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F2 e F3, GP del Belgio: punti no, punti sì, pioggia e titoli in sospeso

In un finesettimana caratterizzato dalla pioggia, la F2 e la F3 in Belgio sono scese in pista sul circuito di Spa-Francorchamps

31 Luglio 2023
7 min read
F2 Spa-Francorchamps

In un finesettimana caratterizzato dalla pioggia, la F2 e la F3 in Belgio sono scese in pista sul circuito di Spa-Francorchamps. Tra decisioni discutibili della FIA, retrofront, e risultati sorprendenti, ecco cos’è successo nella Foresta delle Ardenne, in due campionati che sono ancora senza una definizione.

F2 Spa-Francorchamps
© FIA Formula 2

F2: Pourchaire torna leader, Prema spreca

Partiamo dalla F2. In una qualifica condizionata dalla pioggia, a spuntarla sono le due Prema, con Bearman che ottiene la pole davanti a Vesti. I due hanno sfruttato quella piccola finestra temporale in cui la pioggia è stata meno forte del solito per piazzare i tempi che li hanno portati in prima fila. Poteva sembrare il preludio di un weekend da incorniciare per la squadra italiana, visto che gli altri contendenti al titolo partivano un po’ indietro: Pourchaire quinto, e Iwasa era addirittura sedicesimo. Bene solo Martins, che era riuscito a strappare la terza posizione.

In gara però la situazione cambia, già a partire dalla Sprint Race con griglia invertita. Vesti si rende protagonista di una grande partenza, arrivando fino al sesto posto, ma nel finale perde un po’ di ritmo, e si fa passare da Doohan. Peggio va a Bearman, che non solo non riesce a rimontare, ma chiude addirittura tredicesimo. Davanti vince Fittipaldi dopo aver passato Verschoor al penultimo giro, ma proprio quest’ultimo nel dopo gara verrà squalificato per aver utilizzato una mappatura dell’acceleratore non regolare. Tutti guadagnano una posizione, ma chi ci guadagna maggiormente è Pourchaire, che sale secondo e ruba un altro punticino a Vesti, a questo punto solo sesto. Terzo diventa quindi Hauger, che eredita il podio perso da Verschoor, mentre Iwasa, con un colpo di reni, è riuscito a portarsi fino all’ottava (poi settima) piazza.

Ma è nella Feature che si concretizza il disastro per Vesti. Il pilota danese va a sbattere addirittura nel giro di allineamento in griglia, finendo in testacoda sul Kemmel. Vesti deve quindi dare forfait prima ancora che la corsa cominci, lasciando la piazzola vuota, e a complicare le cose ci pensa l’ottimo scatto di Pourchaire, che in un colpo solo al via si sbarazza di Martins e di Maloney per salire secondo dietro Bearman. Nella prima fase di gara sembra che l’inglese possa difendersi e allungare, ma quando viene messa la Virtual Safety Car per un incidente di Hadjar in pitlane, alla ripartenza il francese ha uno spunto migliore, e si riaggancia al posteriore delle Prema. Non lo passa, ma è abbastanza vicino da sfruttare il pit stop non perfetto della Prema quando rientrano entrambi. Pourchaire va quindi al comando virtuale della gara, dopo essersi anche sbarazzato di Fittipaldi che aveva provato a stargli davanti con un overcut. Potrebbe vincere, ma nelle retrovie si toccano Crawford e Correa, facendo entrare una nuova Safety Car. Ne approfitta Doohan, il quale doveva ancora cambiare le gomme, che rientra dapprima secondo e poi, con le Soft nuove, passa Pourchaire, prendendosi la Feature Race di Spa come aveva fatto lo scorso anno. Il francese è comunque soddisfatto, perché con il secondo posto balza in testa al campionato. Alle sue spalle, il weekend nero della Prema termina con una penalità di cinque secondi per Bearman, inflitta per un contatto con Martins. Con anche il francese penalizzato per aver superato il limite di velocità in pitlane, ad ereditare il podio è un sorprendente Fittipaldi, autore di un ottimo weekend.

Come detto, adesso Pourchaire comanda la classifica della F2 con 168 punti, mentre Vesti è rimasto a 156. Gli altri iniziano ad essere troppo staccati: Iwasa, protagonista di un contatto con Hauger domenica al primo giro, è a 134, mentre Doohan, in rimonta dopo due Feature consecutive vinte (qui e in Ungheria), è a 130 punti, davanti a Martins a 120 e a Bearman a 102. Mancano ancora tre round, con sei gare. Ma prima, la pausa estiva. Le vetture di F2 torneranno in pista tra il 25 e il 27 agosto, sul circuito di Zandvoort, dopo la quale si andrà subito a Monza, prima del gran finale ad Abu Dhabi. Stavolta Pourchaire sa di non poter sprecare questa possibilità, se vuole ancora sperare di salire in Formula 1: ce la farà a vincere il titolo di F2?

F3: Caos, decisioni rivedibili e campionato quasi chiuso

Ben più della F2, la Formula 3 è stata caratterizzata dalla pioggia, presente in tutte le sessioni, sin dalle qualifiche, e ciò ha rimescolato le carte, con il leader del campionato Bortoleto costretto a partire solo quindicesimo. Davanti la pole è stata ottenuta da Pepe Marti, che ha beffato Fornaroli e Minì, mentre, tra gli altri big, settimo O’Sullivan, nono Beganovic e undicesimo Aron.

Sabato si è corsa poi la Sprint. O meglio, ufficialmente non si è corsa. Anzi no, alla fine si è corsa davvero. La verità è che non sono stati disputati due giri interi, e per questo, seguendo il regolamento introdotto da dopo Spa 2021. E pertanto, inizialmente non erano stati assegnati i punti. Tuttavia, dopo qualche ora la Direzione Gara ha fatto retrofront, decidendo invece di assegnare i punti regolarmente, perché in fondo la gara era stata corsa nella sua interezza in termini di giri, e perché c’era stata azione. Rimanendo nell’ambito sportivo, la corsa è stata vinta da Caio Collet, davanti a Taylor Barnard e a Paul Aron. Ritirato Bortoleto per un contatto con Beganovic all’Eau Rouge, ma il momento chiave della gara è stato sicuramente al quarto giro: Minì e Marti sono infatti venuti a contatto, e lo spagnolo, nel tentativo di rientrare in pista, ha preso in pieno la vettura di Cohen che sopraggiungeva, fortunatamente a bassa velocità perché aveva l’ala anteriore danneggiata. Il siciliano è stato penalizzato, dapprima di 10 secondi, poi, quando la Direzione Gara si è resa conto che forse penalizzare un pilota ritirato con una penalità a tempo fosse non esattamente la mossa giusta, con cinque posizioni in griglia nella Feature; Marti, invece, è stato scagionato, poiché la colpa è stata data ad un commissario di fronte a lui che gli ha dato via libera. Certo è che forse poteva comunque raddrizzare la macchina e rientrare in pista parallelo alla carreggiata.

La Feature Race della domenica è stata invece molto interessante. In condizioni di pista umida, ma senza pioggia, i piloti hanno diversificato le strategie: qualcuno è partito con le slick, qualcun altro con le gomme da bagnato. Qualcun altro ancora, come Minì, non è proprio partito, per un incidente nel giro di allineamento. Che peccato! Comunque, sembrava che la gara potesse volgere a favore di Aron, il quale, partito a razzo con le Full Wet, era riuscito a portarsi al comando con un grande vantaggio sugli inseguitori. L’estone ha però deciso di rientrare ai box per montare le slick sfruttando la Safety Car causata dall’incidente di Goethe, e quella è stata la sua rovina: tra gomme troppo fredde, e la pista che si è asciugata troppo tardi, non è riuscito a riprendersi. Davanti è rimasto quindi Taylor Barnard, con la piccola Jenzer, che si è difeso egregiamente da Christian Mansell, conquistando così la vittoria, la sua prima in F3 e la prima del team da Monza 2019, all’epoca con Yuki Tsunoda. Terza l’altra Jenzer di Nikita Bedrin.

La vittoria di Barnard è stata sofferta. L’inglese quest’anno aveva fatto il salto diretto dalla Formula 4, passando però alla piccola Jenzer. Il suo palmares parlava però per lui: secondo nella F4 tedesca dietro Kimi Antonelli, e secondo quest’inverno nella Formula Regional Middle East sempre alle spalle dell’italiano. Un ragazzo da tenere d’occhio per il futuro, quindi.

Da segnalare poi il clamoroso settimo posto di Sophia Floersch, che dopo la delusione della squalifica in Austria, ha finalmente colto i primi punti. Partita 24esima, la tedesca ha optato per le gomme da bagnato, ritrovandosi così in pochi giri in top 10. Ha difeso strenuamente la posizione, e ha meritatamente colto i suoi primi punti nella categoria, oltre che i primi per la PHM e i primi per una ragazza nella Formula 3 nata nel 2019. Bisogna tornare indietro alla vecchia GP3 per trovare una ragazza tra i primi 10, nello specifico a Tatiana Calderon ad Abu Dhabi nel 2018.

Bortoleto alla fine non è riuscito a vincere il titolo, anche se per un solo punto. Il brasiliano ha 38 punti di vantaggio su 39 disponibili nei confronti di Paul Aron (144 a 106). Seguono molto compatti Marti (105), O’Sullivan (101), Colapinto (100), Beganovic (94) e Minì (87). Questi, anche se oramai praticamente impossibilitati a vincere il campionato, nell’ultimo round di Monza dovranno lottare per le posizioni di rincalzo, che valgono sia per il morale che per i punti della Superlicenza. Ci si aspetta quindi un finale combattuto, tranne che per Bortoleto, chiamato solo a gestire il risultato.

Classifiche

Di seguito, ecco le classifiche delle due gare di F2 e delle due gare di F3.

F2 Sprint Race Spa-Francorchamps GP Belgio
© FIA
F2 Feature Race Spa-Francorchamps GP Belgio
© FIA
F3 Sprint Race Spa-Francorchamps GP Belgio
© FIA
F3 Feature Race Spa-Francorchamps GP Belgio
F3 Feature Race Spa-Francorchamps
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Alfredo Cirelli

Classe 1999, sono cresciuto con la F1 commentata da Mazzoni, da cui ho assorbito un'enorme mole di statistiche non propriamente utili, che prima che Fuori Traiettoria mi desse la possibilità di tramutarle in articoli servivano soltanto per infastidire i miei amici non propriamente interessati. Per FT mi occupo di fornirvi aneddoti curiosi e dati statistici sul mondo della F1, ma copro anche la Formula E (categoria per cui sono accreditato FIA), la Formula 2, la Formula 3, talvolta anche la Indycar e, se ho tempo, anche tutte le varie formule minori in giro per il mondo.

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