramente da Silverstone.

Il doppio tirante Mercedes anti-porpoising

Lo strumento costruito dalla FIA per limitare il porpoising è una nuova direttiva tecnica, creata ad hoc per questo problema e subentrante nel bel mezzo della stagione.

Cosa dice la direttiva?

La FIA ha iniziato a tener sott’occhio i team già da Montreal, nonostante non fossero previste sanzioni per chi non fosse stato trovato conforme ai nuovi parametri imposti.

Gli skid blocks ed i plank, i primi costituiti da titanio (blocchi posti all’inizio del fondo, proprio quelli che causano scintille) ed i secondi in una speciale resina fenolica chiamata Permaglass (quelle lunghe barre sotto la macchina che non troppo tempo fa erano in Jabroc, un composito ricavato dal legno di faggio) vengono controllati dopo ogni sessione, mentre prima venivano scrutinati solo al termine della gara.

Entrambi, essendo il primo – e si spera unico – elemento a toccare terra sul fondo della monoposto, devono avere uno spessore di 10 mm ed essere consumati massimo di 1 mm

Il plank con lo skid block nella parte anteriore. I team utilizzano quest’ultimo anche come piccola zavorra essendo posizionato in una zona vantaggiosa.

I sensori utilizzati dai team per registrare i dati della monoposto forniranno utili informazioni alla federazione sul pompaggio delle monoposto, in particolare l’accelerometro.

Quando in grafica vedete i valori delle forze G apparire durante gli onboard, state leggendo dei valori ricavati proprio dall’accelerometro, che allo stesso tempo ricava anche quelli verticali. Così facendo, la FIA ha non solo i valori massimi delle accelerazioni, ma riesce a ricavarne anche la frequenza ed il punto del tracciato in cui il fenomeno è più accentuato.

I valori di porpoising tra curva 12 e 15 a Baku

Inoltre, i team saranno chiamati a compiere 3 giri consecutivi senza mai aprire il DRS proprio per monitorare questi dati anche in tali circostanze.

Prima del regime di parco chiuso (quindi durante le libere) saranno scrutinati i valori di tutti i team, che dovranno rispettare i valori determinati dalla FIA.

Ovviamente, questo intervento da parte della Federazione non è stato esente da polemiche: chi ha una macchina meno soggetta a questo fenomeno (pochi, esempio Red Bull) vedono sminuire il proprio buon lavoro, mentre chi ne soffre di più (Alpine) vede questa direttiva come una manna dal cielo.

Altra squadra delusa può considerarsi Mercedes: il team di Brackley avrebbe voluto una soluzione diversa, tipo la reintroduzione dell’inerter, anche se dopo il Canada sembra aver trovato una soluzione tramite il doppio tirante (concesso dalla FIA in extremis, con qualche polemica) ed il taglio del fondo.

Situazione ancora peggiore per Ferrari, che nonostante grossi problemi di porpoising ha la vettura migliore del lotto sul giro secco, e rischia di dover sottostare ad una direttiva che non è mai stata bene a Mattia Binotto (si è parlato di un diverbio parecchio acceso con Toto Wolff durante il vertice) penalizzando la performance della F1-75.

Vedremo quindi a Silverstone come cambieranno i valori in campo, e se qualcuno farà sentire ancor di più la propria voce in caso dovesse vedersi sfavorito.

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Christian Falavena

Classe '99, appassionato di tutto ciò che va forte e fa rumore, introdotto alla passione per le 4 ruote dal padre. Seguo il mondiale di Formula Uno dal 2007, leggo e scrivo di tecnica dal 2017. Musicista a tempo perso e già perito meccatronico industriale, ho conseguito la laurea in ingegneria meccanica presso l'Università di Ferrara, in cui sono Team Leader nel programma Formula Student.

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