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Uno sguardo al presente e uno al futuro: cosa ci ha insegnato il 2020 della Formula 2

Domenica scorsa nel simil-ovale di Sakhir è calato il sipario su una delle più entusiasmanti stagioni di Formula 2 degli ultimi anni. Un campionato rimasto senza un vero padrone fino al calare dell’ultima bandiera a scacchi, con ben dodici piloti a dividersi le ventiquattro vittorie in palio, ma che comunque ha conosciuto protagonisti promossi, rimandati…

8 Dicembre 2020
6 min read

Domenica scorsa nel simil-ovale di Sakhir è calato il sipario su una delle più entusiasmanti stagioni di Formula 2 degli ultimi anni. Un campionato rimasto senza un vero padrone fino al calare dell’ultima bandiera a scacchi, con ben dodici piloti a dividersi le ventiquattro vittorie in palio, ma che comunque ha conosciuto protagonisti promossi, rimandati e bocciati. A incidere il proprio nome nell’albo d’oro della categoria è stato Mick Schumacher che, con Mazepin e potenzialmente Tsunoda, andrà a comporre le fila delle nuove leve della Formula 1. Quali punti di forza e di debolezza hanno mostrato i piloti F2 quest’anno? Cosa possiamo legittimamente aspettarci dall’esordio nella massima serie della futura line-up Haas? Che previsioni possiamo azzardare per il campionato Formula 2 2021? Proviamo ad analizzare la stagione appena conclusa per proiettarci nel futuro prossimo.

Credit: @Scuderia Ferrari Press Office
Credit: @Scuderia Ferrari Press Office

“Queste Pirelli F2 sono ancora più difficili da capire di quelle della Formula 1”, così lo scorso anno Mick Schumacher rispondeva alla nostra domanda sul suo difficoltoso esordio in Formula 2. Ma allo stesso tempo il giovane Tedesco ci rassicuravai punti in campionato di quest’anno non riflettono il mio vero potenziale e, col senno di poi, Mick ce lo ha confermato nel 2020. Sin dalla Formula 3 Europea la parabola esperienziale di Schumacher è stata peculiare ma costante. Al novello campione serve tempo per adattarsi alle nuove categorie e non è un mistero: un anno abbondante passato ad arrancare in F3 prima di cominciare a dominare il campionato, un anno abbondante di opacità in F2 prima di riuscire ad imporre il proprio ritmo. Il Mick che abbiamo visto questa stagione è ben lungi dall’essere un mattatore alla Leclerc, con errori più o meno gravi che lo hanno rallentato nella corsa al titolo. Ma la costanza di risultati pesanti, più ancora di quanto non fu per De Vries nel 2019, non lascia spazio a polemiche di alcun tipo: Schumacher si è meritato la promozione in Formula 1. Il campione non sempre è il più veloce, ma è colui che arriva a fine anno con più punti. E la mentalità da ragioniere è esattamente ciò che glie è valso il campionato: zero partenze dalla prima fila, appena due vittorie, ma ben dieci podi in ventiquattro gare. L’esordio in Formula 1 sarà un’incognita. Mick potrebbe mantenere la performance del 2020, così come ricominciare con il suo ciclo fisiologico dell’anno di transizione. L’importante ora è che fan e giornalisti non gli stiano eccessivamente con il fiato sul collo e che diano tempo al tempo permettendogli di esprimere al meglio le proprie potenzialità senza inutili responsabilità (perché, su tutte, Sakhir ancora lo conferma: Schumi ancora non è immune alla pressione).

Intervista a Mick Schumacher, 2019 German GP.
Intervista a Mick Schumacher, 2019 German GP.

Passiamo quindi allo sconfitto: Callum Ilott. Sicuramente i passi avanti rispetto alla scorsa stagione sono enormi e sotto gli occhi di tutti. Tuttavia il leitmotiv che ha accompagnato il 2019 dell’Inglese pare essersi in parte trascinato anche al campionato appena concluso: la guida di Ilott presenta una velocità “cruda” con pochi pari (cinque pole position non possono mentire), ma ancora ricorrenti sono le difficoltà nella gestione del passo gara, con solo sei podi all’attivo quest’anno. Il suo bilancio in campionato è stato senza dubbio influenzato da incidenti in cui non aveva colpe, ma un altro anno di apprendistato non nuocerebbe sicuramente. Imperativo però sarà battere nuovamente Robert Shwartzman, per evitare che la porta del Circus gli si chiuda definitivamente dinnanzi agli occhi.

Sorpresa dell’anno è sicuramente il rookie del Sol Levante Yuki Tsunoda, con la stampa che ha deciso di attribuirgli il premio Pirelli Formula 2 Driver of the Year 2020. Il Giapponese, reduce da una campagna d’esordio in Formula 3 non impressionante ma comunque positiva, ve lo abbiamo già raccontato proprio pochi mesi fa. Ma i risultati parlano da sé: quattro pole position, tre vittorie, sette podi totali e terzo posto in campionato. Il talento grezzo è cristallino, ma la costanza di risultati pare ancora un obiettivo lontano. Tuttavia il nome di Tsunoda non compare tra coloro che prenderanno parte ai test post season di Formula 2, ma anzi proverà l’Alpha Tauri nei Rookie Days della F1… Campanello d’allarme per un certo Russo di nostra conoscenza?
Un’altra piacevole scoperta per il Circus, se vogliamo sulla falsa riga dell’analisi fatta per Yuki Tsunoda, è stata quella di Felipe Drugovich. Classe 2000, il Brasiliano trova riscatto in Formula 2 dopo una non brillante stagione in F3, collezionando una partenza dal palo e tre vittorie nella stagione d’esordio. Nella tarda mattinata di Lunedì è inoltre arrivato l’annuncio del suo passaggio in UNI-Virtuosi per il 2021, scuderia nella quale potrebbe definitivamente provare il proprio potenziale.

Tra i vari delusi dal campionato possiamo contare tanti nomi con grande potenziale ma che, a causa di una discontinuità ai limiti dell’incomprensibile, hanno mancato -e di parecchio- i rispettivi obiettivi. Nella lista bisogna includere sicuramente Robert Shwartzman, misteriosamente disperso dopo un avvio in quarta, Guanyu Zhou, non pervenuto nell’anno che lo avrebbe dovuto consacrare, Christian Lundgaard, ad un certo punto addirittura contendente al titolo poi volatilizzatosi, Daniel Ticktum, all’apparenza privo di controllo sul proprio passo gara, e Luca Ghiotto. Proprio un anno fa il Vicentino coronava un’ottima, anche se sfortunata, campagna di Formula 2 prendendosi di forza l’ultima gara del campionato e venendo eletto Pilota dell’anno. La chiamata di Hitech è stata invece tanto inaspettata quanto frustrante. Per metà stagione Ghiotto corre con il telaio rotto che gli compromette ogni sforzo. Poi, individuato e risolto il problema, Luca torna brevemente a performare ai livelli che gli competono, ma senza lo spunto necessario per cogliere una seconda vittoria stagionale.
Il vero bocciato senza appello del 2020 è invece Marcus Armstrong. Il Neozelandese si presenta in Formula 2 forte di un duello all’ultimo sangue con Robert Shwartzman andato in scena nel precedente campionato F3. Nei primi due weekend in Austria il Kiwi della Ferrari Driver Academy non delude le aspettative conquistando due podi e dando l’impressione di essere un serio contendente per il titolo. Ma da quel momento Armstrong si spegne e non perviene più per l’intera durata della stagione, salvo un pallido bagliore nel penultimo appuntamento in Bahrain.

Luca Ghiotto e Mick Schumacher, Formula 2 GP d'Italia 2020. @B. Lennon // Getty
Luca Ghiotto e Mick Schumacher, Formula 2 GP d’Italia 2020. @B. Lennon // Getty

Passiamo infine al secondo promosso in Formula 1: Nikita Mazepin. C’è arrosto in mezzo al fumo? Ha la testa per correre in F1? A giudicare dalle pericolose manovre messe in scena durante l’anno (ma non solo) la seconda domanda risulta più che altro retorica. Il problema eventualmente emergerà qualora ad essere spinto fuori pista dovesse essere Verstappen, ma non divaghiamo. La velocità portata in pista da Mazepin durante tutto il campionato Formula 2 è stata impressionante, soprattutto se paragonata all’impietoso confronto con il compagno di squadra Nyck De Vries nel 2019. Il Russo, per quanto potesse essere coccolato da Hitech nelle vesti di proprietario informale, concretizza ogni opportunità che riesce a crearsi ricevendo infine, con merito, quell’agognata superlicenza che fino a pochi mesi fa sembrava non riguardarlo. Occhi puntati dunque alla line-up 2021 della Haas, perché potremmo vederne delle belle.

Tirando le somme, su chi puntare 1 Euro per il campionato Formula 2 2021? Sicuramente Drugovich su Virtuosi avrà la possibilità di dire la sua. Così come potrebbe giungere la consacrazione per Yuki Tsunoda (al netto di una eventuale prossima promozione). Al riscatto sono chiamati sicuramente Zhou, Shwartzman (già confermati), Lundgaard, Armstrong e Ilott. Inoltre molte nuove leve interessanti si affacceranno dalla Formula 3 con il neo-campione Oscar Piastri che sarà al volante di Prema, il giovanissimo talento francese Theo Pourchaire, Liam Lawson che dovrebbe salire in Hitech, Saregeant, Zendeli e Beckmann tutti a bussare alla porta della Formula 2 per dimostrare le proprie capacità. Il Tricolore abbandonato da Ghiotto, infine, verrà probabilmente raccolto da Matteo Nannini, già in lista per i test post season tra le fila di HWA.

Ah, forse mi sono dimenticato di dirvi dunque su quale cavallo puntare i vostri risparmi. Ma dopotutto, veramente vi fidereste?


Leggi anche: Chi è Yuki Tsunoda, la prossima stella del vivaio Red Bull


 

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Carlo Ferraro

Classe tanta e '96, comincio a seguire la Formula 1 all'età di sette anni. Da lì la passione per le corse non smette di crescere, fino a far diventare il motorsport parte integrante della mia quotidianità.
Ad oggi, tramite FuoriTraiettoria, sono accreditato Formula 1 e Formula 2.

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